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    Relazioni e scambi nell’Abruzzo in epoca preromana

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    Recenti scoperte archeologiche nel territorio abruzzese stanno restituendo le culture materiali dei gruppi tribali di origine sabina che erano stanziati nell’Abruzzo preromano, permettendo di delineare le relazioni tra i singoli gruppi e i rapporti con le altre popolazioni della penisola italica. In questo quadro generale vengono esaminate la diffusione in Abruzzo prima della ceramica «matt-painted » prodotta nell’Apulia, probabile indice di scambi di materie prime nei quali un ruolo di rilievo era svolto dai metalli, e quindi delle spade lunghe, prodotte forse da un’officina medio-adriatica su ispirazione di artigiani capenati. Anche per i cospicui ritrovamenti della necropoli di Fossa è possibile prospettare una situazione analoga : le fibbie da cinturone decorate a pallottole, tradizionalmente in bronzo ed eccezionalmente in ferro, sembrano da attribuire all’ambiente locale, capace anche di recepire vasellame fine dall’Etruria meridionale e di rielabolarlo in maniera autonoma.Benelli Enrico, Naso Alessandro. Relazioni e scambi nell’Abruzzo in epoca preromana. In: Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, tome 115, n°1. 2003. Antiquité. pp. 177-205

    Giotto: spazio e architettura

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    L'invenzione da parte di Giotto di un nuovo modo di concepire lo spazio pittorico e l'architettura dipint

    L'evoluzione urbana nel Bilad Al Sham con l'arrivo dell'Islam. Anjar: un caso di studio

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    Questa tesi nasce da un interesse per l'influenza classica sui paesi del Medio Oriente, e in particolare l'area di Bilad al Sham, che comprende Libano, Siria, Palestina e Giordania. Questa zona è stata testimone di un grande scambio interculturale, e l'urbanistica delle sue città racchiude nel loro pianta urbanistica un chiromante di epoca classica che merita molta attenzione. La situazione in questi paesi sopra menzionati, dal crollo economico e politico in Libano, alla guerra in Siria e all'occupazione della Palestina, ha portato a una mancanza di studi in queste aree che porta a una mancanza di comprensione dell'influenza classica sulla creazione della medina musulmana che aveva le sue radici in questa zona dell'impero musulmano. Gli Omayyadi, la prima dinastia dell'Islam, presero Damasco come capitale e generarono le prime leggi dell'urbanistica musulmana, fortemente influenzate dalle città classiche che ereditarono dalle aree in cui si stabilirono. Anjar, una delle prime strutture omayyadi, mostra nella sua pianta la trasformazione della città orientale e le sue metamorfosi tra la polis classica e la prima medina musulmana. La tesi si propone di discutere la storia generale della città orientale, fino all'arrivo dei musulmani omayyadi al potere a Damasco, e il loro adattamento degli elementi urbani classici per creare i loro primi muduun, utilizzando Anjar come caso di studio per evidenziare l'influenza classica diretta sulla creazione della medina musulmana con l'assenza di qualsiasi pianificazione urbana musulmana nel primo periodo dell'Islam. La ricerca di una città come Anjar in Libano, pone lo studio di fronte a difficoltà politiche ed economiche, parallelamente alla mancanza di studi e all'assenza di un archivio sulla città nella sua madrepatria, il Libano. La tesi utilizza quindi un approccio comparativo al fine di superare questi ostacoli e arrivare a una teoria corretta su Anjar, la sua natura, la sua origine e il suo ruolo nel plasmare la successiva medina musulmana

    Mechanical characterization of joints and Surface treatment to enhance their bonding strength

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    L'abstract è presente nell'allegato / the abstract is in the attachmen

    A imagem de Alessandro Baricco no Brasil

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    Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão, Programa de Pós-Graduação em Estudos da Tradução, Florianópolis, 2013.Com a intenção de delinear o modo pelo qual o escritor italiano Alessandro Baricco se inseriu no sistema literário brasileiro e os caminhos percorridos pelos seus livros traduzidos, esta dissertação dá voz às experiências tradutórias de seus tradutores. A inserção de Bariccono Brasil tem seu início em 1997, através de uma proposição da Profa. Dra. Roberta Barni à editora Iluminuras da tradução de Oceano Mare. A partir daí, outras sete obras foram publicadas no Brasil, sendo três delas traduzidas por Roberta Barni e as outras quatro por quatro tradutores diferentes. De um lado, considera-se o tradutor como figura principal namediação entre culturas, e, de outro, se analisa a realidade desta figuradentro do sistema literário, sua invisibilidade, seus limites e o exercíciode sua profissão. A pesquisa conta, ainda, com críticas e resenhas referentes ao autor italiano publicadas em jornais consagrados no Brasil, considerando estas como parte constituinte da imagem de Baricco refletida em território nacional. Abstract : Intending to delineate the way the Italian writer Alessandro Baricco has been inserted in the Brazilian literary system and the paths his translated books have followed, this thesis gives voice to the translating experiences of his translators. Baricco's insertion in Brazil began in 1997, through a personal project of Dr. Roberta Barni, with her translation of Oceano Mare. Since then, seven other of his works have been published in Brazil, three of which were translated by Roberta Barni and the other four by four different translators. On the one hand,the translator is considered as the main figure in mediation betweencultures and, on the other, this figure's reality is analyzed within theliterary system: its invisibility, its limits and its professional practice. Criticisms and reviews of this Italian author published in well established Brazilian newspapers are also considered, with the understanding that they are part of Baricco's image reflected here
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