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    Meteorite al contrario

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    1_ Meteoritealcontrario.pdf (Adobe PDF file, 500x700mm)Il progetto di Davide Bertocchi, Meteorite al contrario (2010) consiste nel lancio nello spazio di una normale pietra di medie dimensioni, che costituirebbe una sorta di meteorite secondo una traiettoria opposta a quella che solitamente conduce un asteroide ad imbattersi accidentalmente nel nostro pianeta. Con questo progetto lʼartista, oltre a mettere in discussione i normali presupposti scientifici che descrivono la traiettoria e lʼablazione con lʼatmosfera di un corpo extraterrestre diretto sulla terra, cerca di sovvertire il classico paradigma tecnologico contemporaneo: il massimo della tecnologia nel minimo spazio, che in questo caso risulterebbe il minimo della tecnologia nel massimo “spazio”. Il progetto è strettamente in relazione con la poetica dellʼartista modenese, da anni residente a Parigi, ed è riconducibile ad un sistema di segni e significati e un interesse per lʼuniverso che parte da unʼopera work in progress del 1999 intitolata appunto Spazio, che in più di dieci anni ha impegnato Bertocchi nella creazione di un cosmo parallelo, circa 3000 immagini di galassie e pianeti inventati dallʼartista, mondi che portano ad interrogarci sul dilemma più antico di tutti: Siamo soli al mondo? Da dove proveniamo? Come dichiara lʼartista in unʼintervista di qualche anno fa “Credo che sia anche una sorta di sfida alla scienza e alla sua persistente volontà di spiegare tutto hic et nunc. Difficile per lʼuomo ammettere con non saprà mai perché esiste e da dove viene. Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke in 2001 Odissea nello Spazio hanno lavorato proprio su questo: questo é il monolite, ciò che resta inspiegabile, incomprensibile a noi umani, dallʼetà della pietra al futuro più remoto. Io trovo questa ambiguità una straordinaria possibilità di infinita immaginazione”. (Intervista di Daniela Lussana a Davide Bertocchi, in Teknemedia, Gennaio 2008). Bertocchi del resto parte spesso dalla scienza, esaminata come un sistema di conoscenza di cui si ricercano non solo le verità, ma anche i dati incerti a cui la disciplina non può rispondere, cosa che lo ha portato a sviluppare diversi progetti utopici tramite i media più diversi, dal video alla scultura, dallʼistallazione sonora alla fotografia. Limo (2001), Ordem e Progresso (2003) e Atomium Odissey (2007) sono tre lavori incentrati su una prospettiva utopica. Lʼartista parte dallʼarchitettura di importanti musei e strutture espositive internazionali come il Solomon R. Guggenheim Museum di New York di Frank Lloyd Wright, il Museu de Arte Contemporànea di Niteroi di Oscar Niemeyer e lʼAtomium di Bruxelles: strutture fortemente connotate che rappresentano esse stesse concetti legati a scienza e tecnologia e in cui lʼartista, utilizzando l'animazione 3D, immagina un possibile intervento utopico, creando delle situazioni surreali e per certi versi oniriche. Una limousine curva che viaggia per tutto la rampa del Guggenheim, un globo con la bandiera del brasile che ripercorre in modo impetuoso tutti gli ambienti del museo brasiliano e infine un atomo che come il “meteorite al contrario” viene lanciato nello spazio.David Bertocchi’s project, Meteorite al contrario (2010) is the launch into space of a normal stone of medium size, which would constitute a kind of meteorite, according to a trajectory opposite the one that usually leads an asteroid to accidentally stumble on our planet. With this project, in addition a to normal challenging of the scientific premises that describes the trajectory and the ablation with the atmosphere of an extraterrestrial impact directly on the ground, the artist is trying to subvert the classic paradigm of contemporary technology: the maximum technology in minimum space, which in this case would be the minimum technology in maximum "space". The project is closely related to the poetic of the artist, since long time resident in Paris, and it is referable to a system of signs and meanings, an interest in the universe that started with a work in progres born in 1999 entitled precisely Space, which in more than ten years has involved Bertocchi in the creation of a parallel universe: around 3000 images of galaxies and planets invented by the artist, worlds that make us wonder about the most ancient dilemma of all: are we alone in the world? Where do we came from? As he said in an interview a few years ago, "I think it's also a kind of challenge to science and its continued willingness to explain everything hic et nunc. It’s difficult for the man to admit that he'll never know why he exists and where he comes from. In 2001 A Space Odyssey, Kubrick and Arthur C. Clarke worked exactly on this: this is the monolith that remains unexplainable, incomprehensible to us humans from the Stone Age to the distant future. I find this ambiguity a unique opportunity to endless imagination"(Daniela Lussana, Interview with David Bertocchi in Teknemedia, January 2008). Bertocchi frequently starts with science, considered as a system of knowledge that seeks not only truth but also the uncertain data that the discipline can not answer, which led him to develop several utopian projects through different media, from video to sculpture, from sound installation to photography. Limo (2001), Ordem and Progress (2003) and Atomium Odyssey (2007) are three works focused on a utopian perspective. The artist starts from the architecture of three major international museums and showing spaces such as the Solomon R. Guggenheim Museum in New York by Frank Lloyd Wright, the Museu de Arte Contemporanea in Niteroi by Oscar Niemeyer and the Atomium in Brussels: structures that are themselves strongly connoted with science and technology in which the artist, using 3D animation, imagine an utopian possible intervention, creating surreal situations and in some ways oneiric. A curve limousine that travels for the whole ramp of the Guggenheim, a globe with a brazilian flag that covers all the areas of the Museu de Arte in an impetuous way and finally an atom that, like the "reverse meteorite", is launched into space in Bruxelles .ope

