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Le Armi del papa. L'esercito pontificio tra burocrazia curiale e nobiltà (1645-1740)
Le esperienze belliche dello Stato della Chiesa per tutta l’età moderna sono state caratterizzate da risultati spesso in chiaroscuro. I pregiudizi antiecclesiastici della storiografia rinascimentale – in primis Francesco Guicciardini – hanno perdurato nel tempo contribuendo a rendere il quadro più complicato. Il maggior impegno politico e organizzativo dei pontifici verso i propri ordinamenti militari fu notevole durante la prima età moderna. Questo periodo è stato in anni recenti inserito nel più ampio sviluppo della storiografia militare italiana. Non altrettanta fortuna ha goduto la fase successiva. L’obiettivo della tesi è stato dunque ricostruire le vicende delle «istituzioni di difesa» pontificie tra Sei e Settecento. In primo luogo si è inteso indagare l’architettura istituzionale e le prassi burocratiche dell’amministrazione dell’esercito e la sua direzione politica da parte dei più alti organi di governo della curia romana. In secondo luogo l’attenzione si è concentrata sull’esercito regolare, esaminando l’architettura della gerarchia militare, le regole in essere per il reclutamento e l’avanzamento di grado e le forme del servizio quotidiano del corpo ufficiali. In ultimo è stato osservato quale fosse la cultura interna dell’istituzione, analizzando i progetti di creazione d’identità per gli ufficiali e i soldati e gli aspetti peculiari del servizio al papa, in particolare: i rapporti tra chierici e i militari laici e il ruolo della religione. A riguardo di questi quesiti, è sembrato opportuno orientare l’analisi seguendo un metodo consolidato nella storiografia militare italiana recente: una storia socio-istituzionale, che combinasse lo studio delle cariche politico-amministrative con l’analisi del personale militare, in particolare le forme e la percezione del proprio servizio da parte di quest’ultimo. In tal modo si sarebbero evidenziate le reciproche interrelazioni e i risultati peculiari che si svilupparono in un particolare contesto, mantenendo alta l’attenzione ad una prospettiva comparativa cosciente verso altre esperienze coeve italiane ed europee. L’analisi ha tenuto conto anche dello studio delle campagne in cui fu impegnato l’esercito, in modo da verificare alla prova delle armi il funzionamento dell’istituzione. La storiografia specialistica relativa all’esercito pontificio nel periodo considerato dal presente lavoro è assai esigua, limitandosi in larga parte a studi di tipo storico-militare pensati secondo categorie di analisi poco interessate ad inserire l’istituzione militare nel più ampio contesto della società d’ancien régime. Tenendo conto di queste premesse, il lavoro di scavo archivistico ha coinvolto in primo luogo i fondi: Soldatesche e Galere nell’Archivio di Stato di Roma e Commissariato delle Armi in Archivio Segreto Vaticano. Dopo il 1870 con l’occupazione di Roma l’archivio dell’amministrazione militare pontificia fu smembrato e diviso tra l’istituzione italiana e quella vaticana. Sono poi stati visionati altri fondi accessori per lo studio di personaggi o eventi specifici, in particolare si segnalano i principali: Fondo Carpegna e Segreteria di Stato, Soldati. Per quanto riguarda il corpo ufficiali e le forme del loro servizio, sono stati visionati i fondi: Archivio Albani nella Biblioteca Oliveriana (Pesaro), Degli Oddi della Fondazione Marini-Clarelli-Santi (Perugia) e Spada-Veralli in Archivio di Stato di Roma. Si precisa ovviamente che questa divisione è solo a titolo esemplificativo, molte carte utili per lo studio dell’istituzione sono rintracciabili negli archivi familiari e viceversa. Il presente lavoro analizza l’esercito pontificio dal 1645 al 1740, cioè dalla conclusione del conflitto di Castro, il più complesso e vasto sforzo militare compiuto dallo Stato Ecclesiastico nella prima età moderna, sino al 1740 con l’ascesa al pontificato di Benedetto XIV, quando vi furono riforme militari e un generale riassetto della nobiltà romana che modificarono il contesto precedente. La prima parte si concentra sullo studio dell’istituzione dal 1645 al 1692, utilizzando fonti note. Questa parte introduttiva si propone di descrivere le caratteristiche fondamentali degli ordinamenti difensivi e di ripercorrere dal punto di vista militare il dibattito curiale sul nepotismo e lo sviluppo del commissariato delle Armi e della segreteria di Stato, in quanto magistrature centrali deputate alla guerra. Sinora questo periodo non aveva ricevuto grande attenzione, almeno da questo punto di vista, e gli ampi studi sul nepotismo avevano lasciato relativamente in ombra tali aspetti dello stesso. Nel 1692 furono abolite tutte le cariche militari apicali tradizionalmente detenute dai parenti dei pontefici, nell’ambito di una più generale riforma di Innocenzo XII che intendeva abolire il nepotismo in quanto istituzione. Da questa data si proceduto all’analisi della composizione dell’esercito e delle mutazioni che questa riforma innescò sia sul piano burocratico, sia nel corpo ufficiali. In particolare sono state esaminate anche le campagne e la politica di neutralità armata dei pontefici, sino alle influenze che altri ordinamenti ebbero sull’esercito. A questo riguardo, si è osservato come vi fosse da parte romana la volontà precisa di adottare forme e prassi derivate dall’esercito francese coevo. In secondo luogo si è ricostruita la guerra di Comacchio, non per ripercorrere in dettaglio gli avvenimenti del conflitto che oppose l’imperatore a papa Clemente XI – già trattati in altre sedi – ma per osservare sul campo come i mutamenti dell’istituzione sotto il controllo esclusivo dei chierici e i loro ufficiali abbiano funzionato. La terza parte si occupa di osservare il tracollo dell’esercito tra il 1709 e il 1740 durante la guerra di successione polacca, in cui il papato effettivamente rinunciò allo strumento militare come mezzo della politica internazionale, relegando la propria istituzione a compiti di polizia e di «decoro del principe». In ultimo sono state ricostruite in dettaglio con uno studio prosopografico le carriere degli ufficiali pontifici, dal colonnello sino al grado di tenente generale, e le caratteristiche peculiari del servizio al papa, ossia il ruolo della religione all’interno degli ordinamenti e il rapporto tra chierici e nobili laici, esaminandone le caratteristiche e le differenze in termini di cultura professionale. Quest’ultima comparazione assume particolare rilevanza mettendo a confronto un’identità culturale antica e radicata, come era quella curiale, ed una cultura professionale militare in formazione.
Quanto ai risultati, in primo luogo la ricerca ha permesso di ricostruire i numeri dell’esercito regolare, stabilendo figure precise dei soldati e degli ufficiali in tempo di pace e durante i conflitti, inoltre ha precisato il costo e le retribuzioni per le varie cariche.
