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Nurses' Experience of Redeployment to a New Intermediate Care Unit for Respiratory Patients: A Qualitative Study
Aim: To explore the experiences of nurses transitioning from a clinical ward to a newly established respiratory intermediate care unit (IMCU). Design: A qualitative descriptive approach was adopted to capture the lived experiences of redeployed nurses. This design was selected to address the research question: What are the initial experiences of nurses transitioning from general ward settings to a newly established IMCU for respiratory patients?. Methods: Two focus groups were conducted in June 2024, involving 14 purposefully selected registered nurses. Data were analysed using Braun and Clarke's thematic analysis framework, with the study reported in line with the Standards for Reporting Qualitative Research. Results: The analysis revealed two interconnected themes reflecting the complexity of the redeployment experience. The first theme, ‘The introspection of waiting amidst change and readiness’, captures the emotional ambivalence nurses felt, characterised by anticipation, uncertainty and a perceived lack of preparedness. This phase was marked by concerns over clinical competence, fear of errors and the weight of new legal and ethical responsibilities. The second theme, ‘The road to organizational change with both driving forces and obstacles’, highlights nurses' concerns about physician readiness, feeling undervalued and limited involvement in planning. At the same time, nurses emphasised the importance of teamwork, structured preparation, experiential training and having the right equipment. Conclusion: The study underscores the complexity of role transitions for nurses moving into semi-critical care settings like IMCUs. It reveals the need for targeted support strategies to reduce uncertainty and enhance role readiness. Implications for the Profession and Patient Care: To improve the redeployment experience and patient outcomes, healthcare organisations should prioritise structured training, tailored preceptorship programmes and inclusive decision-making processes. These measures can strengthen nurses' resilience, support workforce sustainability and ensure the delivery of high-quality, patient-centred care in intermediate care environments. Impact: This study highlights the significant impact of inadequate preparation and communication on redeployed nurses' experiences in respiratory IMCUs, emphasising the need for structured training and supportive team dynamics. These findings can guide healthcare leaders, nurse managers and policymakers in developing evidence-based redeployment strategies that reduce anxiety, strengthen team cohesion and ultimately improve nurse adaptation and patient care in semi-critical settings. Reporting Method: We used the SRQR guidelines for reporting qualitative studies. Patient or Public Contribution: No patient or public contribution
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
MISSED NURSING CARE:LITERATURE REVIEW
openBackground: Le Missed Nursing Care (MNC) sono intese come attività assistenziali, proprie degli infermieri, necessarie al paziente, che a causa di diversi fattori non vengono erogate, vengono erogate parzialmente oppure rimandate rispetto a quanto pianificato.
Scopo: analizzare la letteratura relativa alle Missed Nursing Care e il potenziale impatto del fenomeno nell’assistenza infermieristica.
Materiali e metodi: il quesito di ricerca principale a cui si è voluto dare risposta attraverso una revisione della letteratura è stato il seguente:
Quanto incidono le cure perse infermieristiche sul grado di soddisfazione lavorativa degli Infermieri?
Per meglio orientare la ricerca sono stati formulati 2 quesiti secondari:
1. Quali sono le attività assistenziali che vengono omesse e/o posticipate?
2.Quali cause attribuiscono gli Infermieri stessi alla mancata esecuzione di tali prestazioni?
Attraverso il metodo PICO, sono state elaborate le stringhe di ricerca. È stata consultata la banca data PubMed ed esaminati manuali e testi.
Risultati: Sono stati selezionati 12 articoli per rispondere ai quesiti di ricerca. Analizzando queste pubblicazioni, emerge che le MNC sono diffusamente presenti nelle realtà sanitarie internazionali. Le cause attribuite sono l’inadeguata distribuzione del carico di lavoro e la scarsità di tempo, la carenza di risorse materiali e i problemi di comunicazione nel team di lavoro.
Le attività maggiormente omesse e/o posticipate sono risultate: la deambulazione del paziente almeno tre volte al giorno, la mobilizzazione passiva ogni due ore, il sostegno emotivo e informazione al paziente e ai famigliari.
Si rileva una notevole correlazione tra le MNC e soddisfazione lavorativa, qualora
gli infermieri non riescono a fornire tutta l’assistenza necessaria al paziente si sentono in colpa e
sviluppano maggiore Burnout con stress correlato al lavoro, aumentando il moral distress: tutti
fattori che possono portare all’abbandono del proprio lavoro.
Conclusioni: Le MNC sono un problema nelle realtà ospedaliere internazionali, tutti gli infermieri devono essere consapevoli dell’esistenza del fenomeno, ridurlo per poter dare un’assistenza a 360 gradi al paziente garantendo la sua sicurezza
Targeted assessment in patients with high care complexity identified with idc-pal: a qualitative study with focus groups
openBackground: Negli ultimi anni il fenomeno dell'invecchiamento demografico della popolazione e l'incremento delle patologie croniche, oncologiche e non, hanno portato le Cure Palliative verso un approccio basato sulla determinazione della complessità assistenziale. Il potenziamento dell’assistenza domiciliare diventa imprescindibile e ciò permette un’efficace gestione delle risorse disponibili. Il progetto “Volemia Fragile” ha l’obbiettivo di garantire la presa in carico a domicilio di pazienti con patologie cardio-epato-renale croniche in fase avanzata e di assicurare un percorso condiviso con i MMG. Relativamente alle Cure Palliative domiciliari, l'uso della scala IDC-Pal risulta applicabile ed efficace nell’oggettivare la complessità assistenziale.
