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    Punto e a capo : storia ed evoluzione di mafia e antimafia in Liguria

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    Negli studi sui fenomeni criminali italiani, il caso della Liguria ricopre spesso un ruolo marginale, in particolar modo quando si studiano corruzione e criminalità organizzata, anche di stampo mafioso. Questo libro nasce proprio con l’obiettivo di contribuire al dibattito pubblico e scientifico su questi temi, provando a colmare alcune lacune esistenti, e affrontando la ricerca secondo un approccio sistemico, inserendo le azioni dei singoli attori all’interno di più ampie dinamiche sociali, economiche e politiche che caratterizzano il territorio ligure. Grazie al contributo di magistrati, investigatori, studiosi, attivisti e giornalisti il libro ricostruisce settant’anni di storia ligure – una storia di mafia, ma anche di antimafia – fissando i dati acquisiti per poter leggere quanto accade oggi

    Nella fucina di Luigi Busi: disegni e bozzetti ad olio

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    Indagine sulla produzione grafica di Luigi Busi (1837-1884), pittore bolognese, e sui bozzetti conservatisi per le sue opere maggiori. Contributo a catalogo di mostra redatto insieme a Ilaria Chia

    Metodi, tecniche e politiche per la mobilità nella città amica

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    Il tema ambientale ha, come noto, importanti implicazioni sull’assetto e sulla gestione della città e del territorio. Se è probabilmente improprio e pericoloso parlare di “sviluppo sostenibile” (per le aspettative che l’espressione ingenera in ordine alla effettiva compatibilità dei consumi e degli usi propri dello sviluppo con il mantenimento degli standard ambientali ante)  si devono comunque sempre praticare atteggiamenti culturali e pratiche operative rispettose nei confronti dell’ambiente. Il concetto di “città amica” sembra prezioso in merito perché in esso è contenuto anche l’imperativo al comportamento discreto in merito al rapporto con le risorse. Il tema trova un’importante coniugazione sull’argomento della mobilità, per il quale, se lo si affronta in base a modelli adeguati, già si dispone di metodi, tecniche e politiche efficaci.Le implicazioni urbanistiche della mobilità sono molte e complesse. Andiamo da quelle (tante!) che direttamente sono connesse con l’offerta e la domanda di spostamento di passeggeri e di merci ed ai derivanti potenti meccanismi di localizzazione di funzioni e di interrelazione tra di esse, a quelle di tipo ambientale conseguenti a tale spostamento di gente e di cose oltrechè alle allocazioni ed ai rapporti di causa ed effetto che ne risultano, a quelle ancora di tipo paesistico dovute all’intrusione fisica di mezzi in movimento ed in sosta ed alle relative conseguenze percettive.  E’, infatti, nei rapporti con l’ambiente e col paesaggio che il tema della mobilità manifesta la sua alta valenza di fattore della qualità urbana.Partendo da questi presupposti, il contributo riporta un originale ragionamento dell’autore su alcuni tra i temi principali che sostenitori e detrattori del principio di sostenibilità affrontano, che conduce al nuovo concetto di città amica. Tale ragionamento, basato sull’integrazione territorio, mobilità e ambiente, è consapovelmento rivolto a mettere in evidenza gli elementi forti per la rifondazione delle discipline dell’urbanistica e dei trasporti oltrechè per l’elevazione della qualità della vita in città a livelli altrimenti irraggiungibili.La prima parte dell’articolo è dedicata alla correttezza concettuale del principio stesso di sotenibilità e dei suoi esiti applicativi. La seconda parte è dedicata alle modalità di spostamento più consone e discrete quali quella podonale, ribadendo che la città moderna ha fallito ogni volta che si è posta l’obiettivo di essere configurata per la mobilità motorizzata individuale.La terza parte è orientata a definire sinteticamente le azioni di un approccio innovativo al tema della mobilità in ambiente urbano. La quarta parte, infine, pone l’attenzione sulle conseguneze operative e pratiche.</p
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