1,720,977 research outputs found
Il sarcofago dell’Amazzone morente al Museo Archeologico Nazionale di Venezia. Note per una ricerca
Contributo nel volume "Per aquam ad astra" a cura di Alessandro Asta e Massimo Capulli, un omaggio a Luigi Fozzati. Note preliminari su un reperto conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Venezia, che potrebbe rivestire un valore particolare, se considerato nell'ambito di un più ampio orizzonte storico-archeologico della laguna di Venezia
Passaggi a Nord-Est. Antichità sommerse nella Laguna di Venezia
Nel corso del biennio 2017-2018 la Soprintendenza ABAP per il Comune di Venezia e Laguna ha disposto una serie di attività di tutela, scavo e ricerca subacquee connesse alla realizzazione di un cavidotto da parte di Terna S.p.a. nella laguna settentrionale di Venezia. Le indagini archeologiche subacquee, l'analisi dei materiali, del contesto geomorfologico e l'inquadramento dei siti di età pre-romana e romana documentati nel corso dei lavori hanno consentito di ampliare le conoscenze sul popolamento antico della laguna. Il volume si avvale delle competenze di studiosi di archeologia lagunare e subacquea, geomorfologia, produzione ceramica, archeozoologia, paleobotanica, e raccoglie una serie di contributi specialistici i metodi, le problematiche e le proposte a medio e lungo termine della ricerca scientifica in questo eccezionale comparto geografico
NAVIS 6. Atti del III Convegno Nazionale dell’Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale, Cesenatico, Museo della Marineria, 15-16 aprile 2016
Gli atti del III Convegno Nazionale di Archeologia e Etnologia Navale, organizzato dall'Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale in collaborazione col Museo della Marineria di Cesenatico, si articolano, come di consueto, in quattro sezioni: archeologia navale, storia navale e marineria, etnologia navale, poster.
Indice
Prima Sezione
Archeologia Navale,15; Modellini di natanti neolitici: possibili lucerne?, 17, Maria Antonietta Fugazzola Delpino; Archeologia subacquea alle isole Eolie: il relitto Panarea III e i riti di bordo, 25, Roberto La Rocca, Sebastiano Tusa; Nuovi relitti dagli scavi del porto antico di Napoli, 33, Giulia Boetto, Chiara Zazzaro, Daniela Giampaola, Vittoria Carsana, Barbara Davidde Petriaggi,
Antonella Di Giovanni; Note sulle alberature di età romana alla luce delle più recenti acquisizioni, 45, Francesco Tiboni, Edoardo Riccardi; Due tipi di carene antiche a confronto: forme piene e forme svasate, 51, Marco Bonino, Alberto Ferrari, Simone Parizzi; Il relitto Tardo-antico di Santa Maria in Padovetere a Comacchio (FE), 69, Carlo Beltrame, Elisa Costa; Il relitto di Precenicco (XI-XIII d.C.): lettura dello scafo e osservazioni sull’uso dei madieri asimmetrici alternati, 77,Massimo Capulli; Indagini archeologiche nell’Arsenale di Venezia, tese della Novissima, 2014-2015, 87, Alessandro Asta, Stefano Medas, Eros Turchetto; Il ritrovamento della fl otta perduta di Kubilai Khan: la spedizione archeologica italiana in Giappone, 95, Daniele Petrella.
Seconda Sezione
Storia Navale, Storia della Navigazione e Arte Marinaresca, 103; Le iscrizioni sui rostri delle Egadi quattro anni dopo, 105, Tommaso Gnoli; Pellegrinaggi medievali in Terrasanta. Le regole del Capitulare Nauticum, 109, Elena Albanello, Antonio Rosso, Giovanni Battista Sandonà; L’Albania e l’Adriatico: una secolare vocazione marittima, 115, Lucia Nadin; Tracce di marineria nel Paese delle Aquile, 121, Andrea Bonifacio; Aspetti e momenti della cantieristica a Chioggia in età moderna, 127, Sergio Perini; Il Bucintoro di Vittorio Amedeo II (1729-1731), 139, Giorgio Marinello, Alessandra Castellani Torta; La ricostruzione dell’armo velico della peota sabauda, 147, Gilberto Penzo; I colori della Marineria veneziana , 153, Gianfranco Munerotto; Gli archivi dell’Arsenale di Venezia dopo la Serenissima. Nuove testimonianze, 163, Lorenzo Roman; Le stanze dei gondolieri nel Palazzo Reale di Venezia “Venezia Vestiario di Galleria dei Gondolieri”, 203, Amalia Donatella Basso; Il trionfo artificiale del Vate a Gardone Riviera. D’Annunzio e il monumento della Nave Puglia
nel Vittoriale degli Italiani, 217, Nicole Hegener;
Terza Sezione
Etnologia Navale, 227; La tipologia dei natanti tradizionali nelle acque interne di Scutari, 229, Zamir Tafilica; Il racconto del mare attraverso i Musei, 237, Valeria Patrizia Li Vigni; Marineria siciliana. Uomini barche simboli e riti, 243; Federica Valenti; Comunità del paesaggio culturale del fi ume Sile: il caso studio del “Cimitero dei burci”, 249, Claudio Fadda, Marta Laureanti; Applicazioni digitali e patrimonio della nautica tradizionale: il paesaggio ereditato delle vie d’acqua navigabili della Serenissima, 257, Eriberto Eulisse, Francesco Visentin; Un’imbarcazione per un porto di antico regime. Le chiatte del porto di Genova, 265; Giovanni Panella, Guido Rosato; Imbarcazioni tradizionali del Mar Rosso e del Golfo Persico: fascino letterario, testimonianze storiche
e studi recenti, 271, Chiara Zazzaro; Moscone o pattino? Storia di una barca da spiaggia, 279, Fabio Fiori; Il ritorno della Falcia. Una barca tra conservazione e didattica, in ricordo di Siro Ricca Rosellini, 283, Davide Gnola; Va’ a l’orza! In ricordo dell’amico Riccardo (Dino) Brizzi, 287, Stefano Medas; In ricordo dell’amico Riccardo Pergolis, studioso e cultore di marineria (Trieste 1940 – Padova 2018), 295, Ugo Pizzarello.
