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Gesualdo Bufalino nelle carte ritrovate dell’Archivio Storico dell’Università di Palermo
Il contributo ricostruisce le vicende del percorso universitario di Gesualdo Bufalino alla luce della documentazione inedita custodita nell'Archivio Storico dell'Università degli Studi di Palermo, nel quale Bufalino si laureò con una tesi in Archeologia
Benedetto Bufalino
Titre : Le Bus Piscine (c) Benedetto Bufalino (c) Benedetto Bufalino Artiste : Benedetto Bufalino (*1982) Nationalité : France Année : 2019 Lieu de l'installation : Lens, France Concept : [Benedetto Bufalino] est un « arrangeur » qui remixe le réel et interroge l’espace public par le détournement d’objets. Célèbre par ses créations hybrides comme le camion bétonnière boule à facettes, il a revisité pour ODYSSÉE l’iconique baraque à frites, avec la pièce « la voiture Fiat Coupé Friterie ..
Valutare la teacher leadership. Costruzione e validazione di un questionario sulla leadership del docente
Nella letteratura internazionale la ricerca sulla teacher leadership (TL) rappresenta un tema di interesse e di rilevanza all’interno degli scenari dei contesti educativi (Bufalino, 2018a;
2018b; Katzenmeyer & Moller, 2001; York-Barr & Duke,
2004; Smylie, & Ekert, 2017; Wenner & Cambell, 2017).
Nodo centrale è la messa a fuoco dell’attivo contributo dell’insegnante in seno alla comunità scolastica e l’esercizio della
sua funzione di guida e di influenza nell’assicurare il successo
didattico, scolastico e formativo. Nel contesto italiano, i recenti dispositivi normativi e le sollecitazioni poste dalla scuola dell’autonomia (Piano per formazione dei docenti (2016-
2019); Legge 107/2015) rendono il modello del docente “solista della didattica” non più adeguato a cogliere le crescenti
sfide poste dalla società contemporanea. Alle tradizionali
competenze di tipo culturale e didattico, che permangono al tre, finalizzate ad una partecipazione responsabile all’organizzazione scolastica, al lavoro collaborativo in rete, anche assicurando funzioni di coordinamento e animazione all’interno delle istituzioni formative. Il modello della TL risulta adeguato a tali sfide ma è scarsamente utilizzato nelle prassi valutative a scuola (Bufalino 2018a; 2018b).
L’obiettivo del presente contributo è illustrare una rassegna
della letteratura internazionale sui modelli e sugli strumenti
di valutazione della TL. Sulla base di un preliminare studio
qualitativo esplorativo, verranno altresì presentate le dimensioni caratterizzanti il modello operativo della TL e i loro specifici indicatori al fine di costruire e validare un questionario
italiano per la valutazione della TL. Tale strumento potrà
supportare procedure di autovalutazione finalizzate al miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza delle istituzioni
scolastiche e formative
Settecento da favola. Rovine, carceri, falsari nella tesi e nell'opera di Bufalino
Il saggio analizza la tesi di laurea "Gli studi d’archeologia e la formazione del gusto neoclassico in Europa (1738-1829)", discussa da Gesualdo Bufalino nella seduta di laurea del 12 marzo del 1947, e recentemente ritrovata nell’Archivio storico dell’Ateneo di Palermo, dimostrando come la lettura di questo scritto giovanile permetta di riconsiderare retrospettivamente la parabola di Bufalino sottolineandone anche l’effetto di continuità, al di là dello scopo marcatamente funzionale cui qui obbedisce la scrittura
Fasti seicenteschi nella scrittura di Gesualdo Bufalino
Il saggio esamina le peculiarità del barocco dissonante di Gesualdo Bufalino. In Bufalino l’artificio dello stile sottende una tensione ideologica. L’intensità espressiva e l’eccesso verbale cercano di compensare un vuoto e costituiscono, nel sentire dello scrittore, un formidabile mezzo «per contrastare l’ossificazione del mondo». Bufalino rivendica quindi il valore strutturale della propria scelta barocca, dichiarando che la sua scrittura è sorretta da un «barocco borrominiano» in cui «l’ornato è funzione», in mancanza del quale «l’architettura cadrebbe»
Il "Guerrin Meschino" di Gesualdo Bufalino : un'"opra" in versi
Gesualdo Bufalino first published Il Guerrin Meschino in 1991 in a non-commercial edition. In 1993, after a deep revision, he re-published his work with publisher Bompiani: the novel has a modified plot, and the author decided to insert three new poems in addition to the opening and closing poems, formerly present in 1991’s edition. This paper, in its entirety supported by handwritten material preserved at Fondazione Gesualdo Bufalino (Comiso), is divided in two parts: the first part illustrates the differences between the first and the second edition, the second part provides a critical edition of the five poems
Il cavaliere presbite. Bufalino il Meschino?
