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Low Emissions Energy Development for Global Climate Change Mitigation
This paper study on the potential of low-emission energy that can be developed in Indonesia,
which comes from natural resources. This study is considered important as the attention
of Indonesia to the increase in carbon emissions from energy and forestry sectors, as
well as efforts to mitigate global climate change. Study of low-emission energy potential
in this research are to: wind energy, energy mini / micro hydro, solar energy, geothermal
energy, and biodiesel energy. Development of low emission energy has not reached the
optimal point in the development of energy except the mini / micro hydro, and biodiesel.
Development of low-emission energy in the future is expected to reach the target of national
energy mix in 2025 through special policy and technology development
The State of Higher Public Education in California
Presented at Oakmont Sunday Symposiums, Santa Rosa, California (http://oaksunsym.org/programs.html) March 4, 2012.President Armi??ana discusses the current state of higher education in California as it faces unprecedented change and declining public funding. He reviews the challenges and opportunities that accompany declining tax-based support of the California University System. President Arminana is exceedingly well qualified to address these issues given his experience as President of Sonoma State University and his strong success as a fund raiser and partnership creator for the University
President Armi??ana Honored by the Redwood Empire Council Boy Scouts of America with 2011 Distinguished Citizen Award
Armi Chimiche - Tecnologie di distruzione
Sviluppo armi chimiche
Cos’è l’arma chimica ai fini della distruzione
Obbligni degli stati membri della Convenzione
Armi chimiche USA e Russia
Armi chimiche dal punto di vista operativo della distruzione
Principali tecnologie di distruzion
Le armi dell'Athenaion
L'autore qui presenta una sintesi della tipologia delle diverse armi provenienti dal santuario settentrionale, quelle difensive, offensive e miniaturistiche. Delle armi vengono anche illustrate le forme di conservazione, il numero minimo di individui, la maipolazione delle stesse e le modalittà di affissione
Un problema di status. L’Italia e le armi nucleari
Durante il corso della guerra fredda, l’Italia ha avuto un’importante politica nucleare militare e sul suo territorio sono state schierate centinaia di armi nucleari americane, attraverso una fitta rete di accordi stipulati nel contesto dell’Alleanza Atlantica. La politica seguita dall’Italia in relazione allo sviluppo e alla diffusione delle armi nucleari è stata perciò profondamente caratterizzata e condizionata dall’andamento delle varie fasi del confronto bipolare, così come le scelte operate dai governi italiani sono state strettamente dipendenti dall’evoluzione delle strategie sviluppate all’interno dell’Alleanza atlantica. Nelle pagine che seguono si cercherà di ripercorrere le fasi principali della politica nucleare militare italiana soffermandosi in particolare sui suoi momenti più significativi, vale a dire lo schieramento dei principali sistemi d’arma e il dibattito sulla firma e la ratifica del trattato di non proliferazione nucleare.
L'opinione pubblica di fronte alle armi autonome
L’applicazione dell’intelligenza artificiale all’industria della difesa sta sollevando sempre maggiori preoccupazioni nel dibattito internazionale. In particolare suscitano contrarietà i cosiddetti “killer robot”, sistemi autonomi d’attacco che sarebbero in grado di selezionare e attaccare singoli obiettivi senza un controllo umano. Soltanto la possibile opposizione dei cittadini allo sviluppo delle armi autonome è in grado di portare i Governi adottare quadri normativi per contrastare la minaccia proveniente dall’impiego delle Armi Autonome.
Nel presente contributo sono riportate le analisi IPSOS per conto della Campagna Stop Killer Robots relative all'opinione pubblica in relazione all'utilizzo di questi sistemi d'arma
Fucine, armi e armaioli in Lombardia tra il XV e il XVIII secolo: il trentennale del Museo delle Armi “Luigi Marzoli”
Uno studio interamente dedicato alle armi antiche bresciane e lombarde per celebrare la splendida collezione di Luigi Marzoli
Era il 1988 quando Luigi Marzoli donava alla città di Brescia la splendida collezione che permise l’apertura, nella suggestiva sede del Mastio Visconteo, del Museo delle Armi.
Oltre trent’anni dopo, questo volume – che prende avvio dai lavori del convegno di studi Il Museo Marzoli e le armi lombarde (Brescia, Auditorium Santa Giulia, 15-17 novembre 2018) – è dedicato al Museo e alla sua straordinaria collezione di armi e armature dal Trecento al Rinascimento. Interamente dedicato alle armi antiche, Heavy Metal si propone di indagare alcuni fondamentali argomenti della produzione armiera lombarda, in particolar modo bresciana, dal XV al XIX secolo, sotto diversi punti di vista e soprattutto in relazione alla collezione proprio del Museo delle Armi “Luigi Marzoli”.
Il trentennale del Museo delle Armi ha rappresentato un’occasione straordinaria offrendo l’opportunità di dare spazio alle nuove correnti di studio che negli ultimi anni hanno rinnovato la tradizione oplologica. Introdotto dal testo di Marco Merlo e Simone Picchianti (Fucine, armi e armaioli in Lombardia tra il XV e il XVIII secolo: il trentennale del Museo delle Armi “Luigi Marzoli”), il volume è suddiviso in tre macrosezioni (Nuove tecnologie e storia delle tecniche; La collezione del Museo Marzoli; La fortuna delle armi lombarde) ed è corredato dei saggi di alcuni dei massimi esperti sull’argomento. Marco Merlo, studioso di armi antiche, è conservatore del Museo delle Armi di Brescia
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