    Meteorite al contrario

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    Il progetto di Davide Bertocchi, Meteorite al contrario (2010) consiste nel lancio nello spazio di una normale pietra di medie dimensioni, che costituirebbe una sorta di meteorite secondo una traiettoria opposta a quella che solitamente conduce un asteroide ad imbattersi accidentalmente nel nostro pianeta. Con questo progetto lʼartista, oltre a mettere in discussione i normali presupposti scientifici che descrivono la traiettoria e lʼablazione con lʼatmosfera di un corpo extraterrestre diretto sulla terra, cerca di sovvertire il classico paradigma tecnologico contemporaneo: il massimo della tecnologia nel minimo spazio, che in questo caso risulterebbe il minimo della tecnologia nel massimo “spazio”. Il progetto è strettamente in relazione con la poetica dellʼartista modenese, da anni residente a Parigi, ed è riconducibile ad un sistema di segni e significati e un interesse per lʼuniverso che parte da unʼopera work in progress del 1999 intitolata appunto Spazio, che in più di dieci anni ha impegnato Bertocchi nella creazione di un cosmo parallelo, circa 3000 immagini di galassie e pianeti inventati dallʼartista, mondi che portano ad interrogarci sul dilemma più antico di tutti: Siamo soli al mondo? Da dove proveniamo? Come dichiara lʼartista in unʼintervista di qualche anno fa “Credo che sia anche una sorta di sfida alla scienza e alla sua persistente volontà di spiegare tutto hic et nunc. Difficile per lʼuomo ammettere con non saprà mai perché esiste e da dove viene. Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke in 2001 Odissea nello Spazio hanno lavorato proprio su questo: questo é il monolite, ciò che resta inspiegabile, incomprensibile a noi umani, dallʼetà della pietra al futuro più remoto. Io trovo questa ambiguità una straordinaria possibilità di infinita immaginazione”. (Intervista di Daniela Lussana a Davide Bertocchi, in Teknemedia, Gennaio 2008). Bertocchi del resto parte spesso dalla scienza, esaminata come un sistema di conoscenza di cui si ricercano non solo le verità, ma anche i dati incerti a cui la disciplina non può rispondere, cosa che lo ha portato a sviluppare diversi progetti utopici tramite i media più diversi, dal video alla scultura, dallʼistallazione sonora alla fotografia. Limo (2001), Ordem e Progresso (2003) e Atomium Odissey (2007) sono tre lavori incentrati su una prospettiva utopica. Lʼartista parte dallʼarchitettura di importanti musei e strutture espositive internazionali come il Solomon R. Guggenheim Museum di New York di Frank Lloyd Wright, il Museu de Arte Contemporànea di Niteroi di Oscar Niemeyer e lʼAtomium di Bruxelles: strutture fortemente connotate che rappresentano esse stesse concetti legati a scienza e tecnologia e in cui lʼartista, utilizzando l'animazione 3D, immagina un possibile intervento utopico, creando delle situazioni surreali e per certi versi oniriche. Una limousine curva che viaggia per tutto la rampa del Guggenheim, un globo con la bandiera del brasile che ripercorre in modo impetuoso tutti gli ambienti del museo brasiliano e infine un atomo che come il “meteorite al contrario” viene lanciato nello spazio.David Bertocchi’s project, Meteorite al contrario (2010) is the launch into space of a normal stone of medium size, which would constitute a kind of meteorite, according to a trajectory opposite the one that usually leads an asteroid to accidentally stumble on our planet. With this project, in addition a to normal challenging of the scientific premises that describes the trajectory and the ablation with the atmosphere of an extraterrestrial impact directly on the ground, the artist is trying to subvert the classic paradigm of contemporary technology: the maximum technology in minimum space, which in this case would be the minimum technology in maximum "space". The project is closely related to the poetic of the artist, since long time resident in Paris, and it is referable to a system of signs and meanings, an interest in the universe that started with a work in progres born in 1999 entitled precisely Space, which in more than ten years has involved Bertocchi in the creation of a parallel universe: around 3000 images of galaxies and planets invented by the artist, worlds that make us wonder about the most ancient dilemma of all: are we alone in the world? Where do we came from? As he said in an interview a few years ago, "I think it's also a kind of challenge to science and its continued willingness to explain everything hic et nunc. It’s difficult for the man to admit that he'll never know why he exists and where he comes from. In 2001 A Space Odyssey, Kubrick and Arthur C. Clarke worked exactly on this: this is the monolith that remains unexplainable, incomprehensible to us humans from the Stone Age to the distant future. I find this ambiguity a unique opportunity to endless imagination"(Daniela Lussana, Interview with David Bertocchi in Teknemedia, January 2008). Bertocchi frequently starts with science, considered as a system of knowledge that seeks not only truth but also the uncertain data that the discipline can not answer, which led him to develop several utopian projects through different media, from video to sculpture, from sound installation to photography. Limo (2001), Ordem and Progress (2003) and Atomium Odyssey (2007) are three works focused on a utopian perspective. The artist starts from the architecture of three major international museums and showing spaces such as the Solomon R. Guggenheim Museum in New York by Frank Lloyd Wright, the Museu de Arte Contemporanea in Niteroi by Oscar Niemeyer and the Atomium in Brussels: structures that are themselves strongly connoted with science and technology in which the artist, using 3D animation, imagine an utopian possible intervention, creating surreal situations and in some ways oneiric. A curve limousine that travels for the whole ramp of the Guggenheim, a globe with a brazilian flag that covers all the areas of the Museu de Arte in an impetuous way and finally an atom that, like the "reverse meteorite", is launched into space in Bruxelles

