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Caratterizzazione molecolare di ceppi di coronavirus felini ed analisi filogenetica comparativa
Obiettivo del presente progetto è quello di approfondire le conoscenze relative alle coronavirosi feline sia da un punto di vista
virologico che da quello immunopatogenetico, per trarre informazioni utili sia per il controllo della diffusione dei coronavirus felini
(FCoV) nelle popolazioni feline, sia per prevenire possibili zoonosi: da un lato, infatti, l'instabilità genetica dei CoV può essere
responsabile di mutazioni o ricombinazioni responsabili di salti di specie, come accaduto nella recente epidemia di SARS; dall'altro,
il sistema immunitario può determinare persistenza del virus nella popolazione favorendo così la comparsa di nuove varianti virali,
potenzialmente patogene anche per l'uomo.
Per raggiungere tale obiettivo si procederà al campionamento di sangue, feci e tessuti da:
- gatti di allevamento, dove sono frequenti i portatori di FCoV e dove è possibile identificare in base al tipo di eliminazione fecale i
gatti più o meno resistenti all'infezione
- gatti clinicamente sani di proprietà FCoV-negativii
- gatti con peritonite infettiva felina, la forma clinicamente manifesta di coronavirosi, che presentano varianti patogene di FCoV e/o
stati immunitari in grado di determinare lo sviluppo della malattia
I campioni di feci o tessuti verranno utilizzati per indagare i seguenti aspetti virologici:
- identificazione, mediante sequenziamento ed analisi bioinformatica, delle caratteristiche genomiche dei ceppi di FCoVs identificati
nei portatori sani e malati, comparandole con dati reperibili in letteratura e relativi ad altri coronavirus animali ed umani allo
scopo di comprendere i meccanismi evolutivi e patogenetici dei FCoV.
- Identifcazione delle quasispecie virali mediante analisi della variabilità di sequenza a carico dei geni S, 7b e 3c mediante SSCP
(single strand conformational polymorphism)
- Predizione degli epitopi immunostimolanti nella sequenza della nucleoproteina N dei FCoV attraverso analisi bioinformatiche e
verifica in vitro di proteine ricombinanti prodotte sulla base delle sequenze identificate
- Messa a punto di sistemi di isolamento in coltura cellulare dei ceppi di FCoVs "di campo"
Sui campioni di sangue e tessuti verranno invece approfonditi i seguenti aspetti immunopatologici:
- Identificazione di quadri clinico-patologici associati alle diverse forme di infezione da FCoV (peritonite infettiva felina o infezione
asintomatica con eliminazione transitoria, persistente o intermittente)
- Identificazione della risposta immunitaria innata (livelli e grado di sialilazione dell'alfa-1-glicoproteina acida) o specifica
(quantificazione delle citochine prodotte da specifiche popolazioni cellulari) in gatti con diverse forme di infezione da FCoV.
- Caratterizzazione della risposta citochinica in linee cellulari immunocompetenti feline prelevate da gatti FCoV negativi ma
stimolate con ceppi virali dalle caratteristiche molecolari note (vedi sopra), con le proteine immunogene di FCoV prodotte nel corso
del progetto, o con campioni biologici prelevati da gatti FCoV-infetti
- Isolamento e sequenziamento di TLR3, TLR7 e TLR8 felini, probabilmente coinvolti in questo tipo di risposte ma dei quali non sono
disponibili informazioni in letteratura: una volta caratterizzati i TLR, verrà valutato il loro eventuale polimorfismo genetico e
quantificata la loro espressione in specifiche popolazioni cellulari di soggetti sani e sintomatici
L'approccio sopra descritto consentirà di raccogliere una serie di dati sul virus e sulle risposte immunitarie in presenza di FCoV.
