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    A presença de Giambattista Basile nas narrativas populares de Charles Perrault e dos irmãos Grimm: os vultos de Cinderela

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    Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão, Programa de Pós-Graduação em Literatura, Florianópolis, 2009.Esta dissertação tem por objetivo analisar Lo cunto de li cunti de Giambattista Basile, escrito em dialeto napolitano, no século XVII. Esta obra é um conjunto de histórias narradas em prosa, apresentado sob o modelo do Decameron, que representou de forma abrangente a cultura de sua época, principalmente a popular. Dentre as várias histórias presentes neste livro, foi selecionada a história de Cinderela, para, através de seu arquétipo, verificar a presença de Basile nas versões de Charles Perrault e na dos irmãos Grimm, dessa mesma história.The goal of this dissertation is to analyze Giambattista Basiles Lo Cunto de li cunti, which was written in Napolitan dialect, on the XVII century. This work is a prose stories collection, presented under Decamerons model, and that represented that times culture, especially the popular one. Between the stories in this book, Cinderella was chosen for verifying the Basiles presence on the Charles Perrault and Brotherss version

    Collezioni della Dotazione Basile

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    La Dotazione Basile è costituita dal materiale documentario delle attività professionali e scientifiche degli architetti Giovan Battista Filippo Basile (Palermo 1825 – 1891) ed Ernesto Basile (Palermo 1857 – 1932), padre e figlio; tale materiale è stato donato all’inizio degli anni Cinquanta dalla famiglia Basile alla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo. Ad esso successivamente sono stati aggregati altri due fondi: nel 1971 l’Archivio Ducrot, relativo prevalentemente alla documentazione fotografica e grafica dell’attività produttiva del celebre mobilificio palermitano; nel 1992 le trentaquattro Tavole Didattiche, fatte realizzare negli anni Ottanta del XIX secolo da G. B. F. Basile su suoi studi e schizzi (eseguite da Michelangelo Giarrizzo su supporti di tela di m. 2,40 x 1,96) e collocate originariamente nell’Aula Magna della Regia Scuola per Ingegneri e Architetti di Palermo (restaurate nel 1992 con finanziamento della Provincia Regionale di Palermo)

    Progetti e disegni Archivio Basile

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    PROGETTI E DISEGNI ARCHIVIO BASILE La sezione Progetti e disegni Archivio Basile del Catalogo della mostra delle Collezioni Basile e Ducrot consta di tredici pannelli per un totale di sessantatre tavole (fra disegni singoli e composizioni di diversi elaborati grafici) relative a progetti di architetture di Giovan Battista Filippo Basile e di Ernesto Basile compresi fra il 1859 e il 1928. Ogni unità documentaria è illustrata da una didascalia scientifica. La selezione di queste centosei unità documentarie dell’Archivio Basile della Dotazione Basile-Ducrot (oggi denominata Collezioni Basile e Ducrot) dell’Università degli Studi di Palermo (Dipartimento di Architettura) riguarda un ventaglio di tipologie grafiche e di categorie progettuali comprese fra il periodo di transizione fra neostili ed eclettismo e il periodo di codificazione classicista del modernismo

