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    Per Aurelio Musi. Riflessioni su "L'Italia dei Vicerè"

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    Riflessioni sull'opera di Aurelio Musi "L'Italia dei Vicerè", le dinamiche italiane durante il governo spagnolo e l'interazione tra Monarchia spagnola e Impero

    Salerno: città vescovile, feudale, moderna. Considerazioni in margine a Salerno moderna di Aurelio Musi

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    Nella «prefazione» al volume «Salerno moderna», stampato in Cava de’ Tirreni nel 1999 da Avagliano Editore, Aurelio Musi poneva l’esplicito rapporto tra il «mito della città meridionale che è andata costruendosi intorno al suo passato altomedievale» e «l’eredità che la storia moderna di Salerno lascia alla storia successiva della città». Si tratta di un indiscutibile rapporto storico, al centro del quale sia il tema della feudalità ecclesiastica (le cui origini affondano nell’Alto Medioevo), sia quello della città centro di un vasto complesso feudale, che si estendeva dal Vallo di Diano al Cilento, dalla Valle dell’Irno a quella del Sele (risalente all’epoca del grande barone del Regno, Ferrante Sanseverino) trovano una specifica collocazione. Su questi due aspetti della storia di Salerno, decisamente contenuti nell’articolato sviluppo del lavoro di Musi, si concentrano le pagine di questo contributo

    Le Storie d’Italia di Aurelio Musi

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    La riflessione sviluppata sulle Storie d’Italia da Aurelio Musi pone in risalto la dimensione plurisecolare della costruzione dell’identità italiana sul piano linguistico-culturale rispetto ad una più recente affermazione Statuale. Questi studi, non a caso, si sono ravvivati nei momenti di crisi e, quindi, di appannamento del carattere identitario italiano. L’indagine muove da un dibattito maturato tra le due Guerre, e poi protrattosi nel corso della ricostruzione del Secondo conflitto mondiale, da importanti intellettuali i quali forgeranno nuove e più aggiornate categorie interpretative

    Freud y la historia: traducción e introducción crítica del texto de Aurelio Musi

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    Tesis de maestríaEs un ejercicio de traducción del italiano al español; así como un análisis crítico de la obra Freud y la Historia del historiador italiano Aurelio Musi, durante el cual se abordan y complementan reflexiones acerca de la historia y su relación con las llamadas ciencias de la vida y su incuestionable relación metodológica con el psicoanálisis.MaestríaMagister en Ciencia PolíticaINTRODUCCIÓN CRÍTICA POR CAMILO GARCÉS REFERENCIAS FREUD Y LA HISTORIA DE AURELIO MUSI INTRODUCCIÓN 1. LOS AÑOS DE FORMACIÓN 2. EL RECURSO DE LA ANALOGÍA 3. LAS FUENTES HISTÓRICAS. 4. CONSTRUCCIÓN, RECONSTRUCCIÓN, INTERPRETACIÓN 5. ELOGIO DE LA HISTORICIDAD 6. TRABAJO ANALÍTICO Y TRABAJO HISTÓRICO: SIMILITUDES Y DIFERENCIAS 7. LOS HISTORIADORES Y FREUD 8. LOS TEMORES DE MASANIELLO ALGUNAS CONCLUSIONE

    Introduzione

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    L’avanzamento della storiografia si deve all’opera dei grandi Maestri. Questo libro nasce dal desiderio di rendere omaggio ad Aurelio Musi, protagonista indiscusso dell’odierno panorama scientifico nazionale ed internazionale. Il libro si snoda lungo un itinerario quarantennale, ma il suo sviluppo è concepibile nella triplice dimensione del tempo, dello spazio e della profondità ermeneutica, come il titolo si prefigge di suggerire. La storia è indagata da Aurelio Musi nelle sue “ragioni” - come i fondamenti epistemologici, la specificità dei suoi metodi e dei suoi linguaggi, il rapporto con altre discipline - ma anche nella sua costante evoluzione: egli si dedica ad elaborare la storia, offrendo ricostruzioni basate sullo scavo archivistico, la valorizzazione delle fonti, la rielaborazione critica e la felice resa narrativa, muovendosi nel tempo storico e storiografico.The advancement of historiography is due to the work of the great historians. This book was born from the desire to pay tribute to Aurelio Musi, protagonist of national and international scientific panorama. The book runs along a forty-year itinerary, but its development is conceivable in the triple dimension of time, space and hermeneutic depth. History is investigated by Aurelio Musi in his "reasons" - such as the epistemological foundations, the specificity of his methods and languages, the relationship with other disciplines - but also in his constant evolution: he dedicates himself to elaborate history, offering reconstructions based on archival excavation, enhancement of sources, critical reworking and fluent narrative, moving through historical and historiographic time. &nbsp

    Le città del Mezzogiorno nell’età moderna

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    Ripercorrendo l’attività intellettuale di Aurelio Musi, il contributo ha inteso evidenziare il ruolo dello storico il quale ha costantemente animato un proficuo dibattito in grado di stimolare la riflessione su alcuni dei più importanti storici meridionali e sui caratteri delle città meridionali nel corso dell’età moderna

    La nobiltà feudale nel granducato di Toscana tra Sette e Ottocento: norme, caratteri, rappresentazione

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    Il saggio esamina l’evoluzione legislativa e le trasformazioni culturali in materia di nobiltà feudale introdotte nel Granducato di Toscana tra la seconda metà del Settecento e i primi anni dell’Ottocento. Lo studio dei più significativi aspetti di tipo istituzionale e sociale in materia consente di comprendere la capacità di adattamento delle élite toscane così come il modificarsi del loro complesso sistema di valori. In particolare, si è posto l’accento sul modo in cui l’azione riformatrice della dinastia dei nuovi granduchi Asburgo-Lorena interferì, più o meno direttamente, con lo status, il ruolo, e le modalità di auto-rappresentazione della nobiltà feudale toscana

    Il Regno di Napoli nell'età di Filippo IV (1621-1665)

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    L'età di Filippo IV è un periodo cruciale per la storia del sistema imperiale spagnolo. Il Regno di Napoli, tra gli anni Venti e Sessanta del Seicento, è un microcosmo in cui si rispecchia l'evoluzione complessiva del sistema, fra crisi economica, processi di ristrutturazione politica e sociale, rivolte. Questi fenomeni non provocarono il crollo, ma una ripresa dell'assolutismo asburgico spagnolo, capace di resistere ancora per circa mezzo secolo nel Mezzogiorno d'Itali

    Aurelio Musi, L'impero dei viceré, Il Mulino, Bologna, 2013

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    La costruzione politica della Monarchia spagnola tra XVI e XVIII secolo e la definizione dei rapporti fra la corte madrilena e i centri di potere periferici sono da tempo al centro del dibattito storiografico. In Italia e in Spagna, soprattutto a partire dall'ultimo decennio del secolo scorso, gli storici dell'età moderna hanno restituito la giusta complessità a un quadro in continua evoluzione, all'interno del quale il sovrano, i rappresentanti del potere regio e gli esponenti del potere politico locale si muovevano in base a mutevoli equilibri, spesso determinati dalle regole del do ut des. All'interno di questo filone storiografico si inserisce il recente volume di Aurelio Musi che, mediante l'analisi dell'istituzione viceregia, offre al lettore un'articolata ricostruzione - sincronica e diacronica – del “sistema imperiale” spagnolo, dagli anni di Carlo V fino all'alba del XVIII secolo
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