Tali dati verranno integrati tra loro per valutare sia l'epidemiologia molecolare dei FCoV, sia l'influenza dei vari ceppi virali nel
determinare le risposte immunitarie o, al contrario, l'esistenza di risposte immunitarie in grado di influenzare l'evoluzione delle
quasispecie virali
Leptospirosi canina: non abbassare la guardia
La leptospirosi è una malattia infettiva, a potenziale zoonosico e diffusione mondiale, che colpisce diverse specie animali, sostenuta dalla Leptospira interrogans sensu lato. Nell’ambito delle numerose sierovarianti di Leptospira a oggi conosciute, almeno una decina sono importanti per il cane. I cani più frequentemente colpiti da leptospirosi sono soggetti adulti, di grossa taglia e generalmente esposti ai comuni fattori di rischio (ambienti rurali, contatto frequente con ospiti di mantenimento, cani da caccia o da lavoro).
La letteratura recente, tuttavia, dimostra un cambiamento nel segnalamento dei cani che si ammalano di leptospirosi: oltre a un aumento
generale della prevalenza di questa malattia in molti Paesi europei, è stato dimostrato un maggiore coinvolgimento di cani di piccola
taglia e di razza toy legato a cambiamenti dello stile di vita. Per la profilassi della leptospirosi nel cane si utilizzano da tempo in Europa vaccini spenti bivalenti costituiti da una sospensione di batterine delle più comuni sierovarianti che infettano il cane: la Icterohaemorragiae e la Canicola. A fronte dei cambiamenti intervenuti nella situazione epidemiologica sia in Europa che negli USA, è stata completamente rivisitata la formulazione dei vaccini ed è attualmente disponibile in commercio in Italia un vaccino tetravalente contenente i sierogruppi/sierovarianti che rivestono un ruolo epidemiologico preminente per il cane in Italia e in Europa: Canicola, Icterohaemorragiae/
Copenhageni, Grippotyphosa, Australis/Bratislava
Dataset of dog and cat population tested for Feline panleukopenia virus and Canine parvovirus
The dataset contains signalment, clinical and diagnostic data of a population of 33 dogs and cats tested for the presence of feline panleukopenia virus and canine parvovirus DNA at the Veterinary Teaching Hospital of the Department of Veterinary Medical Science of the University of Bologna
Genetic diversity and molecular epidemiology of Anaplasma
Anaplasma are obligate intracellular bacteria of cells of haematopoietic origin and are aetiological agents of tick-borne diseases of both veterinary and medical interest common in both tropical and temperate regions. The recent disclosure of their zoonotic potential has greatly increased interest in the study of these bacteria, leading to the recent reorganisation of Rickettsia taxonomy and to the possible discovery of new species belonging to the genus Anaplasma. This review is particularly focused on the common and unique characteristics of Anaplasma marginale and Anaplasma phagocytophilum, with an emphasis on genetic diversity and evolution, and the main distinguishing features of the diseases caused by the different Anaplasma spp. are described as well
Dataset of animal and environment sampling tested for Canine parvovirus and Feline panleukopenia virus in a Veterinary Teaching Hospital
The dataset contains in sheet labeled as “Animal” signalment and diagnostic data of a population of 5 dogs and 2 cats and in sheet labeled as “Environment” 21 environmental sampling points for each animal include, tested for the presence of feline panleukopenia virus and canine parvovirus DNA at the Veterinary Teaching Hospital of the Department of Veterinary Medical Science of the University of Bologna
Dataset of dog and cat population tested for Protoparvovirus carnivoran 1, Canine mastadenovirus and Circovirus canine nucleic acids
The dataset contains signalment data, vaccination and clinical status, and diagnostic data of a population of 89 companion animals (56 dogs and 33 cats) from Romania collected in 2019-2021 tested for the presence of DNA viruses (Protoparvovirus carnivoran 1, Canine mastadenovirus and Circovirus canine) at the Department of Veterinary Medical Science of the University of Bologna
Anaplasma phagocytophilum infection in thrombocytopenic dogs
