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Archiviare non significa solo salvare. Il Carattere social dell'archivio digitale
L’archiviazione e la condivisione degli artefatti visivi, è un tema centrale della riflessione contemporanea sul progetto, cui si innesca il dibattito sull’uso – appropriato o meno, consapevole o meno - di piattaforme che a volte sono finalizzate alla creazione di archivi più o meno amatoriali, ma più spesso sono invece delle vere e proprie piattaforme social dedite all’autopromozione dei progettisti, o di vera e propria archiviazione, libere dai vincoli dettati dal rigore metodologico degli archivi tradizionali. L’archivio, nel saggio, è visto come spazio di elaborazione e trasmissione di contenuti complessi, che non solo possono essere consultati, ma diventano
essi stessi link per la produzione di nuove geografie dell’immaginario visivo, immortali e ubique
KONO - Analisi e progetto di un archivio digitale della comunicazione visiva
La tesi tratta la progettazione di un possibile archivio digitale, e si è naturalmente evoluta all’interno di quelle che sono le più vaste aree semantiche legate alle Humanities ed in particolare alla conservazione di beni culturali.
La ricerca, dopo una appropriata analisi, si è scostata dalla tradizionale metodologia progettuale per la costruzione degli archivi, puntando piuttosto verso un metodo innovativo che potesse permettere di rispondere in maniera preventiva alla richiesta di archiviazione, conservazione, tutela, accesso e fruizione di quegli artefatti prodotti dalla cultura contemporanea, ormai incentrata sugli ambienti digitali.
In questo senso i progettisti, nel loro gestire questi artefatti per permetterne la conservazione e diffusione, divengono manipolatori della conoscenza e della memoria contemporanea. Questa responsabilità, intrinseca nei processi di archiviazione, implica per i designer il compito di assicurarsi che l’oggetto della conservazione non solo venga tutelato rispetto alla obsolescenza programmata dei software e dei dispositivi elettronici, ma soprattutto, che possa essere fruito in maniera corretta, cioè quanto più esente, per quanto possibile, da influenze manipolatorie.
In merito si sottolinea come, grazie all’analisi della letteratura scientifica e dello stato dell’arte di riferimento, si sia cercato di evidenziare come la realizzazione di luoghi virtuali di memoria sia diventato un aspetto centrale della cultura del progetto, vista la sempre più rapida conversione del patrimonio culturale contemporaneo al mondo digitale. Infatti la necessità di digitalizzare gli artefatti non si limita oggi alla sola conservazione del passato, ma si focalizza sul patrimonio contemporaneo stante la sua stessa natura nativa digitale.
Inseriti nel campo di ricerca delle Digital Humanities, i diversi progetti avviati in questo contesto includono le attività inerenti lo studio, la ricerca e la divulgazione delle discipline umanistiche, per le quali vengono adottate tecniche e ambienti digitali. Questi progetti dimostrano come la progettazione di sistemi informatici per la costruzione di database enciclopedici (Hockey, 2007), fanno sempre più uso di espedienti profondamente legati ai metodi e alle tecniche della visualizzazione dei dati e dell’information design, per il loro offrire la possibilità di realizzare ambienti di indagine interattivi, la cui esplorazione, permette una innovativa modalità di accesso alla conoscenza.