    Ernesto Basile

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    ERNESTO BASILE Ernesto Basile (Palermo 1857-1932) architetto, docente di Architettura Tecnica presso gli Atenei di Roma e di Palermo, è uno dei principali protagonisti della lunga stagione del modernismo italiano. Allievo del padre Giovan Battista Filippo ne interpreta con problematicità quella «ricerca del nuovo» che ne aveva distinto l’operato nell’ambito della cultura architettonica italiana dell’arco temporale compreso fra il tramonto dei neostili e del romanticismo e la maturità dell’eclettismo. Di quest’ultimo lo stesso Ernesto Basile sarà uno dei più interessanti protagonisti nella stagione di transizione verso il modernismo. Personalità di spiccate qualità intellettuali e di considerevole potere accademico Ernesto Basile sarà uno dei principali promotori e sostenitori della svolta culturale di fine Ottocento che permette anche in Italia la fioritura di una eccezionale stagione Arte Nuova. Sarà lui uno dei pochi architetti italiani a costituire un vero e proprio cenacolo interdisciplinare ed a perseguire quell’unità delle arti che distingue le più avanzate coeve manifestazioni del modernismo europeo. Sostenuto da una facoltosa committenza siciliana, colta e di respiro internazionale, e da quella parte della classe politica nazionale votata al progresso del giovane stato italiano e alla promozione di una cauta riforma meliorista della società, Basile fece della ricerca della qualità la misura di una professione dedicata all’azione educatrice dell’arte intesa come componente fondamentale del cammino della civiltà. La ricerca di un’eccellenza della normalità distingue, per controllo e robusta semplicità degli ordinamenti, la sua linea progettuale dagli effimeri exploit del Liberty degli altri progettisti italiani; questo sia nei confronti delle insistite riforme vitalistiche delle strumentazioni formali sia in relazione a quel gusto per l’iperbolico che avrebbe portato a sviluppi inattesi del modernismo italiano. Definito dalla critica coeva pioniere del “rinnovamento” artistico e architettonico nazionale degli anni della Belle Époque, raggiunge fama internazionale nel periodo compreso fra il 1900 e il 1918, con opere come il Villino Florio, Villa Igiea, la propria casa in via Siracusa, il Villino Fassini e la Villa Deliella (tutte a Palermo), e come il Palazzo dell’Aula dei Deputati a Montecitorio (Roma). Partecipa con successo alle esposizioni internazionali d’arte e di arti decorative moderne svoltesi a Torino nel 1902 e a Venezia dal 1903 al 1909, nonché a Milano nel 1906. Le riviste inglesi, tedesche, austriache e, naturalmente, italiane dell’epoca testimoniano l’attenzione riservata alla sua produzione architettonica (e alla sua originale declinazione siciliana dei principi della progettazione integrale e dell’ideale estetico della Gesamtkunstwerk), riconoscendone il ruolo di punta avanzata (in ambito italiano), per la modernità del linguaggio e per la sensibilità verso il nuovo gusto estetico. Anagraficamente più anziano degli altri protagonisti del Liberty, operò con autorevolezza accademica nel tentativo di promuovere il movimento di rinnovamento in Italia e (fra i pochi in Europa) dette vita ad una qualificata scuola del “progetto moderno”, presto ricondotta, però, in un indirizzo di maniera che, negli anni Venti, finì per isolarne i componenti dai nuovi orientamenti della cultura architettonica internazionale; un processo parallelo alle sorti della società civile siciliana, dei cui fasti (come esemplare fenomeno di rinascita economica e culturale nel periodo a cavallo dei due secoli) era stato sottile e inappuntabile interprete. La sua attività professionale, diffusamente praticata in tutta la nazione, ma soprattutto a Palermo, a Roma e in un gran numero di città della Sicilia, è stata esaltata da una singolare capacità progettuale e da una eccezionale resa grafica che fanno dei suoi disegni delle autentiche opere d’arte

    I Disegni della Collezione Basile

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    A trentacinque anni dalla mostra Ernesto Basile Architetto della Biennale di Venezia e a quindici anni dal restauro dei disegni di Giovan Battista Filippo Basile e di Ernesto Basile, oggi conservati nella Collezione Basile del Dipartimento di Architettura dall’Università degli Studi di Palermo, questo volume pubblica il catalogo completo di quella parte della produzione grafica (progettuale e artistica) dei due architetti palermitani, padre e figlio, affidato negli anni Sessanta del XX secolo da Roberto Basile (figlio di Ernesto) alla Facoltà di Architettura di Palermo (e allora conservato nella Dotazione Basile). Questo insieme di unità documentarie costituisce la più significativa raccolta di disegni dei Basile e rappresenta una delle più articolate testimonianze di attività progettuali in Italia del periodo compreso fra il tardo romanticismo e gli anni Venti del XX secolo. Esponenti di primo piano della cultura architettonica italiana dei secoli XIX e XX G.B.F. Basile ed E. Basile condividono, nei rispettivi ambiti temporali e contesti culturali, l’aspirazione alla riformulazione della cultura del progetto in aderenza ad una visione positiva del progredire della società. Tradottasi in ansia sperimentale nell’opera progettuale di G.B.F. Basile e nella messa a punto in divenire del processo di ridefinizione significante di codici e di sistemi compositivi di E. Basile la comune aspirazione al rinnovamento avrebbe assicurato alcune delle migliori espressioni dell’architettura italiana, rispettivamente, del periodo eclettico e di quello modernista. La raccolta di unità documentarie del corpus del fondo archivistico della Collezione Basile del Dipartimento di Architettura di Palermo non è che una parte, per quanto cospicua, delle produzioni grafiche dei due Basile; essa è tuttavia un fondamentale campo di studio dell’attività progettuale, di quella artistica e di quella scientifica di entrambi, oltre a costituire un importante segmento di conoscenza in relazione ad un più ampio contesto della cultura architettonica italiana d’età contemporanea

