1,721,036 research outputs found
Discutere e agire. Una sperimentazione di democrazia deliberativa a Novara.
Questo libro, nel suo insieme, ha lo scopo di raccontare come può avvenire un cambiamento, una rottura, sia pure incrementale e per gradi, delle abitudini e delle routine in una città e nei suoi abitanti, a partire non da interventi o shock provenienti dall’esterno, ma da un’azione organizzata dal basso. Un percorso di democrazia deliberativa, in prima istanza, costituisce infatti un elemento di cambiamento nelle prassi e nelle percezioni dei cittadini. La sperimentazione novarese qui all’attenzione rappresenta un’inversione di tendenza, che mira ad avverarsi attraverso il ribaltamento dei meccanismi comuni e dominanti nel discorso pubblico e nei processi di formazione delle opinioni. La sua finalità è altresì quella di attivare dinamiche di corresponsabilità e identità collettiva, nonché risposte concrete ai bisogni delle comunità locali, dalle quali possono trarre giovamento la qualità del nostro vivere civile, le istituzioni democratiche, la politica stessa. Ed è attraverso la descrizione di questa sperimentazione che il volume fornisce, grazie a diversi contributi, uno spaccato dei problemi e dei dilemmi più attuali nel dibattito e nelle pratiche contemporanee relativi al confronto pubblico e alla partecipazione dei cittadini alla formazione delle decisioni negli odierni sistemi democratici
Governare il cambiamento istituzionale e organizzativo nelle amministrazioni europee
La raccolta di contributi presenti in questo volume è il frutto di un percorso di riflessione multidisciplinare sviluppatosi nel corso di diversi incontri, seminari e iniziative di formazione tra studiosi di diritto amministrativo europeo, sociologi dell’organizzazione ed economisti esperti in public management. Gli autori analizzano i rapporti tra le istituzioni europee e le amministrazioni nazionali, partendo dai principi che dovrebbero guidare le attività amministrative negli Stati membri dell’Unione europea, attraverso la lente del rapporto tra cittadini e istituzioni. Al fine di testare quanto tali principi trovino riscontri nella prassi, i saggi affrontano casi concreti come, per esempio, le innovazioni legate alla digitalizzazione del procedimento amministrativo, l’applicazione in campo sanitario del nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati, la cooperazione tra amministrazioni in materia di aiuti di stato, l’implementazione di programmi europei, lo sviluppo e il contrasto alla disoccupazione giovanile. Dai temi, dai problemi e dai casi esaminati emerge che molti sforzi sono ancora da fare affinché l’azione amministrativa, ai vari livelli, si sviluppi come co-amministrazione, cioè un’attività che vede la cooperazione non solo tra diversi apparati, ma anche tra questi e i cittadini che agiscono – individualmente o collettivamente – e che sono portatori di diversi interessi tutti in qualche modo meritevoli di tutela. Per governare il cambiamento istituzionale e organizzativo è necessario che le istituzioni europee non pretendano di cambiare i processi e le prassi solo attraverso una modifica delle regole dall’alto, ma che siano capaci di rispondere alle grandi sfide che le incalzano promuovendo e accompagnando una rimodulazione del rapporto tra cittadini e amministrazioni, affinché si indirizzi sempre più verso forme innovative che favoriscano la collaborazione e la mutua responsabilizzazione
Amministrazioni e digitalizzazione nella pandemia. Temi, esperienze, riflessioni
Tra le sfide di cambiamento più complesse degli ultimi anni, rese più acute ed evidenti dalla pandemia, vi è quella rappresentata dai processi di digitalizzazione, nei quali si intrecciano temi di tipo organizzativo e inter-organizzativo caratterizzati da aspetti di complessità normativa e di regolazione multilivello. Comprendere le problematiche giuridiche e organizzative dello sviluppo delle tecnologie digitali, nonché l'uso che le amministrazioni europee e nazionali ne hanno fatto e ne fanno - prima e dopo il Covid - è oggigiorno un'occasione di confronto nell'ottica di sfruttare a pieno il potenziale di crescita della digitalizzazione per la ripresa dopo la crisi del virus
Istituzioni e organizzazioni: servono nuovi occhiali per leggere il cambiamento
Nell'ottica del presente contributo le organizzazioni sono basate da una parte sul sistema delle norme e dall’altra su strutture e reti di relazioni che ne costituiscono, al tempo stesso, il presupposto e la base di implementazione. Tale approccio prevede che meccanismi e forme di regolazione siano in grado di rigenerarsi e trasformarsi grazie alla continua interazione tra diversi attori all’interno di una sfera di relazioni inter-organizzative e inter-istituzionali. Prendendo le mosse da tali presupposti, si propone un approccio al cambiamento istituzionale e organizzativo sia in chiave analitica sia in chiave operativa, che si caratterizza per la capacità di includere la dimensione endogena del cambiamento istituzionale e di interpretare quest’ultimo in relazione alla complessità delle dinamiche e degli assetti strutturali, relazionali e organizzativi. L'approccio è esemplificato anche grazie a uno studio di caso, centrato su distretti e reti di impresa visti, al tempo stesso, come attori e istituzioni
