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    Sull’esemplarità del caso di Margherita Costa negli studi di letteratura italiana

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    Annalisa Andreoni, coordinator of the Group Studi delle donne nella letteratura italiana of the Association of Italianists, opens the conference Margherita Costa, poetessa virtuosa (L’Aquila, 12 April 2021).Annalisa Andreoni, coordinatrice del Gruppo di Studi delle donne nella letteratura italiana dell’Associazione degli Italianisti, apre i lavori del Convegno Margherita Costa, poetessa virtuosa (L’Aquila, 12 aprile 2021). -------------------------------------------------------------------------------------------------------- Annalisa Andreoni, coordinator of the research group "Studi delle donne nella letteratura italiana" of the Italianists\u27 Association, opens the conference Margherita Costa, Virtuous Poet (L\u27Aquila, 12 April 2021)

    mHealth Market Exploitation Through the Analysis of the Related Intellectual Property Rights

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    mHealth is one of the emerging markets offering numerous opportunities both for the involved stakeholders and for doctors to improve the quality of life of patients. For this reason, a smart analysis of patents and innovations in mHealth together with the identification of the next future challenges is necessary for companies to enter the market and exploit their know-how to match consumer demand. This paper focuses on the analysis of the Intellectual Property Rights in the field of mHealth systems to draw a reference knowledge framework of the mHealth scenario. An up-to-date detailed categorization, the geographical distribution and the identification of top players in mHealth are presented

    Un "immortale romanzo italiano"

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    Il saggio delinea un profilo critico del romanzo "Platone in Italia" di Vincenzo Cuoco (1804-06). L'autrice, attraverso un approfondito scavo nelle carte cuochiane ancora inedite conservate nella Biblioteca Nazionale di Napoli, ricostruisce le tappe della stesura del romanzo e porta alla luce i debiti di Cuoco con la letteratura meridionale ed europea del Settecento; segue poi la fortuna del "Platone" nella cultura del primo Ottocento, scoprendo, fra l'altro, l'esistenza di traduzione tedesca del romanzo, condotta su ispirazione di Wilhelm von Humboldt, fino ad oggi ignota e rinvenuta dall'autrice nelle biblioteche sassoni

    «Una strania fenice». Marco Santagata: gli studi, le opere

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    Il libro raccoglie contributi sulla figura e le opere di Marco Santagata, italianista e scrittore. Ne sono autori Annalisa Andreoni, Gian Mario Anselmi, Gabriele Baldassari, Roberto Barbolini, Pietro G. Beltrami, Claudia Berra, Alberto Bertoni, Laura Bosio, Cristiana Brunelli, Alberto Casadei, Roberta Cella, Michele Feo, Francesco Ferretti, Gianfranco Fioravanti, Serena Fornasiero, Christian Genetelli, Klaus W. Hempfer, Giuseppe Indizio, Vincenzo Manca, Grazia Melli, Cristina Montagnani, Matteo Palumbo, Laura Paolino, Diego Quaglioni, Amedeo Quondam, Gerhard Regn, Laura Regnicoli, Francisco Rico, Raffaele Ruggiero, Gino Ruozzi, Salvatore Settis, Silvana Tamiozzo, Chiara Tognarelli, Paola Vecchi Galli, Tiziano Zanato. Chiude il volume la Bibliografia degli scritti di Marco Santagata. Marco Santagata (Zocca, 28 aprile 1947 ‒ Pisa, 9 novembre 2020) è stato studioso di letteratura italiana e romanziere. A lungo docente all’Università di Pisa, è autore di studi fondamentali su Petrarca – culminati nel commento al Canzoniere (1996, 20042) –, su Dante, Boccaccio, la poesia del Quattrocento e Boiardo, e sulla tradizione lirica fino a Leopardi, Pascoli e d’Annunzio. A ciò ha affiancato una felice produzione narrativa: tra i suoi romanzi Il copista (2000), Il maestro dei santi pallidi (2002, Premio Campiello 2003), L'amore in sé (2006, Premio Stresa), Come donna innamorata (2015, finalista al Premio Strega). La sua poliedrica natura di intellettuale impegnato e curioso del mondo lo ha portato anche ad occuparsi attivamente di politica culturale e universitaria e di divulgazione.The book collects contributions on the figure and works of Marco Santagata, scholar of Italian literature and novelist. The authors are Annalisa Andreoni, Gian Mario Anselmi, Gabriele Baldassari, Roberto Barbolini, Pietro G. Beltrami, Claudia Berra, Alberto Bertoni, Laura Bosio, Cristiana Brunelli, Alberto Casadei, Roberta Cella, Michele Feo, Francesco Ferretti, Gianfranco Fioravanti, Serena Fornasiero, Christian Genetelli, Klaus W. Hempfer, Giuseppe Indizio, Vincenzo Manca, Grazia Melli, Cristina Montagnani, Matteo Palumbo, Laura Paolino, Diego Quaglioni, Amedeo Quondam, Gerhard Regn, Laura Regnicoli, Francisco Rico, Raffaele Ruggiero, Gino Ruozzi, Salvatore Settis, Silvana Tamiozzo, Chiara Tognarelli, Paola Vecchi Galli, Tiziano Zanato. The volume closes with the Bibliography of Marco Santagata's writings. Marco Santagata (Zocca (Modena), 28 April 1947 ‒ Pisa, 9 November 2020) was a scholar of Italian literature and novelist. Long a professor at the University of Pisa, he is the author of fundamental studies on Petrarch - culminating in the commentary on the "Canzoniere" (1996, 20042) -, on Dante, Boccaccio, fifteenth-century poetry and Boiardo, and on the lyric tradition up to Leopardi, Pascoli and d'Annunzio. Alongside this he has a successful narrative production: among his novels "Il copista" (2000), "Il maestro dei santi pallidi" (2002, Campiello Prize 2003), "L'amore in sé" (2006, Stresa Prize), "Come donna innamorata" (2015, finalist for the Strega Prize). His multifaceted nature as a engaged intellectual has also led him to actively deal with cultural and university politics and dissemination

