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    Cosmopolis : trasportare il paradiso terrestre dal passato all’avvenire

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    Si tratta di un contributo pubblicato nel 2020 nel volume “Cinque temi del modernocontemporaneo: Memoria, natura, energia, comunicazione, catastrofe” a cura di Alessandra Capuano, Benedetta Di Donato, Alessandro Lanzetta, edito da Quodlibet, Sapienza Università di Roma. Il contributo sviluppa la tesi secondo cui il concetto di cosmopolitismo deve essere riletto alla luce delle sfide contemporanee legate alla globalizzazione e alla sostenibilità ambientale. La riflessione dell’autore parte dalla storica idea dell'unità del globo come patria comune di tutte le genti, un concetto che attraversa la filosofia greca, il pensiero di Cicerone e Seneca, fino ai dibattiti moderni sulla cittadinanza globale. L’autore esamina il passaggio dal localismo premoderno all’interconnessione globale, individuando nella "cosmopolis" un modello operativo che unisce le dimensioni globale e locale in un equilibrio dinamico e sostenibile. Il metodo adottato dall'autore è interdisciplinare e combina prospettive storiche, filosofiche ed ecologiche per delineare un quadro concettuale che integri pensiero cosmopolita, etica ambientale e pratiche di pianificazione territoriale. L’articolo analizza i contributi di intellettuali come Costantinos Doxiadis e Marshall McLuhan, esplorando il concetto di Ecumenopolis, una città mondiale che rappresenta un nuovo paradigma di organizzazione transnazionale e sostenibilità. L'obiettivo della ricerca è proporre un modello di governance globale basato sulla cooperazione tra locale e globale, superando le contrapposizioni tradizionali tra radicamento territoriale e cosmopolitismo. L’autore evidenzia come l’idea di cosmopolis offra una risposta alle sfide della contemporaneità, inclusi i cambiamenti climatici e le crescenti interdipendenze economiche ed ecologiche. Nel dibattito contemporaneo, l’articolo si colloca come una riflessione innovativa che collega la sostenibilità ambientale a una nuova visione di cittadinanza globale. L’idea di una "coscienza globale" e la necessità di armonizzare il pensiero locale con una prospettiva planetaria sono presentate come fondamentali per affrontare le sfide del XXI secolo. L'autore propone inoltre la necessità di un'etica civica estesa al globo, capace di legittimare le diversità e promuovere un equilibrio tra progetti su scala globale e interventi locali

    Disastri naturali, operazioni resilienti

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    Le catastrofi naturali provocate da terremoti, eruzioni vulcaniche, uragani, inondazioni, cicloni tropicali, siccità sono aumentate di numero e il loro impatto sullo sviluppo umano ed economico del pianeta si è aggravato. Ad esempio se consideriamo i dieci eventi più tragici avvenuti dal 1970, sette si sono verificati in questi primi 15 anni con danni stimati in 124 miliardi di dollari. Le cause del progressivo aumento delle perdite di vite e di beni materiali a scala mondiale per effetto delle calamità naturali sono da ricercare, non tanto nella frequenza e intensità degli eventi, quanto piuttosto nell’aumento generale della vulnerabilità umana e territoriale. La vulnerabilità esprime la capacitò di resistenza di un determinato territorio e dipende da un complesso di fattori come ad esempio la densità, il livello di sviluppo della popolazione, il grado di integrità degli ecosistemi, le condizioni degli insediamenti e delle infrastrutture, la maggiore o minore efficienza dell’amministrazione e delle politiche pubbliche, la consapevolezza del rischio, la disponibilità di mezzi e il livello di capacità e di organizzazione nel fronteggiare gli eventi naturali estremi. La vulnerabilità esprime dunque la suscettibilità (oppure la resilienza) di un sistema socio-economico o di un complesso di beni materiali nei confronti dell’impatto delle calamità. Tanto sarà maggiore il suo valore tanto più numerosi saranno i danni provocati dal fenomeno. Partendo dai quattro elementi della natura: aria, terra, acqua e fuoco il testo ripercorre le tracce dei fenomeni naturali estremi che investono l’Italia, con lo scopo di fornire delle risposte concrete sotto il profilo progettuale, puntando su applicazioni e approcci di tipo resiliente nei confronti dei diversi problemi

