58 research outputs found
Spazio e percezione nella ricerca di Massimo Bartolini
This paper aims at providing a thorough examination of one possible interpretations of the relationship between art and senses within the field of contemporary visual arts, through a specifically identified case study: Massimo Bartolini’s works. In particular, a selected number of works based on synaesthesia has been chosen (Casa di Francesca Sorace, 1993; Mixing Parfums, 2000; El Jardì de Roses, la Font de Pedres, 2007; La strada di sotto, 2011): these projects concern environmental distortion aiming to redefine the perception of space questioning the usual and established modalities of fruition
WunderMoRE
07 Marzo 2018 - 08 Luglio 2018
THE INDEPENDENT. MORE MUSEUM OF REFUSED AND UNREALISED ART PROJECTS
The Independent è un progetto di Hou Hanru, a cura di Giulia Ferracci ed Elena Motisi
Foyer Carlo Scarpa
The Independent apre il 2018 con il gruppo MoRE, il museo digitale che raccoglie, conserva ed espone on-line progetti non realizzati di artisti del XX e XXI secolo e vincitore di i8, l’iniziativa della fiera ArtVerona dedicata agli spazi indipendenti.
Per questo appuntamento al MAXXI, MoRE presenta il progetto WunderMoRE, a cura di Ilaria Bignotti, Elisabetta Modena, Valentina Rossi, Marco Scotti e Anna Zinelli, restituendo il proprio archivio attraverso il formato della quadreria.
Il wall del museo si trasforma in una “sala espositiva” fondata sul disorientamento percettivo dettato dall’accumulo indiscriminato di oggetti di diversa natura, solo apparentemente allestiti senza un principio ordinatore o tassonomico. Ogni immagine è accompagnata da una breve spiegazione del lavoro dell’artista e un QR code per poter ritrovare il progetto nell’archivio digitale di MoRE. I materiali sono proposti in due diversi allestimenti che si susseguono tra marzo e luglio.
Contenitore fluido e scientifico, mobile e in costante definizione e ampliamento, MoRE valorizza e approfondisce, attraverso ricerche, articoli, seminari e pubblicazioni, i progetti conservati, sfruttando appieno le potenzialità del web, dialogando con istituzioni e realtà differenti anche attraverso progetti espositivi sperimentali e site-specific e proponendo sempre uno scambio attivo
MoRE spaces. Percorsi nell'archivio del non realizzato
Dopo aver vinto il Premio Mercanteinfiera 2014, MoRE allestisce a Palazzo Pigorini (Parma) una mostra con oltre 30 progetti “mai realizzati” da parte di artisti che nel tempo si sono affermati nel panorama culturale nazionale e internazionale. La mostra è curata da Elisabetta Modena, Marco Scotti, Valentina Rossi e Anna Zinelli che, attraverso leopere in esposizione, hanno voluto interrogarsi sul significato e sulle potenzialità dell’esporre progetti mai portatia termine, composti di materiali eterogenei, presentati in forme differenti.
Sono esposti progetti non realizzati di Valerio Berruti, Davide Bertocchi, David Casini, CRASH! (ScottKing & Matthew Worley), Matthew Darbyshire, Flavio Favelli, Regina José Galindo, Goldschmied& Chiari, Franco Guerzoni & Luigi Ghirri, Ugo La Pietra, Claudia Losi, Eva Marisaldi, JonathanMonk, Liliana Moro, Giovanni Ozzola, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Paolo Scheggi, LorenzoScotto di Luzio, Sissi, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Luca Vitone, Erwin Wurm & CoopHimmelb(l)au.
Parallelamente alla mostra sono in programma nella stessa sede una serie di talk relativi alle categorie del nonrealizzato che interessino altri ambiti rispetto a quello strettamente artistico, quali la musica, la cucina, laletteratura e l’architettura
WunderMoRE
07 Marzo 2018 - 08 Luglio 2018
THE INDEPENDENT. MORE MUSEUM OF REFUSED AND UNREALISED ART PROJECTS
The Independent è un progetto di Hou Hanru, a cura di Giulia Ferracci ed Elena Motisi
Foyer Carlo Scarpa
The Independent apre il 2018 con il gruppo MoRE, il museo digitale che raccoglie, conserva ed espone on-line progetti non realizzati di artisti del XX e XXI secolo e vincitore di i8, l’iniziativa della fiera ArtVerona dedicata agli spazi indipendenti.
