1,720,976 research outputs found

    Giftdeness and inclusive education: questions and prospectives

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    Giftedness is a neurodiversity still poorly known and recognized. Thus, students with high potential often do not live appropriate learning experience at school and feel a situation of estrangement, boredom, and demotivation (Lucangeli, 2019, Zanetti, 2017). To improve the quality of their participation to school activities, it is important to adopt different teaching strategies, aimed to increase the creativity and the social skills (Buccolo, Pilotti & Travaglini, 2021)

    Le pratiche autobiografiche nella formazione dei futuri docenti: un’esperienza in ambito universitario

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    La formazione dei docenti rappresenta un ambito di particolare rilevanza all’interno del dibattito pedagogico, che investe molteplici aspetti tra loro interconnessi. Accanto all’acquisizione di competenze di natura didattica-metodologica, il docente è un professionista che deve acquisire l’habitus mentale dell’auto-riflessività e dell'auto-consapevolezza (Baldacci, 2014; 2020). A tal fine, è fondamentale che il docente sappia leggere e leggersi attraverso i propri vissuti, individuando i punti di forza e le aree di miglioramento (Demetrio, 2003; 2004; 2012). Sulla base di tali premesse, il presente contributo intende presentare gli esiti di un percorso di pratica autobiografica agita nel contesto universitario con un gruppo di studentesse frequentanti il primo anno del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università Europea di Roma. I risultati ottenuti, rilevati attraverso la somministrazione di un questionario apposito, evidenziano le potenzialità insite in tale pratica nel promuovere la riflessività delle allieve, secondo una prospettiva auto-trasformativa

    Comunità di pratica e pedagogia del lavoro: un nuovo cantiere per un lavoro a misura umana

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    Il primo numero dei Quaderni di Pedagogia del Lavoro e delle Organizzazioni contiene la prefazione del prof. Michele Corsi, Presidente della Siped (Società Italiana di Pedagogia), e alcuni interventi di docenti provenienti da differenti Università (Roma Tre, Napoli-Federico II, Napoli Parthenope, Venezia, Brescia, Caltanissetta) e da vari settori disciplinari (Pedagogia, Psicologia, Diritto, ecc.), nonché ricercatori della rete Ruplo e numerosi interlocutori del mondo aziendale e delle organizzazioni sindacali per offrire una visione completa della tematica affrontata

    Plusdotazione e didattica inclusiva: questioni e prospettive.

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    L’educazione allo sviluppo del talento rappresenta una delle sfide principali alle quali una scuola che aspiri a essere pienamente inclusiva deve tendere. Nonostante ciò, persiste spesso, anche tra i docenti, l’idea che questo rappresenti una dote eccezionale a disposizione di pochi individui – visione romantica del talento (Becchi, 1962) – e che, per tale ragione, la sua valorizzazione non richieda l’attivazione di interventi mirati (Brazzolotto, 2020). In realtà, «la dotazione può diventare talento attraverso un processo di sviluppo cui contribuiscono l’apprendimento formale, informale e l’esercizio pratico» (Vinci & Sgambelluri, 2020, p. 256). Tale osservazione risulta imprescindibile per considerare in modo adeguato la plusdotazione cognitiva, che costituisce un bisogno educativo speciale tuttora poco conosciuto dai docenti. Spesso le/gli studentesse/i ad alto potenziale vivono nei contesti scolastici una situazione di estraniamento, noia e demotivazione, con conseguente rischio di abbandono scolastico (Lucangeli, 2019, Zanetti, 2017). Tali difficoltà sono riconducibili in gran parte non tanto a criticità insite nell’individuo, quanto piuttosto a un modo di strutturare i processi di insegnamento-apprendimento, che risultano rigidi e incapaci di rispondere in modo mirato ai bisogni individuali. All’interno di un contesto scolastico teso alla normalizzazione, alcune caratteristiche riconducibili al funzionamento cognitivo proprio della plusdotazione – quali, ad esempio, la tendenza all’autonomia, il ricorso al pensiero divergente, la ricerca di soluzioni alternative – possono risultare perturbanti rispetto al consolidamento di routine pensate per il mainstream. Ne consegue che a scuola le risorse individuali rischiano di trasformarsi per l’allieva/o con plusdotazione in ostacoli che possono inficiare la sua piena partecipazione alle attività proposte nei contesti scolastici. Affinché possa costituirsi un contesto scolastico autenticamente inclusivo, è indispensabile adottare diverse strategie didattiche, volte ad aumentare abilità cognitive e sociali delle/gli allieve/i (Buccolo, Pilotti & Travaglini, 2021). Nello specifico, è importante predisporre processi di insegnamento-apprendimento ispirati ai principi della differenziazione didattica (Tomlinson, 2014), che incidano congiuntamente sulla predisposizione di spazi, tempi e curricula flessibili, in grado di rispondere alle esigenze formative delle/gli allieve/i. La differenziazione non è dettata pertanto, in modo esclusivo, dalla necessità di predisporre percorsi diversificati in relazione alla presenza, in classe, di allievi con bisogni educativi speciali, in quanto costituisce un’opportunità per gestire la classe in modo tale da poter valorizzare pienamente le risorse di tutte/i le/gli allieve/i (Bocci, 2015). All’interno di tale prospettiva, un ruolo privilegiato è svolto dalle competenze emotive del docente, che deve porsi all’interno del contesto classe come un facilitatore, un promotore del benessere individuale e collettivo, creando un clima costruttivo e collaborativo. La/il docente si configura, infatti, come il professionista “e-motivo” e “in-clusivo” (Buccolo, 2021) che, servendosi di vari approcci e metodologie (circle time, drammatizzazioni, metodo autobiografico), è in grado di consentire a tutte/i gli allieve/i di esprimere i propri vissuti, creando un filo tra esperienze passate e presente. Tale aspetto si rivela di estrema importanza per le/gli allieve/i con plusdotazione le/i quali, come evidenziato da Neihart e Betts (2010), possono presentare alcune criticità quali, ad esempio, comportamenti oppositivi e aggressivi; difficoltà nella regolazione e modulazione emotiva; rendimento scolastico altalenante, ecc. È indispensabile, allora, per consentire a tutti i talenti di essere riconosciuti e valorizzati nel contesto scolastico (Margiotta, 2018), introdurre nuovi paradigmi interpretativi, che rifiutino logiche di normalizzazione e standardizzazione e che, soprattutto, escano “fuori dalla logica (tipica della cultura dominante) di considerare ciò che è errante come errato, ossia sbagliato (sia per difetto sia per eccesso), collocando l’erranza dentro contenitori diagnostici di varia natura [...] al fine di correggerla, imbrigliarla, re-indirizzarla... (Bocci, 2019, p. 11)