Obiettivo: L'obiettivo di questo studio qualitativo è verificare se la scala IDC-Pal presenti il rischio di essere operatore-dipendente e individuare quali siano le modalità di accertamento utilizzate dagli infermieri durante l’applicazione della scala IDC-Pal ad una coorte di persone con bisogni di Cure Palliative facenti parte del progetto “Volemia Fragile” del distretto Pieve di Soligo dell'azienda ULSS 2.
Materiali e metodi: È stato condotto un Focus Group con l’équipe clinica per approfondire i metodi che gli infermieri utilizzano nella conduzione dell’accertamento per valutare gli item della scala IDC-Pal.
Risultati della ricerca: 12 infermieri hanno partecipato al Focus Group, dal quale è emerso che in particolare per 7 item della IDC-Pal il rischio di condurre valutazioni non omogenee, è molto alto. Sono state condivise le modalità di accertamento messe in atto per questi item nella popolazione target. È emersa la necessità di descrivere in modo più sistematico e condividere con tutto il team, le modalità di valutazione efficaci da mettere in atto.
Discussione: I risultati ottenuti confermano la funzionalità di IDC-Pal, ma anche, il rischio di essere operatore-dipendente. Viene sottolineata l’importanza di una comunicazione efficace, della condivisione e della collaborazione interprofessionale per garantire un approccio olistico e permettere una valutazione sistematica ed omogenea. Per condurre un accertamento mirato del paziente complesso in Cure Palliative, si rende necessario l’uso di strumenti complementari alla scala.
Conclusioni: IDC-Pal è uno strumento efficace nel determinare la complessità assistenziale del paziente in Cure Palliative ma al contempo presenta il rischio di essere interpretabile. L’implementazione di domande guida o altri strumenti, potrebbe garantire una valutazione più omogenea e sistematica degli item. I risultati di questo studio qualitativo sono alla base di ulteriori studi futuri, mirati a sistematizzare l’accertamento e a identificare modalità di condivisione dei risultati. Si propone, inoltre, di formalizzare il processo di accertamento per rendere la valutazione più coerente tra gli operator
Nursing care and prevention of complications in the Impella patient: a case report
reservedBackground: il dispositivo Impella appartiene ai sistemi di assistenza cardiaca a breve termine e garantisce un notevole supporto emodinamico nei pazienti con shock cardiogeno e insufficienza cardiaca acuta o candidati a interventi coronarici percutanei ad alto rischio; nonostante la presenza di numerosi benefici clinici, questa tipologia di pompe percutanee comporta anche un rischio elevato di sviluppo di complicanze, la cui gestione è diretta principalmente al personale infermieristico dell'Unità Operativa. In assenza di protocolli o check lists standardizzate e condivise a livello internazionale, gli interventi infermieristici volti alla prevenzione e alla gestione delle complicanze correlate al dispositivo risultano essenziali, soprattutto considerando la fragilità dei quadri clinici dei pazienti coinvolti e la complessità dell’assistenza necessaria.
Obiettivo: l’obiettivo principale di questo case report è di individuare nella letteratura scientifica gli interventi di prevenzione e gestione delle complicanze correlate alla pompa Impella, e di confrontarli con le procedure attuate in reparto durante l'assistenza al paziente, ricoverato dopo l’impianto del dispositivo per shock cardiogeno.
Materiali e metodi: è stata condotta in primo luogo l’analisi del caso clinico a partire dai dati raccolti in reparto; sono state poi consultate le banche dati PubMed, Cochrane, Scopus e Google Scholar per condurre la revisione di letteratura sulla base dei due quesiti di ricerca. Infine, sono stati selezionati 17 articoli pubblicati negli ultimi 10 anni, 12 inerenti al primo quesito, 4 al secondo e un articolo comune a entrambi.
Risultati: dalla ricerca condotta nelle banche dati è emerso che il monitoraggio, previa la conoscenza approfondita della tecnologia Impella e delle complicanze possibili, sia l’azione fondamentale per prevenire gli effetti avversi legati all’utilizzo del dispositivo. Per quanto riguarda gli interventi di gestione delle complicanze, la ricerca ha evidenziato risultati inerenti alla gestione del sanguinamento e dei danni vascolari, dell’emolisi, della trombosi e infine delle complicanze valvolari. Un foscus importante viene rivolto alle strategie anticoagulanti, in quanto il dispositivo richiede due anticoagulazioni ben distinte.
Conclusioni: il confronto tra gli interventi emersi nella revisione e quelli attuati in reparto ha permesso di individuare numerose somiglianze nelle procedure e nelle azioni di prevenzione e di gestione delle complicanze, mentre è stata riscontrata una notevole variabilità sulle tempistiche di monitoraggio e sulle strategie ottimali di anticoagulazione. La conoscenza specifica dell’Impella nei suoi aspetti tecnici e la formazione continua del personale infermieristico nell’ambito dell’utilizzo di questo dispositivo emergono come obiettivi fondamentali da raggiungere per garantire un’assistenza quanto più adeguata e personalizzata possibile, necessaria a questa tipologia di pazienti
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Infermiere e libera professione: Customer Satisfaction
Studio effettuato sugli utenti di un ambulatorio infermieristico gestito da un libero professionista. Tramite questionario si sono indagati target e soddisfazione della clientela rispetto alle prestazioni offerte. Risulta un servizio molto richiesto da tutte le fasce di popolazione, con clienti anche di comuni limitrofi. La soddisfazione altissima in tutti gli item. Il passo successivo sara la trasformazione da un'operato prestazionistico ad una presa in carico totale del paziente.ope
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