1,327 research outputs found

    Un sistema informativo dell'edificio per S. Maria Maggiore a Bergamo

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    La regione Lombardia ha avviato, da qualche tempo, un progetto pilota per la valutazione dello stato di rischio (vulnerabilità e pericolosità) negli edifici di interesse storico-architettonico, ai fini di una loro conservazione programmata. Un progetto di questo tipo richiede l’analisi dell’opera per il recupero della conoscenza metrica connessa all’evoluzione delle caratteristiche morfologico-dimensionali, storico artistiche, strutturali e materiche; il processo di indagine non può prescindere da una fase di acquisizione e dalla successiva archiviazione, in un Sistema Informativo, di tutti i documenti di progetto e di quelli inerenti agli interventi di recupero eseguiti nel corso dei secoli. Inoltre, nell’attività di raccolta, classificazione e digitalizzazione delle informazioni descrittive e grafiche, è indispensabile affiancare una fase di rilevamento per definire e geometrie , attraverso la costruzione di un modello di riferimento utile per la georeferenziazione delle informazioni, per la visualizzazione virtuale dell’edificio, sia nella rete intranet dell’Ente sia nel WWW di Internet, e per la definizione dell’informazione grafica 2D di supporto al database. Il Sistema Informativo associato all’Edificio diviene così lo strumento capace di automatizzare la gestione di tutti gli interventi manutentivi, nel rispetto della programmazione preventivata, della storia del monumento e delle sue caratteristiche costruttive. L’articolo illustra le attività di rilevamento e documentazione in sviluppo sulla Basilica di Santa Maria Maggiore; questo insigne monumento religioso, costruito in Bergamo Alta nel 1137, comprende la Cappella Colleoni, con le spoglie del famoso condottiero, le celebri tarsie del Lotto e la tomba del compositore Donizzetti. Le operazioni di studio sono state avviate all’interno di una convenzione di ricerca tra l’Ateneo di Bergamo (gruppo di Geomatica della facoltà di Ingegneria) e la Fondazione MIA, Ente cui è affidata la gestione del complesso monumentale

    Building information system

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    In Lombardy (Italy) one has started a project on risk-assessment of buildings of historical-architectural importance. For this purpose a Building Information System (BIS) has to be created, based on archived and surveyed data: essentially a multi-sensor approach must be applied to archive the inside and the outside of the monument with terrestrial laser scanning. The authors treat the activities done for creating the BIS of the Santa Maria Maggiore in Bergamo, the ancient church build in 1137

    Storie per pensare. Volume 1 - Il pensiero musicale.

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    Comparison of Methods for Data Analysis in the Remote Monitoring of Remote Laser Welding

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    A proven solution for the on-line monitoring of the gap in remote fibre laser welding of overlapped zinc-coated steel is based on the analysis of the visible optical emission that the welding process generates. Traditionally, different monitoring approaches are used, such as monitoring the overall emission or parts of the emission with filtered photodiodes or spectroscopic analysis of the wavelength domain. In the monitoring of welding defects, these approaches can lead to different performance results. In the present paper, different methods to monitor and analyse the visible emission are compared. The monitoring strategy uses an hardware known as Through the Optical Combiner Monitoring (TOCM) that allows the signal emitted by the welding to be acquired directly at the laser source. The paper aims to evaluate the ability of monitoring methods to identify the effects of variable factors, such as the gap between the plates and the location inside the weld seam at which the variation of the gap occurs, on the monitored emission. The optical emission from 400 nm to 800 nm is monitored during remote laser welding from the optical combiner of the fibre laser source. Firstly, the entire optical emission is examined with a spectroscope with a wavelength resolution of 0.57 nm. Secondly, multivariate data analysis is used to evaluate different indicators, such as the overall emission in the considered range, the emissions in separated wavelength ranges according to physical evaluations of the welding process or the entire spectrum. For each of the obtained indicators, variance analysis is performed, and the statistical significance of the gap value and its location in the weld seam are used to compare the performance of the tested methods

    Pour un nouveau répertoire des mises en prose. Roman, chanson de geste, autres genres.

