1,721,002 research outputs found

    Il problema della formazione del "Tecnico Integrato"

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    This contribution deals with the issue of the lacking of an integrated formation on the many aspects related to the Urban-Environmental Planning discipline

    La cura del territorio come forma di sviluppo. Il tema e la discussione

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    Viviamo un tempo dominato da un senso di precarietà e da un’urgenza di ricostruzione che non sono più riferiti soltanto agli equilibri sociali e politici, mondiali e locali, ma anche, prima di tutto, a quelli dello spazio fisico in cui viviamo. In tale prospettiva, obiettivo della cura dei territori diviene la creazione di un nuovo modello di organizzazione spaziale e di sviluppo, inteso come insieme di valori culturali e relazioni sociali e, perciò, fortemente riconoscibile e condiviso. Oggi nel nostro paese questo obiettivo è reso ancor più necessario dalla scarsa efficacia delle politiche e dei progetti di trasformazione del territorio (basti pensare alla vulnerabilità dell’assetto idrogeologico), ma anche dalla crisi economica globale, senza precedenti per velocità e gravità, che rimandano alla necessità di adottare non solo soluzioni innovative, ma anche di ripensare modelli e paradigmi di sviluppo dai quali potrebbero discendere nuove forme di sviluppo territoriale

    Il progetto incompiuto della costa ligure

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    L’Italia è terra di coste, di valli e di catene montuose, che contribuiscono a determinarne le molteplici identità. Una peculiarità che tuttavia non è considerata dagli strumenti che governano le trasformazioni del territorio: i piani urbanistici, i piani di bacino, i piani della costa (quando ci sono) operano su livelli amministrativi separati e con progetti contraddittori. Le opere di sistemazione delle coste, dei versanti vallivi e dei corsi d’acqua non si coordinano con i disegni urbanistici. A ciò si aggiungono le trasformazioni che investono continuamente il paesaggio, in particolare, negli ultimi anni, il paesaggio delle valli e quello delle coste. In una prima fase, in seguito allo sviluppo industriale, le valli interne hanno subito il progressivo venir meno di abitanti, di servizi, di economie, di cura del paesaggio e dell’ambiente, cui ha fatto da contrappeso l’incremento massiccio di un’urbanizzazione concentrata attorno alle città e sulla costa. L’abbandono del territorio molto spesso ha contribuito al dissesto idrogeologico, affrontato con interventi di ingegneria geotecnica e idraulica,mentre la costa ha subito un processo di intensa artificializzazione a causa degli interventi di ingegneria portuale e di difesa marittima. Troppo spesso le opere di ingegneria hanno tenuto conto delle sole ragioni tecniche, tralasciando le ragioni urbanistiche dei territori circostanti. Oggi invece le città e le conurbazioni costiere non crescono più e le valli interne sono oggetto di rinnovato interesse, motivato da inedite forme produttive e abitative e dalla necessità di porre un freno all’incombente dissesto idrogeologico. La ricerca che è alla base del presente volume si alimenta proprio dei nuovi assetti territoriali che hanno preso forma, e soprattutto di un mutamento di ordine disciplinare: ciò che sta cambiando, infatti, sono anche i modelli progettuali dell’ingegneria del territorio e dell’urbanistica: nel primo caso progetti innovativi cercano la compatibilità con i fattori naturali; nel secondo caso, nuovi modelli di sviluppo territoriale perseguono l’integrazione di obiettivi di sviluppo sociale ed economico con quelli della sostenibilità ambientale. Gli autori affrontano i problemi del progetto di territorio, mettendoli a fuoco da una prospettiva comune, capace di conciliare le ragioni e i metodi dell’ingegneria, sensibile alle dinamiche dei suoli e delle acque, con quelle dell’urbanistica, che progetta le trasformazioni ambientali e paesaggistiche delle valli e delle coste. Una delle novità più forti che caratterizza questa ricerca, e quindi il libro, è proprio questa sorta di «rivoluzione morbida»: un approccio nuovo al territorio, che intende non escludere a priori nessun metodo, nessuna esigenza, cercando invece di sfruttare quanto di valido e di apprezzabile proviene dalle prospettive e dagli ambiti più vari e solo apparentemente distanti. Una «rivoluzione morbida» che implica anche e soprattutto una generale diffidenza nei confronti delle «grandi opere», gli interventi monumentali e invasivi che catturano l’attenzione dei media, e, di contro, un’attenzione particolare rivolta alle «piccole opere», poco pubblicizzate, ma la cui importanza sperimentiamo quotidianamente, e sulle quali si misura la qualità della nostra vita di ogni giorno

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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