Anaplasma and Ehrlichia spp. are tick-transmitted bacteria of clinical relevance in European dogs. The diagnosis of infection is often difficult due to the wide spectrum of disease caused by them. During infection, reduction in platelet count is considered the most common haematological abnormality, frequently representing the sole alteration in asymptomatic dogs. In this study, the presence of bacteria belonging to the genera Anaplasma and Ehrlichia was investigated in Northern Italy in blood samples from 159 thrombocytopenic dogs using a polymerase chain reaction (PCR) assay amplifying a portion of the heat shock gene (groEL). Obtained amplicons were sequenced and analysed. Two dogs were positive for A. phagocytophilum, while A. platys and E. canis were not detected. None of the PCR-positive dogs were diagnosed at the time of hospital admission, even in the presence of clinical signs and clinicopathological abnormalities potentially related to A. phagocytophilum infection. Nucleotide sequence analysis showed that the 2 detected strains belonged to the cluster Europe 1 and were different from each other. This study confirms the presence of A. phagocytophilum infections in dogs of Northern Italy, causing clinical signs and laboratory abnormalities that could not be properly diagnosed and treated
Serological, molecular and clinicopathological findings associated with Leishmania infantum infection in cats in Northern Italy
Objectives: The aims of this study were to investigate the prevalence of Leishmania species infection in cats in Northern Italy and to evaluate the associations between infection and signalment and clinicopathological data. Methods: The study was carried out in a veterinary university hospital from June to November 2017. Blood, urine, conjunctival swabs and hair were collected from all randomly selected cats. Leishmania species infection was evaluated using the indirect fluorescent antibody test (IFAT), setting a cut-off value of 1:80, and using real-time PCR on blood, conjunctival and hair samples. A complete blood count, serum chemistry profile, serum electrophoresis and urinalysis were also carried out. The cats were grouped on the basis of the results of the diagnostic criteria adopted in positive, negative and unconfirmed Leishmania cases. Non-parametric variables and continuous data were compared among the study groups using the χ2 test and the Mann-Whitney U-test, respectively. Results: One hundred and fifty-two cats were included. Nineteen of the 152 (12.5%) cats were positive (18/152 [11.8%] showed an IFAT titre of ⩾1:80 and 1/152 [0.7%] was real-time PCR-positive from a hair sample); 106/152 (69.7%) cats were negative; and 27/152 (17.8%) cats were unconfirmed for Leishmania species. Total proteins, beta2-globulin and gamma-globulin were significantly increased in the positive Leishmania group compared with the negative group. Conclusions and relevance: The results of the present study demonstrated the spread of Leishmania infantum infection in cats in Northern Italy. Hyperproteinaemia and hypergammaglobulinaemia appeared to be significant clinicopathological abnormalities in this population of cats with L infantum infection
Effect of temperature on betanodavirus infection in SSN-1 cell line
Viral Encephalopathy and Retinopathy (VER), otherwise known as Viral Nervous Necrosis (VNN), is responsible for frequent outbreaks with high mortality in a wide variety of marine fish species all over the world. The disease mainly affects the larval and juvenile stages which show neurological symptoms due to the typical vacuolating lesions in the brain, spinal cord and retina. The disease is caused by a virus of the Betanodavirus genus; seven viral species have been classified in this genus. This classification is based on the fish
species from which the virus was isolated, but recently the isolation of the same virus from different host species has become very frequent. Cross-infection tests highlighted that the capacity of the virus to infect different species is mainly due to the environmental temperature at which the fish are farmed, thus at which the infection occurs, more than the host species itself. Using capsid protein gene analysis it was possible to classify four genotypes of
Betanodavirus: Striped Jack Nervous Necrosis Virus (SJNNV), Tigger Puffer Nervous Necrosis Virus (TPNNV), Barfin Flounder Nervous Necrosis Virus (BFNNV) and Redspotted Grouper Nervous Necrosis Virus. Iwamoto et al. (1999) demonstrated the different infection temperature ranges for the four genotypes. Both the infection and disease seem to be very temperature-dependent, in fact most of the outbreaks happen in the summer season. This preliminary study elucidates the in vitro effects of temperature on Betanodavirus infection in the SSN-1 cell line. NNV-infected SSN-1 cells incubated at
10–30°C after viral adsorption were observed for cytopathic effect and viral growth in the culture media supernatant and cell pellets were evaluated by titration
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