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    Ce recueil propose une nouvelle approche du phénomène «mises en prose», domaine qui jouit d'un intérêt renouvelé depuis quelques décennies. Outre les études de cas - portant parfois sur des oeuvres peu connues ou délaissées par la critique - il développe, d'une part, une réflexion sur des genres non considérés dans le célèbre ouvrage de Georges Doutrepont (récits brefs, hagiographie, matières troyenne, ovidienne, rolandienne), et, d'autre part, des approches variées, allant de la tradition textuelle à l'histoire de l'édition, de la lexicographie à l'étude du rapport texte-image dans les manuscrits

    La via di Colombo de Massimo Bontempelli y el viaje del Conde en L'Iguana de Anna Maria Ortese: dos modelos en comparación

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    Nel commentare il racconto di Massimo Bontempelli, La via di Colombo, una giovanissima Anna Maria Ortese, con lettera indirizzata al suo mentore il 15 ottobre 1940, manifestava il suo desiderio di «rileggerlo e di farlo leggere», scrive l’autrice, «ai miei pochi amici di qui». La via di Colombo, uscito nella raccolta Il giro del sole nel 1941, ha al suo centro, sul modello dell’operetta morale leopardiana, Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez, l’incontro tra l’Ammiraglio e García Martinez, un galeotto, fuggito dal carcere e imbarcatosi clandestinamente sulla Santa Maria, in cerca di salvezza, persuaso che la spedizione fosse diretta non verso le Indie, ma verso la montagna del Purgatorio. I numerosi spunti di riflessione sul tema del colonialismo, del motivo del viaggio e del ‘limite’, sviluppato da Bontempelli attraverso diversi archetipi letterari, nonché della rappresentazione simbolica del mare, inducono a ricostruire un filo rosso tra l’opera di Leopardi, il racconto di Bontempelli e la descrizione iniziale del viaggio che il personaggio di Daddo intraprende nelle pagine di apertura de L’Iguana di Anna Maria Ortese, alla quale, come si evince dall’interesse mostrato nei confronti del racconto, emerso dall’epistolario, non doveva essere sfuggita la nota anticolonialista presente nel testo del maestro. Il focus del seguente contributo nasce dunque dall’idea di approfondire il tema della critica al colonialismo e al neo colonialismo presenti in entrambe le opere, al fine di evidenziarne gli aspetti di divergenza e convergenza letteraria e di ricostruire, nello specifico, il retroterra culturale di Anna Maria Ortese, che, agli inizi degli anni Sessanta, pur lontana dalla scrittura surrealista degli esordi, con L’Iguana, sembra recuperare, rielaborandola in forma innovativa, quella dimensione fantastica che aveva caratterizzato l’opera primo novecentesca di Massimo Bontempelli.  Al comentar el cuento de Massimo Bontempelli, La via di Colombo, una jovencísima Anna Maria Ortese, en una carta dirigida a su mentor el 15 de octubre de 1940, expresaba su deseo de «releerlo y hacerlo leer», escribía la autora, «a mis pocos amigos de aquí». La via di Colombo, publicada en la colección de Il giro del sole en 1941, tiene como centro, sobre el modelo de la opereta moral de Leopardi, Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez, el encuentro entre el Almirante y García Martinez, un presidiario fugado de la cárcel y embarcado clandestinamente en la Santa Maria, en busca de la salvación, convencido de que la expedición se dirigía no hacia las Indias, sino hacia la montaña del Purgatorio. Los numerosos puntos de reflexión sobre el tema del colonialismo, del viaje y el «límite», desarrollados por Bontempelli a través de diversos arquetipos literarios, así como la representación simbólica del mar, nos llevan a reconstruir un hilo rojo entre la obra de Leopardi, de Bontempelli y la descripción inicial del viaje de Daddo en las páginas iniciales de L'Iguana de Anna Maria Ortese, a quien, como se deduce del interés mostrado por el cuento, surgido del epistolario, no debió escapársele la nota anticolonialista presente en el texto del maestro. El enfoque de la siguiente contribución parte de la idea de ahondar en el tema de la crítica del colonialismo y el neocolonialismo presente en ambas obras para poner de relieve aspectos de divergencia y convergencia literarias y reconstruir, en concreto, el bagaje cultural de Anna Maria Ortese, quien, a principios de los años sesenta, aunque alejada de la escritura surrealista de sus primeros años, con L'Iguana pareció recuperar, reelaborándola de forma innovadora, aquella dimensión fantástica que había caracterizado la obra de principios del siglo XX de Bontempelli. 

