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Spigolare parole, rubare sguardi: Conversazioni con i rom. Incontri da intuire, pensare, narrare e riscrivere
Raccogliere le parole nel campo, stare nel passo di una testimonianza ti investe di sacro. Gli
occhi e i gesti ti guidano alla fatica del dire e pensare in romanes e dire, pronunciare in italiano.
La parola si inventa, si tossisce fuori, ti arriva come sputo d’animo poiché tutto diventa vero e
questa verità puoi toccarla, tenerla fra le mani, appoggiarla per terra e alzarla, lanciarla in aria.
Sono parole semplici, affaticate dall'ortografia e dallo sforzo di una bellezza cercata, tessuta in
una storia chiamata campo ed è il campo “nomadi” a dettare la loro sintassi.
I collegamenti hanno un dentro e un esterno al campo, tutti e due rimandano nello sconforto
di una miriade di congiunzioni che portano all'emergenza dell’indispensabile, il dire.
Gli inviti passano dallo sguardo e dalle rughe dei visi che creano i sentieri degli incontri. Le
mani, i corpi, gli odori, i sapori di una quotidianità diventano la trama della conversazione,
talvolta silente o urlata, mai assente. È la trama dei contrasti, delle dimenticanze, dei soprusi
dei collegamenti, dei desideri della presenza di un mondo spiegabile. È la trama di una con verso
azione, r-esistenza, che spinge il pensiero e tesse le conoscenze, svelando l’estremo e rendendo possibile
il suo affronto
La supervisione educativa
Il saggio si concentra sulla figura del supervisore in ambito educativo, analizzandone il ruolo e le specifiche competenze, mostrando così l’importanza e l’organizzazione del lavoro all’interno di comunità terapeutiche o strutture assistenziali.L’autore mostra in una prima parte i tratti somatici dell’intervento supervisivo, con distinzioni a seconda della funzione amministrativa, di quella educativo-didattica, di consulenza e di valutazione periodica del lavoro. Si insiste quindi sulle capacità relazionali dell’operatore, su quelle pedagogiche, su aspetti come la conduzione di gruppi di supervisione. Un intero capitolo è poi dedicato alla metodologia e alle pratiche del lavoro di supervisore, con riferimento a quattro aree principali di intervento: minori, psichiatria, tossicodipendenza e malattia terminale. Al rischio del burnout o di malattie stress correlate è dedicata la parte conclusiva del volume, creando connessioni fra la supervisione e la prevenzione di tali fenomeni. Un’ulteriore sezione si concentra sul ruolo delle istituzioni e sulla figura del responsabile del personale all’interno dell’ufficio risorse umane
Connettività digitale e dispositivi “Smartphone” nei processi migratori e nei percorsi di inclusione The role of digital connectivity and smartphone in migration and inclusion process
Multimedia devices (smartphones) for digital connectivity, and before them cell phones, have a
significant impact on communication styles and dynamics of migration. They also changed the
lifestyles of migrants in their home country and empowered them as actors of increasingly information
technology-driven societies. This paper aims at reflecting on the use that migrant people
and groups make of mobile phones to communicate and connect, especially of smartphones,
which are powerful mediators and give substantial advantages to self-organization, collection
on information, and choices all through the migratory process. We will reflect on the value of
the smartphone as a tool to help autonomy, growth, and inclusion of migrants and its influence
on dynamics of migration, based on its actual diffusion, modes of use, and implicit reasons for
its being a staple commodity. Because of their versatility, smartphones are also mediators of
multimodality. They act as amplifiers of multimedia and ICT in reducing (or amplifying) the
distance of migrants from their perceived or actual reality. Data and theories analyzed here focus
the diffusion of such technology from infrastructural factors to an evaluation of the impact on
global development, to the contribution to specific contexts and people’s needs. In these deve -
loping countries, mobile phones are a valuable support to socialization, gathering of information,
health monitoring, employment, social and economic inclusion, and education at all levels
Percezione della salute e bisogni relazionali in carcere
This work presents the results and issues arisen from 15 in-depth interviews concerning health perception and socio relational needs within the prison setting, conducted inside and around the G. Dozza Prison in Bologna, Italy. The interviews aim to identify different point of views and involved inmates, professionals, and volunteers. This article attempts to provide a definition of health as seen by soft and hard law, both internationally and locally, and its protection in Emilia-Romagna and Bologna
ATTIVITÀ' SOCIO EDUCATIVE PROPOSTE A MINORI (INFANTI) CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI. IL PERCORSO ITALIANO.
Narrare e narrarsi
Narrare/si è la capacità di trovare e dare senso. Produrre e condividere senso. Stare nei racconti, nella narrazione non è la cronaca dell’accaduto, dei fatti, ma tutto quello che li avvolge. Ai fatti conseguono costrutti di espressività, stretti o larghi, qualificati o meno, significandoli, spiegandoli, interpretandoli, redendoli comprensibili, ovvero, conoscenza
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