Per questo appuntamento al MAXXI, MoRE presenta il progetto WunderMoRE, a cura di Ilaria Bignotti, Elisabetta Modena, Valentina Rossi, Marco Scotti e Anna Zinelli, restituendo il proprio archivio attraverso il formato della quadreria.
Il wall del museo si trasforma in una “sala espositiva” fondata sul disorientamento percettivo dettato dall’accumulo indiscriminato di oggetti di diversa natura, solo apparentemente allestiti senza un principio ordinatore o tassonomico. Ogni immagine è accompagnata da una breve spiegazione del lavoro dell’artista e un QR code per poter ritrovare il progetto nell’archivio digitale di MoRE. I materiali sono proposti in due diversi allestimenti che si susseguono tra marzo e luglio.
Contenitore fluido e scientifico, mobile e in costante definizione e ampliamento, MoRE valorizza e approfondisce, attraverso ricerche, articoli, seminari e pubblicazioni, i progetti conservati, sfruttando appieno le potenzialità del web, dialogando con istituzioni e realtà differenti anche attraverso progetti espositivi sperimentali e site-specific e proponendo sempre uno scambio attivo
MoRE spaces. Percorsi nell'archivio del non realizzato
Dopo aver vinto il Premio Mercanteinfiera 2014, MoRE allestisce a Palazzo Pigorini (Parma) una mostra con oltre 30 progetti “mai realizzati” da parte di artisti che nel tempo si sono affermati nel panorama culturale nazionale e internazionale. La mostra è curata da Elisabetta Modena, Marco Scotti, Valentina Rossi e Anna Zinelli che, attraverso leopere in esposizione, hanno voluto interrogarsi sul significato e sulle potenzialità dell’esporre progetti mai portatia termine, composti di materiali eterogenei, presentati in forme differenti.
Sono esposti progetti non realizzati di Valerio Berruti, Davide Bertocchi, David Casini, CRASH! (ScottKing & Matthew Worley), Matthew Darbyshire, Flavio Favelli, Regina José Galindo, Goldschmied& Chiari, Franco Guerzoni & Luigi Ghirri, Ugo La Pietra, Claudia Losi, Eva Marisaldi, JonathanMonk, Liliana Moro, Giovanni Ozzola, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Paolo Scheggi, LorenzoScotto di Luzio, Sissi, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Luca Vitone, Erwin Wurm & CoopHimmelb(l)au.
Parallelamente alla mostra sono in programma nella stessa sede una serie di talk relativi alle categorie del nonrealizzato che interessino altri ambiti rispetto a quello strettamente artistico, quali la musica, la cucina, laletteratura e l’architettura
MoRE spaces. Percorsi nell'archivio del non realizzato
Dopo aver vinto il Premio Mercanteinfiera 2014, MoRE allestisce a Palazzo Pigorini (Parma) una mostra con oltre 30 progetti “mai realizzati” da parte di artisti che nel tempo si sono affermati nel panorama culturale nazionale e internazionale. La mostra è curata da Elisabetta Modena, Marco Scotti, Valentina Rossi e Anna Zinelli che, attraverso leopere in esposizione, hanno voluto interrogarsi sul significato e sulle potenzialità dell’esporre progetti mai portatia termine, composti di materiali eterogenei, presentati in forme differenti.
Sono esposti progetti non realizzati di Valerio Berruti, Davide Bertocchi, David Casini, CRASH! (ScottKing & Matthew Worley), Matthew Darbyshire, Flavio Favelli, Regina José Galindo, Goldschmied& Chiari, Franco Guerzoni & Luigi Ghirri, Ugo La Pietra, Claudia Losi, Eva Marisaldi, JonathanMonk, Liliana Moro, Giovanni Ozzola, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Paolo Scheggi, LorenzoScotto di Luzio, Sissi, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Luca Vitone, Erwin Wurm & CoopHimmelb(l)au.