Vista, dunque, la peculiarità delle tematiche trattate, la ricerca, che si articola a partire dalla definizione dell’idea progettuale per poi procedere con l’analisi teorica e metodologica dell’ambito di riferimento, nonché dei casi studio, ha tra gli obiettivi fondamentali quello di andare a individuare una possibile metodologia, nonché identificare i possibili strumenti necessari per la costruzione di archivi digitali, luogo destinato ad essere l’unica memoria del futuro per la conservazione di un patrimonio di conoscenza che nasce digitale. Questo obiettivo è stato perseguito tramite la realizzazione di un archivio-prototipo, che ha visto l’impiego dei metodi e degli strumenti più propri del design delle interfacce, dell’information design, della visualizzazione dei dati, nonché del visual design
La comunicazione del rischio. Un’opportunità di dialogo tra istituzioni e cittadini
La riflessione intende approfondire quanto le esigenze legate alla prevenzione e alla gestione delle emergenze, assunte queste nella loro definizione di 'emergenze permanenti', possano giustificare un uso improprio delle strategie e degli strumenti della comunicazione e quanto questa, invece, possa rappresentare uno spazio di possibilità per ripensare il dialogo tra istituzioni e cittadini. La comunicazione potrebbe rappresentare un 'nuovo spazio pubblico' attraverso il quale iniziare a percorsi di educazione alla cultura del rischio, a modelli innovativi di comunicazione tra pubblico e privato durante i momenti di crisi, ad un uso consapevole e partecipato delle informazioni e dei dati grazie ai quali attuare una ‘diversa democrazia possibile’
Intersection between design and science in the Mediterranean food landscape
Over the last few decades, design has become part of the realm of food in an
increasingly incisive way, with the designing of both functional and communicative
products at the service of nutrition as well as of food itself.
Design for food, through the interpretative filter of contemporary sciences and interdisciplinary
experiments, takes the opportunity to consider the future scenarios
of nutrition along with the possibility of finding adequate solutions to the increasingly
stringent needs for well-being, health, and sustainability.
In this perspective, the scientific literature underlines the benefits of the Mediterranean
diet, whose antioxidant, anti-inflammatory, soothing properties, as well as the
presence of vitamins, mineral salts, and fibers, constitute a precious heritage to be
enhanced and translated into contemporary lifestyles, as they favor the prevention
and reduction of various pathologies.
This important baggage of scientific knowledge opens up new and unexplored
fields of design experimentation for the discipline of design that is able to guide,
convey and modulate the values and potential benefits of Mediterranean food
culture through the design of artefacts that can be imbedded into everyday life,
becoming an instrument for the treatment of psycho-physical well-being
L'archivio ibrido. Il design per l'archivistica digitale.
Di archivistica digitale si parla ormai da diversi anni, e sono sempre più numerose le esperienze di ricerca applicata a questo settore, che coinvolgono tanto i contesti accademici e universitari, quanto quelli istituzionali, dei musei, delle fondazioni, delle associazioni di settore. L'intento consiste principalmente nel comprendere cone preservare dal deterioramento, fisico ed informatico, quegli artefatti che presentano una valenza culturale, spendibile ai fini sociali, formativi e di ricerca.
Il volume tratta dunque questo tema, approfondendolo dal punto di vista delle metodologie, dei processi e delle tecnologie, evidenziando la natura ibrida del patrimonio culturale e degli archivi digitali.
Ci si interroga quindi sul ruolo del design nel settore della conservazione del patrimonio culturale e delle memorie umane, prima ancora che elettroniche, digitali e artificiali, intersecando tra loro aspetti come l'analisi dei media digitali e dei dati, lo studio degli standard e delle linee guida di riferimento, nonché l'impiego dell'intelligenza artificiale in questo settore
L'archivio ibrido. Il design per l'archivistica digitale
Di archivistica digitale si parla ormai da diversi anni, e sono sempre più numerose le esperienze di ricerca applicata a questo settore, che coinvolgono tanto i contesti accademici e universitari, quanto quelli istituzionali, dei musei, delle fondazioni, delle associazioni di settore. L'intento consiste principalmente nel comprendere cone preservare dal deterioramento, fisico ed informatico, quegli artefatti che presentano una valenza culturale, spendibile ai fini sociali, formativi e di ricerca.
Il volume tratta dunque questo tema, approfondendolo dal punto di vista delle metodologie, dei processi e delle tecnologie, evidenziando la natura ibrida del patrimonio culturale e degli archivi digitali.
Ci si interroga quindi sul ruolo del design nel settore della conservazione del patrimonio culturale e delle memorie umane, prima ancora che elettroniche, digitali e artificiali, intersecando tra loro aspetti come l'analisi dei media digitali e dei dati, lo studio degli standard e delle linee guida di riferimento, nonché l'impiego dell'intelligenza artificiale in questo settore
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
- …
