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FSGS: from pathogenesis to the histological lesion
Focal and segmental glomerulosclerosis (FSGS) is a generic term that in the current terminology can be appropriate for identifying two conditions. First, a morphological pattern of injury characterized by the occlusion of a single or group of glomerular capillary loops by sclerotic material, indicating a precise histological lesion but with a wide range of etiological interpretations. Second, a pauci-immune renal disease called idiopathic or primary FSGS, which is a podocytopathy triggered by an endogenous cytotoxin that recognizes the podocyte as its sole target. Based on the current and past literature, we do not possess practical tools to easily provide a precise classification of an FSGS lesion, although some clues may be of help in everyday clinical practice. Reactive forms, genetic forms, adaptive forms, forms associated with a deregulation of the proliferation and forms secondary to local glomerular inflammation are the etiological classes known to be associated with the development of an FSGS lesion. However, diagnosing each single case based on clinical, serological and histological criteria is still far from easy and mostly depends on the experience of the renal team, which should involve skilled nephrologists and pathologists
Il principio di condizionalità e la politica mediterranea dell'Unione europea
Il sistema dei trattati istitutivi della Comunità e dell’Unione europea ha subito un evidente processo di trasformazione nel corso degli ultimi anni, che si è tradotto non solo nella “revisione” della struttura istituzionale, ma altresì nell’assegnazione di contenuti e obiettivi nuovi ad alcune politiche comunitarie – in particolare la politica di cooperazione allo sviluppo e la politica estera e di sicurezza – che contribuiscono in maniera significativa alla costruzione della cosiddetta “azione esterna” dell’Unione europea. In tale contesto la strategia della condizionalità assume un ruolo centrale proprio perché riflette, in maniera emblematica, i contenuti di un processo normativo ampio che ha condotto all’elaborazione di norme dirette a conferire alla Comunità e all’Unione una competenza specifica nel settore della promozione e della tutela dei diritti umani. Al di là della valenza politica, la condizionalità si traduce infatti nell’adozione di strumenti normativi idonei, per un verso ad imporre il rispetto delle norme sui diritti umani e, per l’altro, a favorire, nel medio e lungo periodo, processi di trasformazione, a livello civile e istituzionale, nei paesi legati all’Unione da accordi di associazione, di cooperazione e di partenariato. Proprio il meccanismo della condizionalità, che crea un vincolo quasi sinallagmatico, tra il funzionamento del regime di associazione e di partenariato – e dunque di un sistema che mira a sostenere economicamente i processi di sviluppo nei paesi partner – e il rispetto dei diritti umani e dei principi dello stato di diritto, fornisce all’Unione europea uno strumento idoneo a conferire impulso nonché una dimensione innovativa ad alcune politiche, in particolare la politica di cooperazione allo sviluppo: non solo, ma contribuisce significativamente a definire il ruolo dell’Unione europea sul piano internazionale come “global actor” e dunque come protagonista primario di un processo di sviluppo dei paesi terzi che faccia dell’affermazione dei diritti umani e dei principi di democrazia e stato di diritto uno degli assi portanti
40 Years of Forced Migrations and Refugees Flows in South-East Asia: A Regional Model or a Legal Limbo?
In the last decades Southeast Asian countries has hosted significant numbers of refugees and forcibly displaced persons. However, although the problem of refugee flows and forced migrations continues to occupy a prominent place in the political agenda of these countries and represents a difficult challenge to address, it has been mainly addressed through an emergency approach outside any regional mechanism that would serve to define a regional approach and coordinate the respon.se of the various states of the region. This article firstly describes the legal framework applicable to refugee flows and forced migrations in South-Est Asia; secondly, it highlights how the management of the refugees and forcibly displaced persons over the past forty years led, and continues to lead, to the violation of the non-refoulement principle, and the denial of the fundamental rights that are protected by international refugee and human rights treaties
Per una biografia di Giommaria Angioi
Il saggio, utilizzando nuove fonti di natura patrimoniale, mette a fuoco la controversa figura del magistrato Giommaria Angioi, capo riconosciuto della rivolta antibaronale che nel decennio 1793-1803 travaglia le campagne del regno di Sardegna alla fine del Settecento. In particolare vengono poste in evidenza le idee politiche ed economiche che lo portano a caldeggiare l'abolizione del feudalesimo, i legami familiari e sociali, la linea di difesa seguita durante il processo intentato contro di lui dalla monarchia sabauda
Le radici etniche e culturali della violenza di genere: un approccio di diritto internazionale
Nonostante la violenza di genere sia un fenomeno dalle dimensioni
globali, in alcuni particolari contesti è l’interazione tra substrato etnoculturale e
sistema normativo interno che appare particolarmente idonea a creare e consolidare,
a danno della donna, modelli di subordinazione, discriminazione e violenza.
