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    Angelo Bottini (Ed.), Armi. Gli strumenti della guerra in Lucania.

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    Maes Katrien. Angelo Bottini (Ed.), Armi. Gli strumenti della guerra in Lucania. . In: L'antiquité classique, Tome 65, 1996. pp. 587-588

    Da Atene alla Daunia : ceramica ed acculturazione

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    Angelo Bottini, Da Atene alla Daunia: ceramica ed acculturazione, p. 443-455. Lo studio prende spunto da una riconsiderazione del complesso di ceramiche indigene facenti parte di due corredi gemelli rinvenuti negli anni '60 nei pressi di Melfi (PZ), relativi ad una coppia di personaggi di rango molto elevato vissuti nel corso del V sec. a.C. Accanto alle serie di vasi in cui si avverte lo sforzo di avvicinarsi alla contemporanea produzione greca di carattere artigianale, spicca un piccolo nucleo di pezzi in cui è invece operante il desiderio di preservare taluni dei tratti caratteristici della tradizione ceramografica italica. Fra di essi è di particolare importanza un'olla decorata anche da una fascia a palmette e girali «animati» dalla presenza di figure di uccelli. A giudicare dal confronto con le sime dell'Heraion di Argo di produzione (v. retro) attica, si tratta di un caso di trasmissione di modelli iconografici, avvenuto nel quadro delle produzioni «speciali» destinate alle élites dominanti i vari centri indigeni, avvicinabile ad altri sui quali occorrerà svolgere in futuro un'analisi più approfondita.Bottini Angelo. Da Atene alla Daunia : ceramica ed acculturazione. In: Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, tome 103, n°2. 1991. pp. 443-455

    La panoplia lucana del Museo provinciale di Potenza

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    Angelo Bottini, La panoplia lucana del Museo provinciale di Potenza, p. 699-715. Il museo di Potenza conserva i frammenti bronzei di una corazza anatomica e di un prometopidion, rinvenuti nell'area meridionale della Lucania e databili alla seconda metà del IV sec. a.C. La corazza va inquadrata in un gruppo apulo, appunto specifico di combattenti a cavallo; il prometopidion si differenzia invece dai pochi esemplari finora noti, pur manifestando legami con gli ornati di altri bronzi militari. Sul piano storico, l'interesse per la panoplia è accresciuto dalla carenza di complessi analoghi in terra lucana (se si esclude Paestum), a fronte di precise testimonianze letterarie che attestano il peso della cavalleria presso i Lucani ; in via ipotetica si propone quindi di riconoscervi piuttosto degli status-symbol adottati da aristocrazie numericamente esigue che il normale equipaggiamento dei cavalieri, forse ormai organizzati secondo tattiche più moderne.Bottini Angelo. La panoplia lucana del Museo provinciale di Potenza. In: Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, tome 101, n°2. 1989. pp. 699-715

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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