    Architettura come discorso. Peter Eisenman vs Rem Koolhaas

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    Dagli albori della modernità l’evoluzione del pensiero architettonico è tutta nel rapporto tra le varie forme di rappresentazione, in primis la scrittura e il disegno, attraverso cui gli architetti formalizzano la loro idea di progetto e, più in generale, il loro approccio alla disciplina. Basti pensare all’eterogenea produzione di Le Corbusier, alle mostre del Bauhaus, ai libri di Aldo Rossi e Robert Venturi. Negli ultimi trent’anni le figure di Peter Eisenman e Rem Koolhaas hanno incarnato, pur a partire da posizioni antitetiche, due strategie operative che hanno esplorato le possibilità e i limiti di questo approccio. In entrambi i casi, infatti, l’architettura si presenta come un discorso, le cui premesse e obiettivi la proiettano al di là del suo essere atto del costruire, nel quale l’edificio realizzato rappresenti un punto di arrivo definitivo, una qualche “verità” dell’architettura stessa

    The Illegal Master Plan and Everyday Life. Valle Borghesiana si racconta

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    Da diversi anni SMU–research, , un gruppo di ricerca internazionale e interdisciplinare formato da architetti, urbanisti, sociologi, antropologi e artisti, lavora a Roma sull’asse della Via Casilina studiando i fenomeni del self made e dell’informalità urbana. L’interesse del gruppo è rivolto alla comprensione delle relazioni che intercorrono tra l’organizzazione sociopolitica e lo spaziourbano attraverso ricerche e interventi sul campo con il coinvolgimento degli abitanti. Una delle prime tappe di ricerca di SMU–research si è svolta a Valle Borghesiana, un quartiere del Comune di Roma sorto in assenza di qualsiasi pianificazione urbanistica. Dal 2009 il gruppo di ricerca ha organizzato diversi workshop con abitanti, associazioni, comitati di quartiere e consorzi di autorecupero. Durante incontri e visite guidate a Valle Borghesiana, SMU–research ha studiato e raccolto le testimonianze dei protagonisti di queste vicende. Un luogo complesso e paradigmatico, che contiene molti fenomeni urbani caratteristici delle metropoli del centro-sud Italia e dell’area mediterranea. Dall’autocostruzione – spesso collettiva – delle abitazioni, alle forme spontanee di organizzazione sociale e politica di lotta per i diritti, coronate con il loro riconoscimento e con la legalizzazione del contesto. Leggendo la storia del quartiere, si ripercorrono le vicende di una città e di una nazione: il tema del diritto alla casa, che per anni ha catalizzato il dibattito politico nazionale, il tema del lavoro e quello della migrazione, prima nazionale e poi globale, fino ad arrivare alla contemporanea e consapevole richiesta del diritto alla città.For several years, SMU– research an international and interdisciplinary working group has been working in Rome at the intersection in Via Casilina exploring the phenomena of self-made and urban informality. The neighbourhood of Valle Borghesiana was one of the places on which the research was done. There, workshops between researchers/ artists of the group and the associations of inhabitants were organized. The article traces the history of the neighbourhood and presents two collective works produced by artist Susanna Perin with architects Alessandro Lanzetta and Antonella Perin who investigate the relationship between the socio-political organization and urban space. #01_ research - The history of Valle Borghesiana is considered to be a model of those social and urban phenomena which are typical of the Mediterranean metropolis. It is a useful story to understand processes such as the self-construction of houses and spontaneous forms of social organization and political struggle that characterized Italian and Roman stories from World War II onwards. #02_work - Greetings from Valle Borghesiana - shown at the Venice Biennale of 2012 - tell the complex and contradictory collective construction of urban space. The image of the neighbourhood is represented by a series of postcards made from photographs taken by the inhabitants. - Sketches on Valle Borghesiana - The Illegal Master Plan and Everyday Life, - shown in the gallery nGbK in Berlin in 2013 - is rather a consideration on informal housing in the neighbourhood and on the different relationships between power and politics in urban space

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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