197,227 research outputs found
Ballistic movements of jumping legs implemented as variable components of cricket behaviour
SUMMARYBallistic accelerations of a limb or the whole body require special joint mechanisms in many animals. Specialized joints can be moved by stereotypic or variable motor control during motor patterns with and without ballistic components. As a model of variable motor control, the specialized femur–tibia (knee) joints of cricket (Acheta domesticus) hindlegs were studied during ballistic kicking, jumping and swimming and in non-ballistic walking. In this joint the tendons of the antagonistic flexor and the extensor muscles attach at different distances from the pivot and the opposed lever arms form an angle of 120 deg. A 10:1 ratio of their effective lever arms at full knee flexion helps to prepare for most ballistic extensions: the tension of the extensor can reach its peak while it is restrained by flexor co-contraction. In kicks, preparatory flexion is rapid and the co-contraction terminates just before knee extensions. Therefore, mainly the stored tension of the extensor muscle accelerates the small mass of the tibia. Jumps are prepared with slower extensor–flexor co-contractions that flex both knees simultaneously and then halt to rotate both legs outward to a near horizontal level. From there, catapult extension of both knees accelerates the body, supported by continued high frequency motor activity to their tibia extensor muscles during the ongoing push-off from the substrate. Premature extension of one knee instantly takes load from the lagging leg that extends and catches up, which finally results in a straight jump. In swimming, synchronous ballistic power strokes of both hindlegs drive the tibiae on a ventral-to-posterior trajectory through the water, well coordinated with the swimming patterns of all legs. In walking, running and climbing the steps of the hindlegs range between 45 deg flexion and 125 deg extension and use non-ballistic, alternating activity of knee flexor and extensor muscles. Steep climbing requires longer bursts from the extensor tibiae muscles when they support the extended hindlegs against gravity forces when the body hangs over. All ballistic movements of cricket knees are elicited by a basic but variable motor pattern: knee flexions by co-contraction of the antagonists prepare catapult extensions with speeds and forces as required in the different behaviours.</jats:p
Spin fluctuation and single-ion effects in dilute UPt3
Spin fluctuation and single-ion effects in dilute UPt3 / G. Fraunberger ; M. Baldus ; G. R. Stewart. - In: Physical review. B. 47. 1993. S. 3204-320
Recensione a M. Kramme - C. Baldus - M. Schmidt-Kessel (a cura di), Brexit und die juristischen Folgen. Privat- und Wirtschaftsrecht der Europäischen Union, Nomos Verlag, Baden-Baden 2017
Il contributo illustra i contenuti del volume "Brexit und die juristischen Folgen. Privat- und Wirtschaftsrecht der Europäischen Union", a cura di M. Kramme, C. Baldus, M. Schmidt-Kessel
Lo studio dei papiri nei rivolgimenti metodologici della Romanistica tra il 1860 e il 1960
Le scoperte di nuove fonti documentali e, in particolar modo, papirologiche, tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, permise alla romanistica del tempo di allargare lo sguardo al di là delle fonti di tradizione manoscritta. In questo clima culturale, e in seguito alla decadenza della Pandettistica, sancita in modo definitivo dall’entrata in vigore del BGB il 1° gennaio del 1900, lo studio e l’uso delle nuove fonti documentali permise a nuove correnti metodologiche di affermarsi e di ampliare, per tal via, lo spettro delle ricerche romanistiche ad àmbiti sino ad allora poco considerati. Nel realizzare questo lavoro, si è ritenuto opportuno partire dall’osservazione secondo cui i papiri (così come le epigrafi), nell’epoca in esame, hanno rappresentato un capitale nel senso bourdieuano del termine: ‘capitale economico’, per la ragione che non è facile procurarsi tali ‘documenti’; ‘capitale culturale’, in quanto oggetto di studio da parte degli studiosi e dei cultori più accorti; ‘capitale simbolico’, infine, nella competizione per il prestigio delle Università e dei loro docenti. A prescindere, infine, dalla questione di come (e, soprattutto, con quali risultati) vengano oggi lette queste fonti – questione che, tuttavia, esula dalle finalità che si è prefisso questo volume – si è desiderato mettere in luce quanto il loro uso e studio tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento costituisca, per contro, una base imprescindibile per comprendere in maniera più chiara le dinamiche della scienza romanistica dell’epoca
Mons Baldus naturaliter figuratus …
Codice figurato in 4 volumi rilegati in due tomi, con in tutto 210 tavole di piante del Monte Baldo, disegnate e colorate a mano dal Martini, entro cornice rossa. Le specie sono raggruppate topograficamente secondo i luoghi della loro raccolta.
Numerose note manoscritte posteriori, relative in particolare a diverse denominazioni della piante. Alla nomenclatura bauhiniana è aggiunta la citazione di un\u27opera dello stesso Martini: Catalogus plantarum M. Baldi (pubblicato a Verona nel 1707)
Il primo volume, rilegato con il secondo, contiene una carta incisa relativa alla Topografia del Monte Baldo, posteriore al 1797.
Legatura in pergamena rigida
Mons Baldus naturaliter figuratus …
Codice figurato in 4 volumi rilegati in due tomi, con in tutto 210 tavole di piante del Monte Baldo, disegnate e colorate a mano dal Martini, entro cornice rossa. Le specie sono raggruppate topograficamente secondo i luoghi della loro raccolta.
Numerose note manoscritte posteriori, relative in particolare a diverse denominazioni della piante. Alla nomenclatura bauhiniana è aggiunta la citazione di un\u27opera dello stesso Martini: Catalogus plantarum M. Baldi (pubblicato a Verona nel 1707)
Il primo volume, rilegato con il secondo, contiene una carta incisa relativa alla Topografia del Monte Baldo, posteriore al 1797.
Legatura in pergamena rigida
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