    Femmine che scrivono romanzi. Sul canone e sulla storiografia letteraria del Novecento

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    Il lavoro riflette sulla questione dell’esclusione della letteratura a firma femminile dalla storiografia letteraria sul Novecento italiano e prova ad individuare linee di intervento lungo le quali agire per favorire lo sviluppo di una nuova storiografia letteraria inclusiva

    Tempo e lavoro. Storia, psicologia e nuove problematiche

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    Storia, psicologia e nuove problematiche alla riscoperta del tempo, quello maiuscolo, del quale non ne riconosciamo talvolta le coordinate, se non quelle legate a delle lancette che segnano i movimenti e la fisiologia dell’uomo moderno, perseguendo (suo malgrado) una “soggettività rimossa”. L’anima, il tempo, il lavoro. L’uomo immerso in un universo di obblighi e leggi che talvolta prescindono dal suo tempo individuale, quello soggettivo, dove “le affezioni costituiscono l’unica misura effettivamente sperimentabile che possa dare un senso alla nostra permanenza nel mondo...”. Ma è nel ripensare il tempo che ci consente di rifondare il concetto di lavoro, partendo dalla “soggettività e dalle relazioni tra gli uomini, per la creazione di un senso soggettivo e sociale”. Il libro affonda la sua analisi fino al mondo greco e romano, ai concetti di libertà e di schiavitù. Ad Atene, i cittadini tenevano in grande disdegno tutte le attività che comportassero fatica fisica, secondo la concezione platonica che vedeva la bellezza dell’anima andare di pari passo con quella del corpo, e quindi ogni attività che deformasse il corpo, abbruttiva anche l’anima. Fino all’età moderna (spiega l’autore) non esisteva una vera e propria classe operaia, ovvero una classe priva di proprietà che deve la sua sussistenza alla sola opera delle sua mani. Il cosiddetto lavoro libero altro non era che l’opera di liberi negozianti, commercianti e artigiani. L’animal laborans, nel corso della storia, ha avuto varie incarnazioni nelle eterne forme di schiavitù dal lavoro e per le necessità vitali. L’avvento della tecnica come condizione universale ha assunto un ruolo totalizzante fino a dissolvere tutte le altre attività umane, con la perdita di creatività ed abilità individuali. La tecnica, quindi, che domina la natura e domina l’uomo. Secondo il filosofo Umberto Galimberti l’unica categoria che si pone all’altezza dello scenario dischiuso della tecnica è quella di assoluto, inteso come “sciolto da ogni legame”, quindi da ogni orizzonte di fini e di condizionamenti. Mentre nell’età pretecnologica era possibile riconoscere l’identità di un individuo dalle sue azioni, perché queste – scrive ancora Galimberti – erano lette come manifestazioni della sua anima, oggi le azioni dell’individuo non sono più leggibili come espressioni della sua individualità, ma come possibilità calcolata dell’apparato tecnico. Nella breve storia culturale del lavoro, Andreoni analizza tutte le istanze che emergono nei percorsi dell’uomo fra lavoro, capitalismo e marxismo, fino all’attuale società postindustriale. Non più produzione di beni, bensì programmazione dell’innovazione, con il sapere quale nuova attività produttiva. Parla infine di come ripensare il lavoro, non trascurando le aspettative. Rispetto alle epoche passate, l’uomo contemporaneo occidentale non è mai stato così protetto: non è invulnerabile – sostiene l’autore – ma è fortemente garantito. Sebbene tali garanzie vanno man mano riducendosi. Nuove figure nel mondo del lavoro avanzano: il precario, il flessibile e a tempo determinato, lavoratori a rischio. Oggi siamo tutti flessibili...in un tempo che vorremmo sempre più liberato dal lavoro
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