L’obiettivo della presente indagine è quello di verificare in che modo le norme
internazionali – tenuto conto dell’assenza di uno strumento universale vincolante
specificamente dedicato alla violenza di genere – possono contribuire a contrastare
il fenomeno della violenza di genere, in particolare quando questa appaia
direttamente influenzata e supportata da un insieme di fattori di tipo etnoculturale
Minoranze etnico-religiose in tempi di Covid-19: la Cina e la minoranza uigura, tra violazioni dei diritti umani e (mancata) tutela del diritto alla salute
SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Il caso della minoranza uigura come caso studio, tra identità etnico-religiosa, violazioni dei diritti umani e misure di contrasto all’epidemia di Covid-19 - 3. (segue) in particolare, il problema dei campi d’internamento nello Xinjiang e l’epidemia di Covid-19 - 4. Il contrasto tra le norme internazionali sui diritti umani e le misure adottate nei confronti della minoranza uigura: in particolare, il problema dei campi d’internamento - 5. Il contrasto tra le norme internazionali in materia di diritto alla salute e lotta alle pandemie e le misure adottate nello Xinjiang in tempi di Covid-19 - 6. Conclusioni.
Ethnic-religious minorities in times of Covid-19: China and the Uighur minority, between violations of human rights and violations of the right to health
ABSTRACT: The recent outbreak of Covid-19 that originated in China, has brought the matter of state sponsored persecution of the Uighur minority in Xinjiang to the attention of the international community. The problem of discrimination and persecution of such ethno-religious minority is not new. However, the spread of epidemic, has represented an opportunity for the Chinese national authorities to tighten the measures which have long been adopted against the Uighur minority. This paper aims at highlighting the great impact Covid-19 has had on the repression of Uighur minority since it has led to a dramatic escalation of the systematic violation of human rights which includes not only mass detention in internment camps but also the violation of other fundamental human rights such as the right to health and to access healthcar
Addressing health inequalities in times of COVID-19. Minorities and indigenous peoples between deeply rooted and new, emerging forms of discrimination
In numerous countries, the spread of the COVID-19 epidemic has affected ethnic, racial and
religious minorities most severely, along with indigenous peoples. On one hand, the pandemic is
laying bare the presence of deeply rooted patterns of discrimination in access to health; on the
other hand, for some states and non-state actors, it also represents a useful opportunity to
persecute particular ethnic and religious minorities through additional forms of discrimination,
labelling, stigmatization and scapegoating
Radiopacity of Sodium Zirconium Cyclosilicate in Computed Tomography: a case of a patient with Hyperkalemia and kidney disease
Sodium Zirconium Cyclosilicate (SZC) is commonly used for treating hyperkalemia because it sequesters gastrointestinal potassium ions, thereby reducing serum potassium levels. However, a less-discussed aspect of SZC is its radiopacity on x-ray-based imaging techniques. The European Medicines Agency (EMA) has only vaguely addressed this issue. Radiopaque substances like SZC can interfere with diagnostic imaging, creating challenges for clinicians and radiologists. We present the case of a 34-year-old Italian male to illustrate these concerns
Diritto internazionale e diversità culturale:i paesi islamici e il problema dei diritti umani
Terrorismo internazionale e terrorismo di matrice islamica: tra diritto applicabile e possibili sviluppi
Il problema della disciplina giuridica del fenomeno terroristico per il diritto internazionale si pone innanzitutto in termini di definizione del medesimo. Nonostante infatti la comunità internazionale si interessi da tempo al fenomeno terroristico, l’impressione che si ricava è quella che dopo gli attentati dell’ 11 settembre 2001 si sia creato come un punto di rottura rispetto al passato, non solo sotto il profilo della fenomenologia dell’attività terroristica – quella tradizionale e quella “nuova” – ma altresì sotto il profilo dell’atteggiamento che tradizionalmente il diritto internazionale ha assunto con riferimento al problema e dunque alle sfide che quest’ultimo pone per la ricerca di soluzioni giuridiche adeguate a combatterlo. Le norme internazionali elaborate nel corso degli ultimi decenni si caratterizzano per l’approccio frammentario e settoriale: il tentativo di pervenire alla definizione di un quadro generale e onnicomprensivo, attraverso l’adozione di una Convenzione globale in materia di terrorismo, non ha ancora prodotto risultati; ha messo invece in evidenza i problemi che ostacolano il raggiungimento dell’obiettivo finale e che sono peraltro riconducibili ad una profonda diversità nell’approccio ad alcune tematiche connesse tra i paesi partecipanti. In particolare il tema del rapporto tra norme internazionali in materia di lotte di liberazione nazionale, movimenti insurrezionali, diritto internazionale umanitario e norme in materia di terrorismo costituisce tutt’ora un problema di non facile soluzione. Nel contesto così descritto i paesi islamici hanno mostrato di voler svolgere un ruolo preciso. Che i paesi islamici abbiano infatti nelle sedi internazionali sposato la causa del sostegno ai movimenti di liberazione nazionale e alle lotte per l’autodeterminazione è cosa nota: e tuttavia il problema centrale è quello rappresentato dal fatto che è proprio il terrorismo di matrice islamica ad aver assunto, specie dopo il settembre 2001 una caratterizzazione specifica: sono stati in particolare gli attentati dell’11 settembre che hanno posto la comunità internazionale di fronte alla necessità non solo di individuare gli strumenti idonei a contrastarlo ma, prima ancora di decodificare il messaggio politico sotteso alla strategia del terrore
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