    La via di Colombo di Massimo Bontempelli e il viaggio del Conte ne L'Iguana di Anna Maria Ortese: due modelli a confronto

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    Al comentar el cuento de Massimo Bontempelli, La via di Colombo, una jovencísima Anna Maria Ortese, en una carta dirigida a su mentor el 15 de octubre de 1940, expresaba su deseo de «releerlo y hacerlo leer», escribía la autora, «a mis pocos amigos de aquí». La via di Colombo, publicada en la colección de Il giro del sole en 1941, tiene como centro, sobre el modelo de la opereta moral de Leopardi, Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez, el encuentro entre el Almirante y García Martinez, un presidiario fugado de la cárcel y embarcado clandestinamente en la Santa Maria, en busca de la salvación, convencido de que la expedición se dirigía no hacia las Indias, sino hacia la montaña del Purgatorio. Los numerosos puntos de reflexión sobre el tema del colonialismo, del viaje y el «límite», desarrollados por Bontempelli a través de diversos arquetipos literarios, así como la representación simbólica del mar, nos llevan a reconstruir un hilo rojo entre la obra de Leopardi, de Bontempelli y la descripción inicial del viaje de Daddo en las páginas iniciales de L'Iguana de Anna Maria Ortese, a quien, como se deduce del interés mostrado por el cuento, surgido del epistolario, no debió escapársele la nota anticolonialista presente en el texto del maestro. El enfoque de la siguiente contribución parte de la idea de ahondar en el tema de la crítica del colonialismo y el neocolonialismo presente en ambas obras para poner de relieve aspectos de divergencia y convergencia literarias y reconstruir, en concreto, el bagaje cultural de Anna Maria Ortese, quien, a principios de los años sesenta, aunque alejada de la escritura surrealista de sus primeros años, con L'Iguana pareció recuperar, reelaborándola de forma innovadora, aquella dimensión fantástica que había caracterizado la obra de principios del siglo XX de Bontempelli.   Nel commentare il racconto di Massimo Bontempelli, La via di Colombo, una giovanissima Anna Maria Ortese, con lettera indirizzata al suo mentore il 15 ottobre 1940, manifestava il suo desiderio di «rileggerlo e di farlo leggere», scrive l’autrice, «ai miei pochi amici di qui». La via di Colombo, uscito nella raccolta Il giro del sole nel 1941, ha al suo centro, sul modello dell’operetta morale leopardiana, Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez, l’incontro tra l’Ammiraglio e García Martinez, un galeotto, fuggito dal carcere e imbarcatosi clandestinamente sulla Santa Maria, in cerca di salvezza, persuaso che la spedizione fosse diretta non verso le Indie, ma verso la montagna del Purgatorio. I numerosi spunti di riflessione sul tema del colonialismo, del motivo del viaggio e del ‘limite’, sviluppato da Bontempelli attraverso diversi archetipi letterari, nonché della rappresentazione simbolica del mare, inducono a ricostruire un filo rosso tra l’opera di Leopardi, il racconto di Bontempelli e la descrizione iniziale del viaggio che il personaggio di Daddo intraprende nelle pagine di apertura de L’Iguana di Anna Maria Ortese, alla quale, come si evince dall’interesse mostrato nei confronti del racconto, emerso dall’epistolario, non doveva essere sfuggita la nota anticolonialista presente nel testo del maestro. Il focus del seguente contributo nasce dunque dall’idea di approfondire il tema della critica al colonialismo e al neo colonialismo presenti in entrambe le opere, al fine di evidenziarne gli aspetti di divergenza e convergenza letteraria e di ricostruire, nello specifico, il retroterra culturale di Anna Maria Ortese, che, agli inizi degli anni Sessanta, pur lontana dalla scrittura surrealista degli esordi, con L’Iguana, sembra recuperare, rielaborandola in forma innovativa, quella dimensione fantastica che aveva caratterizzato l’opera primo novecentesca di Massimo Bontempelli. &nbsp
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