Parallelamente alla mostra sono in programma nella stessa sede una serie di talk relativi alle categorie del nonrealizzato che interessino altri ambiti rispetto a quello strettamente artistico, quali la musica, la cucina, laletteratura e l’architettura
WunderMoRE
07 Marzo 2018 - 08 Luglio 2018
THE INDEPENDENT. MORE MUSEUM OF REFUSED AND UNREALISED ART PROJECTS
The Independent è un progetto di Hou Hanru, a cura di Giulia Ferracci ed Elena Motisi
Foyer Carlo Scarpa
The Independent apre il 2018 con il gruppo MoRE, il museo digitale che raccoglie, conserva ed espone on-line progetti non realizzati di artisti del XX e XXI secolo e vincitore di i8, l’iniziativa della fiera ArtVerona dedicata agli spazi indipendenti.
Per questo appuntamento al MAXXI, MoRE presenta il progetto WunderMoRE, a cura di Ilaria Bignotti, Elisabetta Modena, Valentina Rossi, Marco Scotti e Anna Zinelli, restituendo il proprio archivio attraverso il formato della quadreria.
Il wall del museo si trasforma in una “sala espositiva” fondata sul disorientamento percettivo dettato dall’accumulo indiscriminato di oggetti di diversa natura, solo apparentemente allestiti senza un principio ordinatore o tassonomico. Ogni immagine è accompagnata da una breve spiegazione del lavoro dell’artista e un QR code per poter ritrovare il progetto nell’archivio digitale di MoRE. I materiali sono proposti in due diversi allestimenti che si susseguono tra marzo e luglio.
Contenitore fluido e scientifico, mobile e in costante definizione e ampliamento, MoRE valorizza e approfondisce, attraverso ricerche, articoli, seminari e pubblicazioni, i progetti conservati, sfruttando appieno le potenzialità del web, dialogando con istituzioni e realtà differenti anche attraverso progetti espositivi sperimentali e site-specific e proponendo sempre uno scambio attivo
Il Realismo Socialista come forma di “non arte”. Alcune ipotesi di lettura a partire dalla XXXII Biennale di Venezia e dalla documenta 3 di Kassel del 1964
Il 20 luglio del 1964 la Pravda pubblica un duro attacco alla Biennale di Venezia - che sancisce, con il
premio assegnato a Rauschenberg, la consacrazione del New Dada e della Pop Art - accusandola di
“ciarlataneria”. Analogamente da parte della critica italiana emerge una diffusa tendenza a non
ammettere la stessa liceità estetica del Realismo Socialista, recuperando i termini di una
contrapposizione tra “arte” e “kitsch” il cui antecedente fondamentale può essere identificato nel
celebre testo di Greenberg del 1939. Sempre nel 1964 la terza edizione di documenta a Kassel
propone una lettura del contemporaneo che esclude programmaticamente il realismo, assumendo una
visione idealista che rifiuta ogni possibile tangenza tra ricerche estetiche e dimensione politica.
L’articolo si propone di indagare l’affermazione di un modello di lettura del Realismo Socialista che
risente profondamente delle politiche culturali in atto negli anni della guerra fredda, i cui retaggi
continueranno a perpetuarsi nel dibattito successivo sul realismo, trovando solo in anni recenti, con
autori come Boris Groys, una forma di problematizzazione.On the 20th of July 1964, Pravda condemns as “charlatan/swindler” the Venice Biennale, which had
consecrated officially New Dada and Pop Art by awarding the Grand Prize to Rauschenberg.
Similarly, Italian critics start displaying the general tendency to deem Socialist Realism as not equally
valuable on an aesthetic level, regaining the terms of the contradistinction between “art” and “kitsch”
whose main antecedent is Greenberg’s breakthrough essay from 1939.
Moreover, in 1964 the third documenta in Kassel presents a reading of contemporary art which
purposely ignores realism, assuming an idealistic perspective which refuses the possibility of any
overlap between aesthetic investigations and political dimensions.
