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Introduzione
La rivoluzione digitale ha aperto nuovi spazi per il designer: la visualizzazione dei dati, la costruzione di piattaforme decisionali collaborative, l’ideazione di campagne di informazione e di educazione alla cittadinanza, l’informazione legata a musei, fiere e saloni, exhibit scientifici, per facilitare l’accesso dei cittadini alla cultura, sino ai prodotti fruibili solo a condizione di essere integrati con servizi, come ad esempio nell’ambito dei sistemi e delle attrezzature per la telemedicina, lo sviluppo dell’internet delle cose (IoT), la robotica sociale e le macchine intelligenti nell’automatizzazione di fornitura di servizi. Il Diritto, e in particolare la valorizzazione dei diritti di proprietà intellettuale quale principale strategia nella lotta alla contraffazione e nelle liti vertenti su fenomeni usurpativi del lavoro altrui, ha appreso che il Design non può più essere inteso come mera “forma” o “apparenza” di un prodotto o di un artefatto comunicativo, ma è il risultato di un complesso processo creativo, che comprende sia le fasi relative al consumo e alla fruizione del prodotto, sia ovviamente quelle legate alla sua progettazione. Nell’arduo compito di mettere a punto una normativa che bilanci la tutela della creatività dei designer, degli investimenti delle imprese, e degli interessi del consumatore, il Diritto si è affidato alla giurisprudenza
Design e innovazione digitale : dialogo interdisciplinare per un ripensamento delle tutele = Design and digital innovation : an interdisciplinary dialogue for reshaping legal protections
Il diritto fornisce strumenti adeguati per la tutela del design contemporaneo? Partendo da questo interrogativo, giuristi professionisti ed accademici, studiosi di design esperti nei diversi settori del design del prodotto, della comunicazione, dell’interaction, di interior, ecc. hanno affrontato l’attuale rivoluzione tecnologica e digitale in un dialogo multidisciplinare, mettendo a fuoco le principali difficoltà.
Nell’indagare lo spazio di intersezione tra design, diritto e digitale, si afferma l’importanza di una visione olistica, in cui la disciplina giuridica costituisca il reticolo essenziale e, al tempo stesso, flessibile del complesso ecosistema del design contemporaneo. Ciò richiederà un aggiornamento degli istituti della proprietà industriale ed intellettuale sia in relazione alla tutela dei dati personali e alla privacy, sia in relazione al copyright digitale e al protagonismo sempre più marcato dei prestatori di servizio quali sono le piattaforme digitali
Percorsi semantici e pratiche interpretative: su alcuni usi degli artt.2 e 29 della Costituzione
Sentences are special cases of abductive reasoning, that become normative
interpretations. When they refer to a supposed “hard core” of the norm (as in the
judgment of the Constitutional Court n. 138/2010), they actually fall into a semanticinterpretative
contradiction, denying the same encyclopedic-interpretative model (as
such sensitive to context and socio-cultural frame) on which they prove to be founded.Sentences are special cases of abductive reasoning, that become normative
interpretations. When they refer to a supposed “hard core” of the norm (as in the
judgment of the Constitutional Court n. 138/2010), they actually fall into a semanticinterpretative
contradiction, denying the same encyclopedic-interpretative model (as
such sensitive to context and socio-cultural frame) on which they prove to be founded
Femminismi giuridici e questioni di genere negli Stati Uniti, in L. Morra, B. Pasa, Questioni di genere nel diritto: impliciti e crittotipi, Torino.
L'articolo descrive lo sviluppo della feminist jurisprudence nel panorama statunitense. La prima parte descrive le tre scuole di feminist jurisprudence classiche. La seconda parte dimostra come sono confluite nella post- modern feminist jurisprudence. La terza parte evidenzia una ulteriore evoluzione contemporanea degli studi giuridici femministi
Normatività e comunicazione
This paper deals with the role of presuppositions and implicatures in normative texts and in their interpretation. I begin by reconsidering the definitions of presupposition and implicature I have supported in my volume Detto non detto [Said not said] and the claim, raised there, that implicit meaning is normative. I discuss the implications of this claim, arguing that it does not require of the participants to actually work out all of the implicit meaning of the text they receive, but is a necessary condition of the distinction between what is implicitly communicated and what is not said at all, as well as between what is implicitly communicated and what may be psychologically associated by the audience to the received text. In the second part of the paper, explicitation practices and their functions are first exemplified by commenting upon a text from a magazine (the reply by an expert to a reader), and then are applied to texts that have either a normative function or a norm-related topic. In particular, I comment upon a passage from a law proposal of the Italian Parliament about omophoby and transphoby. The explicitation of presuppositions and implicatures is shown to clarify the normative setting with which the text belongs and the normative ontology upon which it is designed to act, contribute to determining the precise legal effects of the text, and enable to detect the intentions and evaluations that inspired it making them liable to criticism
Prefazione
Il libro è l'esito di una esperienza progettuale maturata all'interno del percorso di tesi di laurea magistrale in Design del prodotto e della comunicazione visiva - discussa nel 2019 presso l'Università Iuav di Venezia - che ha visto il sottoscritto impegnato in qualità di relatore, assieme a Barbara Pasa, nel seguire il lavoro svolto da Luca Locci. L'esigenza di pubblicarlo in una nuova veste editoriale che ne rielabora i contenuti, ma non certo l'apparato iconografico, scaturisce dal valore sociale e dall'utilità stessa del volume prodotto: parola e disegno instaurano un dialogo diretto nell'informare il lettore sui diritti e i doveri della persona in Italia.
