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    Il racconto delle ‘soggettività keinmal’. Biopolitica e maternità surrogata

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    Nel romanzo distopico Il Racconto dell’Ancella di Margaret Atwood, la società di Gilead si fonda su una biopolitica che riduce i corpi delle Ancelle a mere funzioni biologiche e riproduttive. Donne costrette sia a subire sia a ricercare una separazione radicale dal loro corpo e dalla loro identità: l’intero sistema biopolitico immaginato da Atwood è funzionale a renderne impossibile l’esistere come soggettività personali, caratterizzate da una biografia, un nome e delle storie uniche e irripetibili da conoscere e rispettare, e questo già nella pretesa che i corpi e i volti delle Ancelle debbano sparire per legge in una specie di burqa figlio di un Occidente tardo-coloniale, non ancora novecentesco, pensato per fare in modo che ciascuna appaia allo sguardo esterno indistinguibile da tutte le altre – una massa, dunque, non una comunità di persone. Eppure, il processo di radicale estraneazione dalla corporeità continua a essere in realtà – ed è proprio questo il fulcro della narrazione di Atwood – un’impresa impossibile. Infatti, sebbene le Ancelle debbano cercare di dimenticare chi sono, in nome della riduzione a funzione riproduttiva vivente, il loro corpo, proprio nella sua materialità e sensorialità, rimane tuttavia inevitabilmente intrecciato alle loro esperienze

    Scheler e il senso del 'patire'. Tra bios ed ethos

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    In Vom Sinn des Leides, Max Scheler indaga con lucidità fenomenologica i vissuti del dolore e della sofferenza. Chi voglia riflettere con l’autore si trova, così, messo a confronto con una ricerca – capace, di fatto, di ripercorrere l’intera storia del pensiero filosofico – che mira a rintracciare i diversi atteggiamenti elaborati dall’umanità nei confronti del soffrire, sulla base di un percorso che dall’etica e dall’antropologia filosofica si apre alla metafisica e alla filosofia della religione. La tesi iniziale del saggio è rilevante: non si può dichiarare il dolore privo di senso per il semplice fatto che esso possiede, al contrario, un fondamentale significato nei termini di un prezioso segnale di pericolo per la stessa dimensione vitale dell’organismo. Nondimeno, se il filosofo tedesco comincia la sua analisi da questa tesi, la cui importanza non può essere sottovaluta soprattutto in un tempo come il nostro, è perché sente di non potersi arrestare a una conclusione che da sola non appare in grado di rispondere allo scandalo rappresentato dalla presenza stessa nel reale anche della più elementare forma di sofferenza. Una risposta di questo tipo non basta ed è così che avviene il cambio di passo decisivo del volume che costringe il lettore ad abbandonare il ‘semplice’ piano della costituzione della vita emotiva, per guardare a un’alternativa più profonda e radicale

    Corpi che non devono essere ‘Leib’

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    Il tema di questo volume non è un romanzo e nemmeno la serie tv che ne è stata tratta. Travalica la letteratura e l’arte cinematografica e televisiva, mettendo a nudo alcuni nodi decisivi della nostra esperienza umana: la giustizia nel suo rapporto con il potere; la fede nella sua distinzione dal fanatismo; la libertà di soggetti che restano inevitabilmente corporei e sessuati, persino nell’atto del loro odiare oltreché nei loro affetti; la democrazia, di fronte alle rivendicazioni di sopravvivenza di un potere che sempre cerca di andare al di là di quanto stabilito e concesso dai tracciati costituzionali. Come filo conduttore, una questione in grado da sola di ridefinire tutti questi temi: quella della generazione nella sua più concreta e cruda materialità, quando una radicale crisi ecologica – secondo il tracciato da cui origina il romanzo – mette in crisi la capacità dei corpi di generare

    Femminile, corpi e potere. Tre letture de 'Il Racconto dell'Ancella'

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    Il tema di questo volume non è una finzione letteraria. Travalica la letteratura e l’arte cinematografica, mettendo a nudo alcuni nodi decisivi della nostra esperienza umana: la giustizia nel suo rapporto con il potere; la fede nella sua distinzione dal fanatismo; la libertà di soggetti che restano inevitabilmente corporei e sessuati, persino nell’atto del loro odiare così come nei loro affetti; la democrazia, di fronte alle rivendicazioni di sopravvivenza di un potere che sempre cerca di andare al di là di quanto stabilito e concesso dai tracciati costituzionali. Come filo conduttore, una questione: quella della generazione nella sua più concreta e cruda materialità, quando una radicale crisi ecologica – secondo il tracciato da cui origina Il Racconto dell’Ancella – mette in crisi la capacità dei corpi di generare, mentre antiche vicende bibliche fanno da sfondo a narrazioni ipercontemporanee intrise di scenari distopici che attingano dalle nostre peggiori paure. Su questo sfondo si collocano le tre diverse letture del volume, una filosofico-bioetica, una giuridica e una legata ai media studies, come un’occasione per capire di più noi stessi e il nostro tempo

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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