1,720,985 research outputs found
Yoko, Tawada, Sprachpolizei und Spielpolyglotte, KonkursbuchVerlag, Tübingen 2007, 156 pp
Si tratta di una recensione ad una raccolta dell'autrice Yoko Tawada di particolare interesse in quanto l'autrice si fa portavoce di una lettura ironica e al tempo stessa profonda del suo vivere tra le lingue, che diventa oggetto della scrittura nel senso letterale del termine in quanto i giochi di parole nascono proprio dallo straniamento che può creare iniziare ad osservare l'alfabeto latino con una percezione legata al rapporto con gli ideogrammi
La ‘poietica’ dello spazio nella letteratura femminile della migrazione a Berlino. Due esempi : Der Hof im Spiegel di Emine Sevgi Özdmar e Sediment di Sudabeh Mohafez
BerlinoGrafie: letteratura nomade e spazi urbani. I percorsi di Emine Sevgi Özdamar e Terézia Mora
Qual è la relazione tra letteratura e rappresentazione degli spazi? In che modo la letteratura partecipa al cambiamento in atto nella percezione dei luoghi? Queste le domande da cui si è mossa la ricerca alla base di questo volume. Sappiamo che nel nostro tempo lo spazio è diventato centrale nella riflessione teorica: Spatial Turn, Raumtheorien, geocritica vengono qui utilizzate per orientarsi nel cambiamento in atto e a Berlino, attraverso la letteratura transnazionale di lingua tedesca, si cerca la matrice del rapporto tra scrittura e «spazio». Berlino, città senza centro, città rizomatica, cifra del temporaneo ci offre una possibilità di cogliere l’intrinseco legame tra Grafie e luoghi, attraverso cui leggere anche il nesso tra creatività e potere. Le opere di due scrittrici, Emine Sevgi Özdamar e Terézia Mora, ci accompagnano in questa indagine. Questa letteratura viene qui definita nomade in relazione alle tesi di Braidotti, Deleuze e Guattari ma anche guardando a uno spazio urbano decostruito. Le opere di queste autrici mostrano la capacità della scrittura di creare una connessione tra interno ed esterno, o dimostrano l’impossibilità della relazione laddove ci siano sistemi, traumi che trasformano lo spazio vitale in un luogo di morte. La letteratura transnazionale manifesta la cifra nomade della relazione con lo spazio, nell’andare stesso vi è l’essenza dello stare, ma solo attraverso una scelta del soggetto si realizza la connessione con lo spazio. La messa in connessione, la possibilità dell’apertura alla relazione è affidata, infatti, alla capacità di scelta dei soggetti delle storie narrate. Le BerlinoGrafie mappano, quindi, nuove spazialità e forme di convivenza, mostrando il potenziale che la scrittura ha nel modificare lo spazio vissuto e le traiettorie possibili che l’uomo contemporaneo sta tracciando
Recensione saggio di Lorella Bosco, Tra Gerusalemme e Babilonia. Scrittori ebreo-tedeschi e il “terzo spazio”, Bruno Mondadori, Milano-Torino 2012,
La recensione si occupa del saggio di Lorella Bosco, Tra Gerusalemme e Babilonia. Scrittori ebreo-tedeschi e il “terzo spazio”, Bruno Mondadori, Milano-Torino 2012, dando un panorama su quella che è la relazione tra teoria del terzo spazio e la percezione e fruizione dello spazio esperita da scrittori ebreo-tedeschi. In questo saggio quindi si delinea la possibilità di affrontare e utilizzare l'esperienza degli scrittori ebreo-tedeschi per approfondire tematiche inerenti l'idea del terzo spazio, le sue potenzialità e limiti
Vorläufige Kartographien. Grenzüberschreitungen bei Marica Bodrožić
Questo saggio è stato elaborato per il progetto Grenzrisiken, progetto finanziato dal DAAD con la Technische Universität Dresden. Il progetto intendeva analizzare in che modo il concetto di semisfera di Lotmann potesse essere proficuo per indagare l’idea di confine ne contemporaneo. A partire da queste indicazioni nel saggio viene analizzata come esempio l’opera di Marica Bodrožić scrittrice originaria della ex-Jugosvlavia che ha trovato in Germania il suo luogo e la sua lingua di adozione. Si osserva in che modo la scrittrice percepisce e descrive i confini e in che modo ricostruisce anche le proprie memorie. Per analizzare il rapporto con la memoria si fa riferimento all’opera di Aby Warburg mentre per la percezione dei confini oltre alla nozione di semisfera di Lotmann vengono qui citati gli studi inerenti al nomadismo (Deleuze e Guattari/ Braidotti)
Babele allo specchio. Dinamiche topologiche nelle opera di Emine Sevgi Özdamar e Terézia Mora
Il saggio si occupa di delineare i cambiamenti nella percezione dello spazio creati a partire dalle interferenze tra diverse lingue e spazi vissuti. La trasformazione nello spazio creata nelle scritture di due autrici in particolare: Emine Sevgi Özdamar e Terézia Mora viene definita topologica a partire dalle considerazioni sulla topologia di Vilém Flusser. Lo spazio delle dinamiche topologiche è quello della torre di Babele che però subisce le deformazioni dovute al passaggio attraverso lo specchio lacaniano. L'analisi di queste opere ci porta in un gioco di costruzione e distruzione di identità e percezione dello spazio che ci aiuta a comprendere la percezione dello spazio contemporaneo
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Transcodificazioni nomadiche. Il Mediterraneo interiore di Marica Bodrožić
L'articolo si occupa di analizzare l'importanza del paesaggio e la rielaborazione nella scrittura. Paesaggio come memoria e scrittura come archivio in cui riscoprire luoghi che non esistono più. Così in tedesco si ritrovano memorie della guerra della Ex-Jugoslavia. La scrittura di autrici, come Marica Bodrožić, che scelgono il tedesco come lingua artistica ma portano, un vissuto e memorie di altri luoghi rende la ricerca importante per la ricostruzione di una memoria europea
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
- …