    Collezioni Basile e Ducrot. Mostra documentaria degli archivi

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    La mostra permanente delle Collezioni Basile e Ducrot presso l’Edificio n. 14 (ex Facoltà di Architettura, oggi Dipartimento di Architettura) della Città Universitaria di Palermo (viale delle Scienze) consiste in una selezione di materiali documentari conservati nella Dotazione Basile-Ducrot (denominazione oggi mutata in Collezioni Basile e Ducrot) dell’Università degli Studi di Palermo. La Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo negli anni Cinquanta del XX secolo (nella prima sede di via Caltanissetta) ha ricevuto il materiale documentario degli architetti Basile direttamente dalla famiglia (per volontà di Roberto Basile, figlio di Ernesto). Al Fondo Basile successivamente sono stati aggregati altri due fondi: nel 1971 quello dei materiali documentari provenienti dall’Archivio e dalla Biblioteca della ditta Ducrot (acquistati in seguito all’Asta Fallimentare bandita dal Tribunale di Palermo nel 1970) consistenti prevalentemente nella documentazione (fotografica e grafica) dell’attività produttiva e degli stabilimenti del celebre mobilificio palermitano, oltre che dei cataloghi di vendita e dei fascicoli di periodici conservati nella relativa biblioteca aziendale; nel 1992 il Fondo delle Tavole Didattiche realizzate negli anni Ottanta del XIX secolo, sotto la direzione di G.B.F. Basile (e in parte su suoi studi e schizzi), da Michelangelo Giarrizzo su supporti di tela di juta (trattata con gesso dolce, colla di coniglio e bianco di titanio) di m. 2,37 x 1,92 e collocate, originariamente, nell’Aula Magna della ex Regia Scuola per Ingegneri e Architetti di Palermo, sita in via Maqueda nel complesso detto del Convento della Martorana. In questo plesso i fondi della Dotazione Basile-Ducrot sono stati conservati fino al 2011 e quindi trasferiti nella sede definitiva dell’Edificio n. 14 (nuova sede della Facoltà di Architettura) della Città Universitaria in Viale delle Scienze (via Ernesto Basile, Palermo). L’attuale dislocazione comprende due ambienti distinti (entrambi accessibili anche ai disabili) denominati Area 1 e Area 2: la prima, sistemata su progetto del 2002 di Tilde Marra (con la collaborazione di Armando Barraja), è formata dalla Galleria delle Tavole Didattiche, destinata sia alla mostra permanente delle 34 tavole di M. Giarrizzo (supporto illustrativo del Corso di Architettura Tecnica tenuto, fra il 1875 e il 1891, da G.B.F. Basile presso la Regia Scuola per Ingegneri e Architetti di Palermo) che ad ospitare manifestazioni culturali e l’esposizione ciclica di disegni di progetto dei Basile e di materiali documentari dell’industria Ducrot; l’Area 2 è destinata alla conservazione e alla consultazione delle biblioteche e delle raccolte della Dotazione Basile-Ducrot. La mostra si compone di quattro sezioni: Mostra Archivio Basile; Mostra Tavole Didattiche; Mostra Archivio Ducrot; Mostra Biblioteche Basile e Ducrot

    Giovan Battista Filippo Basile e Gottfried Semper. Tangenze e confluenze nella cultura architettonica europea della seconda metà del XIX secolo