    Formare alla diversità culturale: le origini e gli sviluppi futuri della Convenzione Unesco sulla protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali

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    La diversità è attualmente una categoria centrale nel dibattito pubblico non solo accademico scientifico. Come ha sostenuto Wieviorka nel recente volume dal titolo Diversità, questo dibattito va al cuore dei valori più rilevanti della Società Moderna, l’uguaglianza, la solidarietà chiama in causa il nostro modo di intendere la nostra capacità di vivere insieme, cioè la sostanza della dimensione collettiva della società attuale

    Le buone pratiche di interazione tra AIF e Università: i risultati dell’indagine empirica

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    L’attuale processo di revisione degli ordinamenti relativi all’offerta curricolare delle lauree triennali e magistrali vede coinvolte le università presenti sul territorio nazionale nella consultazione del sistema socio-economico (anche nella componente associativa) previsto come requisito della qualità in riferimento all’offerta didattica. Il gruppo di lavoro nazionale AIF-Università coordinato da Giuditta Alessandrini ha elaborato un Progetto di ricerca descrittiva – completato nella sua prima fase – sul ruolo dell’AIF nel supporto all’offerta formativa curricolare delle lauree di nuovo ordinamento in area formativa e sulle dimensioni professionali del formatore nelle organizzazioni

    Una scuola su misura. Costruire azioni di didattica inclusiva.

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    Cosa significa progettare nella scuola dell’inclusione? È possibile coniugare le esigenze formative di discenti che presentano interessi, caratteristiche e stili cognitivi molto diversi tra di loro? Come promuovere il benessere emotivo degli allievi? La costruzione di una scuola “su misura”, termine caro a Claparède, sembra essere la risposta più adeguata per permettere alla scuola di valorizzare le differenze individuali di ciascun allievo. Il volume affronta tali questioni dal punto di vista teorico e metodologico. La prima parte è focalizzata sulla relazione tra strategie didattiche e inclusione, tra didattica delle emozioni e clima di classe, soffermandosi infine sul ruolo delle tecnologie come elementi facilitanti per l’apprendimento e la partecipazione di tutti gli allievi; la seconda illustra le procedure più appropriate, secondo le attuali evidenze di ricerca, per progettare unità di apprendimento ispirate ai principi dell’individualizzazione e della personalizzazione. Correda il volume una parte online in cui sono presentate esemplificazioni applicate in scuole di diverso ordine e grado. L’opera, per completezza e originalità nell’integrare diversi approcci interpretativi, sarà particolarmente utile a quanti desiderino acquisire e consolidare competenze Nell’ambito della progettazione didattica: docenti curricolari e specializzati al sostegno, corsisti dei tirocini formativi attivi, studenti dei corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria, docenti in procinto di prepararsi ai concorsi. Alla base, l’idea di formare insegnanti che agiscono come “ricercatori in azione”, ponendosi domande e sfide sempre più complesse e avvincenti. Il volume è corredato da un’utile espansione on line contenente approfondimenti e schede operative

    Comunità di pratiche sostenibili e tutela del creato

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    In a world full of continual trasformations, doing research in places where education takes, carries us to the communities of practice. What's a community of practice? People who get together to exchange their personal and professional experiences to learn new knowledge and competence. An example is to take care of the environment wich beegings in family, it continues at school and in the community to achieve common good

    La progettazione pedagogica. Tra economia del capitale umano e partecipazione degli stakeholder

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    Is the ambition, inherent to the theory of education of an articulate reflexion on the issue of governance of the organisational changes in the perspective of human capital development realistic? The debates in the last ten years in Italy offer a multiplicity of arguments to sustain the hypothesis that the investment on pedagogical planning correspond to an increase of values for the environment and for the participation of stakeholders. The diversity of cultural orientations and of methological approaches, with regard to educational programming and training within the societies of knowledge and learning, with reference to the theories of organization and within the research schemes on the community of practices in the frame of social pedagogy, highlight the necessity of the presence of an indispensable source of reflection and of strategically elaborated planning
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