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La pazzia del tiranno: ritratti di un potere bandito
Il tiranno sorge indossando una maschera: la figura del tiranno - topos letterario, modello antropologico, personaggio politico - si costituisce sulla scena tragica ateniese del V secolo. E' dunque in un certo senso la maschera che crea originariamente il tiranno in quanto oggetto di rappresentazione; in questo caso pero' lo stesso gesto descrive, designa ed esclude: traccia una frontiera di estraneita' immediatamente tradotta in esecrazione, e finanche esorcismo.
Si ritrova l'essenza di tale gesto nella genesi di un'altra tipologia di personaggio: pure il 'folle' - per come l'Age classique l'ha individuato e tramandato - affonda le proprie radici in una sensibilita' che ha tracciato una linea, formato un limitare; e che sceglie, per bandire. Il portato ideologico del processo si dimostra direttamente affine, nell'amalgama instaurata tra alterita' sociale ed etica: le raffigurazioni del tiranno e del folle intersecano la sfera della creazione artistica e dell'immaginario con quelle della politica nel suo senso piu' ampio. Tirannide e follia si sono a lungo rispecchiate vicendevolmente, in un gioco di riflessi condotto ora a maggiore ora a minor distanza: al di la' delle coincidenze retoriche si ravvisa un'omologia determinante nel rapporto di entrambe le figure con l'identita' (memete' ricoeuriana) che le esclude; con Lotman possiamo ricordare come le relazioni 'di confine' siano improntate ad un'interdefinizione che rende reciproco ogni fondamento ontologico, e ambigue le attribuzioni di pertinenza qualitativa.
A partire da questa analogia funzionale tra le rappresentazioni del tiranno e quelle della follia (almeno nell'ambito storico analizzato da Foucault) e' possibile individuare una costellazione di riscontri piu' puntuali sulle modalita' con cui ambedue le figure articolano una serie di nuclei problematici: c'e' una stretta corrispondenza tra le opposizioni tematiche organizzate (e celate) dalle rispettive 'mitologie'.
E' dunque qualcosa di piu' che un'affinita' elettiva ad accostare tirannide e pazzia, e non per caso esse finiranno con l'intrecciarsi quasi indissolubilmente nel panorama iconografico e narrativo del XX secolo.
L'analisi si incentra dapprima sugli assi rispetto ai quali le maschere del folle e del tiranno si collocano in una posizione complessa: contraddizioni culturalmente rilevanti, faglie di instabilita', non certo risolte bensi' rese assimilabili grazie alla sintesi che le immagini operano. Le 'archeologie' di Lanza e Foucault forniscono il tessuto entro cui cercare di leggere questo diverso ordito. Si osservano quindi tali dinamiche all'opera in un lavoro recentissimo, dichiaratamente afferente al discorso scientifico: un'interpretazione psichiatrica delle personalita' di dittatori contemporanei. Le scienze umane (e tra esse la medicina e il diritto) si sono incaricate di descrivere la parentela sempre piu' necessaria - o necessitata? - tra tirannide e follia. Quanto pero' esse siano debitrici di piu' antiche raffigurazioni, la cui storia retorica e il cui fardello ideologico sono assai corposi, e' un interrogativo che vale la pena di porsi. La corrispondenza dei tratti di folle e tiranno (innervata sull'analogo 'gesto' che fonda la loro rappresentazione) rende codesti tratti 'semi' di traducibilita', luoghi di articolazione per i reciproci innesti
Ut musica poesis. Parola poetica e misura musicale nel modello formativo oraziano.
L'ascendenza eolica arrogatasi da Orazio pone come quesito problematico se la centralità della musica e la sua dichiarata commistione con la parola poetica nella produzione lirica siano solo ripresa letteraria codificata, o testimonino pure la rinnovata emergenza di una pratica esecutiva, di un legame più profondo tra parola e musica. La questione è probabilmente in ultima istanza irresolubile, restano però le tracce di un'attenzione e di una sensibilità assai radicate da parte del poeta nei confronti del mondo musicale e più in generale sonoro. Dove il poeta scongiura ogni incertezza è nella trattazione della scrittura tragica affrontata nella Lettera ai Pisoni: l'Ars poetica, testo capitale per l'estetica occidentale, si occupa direttamente dell'accompagnamento di parola e musica, con un breve excursus organologico e – per così dire – sociologico. La questione del pubblico e della ricezione (riscontri chiarificatori spiccano nella lettera ad Augusto) è infatti sostanziale: musica e poesia, unite nel segno del modus, divengono i cardini di una proposta che è anche auspicio per un'educazione assieme letteraria e civile
Audire et Reddere Voces. La traducción como diálogo y Translatio en Lavinia de U. Le Guin
Lavinia, the last novel published by the late Ursula K. Le Guin, presents itself
as a translation, however incongruous that may sound to modern readers. The author defends the fidelity of her “love offer” to Vergil and this article
takes Le Guin at her word, tracing back Vergilian images and structures
whose reinterpretation in Lavinia takes the form of a broader reflection on
the literary heritage and its ambivalent relation with history.Lavinia, la última novela publicada por Ursula K. Le Guin, se presenta como
si fuera una traducción, por mucho que ello pueda resultar inverosímil para
el lector moderno. La autora defiende la lealtad de su “presente de amor”
a Virgilio y en este artículo se toman al pie de la letra esas palabras de Le
Guin, rastreando imágenes y estructuras virgilianas cuya reinterpretación en
Lavinia toma la forma de una más amplia reflexión sobre la herencia literaria
y su ambigua relación con la historia
Audire et Reddere Voces. La Traducción como Diálogo y Translatio en Lavinia de U. Le Guin
Lavinia, the last novel published by the late Ursula K. Le Guin, presents itself as a translation, however incongruous that may sound to modern readers. The author defends the fidelity of her “love offer” to Vergil and this article takes Le Guin at her word, tracing back Vergilian images and structures whose reinterpretation in Lavinia takes the form of a broader reflection on the literary heritage and its ambivalent relation with history.Lavinia, la última novela publicada por Ursula K. Le Guin, se presenta como si fuera una traducción, por mucho que ello pueda resultar inverosímil para el lector moderno. La autora defiende la lealtad de su “presente de amor” a Virgilio y en este artículo se toman al pie de la letra esas palabras de Le Guin, rastreando imágenes y estructuras virgilianas cuya reinterpretación en Lavinia toma la forma de una más amplia reflexión sobre la herencia literaria y su ambigua relación con la historia
Audire et Reddere Voces. Translation as Dialogue and Cult ural Transfer in Le Guin’s Lavinia
Lavinia, la última novela publicada por Ursula K. Le Guin, se presenta como
si fuera una traducción, por mucho que ello pueda resultar inverosímil para
el lector moderno. La autora defiende la lealtad de su “presente de amor”
a Virgilio y en este artículo se toman al pie de la letra esas palabras de Le
Guin, rastreando imágenes y estructuras virgilianas cuya reinterpretación en
Lavinia toma la forma de una más amplia reflexión sobre la herencia literaria
y su ambigua relación con la historia.Lavinia, the last novel published by the late Ursula K. Le Guin, presents itself
as a translation, however incongruous that may sound to modern readers.
The author defends the fidelity of her “love offer” to Vergil and this article
takes Le Guin at her word, tracing back Vergilian images and structures
whose reinterpretation in Lavinia takes the form of a broader reflection on
the literary heritage and its ambivalent relation with history.Humanidade
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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