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    L’anatomia dei mercati business-to-business

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    La concezione di mercato, giusta o errata che sia, è importante perché orienta i comportamenti di vari attori di mercato e diventa pertanto un fattore decisivo per la performance di clienti e fornitori. La concezione dei mercati business-to-business, definiti come mercati dove i clienti sono aziende e altre organizzazioni, è spesso sfocata e le caratteristiche di questi mercati appaiono piuttosto diverse da come vengono presentate nella concezione generica di mercato proposta nei testi canonici di economia e management. In quanto consumatori e pertanto attori di mercato, abbiamo una conoscenza diretta del mercato e del suo funzionamento che può però essere fuorviante nell’approccio al mercato business-to-business che ha delle caratteristiche e un funzionamento piuttosto particolari. Le caratteristiche del mercato business-to-business riflettono le logiche e i comportamenti di acquisto dei ‘clienti business’ - aziende e altre organizzazioni - che si distinguono dai comportamenti di acquisto dei clienti consumatori per motivazioni e modalità di operare. Aziende, imprese ed altre organizzazioni, come clienti, si contraddistinguono per strutture e processi spesso inattesi e forse anche sorprendenti se approciati con la lente dei mercati dei beni di consumo. Le azioni ed i comportamenti basati su una concezione ‘canonica’ del mercato, che ci viene proposta nella teoria economica, tendono ad essere inefficaci e talvolta addirittura disfunzionali. È questa la ragione per cui in questo capitolo ci occuperemo dell’anatomia del mercato business-to-business e di una concezione di mercato volta a favorire un’efficace comprensione dei possibili meccanismi di azione

    La comunicazione integrata per l’approccio relazionale: la centralità del corporate branding

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    Nelle relazioni industriali tra cliente e fornitore, o tra azienda e business partner, la comunicazione aziendale consente di esplicitare e promuovere il valore creato nell’interazione tra le due organizzazioni. In una prospettiva olistica, le relazioni diadiche, interconnesse tra loro, delineano il network d’impresa, in cui ogni nodo ha un ruolo attivo e propositivo per la creazione e la condivisione del valore. La relazione industriale orientata al lungo termine si caratterizza per la presenza di molteplici e complessi legami inter-organizzativi. In tale contesto, la comunicazione permette di condividere principalmente informazioni e conoscenza. Il contenuto strumentale della comunicazione si riferisce a obiettivi di business, mentre il contenuto sociale della comunicazione, che contribuisce a rafforzare i legami della relazione, si basa soprattutto sulla condivisione dei valori

    Dal prodotto alla soluzione. L’importanza di innovare

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    L’interessamento per l’innovazione e lo sviluppo di nuovi prodotti, nuove tecnologie, nuovi metodi o approcci caratterizza i mercati B2B contemporanei. Di conseguenza la problematica della gestione dello sviluppo di nuovi prodotti e dei processi di innovazione in generale è diventata, ormai da alcuni anni, il centro dell’attenzione sia nella funzione marketing sia nel top management. Gestire l’innovazione nelle imprese rappresenta una sfida per il management; per poter concepire e adottare comportamenti aziendali atti a sostenere e favorire l’innovazione occorre capire i processi che sottostanno all’innovazione. In questo capitolo ci soffermeremo su due idee e relativi approcci che emergono da esperienze aziendali evidenziate in un crescente numero di studi sull’innovazione e che sono utili per orientare l’azione di management dell’innovazione nei contesti B2B. La prima riguarda la necessità di adottare la prospettiva di ‘soluzione’, invece di quella di prodotto-servizio, mentre la seconda enfatizza l’importanza di essere consapevoli che l’innovazione è un processo che richiede il coinvolgimento di numerosi attori, in primo luogo i clienti stessi. Di conseguenza l’innovazione è un processo tutt’altro che lineare poiché implica un confronto di logiche diverse tra gli attori. In questo capitolo ci occupiamo di capire cosa rende i processi innovativi ‘tortuosi’ e come gestirli in modo adeguato. Il capitolo si apre con alcune considerazioni sull’innovazione nei mercati B2B e la necessità di mettere al centro dell’attenzione lo sviluppo di ‘soluzioni’, piuttosto che prodotti-servizi, ed in seguito esamina le conseguenze per il management dell’innovazione nelle imprese B2B, partendo da un caso di sviluppo di una nuova soluzione

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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