1,721,250 research outputs found

    The Double Moon Drawing in front of the challenge of research

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    The first paragraph presents an overview of qualitative research in which the DMD was used together with other different tools, such as the self-report type, showing how this instrument can be applied fruitfully in different fields, also through the choice of a specific version. The different areas of qualitative research presented concern respectively the themes of fostering, adoption, divorce, family reconstitution, and immigration. As regards family fostering, three different studies are described, aimed, respectively, the first at foster parents and their foster children, the second at foster psycho-social workers, the third at foster siblings in joint and disjointed foster care. Regarding adoption, two different studies concern the first adoptive parents and their adopted child; the second adults adopted children, who in turn became parents. As regards divorce, the research subjects were young adults, children of divorced parents; while regarding the reconstituted families, the subjects were biological and step-parent with a child of a previous marriage. Regarding immigration, the interviewed subjects were immigrant adolescents, to deepen their representation of their family world in the new context. The diverse qualitative research projects are focused on one or more specific levels of family boundaries – individual, generational, intra-systemic, or inter-systemic – depending on the peculiarity of the in-depth theme. The main objective of the second paragraph is to connect the qualitative analysis of the data of the DMD to quantitative analysis, in order to have a more informative and reliable picture of family relationships. Starting from the selection of specific quantitative indicators, such as topological distance, the relative size of the used symbols etc., we built a new brief scale to code the child’s DMD and measure the level of “integration” of family boundaries perceived by the child. We included the indicators which were the most representative and relevant to the construct of boundaries integration, and easier to quantify. In total, seven indicators were selected and used as items to calculate the level of relationship boundaries integration. With the aim of exemplifying the use of this coding system, we take up two cases (one refers to an adopted child and the other to a child with separated parents). The coding process was carried out by two independent observers, and through the interrater comparison a high convergence was observed between the scores attributed. Psychometric properties of the scale (i.e., factorial structure and reliability) were assessed and correlations between DMD scores and family boundary ambiguity in a group of adolescents from separated families were calculated to assess the construct validity

    La relazione tra le relazioni: come il legame di coppia influenza la genitorialità?

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    L'incontro con l'altro/a, all'origine della genitorialità, pone una serie di sfide che vanno (ac)colte per la promozione di legami familiari generativi. Come far sì che la bellezza della relazione, pur nelle fatiche, venga riconosciuta ed ereditata dai figli e dalle figlie? L'incontro online si propone come un breve spazio di riflessione, costruito insieme ai/alle partecipanti, sul modo in cui la relazione di coppia e quella genitoriale possono intrecciarsi tra loro

    Di generazione in generazione: le relazioni familiari come fonte generativa di valore

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    Le relazioni intergenerazionali rappresentano una significativa risorsa per lo sviluppo e il benessere delle giovani generazioni. In una prospettiva multigenerazionale, il presente studio si pone l'obiettivo di evidenziare come lo scambio valoriale tra le generazioni, pur nelle difficoltà che oggi paiono caratterizzarlo più di un tempo, possa ancora sottendere processi generativi, prosociali. Nell'articolo saranno illustrati i risultati di ricerche italiane sulla trasmissione dei valori, che ne evidenziano la natura interattiva e bidirezionale, in cui la nuova generazione si muove tra un forte bisogno di appartenenza e un significativo bisogno di distintività. Rinnovare, in presenza di un riconoscimento del valore dell'eredità ricevuta, rappresenta l'esito auspicabile della trasmissione: in questo caso, il figlio ha un patrimonio di riferimento a partire dal quale elaborarne uno sentito proprio, percependosi parte di una storia familiare che lascia spazio a un dire e fare nuovi