I presenti nelle guarnigioni oscillarono tra i 5-6.000 uomini in servizio fino al 1709, per poi scendere progressivamente nel corso del secolo sino ad un minimo di 3.500. In tempo della guerra di Comacchio il papato riuscì a mettere in campo circa 16.000 uomini. Le spese si mantennero a circa un terzo delle entrate dello Stato, al netto del costo del debito. Questi sviluppi sono stati comparati con quelli coevi nei principati italiani, evidenziandone similitudini e peculiarità rispetto agli ordinamenti pontifici. In secondo luogo si è delineato il funzionamento dell’istituzione e delle forme del servizio: i rapporti tra le diverse magistrature curiali, in particolare le tensioni tra il commissario delle Armi e il Segretario di Stato. Si è notata l’ampia incidenza dei dibattiti interni sui concetti di merito individuale e grazia, l’influenza del nepotismo nella formazione dei ranghi, gli strumenti burocratici approntati per selezionare il personale militare. Si è riscontrata l’affermazione dell’anzianità di servizio come metodo per le promozioni e le precedenze tra parigrado. Anche se le relazioni clientelari e il sistema di cooptazione rimasero in essere, esse assunsero forme diverse, soprattutto come premiazione di meriti personali e familiari. Di particolare interesse è stato osservare la richiesta da parte pontificia di vere e proprie consulenze a nobili francesi su questi punti e su come organizzare la gerarchia e gli avanzamenti. In ultimo, si è riscontrata la presenza di una continuata cultura di servizio al pontefice da parte della nobiltà provinciale dello Stato della Chiesa. Essi dopo aver servito in qualche esercito europeo, tornavano nello Stato per investire a Roma e in patria il credito dell’esperienza militare acquisita all’estero come una forma di distinzione e maggiore prestigio. La presenza di parenti dei pontefici fu molto ridotta e a differenza del periodo precedente non erano nominati a cariche apicali, ma soggetti alle stesse strutture di carriera come gli altri
Presynaptic source of quantal size variability at GABAergic synapses in rat hippocampal neurons in culture
The variability of quantal size depends on both presynaptic (profile of the neurotransmitter concentration in the cleft) and postsynaptic (number and gating properties of postsynaptic receptors) factors. Here we have examined the possibility that at nonsaturated synapses in cultured hippocampal neurons, changes in both the transmitter concentration peak and its clearance from the synaptic cleft may influence the variability of spontaneous miniature synaptic GABAergic currents (mIPSCs). We found that, in contrast to the slow-off GABA(A) receptor antagonist bicuculline, fast-off competitive antagonists such as SR-95103 and TPMPA differentially blocked small and large mIPSCs. In the presence of flurazepam, a drug believed to increase the affinity of GABA for GABA(A)R, small mIPSCs were enhanced more efficiently than large events. Moreover, the addition of dextran, which increases the viscosity of the extracellular fluid, preferentially increased small mIPSCs with respect to large ones. These observations suggest that changes in the concentration peak and the speed of GABA clearance in the cleft may be an important source of synaptic variability. The study of the correlation between peak amplitude and kinetics of mIPSCs allowed determination of the relative contribution of transmitter peak concentration vs. time of GABA clearance. Small synaptic responses were associated with fast onset and decay kinetics while large amplitude currents were asociated with slow kinetics, indicating a crucial role for GABA synaptic clearance in variability of mIPSCs. By using model simulations we were able to estimate the range of variability of both the concentration and the speed of clearance of the GABA transient in the synaptic cleft
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Characterization of Seedlings Obtained from Open Pollinated 'Gialla' Cactus Pear (Opuntia ficus-indica)
A population of approximately 700 cactus pear seedlings of different ages obtained from ripe seeds of open pollinated 'Gialla' (selection GSH), was studied in Sardinia, Italy. A dataset of morphological characters of seedlings and mother plant according to the Cactus Pear Descriptor List was completed. Most seedlings showed high vigor as compared to mother plants. Both populations showed elliptic cladodes. Thirteen individuals bearing fruits with less than 200 seeds/fruit were found among seedlings. Large differences between populations were found in regard to ripening season. Selection allowed identification of seedlings with interesting horticultural traits; early ripening, large fruits, and high percentage of aborted seeds. The selected seedlings will be further evaluated as basic genetic material to develop new varieties specific for the Mediterranean area
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dalla nascita delle Opere pie di San Paolo alla crisi bancaria di fine secolo (1853-1899)
Il saggio traccia un profilo delle Opere pie di San Paolo dalla metà dell'Ottocento agli anni della crisi bancaria di fine secolo, cogliendo i nessi tra le molteplici attività dell'Istituto e le trasformazioni economiche e sociali della Torino ottocentesca
Tra censi e usure. Aspetti del pensiero giuridico europeo d’età moderna
Si tratta d'una panoramica sul contratto di censo nelle esperienze giuridiche di alcuni paesi europei d'età moderna, effettuata nel quadro d'una ricerca interdisciplinare sui 450 anni della Compagnia di San Paolo di Torin
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