    Gli stili educativi delle famiglie con figli nelle scuole statali e in quelle di privato sociale: quali differenze?

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    Questa ricerca nasce con la finalità di esplorare come gli stili di dialogicità e di aiuto parentale cambino all’interno dei due campioni presi in considerazione ovvero il mondo delle scuole statali e quello delle scuole di privato sociale di Bologna e se determinino o influenzino la partecipazione del figlio ad altri servizi e/o sviluppino nei genitori atteggiamenti fiduciari o pro-sociali verso gli al-tri parenti, per cercare di capire se esistano degli stili educativi differenti nei due campioni. Per misurare il grado di dialogicità familiare sono state prese in considerazione due dimensioni fondamentali. Quella del tempo del dialogo che comprende al proprio interno sia aspetti di dialogo di “compagnia” misurati attraverso variabili come “il trovarsi per guardare insieme la Tv” e lo “sta-re insieme in altri momenti” che aspetti di dialogo di cura e orientamento come “parlare di problemi personali con il proprio figlio”. E quella delle tematiche del dialogo misurata attraverso variabili che verificano se in presenza dei figli (coinvolgendoli o meno) si discute di politica, lavoro o pro-blemi sociali, dei problemi della propria famiglia, di quello che capita (per esempio fatti di cronaca) o di religione. Attraverso queste variabili è stato costruito l’indice di dialogicità familiare

