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    Maurizio Cattelan, o della differenza

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    Il volume, a cura di Elio Grazioli e Bianca Trevisan, è uno strumento essenziale per conoscere l'arte di Maurizio Cattelan, capire da dove nasca, che cosa significhi e quali siano le ragioni del suo successo. Il saggio di Bianca Trevisan intende rileggere il lavoro di Cattelan alla luce del concetto di differenza derridiana: l'artista ci mette di fronte alla verità che la différance è alla base di ogni esistenza e che ogni individuo conserva sempre in sé anche il suo altro

    Belpaese

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    Sulle molteplicità dei sé: Flavia Alman e Sabine Reiff

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    Il presente contributo propone un’analisi delle convergenze tra pensiero cyberfemminista e crescente astrazione nella costruzione dello spazio virtuale negli anni Novanta. Nelle pratiche artistiche, quest’ultimo è infatti divenuto la sede in cui sondare i confini identitari, creare rete, piegare il gender gap nell’ambito della tecnologia informatica. In tale solco si inserisce la prospettiva di indagine sul lavoro di Flavia Alman e Sabine Reiff, protagoniste di una stagione pionieristica per la creazione di immagini digitali e installazioni interattive. Nonostante le numerose segnalazioni relative al loro lavoro, un’analisi puntuale delle loro opere e della loro poetica, invocata da Sandra Lischi in un saggio del 2018, risulta allo stato attuale ancora assente. Prendendo parte a Correnti Magnetiche, gruppo fondato nel 1985 da Mario Canali, e poi portando avanti una collaborazione a due sotto il nome di Pigreca, Alman e Reiff hanno affrontato l’ambiguità della nozione di identità e delle relazioni, utilizzando, tra l’altro, animazione 3D e software interattivi appositamente concepiti. Il loro lavoro si è sviluppato tra ricerca artistica, industrie creative e comunicazione per l’educazione, attraversando vari media: dal video all’installazione interattiva e ai programmi di computer grafica; come con Correnti Magnetiche, nelle loro opere è stata dedicata grande attenzione all’elemento sonoro. Questo intervento affronta la progressiva astrazione che caratterizza la loro ricerca, insieme a una esplorazione identitaria dall’attitudine ludica, giunta a un approccio “concreto” e alla creazione di mondi virtuali, “per interagire con la realtà, arricchirla, visualizzare cose realmente invisibili o reinventarle”, come dichiarato dalle Pigreca nel 1996

    Clotilde Poli. Cangianti mutazioni e libertà d'azione

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    La vita artistica di Clotilde Poli è stata una storia di astrazione in pittura rara nell’universo nazionale artistico del secondo dopoguerra segnata da un’incessante ricerca tra spazio, materia e dimensionalità che ha trovato in principio incapacità di comprensione da parte della critica d’arte e successivamente riconoscimenti a livello internazionale. Estranea alle convenzioni del tempo, Poli non hai mai temuto la novità confrontandosi negli anni Cinquanta con l’Arte Informale e instaurando frequentazioni importanti con Fontana, Baj, Dova e Vedova. Esito pittorico di questi anni fu la serie Immagini con echi di poetica surrealità e la partecipazione come unica donna tra i migliori artisti bergamaschi al Gruppo Bergamo (1956-1962). La sperimentazione durante la stagione informale fu fondamentale per una nuova fase creativa che, negli anni Sessanta, si rivolse verso l’astrazione geometrica e portò alla creazione di oli su tela con colori più sommessi ed evanescenti ed immagini ricche di rimandi concettuali. Le modificazioni cromatiche più accentuate portarono tra la seconda metà degli anni Sessanta e l’esordio degli anni Settanta allo sviluppo di un linguaggio marcatamente astratto che fece approdare Tilde tra i conclamati della ricerca astratta con mostre personali a Bergamo, Milano e Torino. Una nuova fase di ricerca, tra il ‘68 e il ‘75,la spinse a interpretare lo spazio come zona di risonanze e assenze sostituendo alle rigide geometrie della sua arte forme curvilinee mai rigorosamente concluse, essa intendeva rappresentare così un mondo sospeso e sconosciuto, come per noi oggi è la sua avventura creativa ancora non completamente svelata

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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