Percorsi deliberativi e democrazia locale: il laboratorio novarese
The article examines the case of a “deliberative democracy” experimentation project which is currently being implemented in Novara. The project shows the importance of neighbourhoods and social relationships with respect to the issue of reconsidering the sub-municipal participatory institutions in medium-size cities. The municipal decentralization institutions in the past gave priority to the replication of representative councils and to the dislocation of the city services. Starting from the Novara’s case study, the authors suggest a different pathway, looking at the possibility to combine citizens’ participation and satisfaction of community needs in an empirical process according to an approach based on the principle of “horizontal subsidiarity”. In this regard, one of the main requirements for the success of deliberative processes is the development of autonomy and self-organization ability by citizens involved in the pat
Territori non finiti. Spazio, luogo e società dalla globalizzazione alla pandemia
I fenomeni di radicale cambiamento dell’organizzazione sociale che da tre de-cenni sono stati derubricati sotto l’etichetta ‘globalizzazione’ hanno introdotto nuove logiche della spazialità e un inedito disaccoppiamento tra la dimensione dello spazio e quella del luogo, tradizionalmente coincidenti. Nel corso di questo articolo muoveremo da una critica argomentata nei confronti delle ipotesi che interpretano la globalizzazione in chiave di deterritorializzazione. Non volendo dare per scontata la definizione di ter-ritorio, si ricostruiscono le origini del concetto e della sua realtà concreta, avvalendosi anche di esempi storici. Sulla base di tale approfondimento, in questa sede assume forza esplicativa e rilevanza teorica un’accezione di territorio come processo di istituzionalizzazione riflessiva.For three decades, globalization has introducing new spatial logics, decoupling the dimension of ‘space’ from that of ‘place’, which largely coincided in pre-modern societies. This article moves from a critique of the literature that suggests an under-standing of globalization as deterritorialization. In order to avoid the risk of taking the territory as an unproblematic given, the author reconstruct the origins of the concept and its concrete reality, also making use of historical examples. On this basis, the terri-tory assumes explanatory force and theoretical relevance as a process of reflective institutionalization
Una politica dopo i distretti: metamorfosi di un modello di capitalismo
The article focuses on the Italian manufacturing sector features after the «ventennio infelice» (twenty years of economic and industrial long term slowdown) 1990-2010. In particular the re-search question concerns whether it is still possible to discuss this issue by analysing the industrial districts. They were rediscovered during the 1970s by Giacomo Becattini (1979). From that moment on great attention has been paid to this economic model and to its Italian empirical evidences (e.g. Piore - Sabel 1984; Porter 1990). Nowadays the industrial district is considered as an obsolete model by most observers, mainly due to the industrial decline and the pressure of globalization. By analysing several Italian districts cases of success – even if they need specific policies to strengthen their community services and infrastructures – the author aims at reversing this perspective: ter-ritory is here not merely understood as a stock of resources but as a living system, therefore it still plays a role in activating and sustaining economic and social development processes
Lo smart working tra emergenza sanitaria e cambiamento organizzativo
Il contributo presenta alcuni dati e riflessioni sul cambiamento organizzativo nel contesto dell'emergenza sanitaria Covid-19, concentrandosi in particolare su uno dei temi più dibattuti in questo senso: lo sviluppo dello smart working e le sue prospettive in chiave post-pandemica. Guardando in particolare alle pubbliche amministrazioni, emergono in particolare tre priorità alle quali prestare maggiormente attenzione: la necessità di adeguare il modello organizzativo e i processi di lavoro, l'urgenza di accelerare il percorso di digitalizzazione della macchina burocratica e il bisogno di mettere a punto soluzioni per rendere effettive le potenzialità di conciliazione del lavoro agile
Adone: sport and food in the prison context
Il paper contiene il testo e le slide della presentazione videoregistrata del 20 marzo all'Università di Pollenzo, intitolata "Adone: sport and food in the prison context", tenuta presso Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, nell'ambito del corso di laurea in Scienze e Culture Gastronomiche. Al testo è allegato anche il report completo della ricerca, promossa dal Centro di Cultura-Gruppo di operatori dell’Università Cattolica con il sostegno della Fondazione SociAl e volta a sviluppare una base di conoscenza inedita delle pratiche sportive e alimentari all’interno del mondo carcerario. Il report è stato scritto insieme a Michele Filippo Fontefrancesco. hanno partecipato al progetto l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e l'Università degli Studi del Piemonte Orientale
- …