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    Con questo saggio si cerca di dare un contributo di conoscenza su Giovan Battista Filippo Basile, architetto che ha rappresentato la figura centrale e di maggiore risonanza europea prodotta negli anni a cavallo dell’Unità d’Italia dalla cultura architettonica palermitana. Il tentativo di avvicinare l’opera teorica di Giovan Battista Filippo Basile a quella di Gottfried Semper, oltre ad evidenziare la dimensione europea del suo pensiero, consente di sottolineare l'importanza del ruolo svolto dal fondamento razionale e teorico, congiuntamente all’esame critico della società, dei suoi valori e dei suoi costumi nell'azione degli architetti; tale approccio alla disciplina fa apparire ai nostri occhi l’insegnamento di Semper e Basile e le loro riflessioni ancora oggi profondamente valide e sollecitanti.With this essay the author seeks to give a contribution regarding Giovan Battista Filippo Basile, a central figure in the architectural of Palermo and the Sicilian architect of greatest European resonance during the period of italian unification.The text links the theoretical work of Giovan Battista Filippo Basile to that of Gottfried Semper, and underlines the European dimension of Basile’s thought. This essay emphasizes the importance of the role played by a rational and theoretical foundation allied with the critical examination of the societal values as expressed in the actions of architects. In the eyes of the author this disciplinary approach gives the teaching and meditations of Semper and Basile current validity appea

    Archivio Ernesto Basile/Ernesto Basile (1857-1932)

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    Ernesto Basile (Palermo 1857-1932), architetto, docente di Architettura Tecnica presso gli Atenei di Roma e Palermo, originale interprete dell’ultimo eclettismo, è uno dei principali protagonisti della lunga stagione del modernismo italiano, operando prevalentemente in Sicilia e a Roma; diversamente dal padre ha curato con implacabile attenzione la documentazione della sua attività professionale. Il corpus relativo alla produzione progettuale e artistica di Ernesto Basile (elaborati grafici, schizzi, studi e rilievi) conservato nella Raccolta Disegni della Dotazione Basile-Ducrot consta di 2.239 fogli, ai quali andrebbero aggiunti altri 12 disegni (alla stesura dei quali potrebbe avere partecipato Ernesto) relativi al progetto presentato unitamente al padre al Concorso Nazionale per il Monumento a Vittorio Emanuele II in Roma del 1880-1881. La Dotazione Basile-Ducrot è, pertanto, la maggiore fonte di documentazione della produzione progettuale di Ernesto Basile: questo nonostante le considerevoli dispersioni e frammentazioni verificatesi anche prima della sua morte (come nel caso degli elaborati progettuali rimasti presso l’Archivio della Camera dei Deputati a Roma e della probabile perdita dei suoi disegni esecutivi per mobili e arredi durante uno degli incendi delle Officine Ducrot). La ricchezza del materiale conservato e la magistrale perizia grafica nella stesura, anche del più modesto disegno, fanno di questa raccolta un patrimonio grafico di grande valore artistico oltre che documentario. Altri materiali (disegni, documenti e fotografie) sono conservati principalmente nell’Archivio della famiglia Basile (Palermo) ed anche presso l’Archivio della Camera dei Deputati (Roma), presso il Museo della Medicina di Trapani, presso gli archivi comunali delle tante città nelle quali operò, presso poche collezioni private e presso alcuni degli archivi degli eredi di suoi committenti. Di minore entità risultano la Raccolta Documenti (relazioni tecniche, telegrammi, corrispondenza varia) e la Raccolta Fotografica (formata da poche serie incomplete di documentazioni, prevalentemente di cantiere)

    Teagene : poema

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    del cavalier Gio. Battis.ta Basile napolitano, conte di ToroneDiversi errori nella numerazione delle pagineRitratto dell'A.: Eq. Io. Bapt. Caracciolus del., Nicolaus Perrey sculpsi

    Giambattista Basile, "Lo cunto de li cunti" and its film adaptation "The tale of tales" by Matteo Garrone

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    openIn tale tesi si discuterà dell'opera letteraria seicentesca del Basile e della sua trasposizione cinematografica del 2015, indicandone le somiglianze e le differenze. Verranno poi fatti altri esempi di trasposizioni del libro
    corecore