634 research outputs found

    From housing deprivation to housing policies. Distinctive elements in the territory

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    Within the framework of the activities of the H2020 MICADO (Migrant Integration Cockpits and Dashboards) project, this volume brings together a set of contributions on contemporary housing, which represents one of the areas, although not the only one, in which migrants experience a condition of major vulnerability compared to the native population and that hinders their full integration in their new living context and full social participation. Migrants’ request for housing is part of the broader context of housing-related problems still unresolved in our country: although they share most of the difficulties encountered by the most vulnerable segments of the native population, at the same time they face a set of additional disadvantages induced by the institutional system, linked to their precarious legal status, and by the market. This contribution, organized in three thematic sessions (Local models and processes of ethnic residential segregation; From housing deprivation to housing policies. Distinctive elements in the territory; Housing rights, migrant integration, and the role of ICT solutions), analyzes housing needs both from a theoretical point of view, to prompt insights into the distinctive features of the new housing issue, but also by reporting the findings of empirical research that can provide elements of evaluation and methodological indications on the topic

    Living in a rental in Bologna between housing dynamics and migration trends

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    Living in a rental in Bologna between housing dynamics and migration trend

    Dinamiche abitative e implicazioni territoriali

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    La città di Bologna è una realtà urbana oggi fortemente attrattiva: la storica presenza dell’università, le opportunità lavorative, la qualità dei servizi, il turismo di massa ma anche quello sanitario, sono tutti elementi che contribuiscono alla sua crescita. Dal 2008 a oggi la popolazione residente ha registrato un incremento percentuale pari a quasi il 4 per cento e nello stesso periodo la popolazione straniera residente è aumentata di oltre il 50 per cento. Tutte queste dinamiche rischiano di contribuire alla creazione di una forma di «esclusione abitativa strutturale» e di configurare forme di spazializzazione delle popolazioni sul territorio. Il modo in cui queste popolazioni trovano posto nel territorio ha poi inevitabilmente impatto sul sistema “quartiere” che, soprattutto laddove “popolare”, rischia sempre più di diventare una sommatoria di fragilità e di diversità, dove peraltro le popolazioni convivono senza necessariamente entrare in contatto. Le aree a forte connotazione ERP sono infatti tra quelle individuate come potenzialmente maggiormente fragili dal Comune di Bologna. Il rischio di periferizzazione, che implica la riproduzione di meccanismi di spazializzazione, segregazione e marginalizzazione all’interno dello spazio urbano, è certamente uno dei punti focali a cui prestare nel futuro prossimo un’attenzione particolare. La città di Bologna presenta quindi ancora tanto terreno su cui lavorare perché tante sfide sono ancora da superare e nuove continuano a presentarsi all’orizzonte

    Dissolvenze. Il corpo immaginario della fotografia

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    Composto da fotografie appartenenti a tre progetti diversi – Lost in the K-Hole, Doppelgänger e Maelström – Human Surfaces è un diario visivo interpretativo che mette in luce, in modo originale, un’iconografia di varie e potenziali diversità individuali (l’alter ego, l’attore, il visionario) protagoniste di scene immaginarie ma non per questo meno obiettive. Di Donato si muove in un territorio non solo di osservazione ma di costruzione dell’immagine, a sancire che la fotografia, come tutte le forme visuali autoriali, è un’emanazione che contiene il suo artefice. Tessendo le fila delle sue visioni l’autore crea intersezioni, riconoscimenti, trasformazioni, vere e proprie descrizioni dense di ciò che immagina e ritrae, svelando le relazioni di senso affidate alle immagini e all’immaginario. Le sue Human Surfaces sono delle trasfigurazioni, metafore visive di esperienze interiori stagliate in uno spazio/vuoto esistenziale dove l’urlo angoscioso, la dissociazione e la proliferazione performativa si coniugano con il fascino della fotografia concettuale e creativa in uno stile surreale e brutale.Composed of photographs belonging to three different projects - Lost in the K-Hole, Doppelgänger and Maelström - Human Surfaces is an interpretative visual diary that highlights, in an original way, an iconography of various and potential individual diversities (the alter ego , the actor, the visionary) protagonists of imaginary scenes but no less objective. Di Donato moves in a territory not only of observation but of construction of the image, to establish that photography, like all authorial visual forms, is an emanation that contains its creator. By weaving the strings of his visions, the author creates intersections, acknowledgments, transformations, real dense descriptions of what he imagines and portrays, revealing the relationships of meaning entrusted to images and the imagination. His Human Surfaces are transfigurations, visual metaphors of inner experiences silhouetted in an existential space / void where the anguished scream, dissociation and performative proliferation combine with the charm of conceptual and creative photography in a surreal and brutal style

    Diseguaglianze e discriminazioni nell'accesso alla casa della popolazione straniera