Il presente contributo intende riflettere intorno alla nozione di identità che si delinea nell’opera di Gesualdo Bufalino, a partire dalla sua rivisitazione del "Guerrin Meschino" (1991 e 1993). In particolare, si cercherà di dimostrare che una sovrapposizione troppo automatica tra l’autore, il vecchio puparo e il paladino-marionetta rischia di inchiodare Bufalino a un’appartenenza antropologica fin troppo deterministica. L’antologista delle "Cento Sicilie" è infatti consapevole di quanto ogni identità sia frutto di fattori molteplici, ben al di là del dato biografico. Nella sua produzione, la ricerca della radici risulta in buona parte un’invenzione delle radici, dal momento che la memoria agisce in maniera selettiva e d’altro canto si apre alle invenzioni del sogno, della fantasia e del “riessere” intertestuale.This contribution intends to study the notion of identity that is outlined in the work of Gesualdo Bufalino, starting with his reinterpretation of the chivalric novel "Guerrin Meschino" (1991 and 1993). In particular, I will try to demonstrate that an overly automatic overlap between the author, the old puppeteer, and the paladin-puppet risks to nail Bufalino to an anthropological belonging that is all too deterministic. The anthologist of the "One hundred Sicilies" is in fact aware of how much each identity is the result of multiple factors, well beyond the biographical data. In his production, the search for roots is largely an invention of roots, since memory acts selectively and, on the other hand, opens to the inventions of dreams, fantasy and intertextual “re-being”
Arte della variazione. I racconti di Gesualdo Bufalino
Nell’opera di Gesualdo Bufalino la citazione è considerata come una congiunzione, un richiamo assiduo e costante a una memoria letteraria da cui è impossibile prescindere. Citare diventa un atto stesso del comporre, perché tutto possa alimentare un dialogo intertestuale con una tradizione che viene rimessa in gioco magistralmente, allo scopo di produrre variazioni. Bufalino apre così uno spazio narrativo innovativo in cui la rivisitazione, l’allusione, il remake e la parodia costituiscono la struttura portante.In Gesualdo Bufalino’s work, quotation is considered a trait d’union, an assiduous and constant reference to a literary memory which is inescapable. Citing becomes part of the act of writing: it allows the author to create an intertextual dialogue with a tradition which is skillfully reconsidered in order to produce variations. Bufalino opens up an innovative narrative space, whose structure is based on re-use, allusion, remake, and parody
Trittico : Bufalino, Consolo, Sciascia /
La Panchina / Gesualdo Bufalino -- Catarsi / Vincenzo Consolo -- Quando non arrivarono i nostri / Leonardo Sciascia, Antonio Di Grado
Gesualdo Bufalino. Io è gli altri
Scrittore coltissimo, Bufalino ha fatto frequente uso di citazioni sia come ornamento sia come
ispirazione e confronto di idee. Struttura stilistica e retorica fondamentale di tutti i suoi testi, nei
libri di aforismi essa diviene un modello specifico: l’aforisma citazione. Gli scrittori citati sono
centinaia ma spiccano per sintonia Boiardo e Ariosto, Leopardi e Baudelaire, Joubert e Gómez de
la Serna.An extremely well-read writer, Bufalino made frequent use of quotations as embellishment but
also as tools for comparison and sources of inspiration. Quotation is a basic stylistic and
rhetorical structure present in all of his texts, but it becomes a specific trope in his books of
aphorisms: “the quotation aphorism”. Bufalino quotes hundreds of writers but feels particularly
close to Boiardo and Ariosto, Leopardi and Baudelaire, Joubert and Gómez de la Serna.Écrivain très cultivé, Bufalino a fait souvent usage de la citation, en tant qu’ornement mais aussi
en tant que source d’inspiration et outil de comparaison. La citation est une structure stylistique
et rhétorique présente dans tous ses textes, mais elle devient une forme spécifique dans ses livres
d’aphorismes : « l’aphorisme citation ». Bufalino cite des centaines d’écrivains, mais il ressent
une affinité particulière avec certains d’entre eux : Boiardo et Ariosto, Leopardi et Baudelaire,
Joubert et Gómez de la Serna
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