This paper aims to analyse the rising of a reading model of Social Realism deeply influenced by the
cultural politics of the Cold War years, whose heritage will keep on perpetuating itself in the following
debate on realism, and which has been put into question only in recent years by theorists such as
Boris Groys
I “viaggi” di Franco Vaccari. 1971-1974: Il ruolo del viaggio come meccanismo di attivazione del reale nella poetica di Franco Vaccari
L'articolo si propone di indagare il ruolo assunto dalla tematica del viaggio nei lavori di Franco Vaccari della prima metà degli anni '70 e il modo in cui essa è stata declinata in relazione alla sua indagine sul linguaggio fotografico e sul ruolo dell'autorialità, prendendo in analisi tre casi di studio specifici: Seconda Esposizione in tempo reale: Viaggio + Rito del 1971; 700 km di esposizione Modena-Graz del 1972 e Esposizione in tempo reale n. 8: Omaggio all'Ariosto del 1974
Untitled
Seder 01 cm 27.5 x 39.jpg (file jpeg, 122,079x 84,931 cm, 96 dpi) Seder 02 cm 27.5 x 39.jpg (file jpeg, 122,079x 84,931 cm, 96 dpi)
Scansioni dei lavori, eseguite dallʼArchivio F. Conz.Seder 01 cm 27.5 x 39.jpg (file jpeg, 122,079x 84,931 cm, 96 dpi) Seder 02 cm 27.5 x 39.jpg (file jpeg, 122,079x 84,931 cm, 96 dpi)
Scans of the artworks, made by Archivio F. Conz.Nel marzo del 1991 il collezionista ed editore Francesco Conz, in collaborazione con il museo MSU di Zagabria, invita per una residenza dʼartista al castello di Brunnenburg di Merano alcuni artisti che avevano fatto parte di Gorgona, avanguardia croata attiva come gruppo tra il 1959 e il 1966. I cinque artisti realizzano tredici opere durante la residenza, tutte su carta dello stesso formato e di ciascuna vengono realizzate quindici copie. Queste avrebbero dovuto far parte di unʼedizione, pensata come un box, che avrebbe dovuto contenere inizialmente anche una riedizione di grande formato di sette vecchi lavori del gruppo, stampata su tela a Como - più un ottavo lavoro ottenuto dalle stesse affiancate in una striscia continua a realizzare una sorta di “opera collettiva -, delle fotografie e un video documentario. il box non sarà mai realizzato prima della morte dello stesso Conz nel 2010, sebbene tutte le sue componenti fossero state prodotte, ad esclusione della cartella che avrebbe dovuto contenerle. I lavori degli artisti sono rimasti allʼinterno dellʼarchivio F. Conz. I due lavori realizzati da Đuro Seder non sembrano riprendere la sua produzione allʼinterno dei gruppo Gorgona, come affermato dallo stesso artista nellʼintervista pubblicata sul dossier monografico della rivista Ricerche di S/Confine. Qui propone infatti un disegno in cui ritorna il suo caratteristico uso di forme irregolari e linee semicircolari, a cui però aggiunge lʼelemento grafico con la reiterazione della scritta “peace” e un secondo disegno
derivato da un suo precedente dipinto in cui due profili si fondono in un unico volto. Seder stesso ricorda come nel periodo della residenza, immediatamente precedente allo scoppio della guerra in Croazia, ci fosse «nellʼaria un sentore di intolleranza» e come lʼopera volesse quindi parlare «dell'importanza dell'unità fra le persone».In March 1991 the collector and publisher Francesco Conz, in collaboration with the Muzej Suvremene Umjetnosti - MSU Zagreb, invited a few artists who had been part of Gorgona, the Croatian avant-garde group active between 1959 and 1966, to an artistic residency at the castle of Brunnenburg in Merano, Italy. During their residency, the five artists created thirteen works of art as well as fifteen hand-made copies of each work. All of which were created on the same size of paper. These works should have been part of a box, an art edition that initially should have included large-scale reproductions of seven of the group's old works, printed on canvas in Como, in addition to en eight obtained by merging the former in a continuous strip to create sort of a "collective work" - together with photographs documenting the residency, historical photographs and video interviews filmed in Brunnenburg. Conz died in 2010 but the box was never finished, although all of its components had been created, except for the folder that was supposed to contain them. The works of the artists have since remained in F. Conz's Archive.
The two works created by Đuro Seder do not seem to resemble the production of his Gorgona years, as stated by the artist himself in an interview published in the monographic dossier of the magazine Ricerche di S/Confine. In fact, he proposes a drawing with his characteristic use of irregular shapes and semicircular lines, to which he adds a graphic element with the repetition of the word "peace". The second drawing is derived from a previous painting in which two profiles are merging into a single face. Seder himself remembers how during his residency, which immediately preceeded the war in Croatia,
there was "a hint of intolerance in the air" and how the work was meant to hilight "the importance of unity among people"
- …