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    In questo contributo si è tentato di disegnare un quadro delle diverse diseguaglianze e discriminazioni a cui sono esposti i migranti nell’accesso alla casa, assunto quale ambito di osservazione specifico delle condizioni di vita della popolazione di origine straniera. La condizione abitativa, articolata ed eterogenea e non riconducibile ad un unicum, può essere ricondotta e letta all’interno di quel processo di inclusione parziale e differenziale dei migranti nel governo delle migrazioni. Al di là del binomio inclusione/esclusione in un sottosistema specifico, il concetto di inclusione parziale e differenziale può rappresentare un’utile chiave di lettura per la comprensione del proliferare di situazioni in cui non si è del tutto inclusi né del tutto esclusi e del moltiplicarsi delle posizioni in ambito abitativo. I dati illustrati nel contributo evidenziano che l’inclusione nella sfera abitativa può essere soggetta a gradi diversi di stratificazione, discriminazione, segmentazione, subordinazione nell’accesso al “bene casa”. Lo status giuridico, l’anzianità del percorso migratorio, la nazionalità di provenienza e la collocazione dell’immobile occupato contribuiscono a differenziare la condizione abitativa degli stranieri, sebbene siano osservabili marcate diseguaglianze rispetto agli autoctoni e multiple forme discriminazioni a cui questa quota di popolazione è quotidianamente esposta, che rimandano ad una generale condizione di subalternità nell’ambito abitativo. Questa parziale e differenziale inclusione de facto nell’accesso alla casa ha ricadute importanti non solo sulla qualità della vita della persona e del suo nucleo familiare ma anche sulla stessa possibilità di risiedere in posizione regolare sul territorio italiano in quanto caratterizzata da una persistente instabilità e incertezza, indipendentemente dal titolo di godimento dell’alloggio in cui risiede

    Brain Damage. Psicofotografia come coscienza immaginale

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    BRAIN DAMAGE è formato da quattro progetti; quattro capitoli, “Craving”, “Doppelgänger”, “Lost in the K-Hole”, “Rorschach”, incentrati su differenti e autonome tematiche psicologiche, connesse l’una all’altra dalla presenza costante di tre elementi fondamentali: la mancanza, il desiderio, la sofferenza. Ciò che l’autore durante i tanti anni di ricerca e lavoro non ha potuto registrare istantaneamente, come nel caso di “Craving” e “Rorschach”, lo ha prima immaginato e poi ritratto alla maniera di “Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”. Non solo reportage, dunque, compongono il libro, ma anche regie. Per fotografare i deliri della mente, pur restando incredibilmente ancorati alla realtà, ci vuole, oltre a una profonda conoscenza dei temi affrontati, anche una potente e fervida immaginazione. Immaginazione che è, di fatto, visionarietà applicata a una logica dei sensi e dell’espressione. Queste doti artistiche Di Donato le possiede e le ha trasmesse evidentemente ai quattro progetti fotografici di Brain Damage dove le immagini delle pulsioni inconsce si sono trasformate in forme figurative inquietanti e perturbanti. Anche quando il corpo umano è nitido, integro e realistico (“Craving” e “Rorschach”), e non palesemente astratto, surreale e “defigurato” (“Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”), l’autore allude alla sua devastazione, distorsione ed evanescenza: il corpo e la sinestesia dei sensi sono immagini della mente e dei suoi tormenti, di alcuni traumi della condizione umana e dello stare al mondo. Nel panorama della fotografia e della cultura visuale contemporanea, Di Donato elabora immagini sinottiche e insieme narrative, storie visive riflessive che parlano in vario modo alla coscienza immaginale collettiva e individuale. Il carattere fortemente psicologico delle fotografie rende Brain Damage un’opera complessa, come complessa è la psiche umana così smarrita nei disagi dell’ipermodernità.BRAIN DAMAGE is made up of four projects; four chapters, "Craving", "Doppelgänger", "Lost in the K-Hole", "Rorschach", focusing on different and autonomous psychological themes, connected to each other by the constant presence of three fundamental elements: lack, desire, suffering. What the author during the many years of research and work could not record instantly, as in the case of "Craving" and "Rorschach", he first imagined it and then portrayed in the manner of "Doppelgänger" and "Lost in the K-Hole". Not only reportage, then, make up the book, but also royalty

    Il dibattito intorno all'omicidio Serantini (5-7 maggio 1972)

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    Il lavoro è incentrato intorno al dibattito sull'omicidio di Franco Serantini avvenuto a Pisa durante la campagna elettorale del maggio 1972. L'anarchico venne brutalmente percosso da agenti appartenenti al reparto Celere di Roma il 5 maggio, giorno della chiusura della campagna elettorale e morì nel carcere Don Bosco di Pisa due giorni dopo, il 7 maggio 1972. Nel mio lavoro mi propongo di analizzare in che modo la stampa raccontò questo terribile evento e di come diventò un caso nazionale con l'uscita del libro "Il Sovversivo" di Corrado Stajano. La tesi ripercorre la storia italiana dalla contestazione del '68 per arrivare a una cronistoria degli anni della strategia della tensione in modo da fornire un quadro generale del contesto in cui avvenne l'omicidio di Franco Serantini