    L’attuazione dei provvedimenti di affidamento. Profili psicologici

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    L’intervento di allontanamento del minore dalla casa familiare rappresenta sul piano psicologico un processo di estrema rilevanza e delicatezza, la cui dinamica e le cui conseguenze sono ancora poco esplorate o comunque molto meno di quanto dovrebbero esserlo in considerazione del portato che l’allontanamento ha nella vita del bambino e della sua famiglia. Frequentemente si sente parlare di “prevenzione dell’allontanamento”, il che rende evidente la diffusa consapevolezza circa le fatiche che esso genera (quelle che dalla letteratura inglese sono definite, senza mezzi termini, harm of child removal) e la sua natura di soluzione provvisoria e non certo risolutiva. Con ciò non si vuole negare l’azione benefica, se non addirittura salvifica, che l’allontanamento del minore può esercitare a fronte di situazioni di pericolo per l’integrità psicofisica dello stesso. Esso però va agito, fin dall’esordio (progettuale ancora prima che operativo), in un sistema coordinato di cura che includa l’intero corpo familiare. Tempi e spazi, come vedremo nel corso di questa presentazione, sono centrali nel processo di allontanamento: muovere l’anima, ossia il minore, lasciando il corpo familiare disorganizzato e in stallo, pone la prima nell’impossibilità di trovare una nuova dimensione spazio-temporale sufficientemente familiare da essere abitabile. Colpisce il fatto che gli studi scientifici, in più ambiti disciplinari e soprattutto nel contesto nazionale, si siano focalizzati quasi esclusivamente sulle ragioni che portano all’allontanamento del minore e sul conseguente affido o collocamento in comunità, come se esistesse un prima e un dopo di un evento insondabile. Ecco, quindi, che la giurisprudenza dibatte sul bambino da allontanare e sui motivi di un legittimo allontanamento, mentre la psicologia, insieme alle scienze dell’educazione e dell’assistenza sociale, finisce con il concentrarsi sugli effetti psicosociali dell’intervento e sui modi per supportare il bambino allontanato. Poco invece si conosce sul minore in allontanamento, su cui ci si focalizzerà invece nel corso del presente intervento con lo scopo di mostrare come la gestione di un momento possa assumere un significato vitale

    Strumenti self-report per conoscere le famiglie

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    «Quale strumento posso utilizzare?». È la domanda che viene spesso posta dagli operatori e dai ricercatori ogniqualvolta si vuole ‘sapere qualcosa’ sulle famiglie. A fronte di tale interrogativo, questo libro illustra e analizza le diverse scale di misura utilizzate, in ricerche italiane, per lo studio delle relazioni familiari. Il percorso proposto si articola in tre parti: nell’introduzione di Margherita Lanz vengono evidenziate alcune peculiarità della ricerca sulla famiglia e fornite sinteticamente nozioni-base sugli strumenti self-report e sulle loro proprietà. Segue la presentazione delle scale di misura selezionate: strumenti per i quali si dispone di dati psicometrici riferiti al nostro contesto nazionale. Chiudono il lavoro alcune riflessioni critiche, di carattere metodologico, sulle caratteristiche e qualità degli strumenti presentati. Ne risulta un utile supporto rivolto a coloro che, a vario titolo e con diversi interessi, lavorano con le famiglie, affinché si riesca sempre più a cogliere e a tenere in considerazione la specificità e la complessità delle relazioni familiar

    Strumenti self-report per conoscere le famiglie

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    «Quale strumento posso utilizzare?». È la domanda che viene spesso posta dagli operatori e dai ricercatori ogniqualvolta si vuole ‘sapere qualcosa’ sulle famiglie. A fronte di tale interrogativo, questo libro illustra e analizza le diverse scale di misura utilizzate, in ricerche italiane, per lo studio delle relazioni familiari. Il percorso proposto si articola in tre parti: nell’introduzione di Margherita Lanz vengono evidenziate alcune peculiarità della ricerca sulla famiglia e fornite sinteticamente nozioni-base sugli strumenti self-report e sulle loro proprietà. Segue la presentazione delle scale di misura selezionate: strumenti per i quali si dispone di dati psicometrici riferiti al nostro contesto nazionale. Chiudono il lavoro alcune riflessioni critiche, di carattere metodologico, sulle caratteristiche e qualità degli strumenti presentati. Ne risulta un utile supporto rivolto a coloro che, a vario titolo e con diversi interessi, lavorano con le famiglie, affinché si riesca sempre più a cogliere e a tenere in considerazione la specificità e la complessità delle relazioni familiari

    Trasmettere valori. Tre generazioni familiari a confronto

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    La trasmissione valoriale alle nuove generazioni è oggi un tema assai rilevante: gli adulti lamentano un'assenza di valori in molti ragazzi, che paiono attraversare una fase di forte ambivalenza e confusione rispetto a quello che generalmente è considerato un valore. Ma è davvero così? Gli adolescenti d'oggi non ne hanno o hanno altre priorità rispetto a quelle delle generazioni precedenti? E quali sono? Cosa i genitori e i nonni riescono a insegnare ai ragazzi in famiglia? Questi sono i principali interrogativi che si pone la ricerca presentata nel volume, che focalizza l'attenzione sulla trasmissione valoriale, "dando voce" a tre generazioni familiari: adolescenti, genitori e nonni. La ricerca, promossa dalla Fondazione Ispirazione di Treviso in collaborazione con il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell'Università Cattolica di Milano, si propone di conoscere meglio gli adolescenti e le loro famiglie: "conoscere" è infatti il presupposto per "progettare" e "attuare" interventi con i ragazzi, che sappiano coglierne i bisogni emergenti e, cosa talvolta più difficile, riconoscerne e valorizzarne le risorse pur presenti
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