    Il paradigma relazionale e la trasmissione socio-culturale fra le generazioni

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    La trasmissione dei modelli socio-culturali da una generazione all’altra è l’oggetto di studio di questo saggio, il quale osserva quali sono le tesi e le ricerche empiriche prevalenti, descrivendone i punti di forza e i limiti e proponendo poi un modo diverso di studiare la trasmissione intergenerazionale cioè attraverso il paradigma relazionale. La trasmissione intergenerazionale spesso viene definita come un processo che rende possibile una certa continuità culturale. La trasmissione però è selettiva cioè non tutti i contenuti culturalmente rilevanti vengono trasmessi. La trasmissione potrebbe anche essere migliorata dalle cosiddette «transmission belts» (Schönpflug 2001) ovvero quelle condizioni favorevoli per la trasmissione all’interno di un particolare contesto socioeconomico e culturale, come le caratteristiche personali del “trasmittente” e del “ricevente” (livello di educazione ed età) e le variabili di interazione familiare (il modo di essere genitori e la relazione coniugale fra i genitori). La trasmissione culturale, poi, diversamente dalla trasmissione genetica richiede una qualche forma di apprendimento sociale. Quindi si può parlare di trasmissione intergenerazionale quando gli adulti insegnano intenzionalmente alle generazioni più giovani o quando le generazioni più giovani imitano gli adulti. La persistenza culturale è essenzialmente una questione di trasmissione sociale: se nuovi membri di una cultura entrano e lasciano il sistema lentamente la trasmissione può essere lenta e diffusa; se nuovi membri invece entrano ed escono rapidamente, la cultura può essere trasmessa rapidamente e intensivamente. La trasmissione verticale, come afferma Schönpflug, dalla generazione dei genitori a quella dei figli sembra essere meno sensibile alla variabilità ambientale. In ogni caso il processo di trasmissione culturale non porta a una replicazione costante della cultura nelle successive generazioni, ma si colloca tra una esatta trasmissione (con appena qualche differenza tra genitori e figli) e un completo fallimento della trasmissione (con appena qualche somiglianza tra le generazioni). Tutte e due questi estremi potrebbero essere problematici per una società: la trasmissione esatta non lascia spazio alla novità e al cambiamento e quindi alla capacità di rispondere a nuove situazioni; il fallimento della trasmissione non permette un’azione coordinata tra le generazioni

    I “discorsi” sulla partecipazione e sulla cittadinanza nelle politiche italiane: i giovani e i migranti

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    Il libro affronta il tema della partecipazione civica e politica delle giovani generazioni. Quali strumenti concettuali abbiamo per capire questo fenomeno? Quali startegie possono e debbono mettere in campo le istituzioni e la società civile per promuovere l'inclusione sociale e il protagonismo delle giovani generazioni? Il volume riporta l'ampia letteratura prodotto per comprendere i fattori alla base della partecipazione civica e politica e raccoglie le testimonianze dei giovani e di coloro che elaborano e promuovono le politiche in loro favore. Il testo è il prodotto del progetto europeo PIDOP (Processes Influencing Democratic Ownership and Partecipation) finanziato dalla Commissione Europea nel 7° Programma Quadro

    Alcuni dati sulla partecipazione dei giovani in Italia e in Europa

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    Il capitolo propone un quadro aggiornato della partecipazione sociale e politica dei giovani, a livello europeo ed italian

    Famiglia-e: tradizione e cambiamento

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    Il capitolo intende approfondire i nuovi processi fondativi delle famiglie. Nell’attuale società le tipologie di combinazioni familiari sono molteplici e ciò comporta cambiamenti di tipo culturale, politico, giuridico e l’ammissione di nuovi paradigmi. La capacità di accettare e riconoscere la molteplicità di forme familiari evita ogni possibile patologizzazione delle diversità e ogni tentativo di esclusione in virtù di una aprioristica valutazione

    Bertocchi, Daniela, Ravizza, Gabriella e Rovida, Letizia (2014). Metodi e strumenti per l’insegnamento e l’apprendimento dell’italiano. Napoli, Italia: EdiSES

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    Nella presente recensione verrà presentato il volume Metodi e strumenti per l’insegnamento e apprendimento dell’italiano di Bertocchi Daniela, Ravizza Gabriella e Rovida Letizia, pubblicato presso la casa editrice EdiSES di Napoli nel 2014. I destinatari a cui si rivolgono le tre autrici sono futuri docenti di italiano o docenti già esperti. Il volume, al tempo stesso teorico e pratico, è articolato in quattro capitoli dedicati a concetti fondamentali quali l’educazione linguistica, le competenze, le abilità (in modo particolare quella della lettura), la riflessione metalinguistica e alla presentazione delle indagini nazionali e internazionali sulle competenze di lettura degli studenti. Il volume è caratterizzato, inoltre, da una ricca bibliografia specifica relativa alle tematiche affrontate in ogni capitolo e da una sitografia ragionata
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