    La lotta alla criminalità organizzata in Europa fra strategie di contrasto e rispetto dei diritti umani

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    L’Autrice, ricostruendo le articolate fonti dell’Unione Europea in materia, approfondisce i delicati bilanciamenti tra le garanzie individuali e le necessità dell’accertamento nell’ambito della lotta alla criminalità organizzata nello spazio giudiziario europeoThe author, reconstructing the articulated sources in this field of the European Union, explores the delicate balance between individual guarantees and the necessity of assessment of the fight against organized crime by the European judiciary

    Sexual blinging of women : Alice Walker's african character tashi and issue of female genital cutting

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    This thesis provides a reading of the different forms of representation that can be attributed to the character Tashi, the protagonist of the novel Possessing the Secret of Joy (1992), written by the African American writer Alice Walker. Before this work Tashi had already appeared in two previous novels by Walker, first, in The Color Purple (1982) and then, as a mention, in The Temple of My Familiar (1989). With Tashi, the author introduces the issue of female circumcision, a ritual Tashi submits herself to at the beginning of her adult life. The focus of observation lies in the ways in which the author’s anger is transformed into a means of creative representation. Walker uses her novel Possessing the Secret of Joy openly as a political instrument so that the expression “female mutilation” (term used by the author) receives ample attention from the media and critics in general. The aim of this investigation is to evaluate to what extent Walker’s social engagement contributes to the development of her work and to what extent it undermines it. For the analysis of the different issues related to “female genital cutting”, the term I use in this thesis, the works of feminist critics and writers such as Ellen Gruenbaum, Lightfoot-Klein, Nancy Hartsock, Linda Nicholson, Efrat Tseëlon and the Egyptian writer and doctor Nawal El Saadawi will be consulted. I hope that this thesis can contribute as an observation about Alice Walker’s use of her social engagement in the creation of her fictional world.Este trabalho consiste em uma leitura das diferentes formas de representação que podem ser atribuídas à personagem Tashi, protagonista do romance Possessing the Secret of Joy (1992), da escritora negra estadunidense Alice Walker. Antes desta obra, Tashi já havia aparecido em dois romances de Walker, primeiro em The Color Purple (1982), como personagem periférica, e depois como menção em The Temple of my Familiar (1989). Com Tashi, surge a temática da prática da circuncisão feminina, ritual ao qual a personagem se submete no início da idade adulta. O foco de observação do trabalho se volta para a maneira na qual a revolta da autora é transformada em um meio de representação criativa. Walker utiliza sua obra abertamente como instrumento ideológico para que o tema da “mutilação genital” (termo utilizado pela autora) receba ampla atenção da mídia e da crítica em geral. O propósito da investigação é avaliar até que ponto o engajamento social da autora contribui de uma forma positiva em seu trabalho e até que ponto o mesmo engajamento o atrapalha. Para a análise das diferentes questões relacionadas ao tema de “female genital cutting” (FGC), termo que eu utilizo no decorrer da pesquisa, os trabalhos de críticas e escritoras feministas como Ellen Gruenbaum, Lightfoot-Klein, Nancy Hartsock, Linda Nicholson, Efrat Tseëlon e a egípcia Nawal El Saadawi serão consultados. Espero que esta dissertação possa contribuir como uma observação sobre como Alice Walker usa seu engajamento social na criação de seu mundo fictício.Este trabajo consiste en una lectura de las diferentes formas de representación que pueden ser atribuidas al personaje Tashi, protagonista de la novela Possessing the Secret of Joy (1992), de la escritora negra norte-americana Alice Walker. Antes de esta obra, Tashi ya había aparecido en dos romances de Walker, primero en The Color Purple (1982), como personaje periferica y después como mención en The Temple of My Familiar (1989). Con Tashi, surge la temática de la circuncisión femenina, ritual al cual Tashi se somete en el principio de la edad adulta. El foco de observación del trabajo se vuelca sobre las maneras en las cuales la revuelta de la autora se tranforma en un medio de creación creativa. Walker utiliza su obra abiertamente como instrumento político para que el tema de la “mutilación genital” (termino utilizado por la autora) reciba amplia atención de los medios y crítica en general. El propósito de la investigación es evaluar hasta que punto el envolvimiento social de la autora contribuye positivamente o interfiere en el desarrollo de su trabajo. Para el análisis de las diferentes cuestiones relacionadas al tema de “female genital cutting” (FGC), termino utilizado por mi en el decorrer del trabajo, las obras de las críticas y escritoras feministas como Ellen Gruenbaum, Lightfoot-Klein, Nancy Hartsock, Linda Nicholson, Efrat Tseëlon y la egipcia Nawal El Saadawi serán consultadas. Deseo que el trabajo realizado pueda contribuir como una observación sobre como Alice Walker utiliza su envolvimiento social en la creación de su mundo fictício
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