In effetti molti di noi non conoscono i principi fondamentali della costituzione, né tantomeno si interrogano sulle sue opportunità, per quanto "ignorantia legis non excusat" sia l'impietoso e dibattuto monito secondo il quale non si perdona l'ignoranza; oppure si concede l'attenuante dell'errore intellettuale commesso da parte di chi in questo stato ci è nato, ci vive e per coloro che intendono abitarlo.
Lungi dal voler offrire giudizi di merito nei confronti di un linguaggio normato, tanto nei contenuti quanto nella sua grammatica, quello del Diritto è un universo assai complesso che richiede un approfondito studio e il costante aggiornamento.
Ma cosa accade quando si cerca di abbattere gli steccati dell'autoreferenzialità linguistica?
A questa domanda rispondono Barbara Pasa e Luca Locci, dimostrando che il carattere divulgativo dell'informazione diventa anche un potente strumento educativo per coloro che sono incuriositi, e si avvicinano per la prima volta, allo studio del Diritto italiano.
Soggetto, contesto, relazione, opportunità e consapevolezza dell'azione svolta non vanno intesi come bianchi concetti eteronormati da uno standard storicamente condiviso, semmai richiedono un affondo sulla soggettiva rivendicazione di essere, interagire e sentire il presente, anche quando il linguaggio utilizzato dalla giurisprudenza viene percepito come autoreferenziale, perché poco comprensibile, e allora si ripone la propria fiducia nella figura istituzionale che ci può difendere ancor prima di interrogarci sul potere delle nostre azioni.
Le sezioni che ci introducono alla grammatica del Diritto italiano cercano di rispondere a tre domande fondamentali: Dove sono? Chi sono? Cosa faccio?
Il primo quesito problematizza lo stivaliforme contesto di appartenenza a partire dalle regole che lo sostanziano, per comprendere le logiche della forma di stato e di governo senza tralasciarne l'ordinamento giuridico e il posizionamento nei confronti dell'Europa, tradotta visivamente come una dea dalla fisicità fragile, eppure assorta in un difficile gioco la cui lucida interpretazione delle regole la porta alla saggia soluzione di ricomporre i frammenti di una bandiera nella quale si riconosce.
Se le leggi sanciscono i dettami di un agire imposto da un'entità super partes, in questo caso figurativamente incarnata, le cose si complicano quando l'attenzione si sposta dalla geografia culturale nella quale ci si posiziona alla mutevole consapevolezza di essere.
Chi sono? Per lo stato italiano un individuo che si muove nella doppiezza della persona fisica e giuridica. Gli autori invece compiono l'azzardo di non ricondurre ad un duplice modello la pluralità dei soggetti, ma di concentrarsi sulla soggettività dell'esistenza.
I diritti fondamentali della persona fisica si intrecciano con le norme di cittadinanza e si interrogano sul valore più profondo del sé, anche quando si relazionano con l'annoso tema dell'individuo che reclama il proprio diritto di scegliere le traiettorie di un divenire, rimanere o transitare, tant'è che quello dell'identità sessuale e di genere, ad esempio, è un problema complesso, non ancora ampiamente dibattuto e risolto. Tuttavia, lo standard documentale che ci identifica costituisce l'interfaccia di una regolamentata e perdurante riconoscibilità, nell'associare la fugace immagine del volto alla compiutezza del nome e del cognome, accompagnate da alcune indicazioni sulle caratteristiche fisiche, relazionali e residenziali che, comunque, continuano ad operare una classificazione strettamente binaria.
A tutt'altra forma di schedatura e registrazione della propria immagine si riferisce una parte del secondo capitolo, cercando di fare chiarezza sul principio della tutela della privacy all'interno delle pseudo anarchiche egemonie digitali alle quali, alle volte, anche inconsapevolmente, ci sottoponiamo.
Il corpo che si mostra, quindi, evoca le sembianze di un divenire che specchia la mutevole realtà sociale con la quale interagisce e Luca Lacci allude alle identità multiple che possiamo liberamente scegliere di assumere e performare.
Sul potere delle proprie azioni si focalizza la terza sezione del libro, a partire dalla formazione personale. Il percorso di realizzazione si intreccia con il principio della dignità del lavoratore, per concludere l'esperienza sul senso di responsabilità del sé e della difesa che chiama in causa le regole del giusto processo.
L'utilità di questo libro risiede nella sua funzione e nella capacità di confrontarsi con temi molto attuali che ritrovano nella sintesi delle illustrazioni prodotte dei momenti per riflettere su quanto si è letto e si è appreso
A Non Domino Acquistion of Movables: An Eastward Look
The essay deals with the circulation of legal models in the formation of the current property law rules in the Western Balkan countries of Slovenia, Croatia and Serbia, with particular reference to the a non domino acquisition issue. Comparative observations on the different degrees of protection of the third party acquirer in good faith are drawn
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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