Quarta Sezione
Poster, 299; Alcuni progressi dell’Atlante delle barche tradizionali in Italia, 301, Marco Bonino; Bastiglia (MO). Un’ancora a rampino dal fiume Secchia, 307, Sara Campagnari, Alain Rosa; La nave romana di Comacchio: “Una sfida di conservazione e valorizzazione”, 311, Caterina Cornelio Cassai, Roberto Monaco; Il Capòtt del Pescatore Adriatico, 319, Claudia Raimondo; Camillo Manfroni (1863-1935) eminente storico della Marina Italiana, 323, Fosco Rocchetta; Nuovi ritrovamenti archeologici sottomarini lungo la costa catanese: i relitti di Acitrezza (CT) e il giacimento della baia di Punta Aguzza (Acicastello-Catania) modello di studio e valorizzazione del patrimonio sommerso della Sicilia orientale, 327, Philippe Tisseyre, Sebastiano Tusa, Teresa Chiara Saitta; Resistenze di Palude, sulle tracce di un fossile vivente, 331, Nicolò Zen; Sergio: batélo sabionante 6V-13290, 335,
Nicolò Zen.The proceedings of the III National Conference on Naval Archaeology and Ethnology, organised by the Italian Institute of Naval Archaeology and Ethnology in collaboration with the Maritime Museum of Cesenatico, are divided, as usual, into four sections: naval archaeology, naval history and seafaring, naval ethnology, posters.
Index
Prima Sezione
Archeologia Navale,15; Modellini di natanti neolitici: possibili lucerne?, 17, Maria Antonietta Fugazzola Delpino; Archeologia subacquea alle isole Eolie: il relitto Panarea III e i riti di bordo, 25, Roberto La Rocca, Sebastiano Tusa; Nuovi relitti dagli scavi del porto antico di Napoli, 33, Giulia Boetto, Chiara Zazzaro, Daniela Giampaola, Vittoria Carsana, Barbara Davidde Petriaggi,
Antonella Di Giovanni; Note sulle alberature di età romana alla luce delle più recenti acquisizioni, 45, Francesco Tiboni, Edoardo Riccardi; Due tipi di carene antiche a confronto: forme piene e forme svasate, 51, Marco Bonino, Alberto Ferrari, Simone Parizzi; Il relitto Tardo-antico di Santa Maria in Padovetere a Comacchio (FE), 69, Carlo Beltrame, Elisa Costa; Il relitto di Precenicco (XI-XIII d.C.): lettura dello scafo e osservazioni sull’uso dei madieri asimmetrici alternati, 77,Massimo Capulli; Indagini archeologiche nell’Arsenale di Venezia, tese della Novissima, 2014-2015, 87, Alessandro Asta, Stefano Medas, Eros Turchetto; Il ritrovamento della fl otta perduta di Kubilai Khan: la spedizione archeologica italiana in Giappone, 95, Daniele Petrella.
Seconda Sezione
Storia Navale, Storia della Navigazione e Arte Marinaresca, 103; Le iscrizioni sui rostri delle Egadi quattro anni dopo, 105, Tommaso Gnoli; Pellegrinaggi medievali in Terrasanta. Le regole del Capitulare Nauticum, 109, Elena Albanello, Antonio Rosso, Giovanni Battista Sandonà; L’Albania e l’Adriatico: una secolare vocazione marittima, 115, Lucia Nadin; Tracce di marineria nel Paese delle Aquile, 121, Andrea Bonifacio; Aspetti e momenti della cantieristica a Chioggia in età moderna, 127, Sergio Perini; Il Bucintoro di Vittorio Amedeo II (1729-1731), 139, Giorgio Marinello, Alessandra Castellani Torta; La ricostruzione dell’armo velico della peota sabauda, 147, Gilberto Penzo; I colori della Marineria veneziana , 153, Gianfranco Munerotto; Gli archivi dell’Arsenale di Venezia dopo la Serenissima. Nuove testimonianze, 163, Lorenzo Roman; Le stanze dei gondolieri nel Palazzo Reale di Venezia “Venezia Vestiario di Galleria dei Gondolieri”, 203, Amalia Donatella Basso; Il trionfo artificiale del Vate a Gardone Riviera. D’Annunzio e il monumento della Nave Puglia
nel Vittoriale degli Italiani, 217, Nicole Hegener;
Terza Sezione
Etnologia Navale, 227; La tipologia dei natanti tradizionali nelle acque interne di Scutari, 229, Zamir Tafilica; Il racconto del mare attraverso i Musei, 237, Valeria Patrizia Li Vigni; Marineria siciliana. Uomini barche simboli e riti, 243; Federica Valenti; Comunità del paesaggio culturale del fi ume Sile: il caso studio del “Cimitero dei burci”, 249, Claudio Fadda, Marta Laureanti; Applicazioni digitali e patrimonio della nautica tradizionale: il paesaggio ereditato delle vie d’acqua navigabili della Serenissima, 257, Eriberto Eulisse, Francesco Visentin; Un’imbarcazione per un porto di antico regime. Le chiatte del porto di Genova, 265; Giovanni Panella, Guido Rosato; Imbarcazioni tradizionali del Mar Rosso e del Golfo Persico: fascino letterario, testimonianze storiche
e studi recenti, 271, Chiara Zazzaro; Moscone o pattino? Storia di una barca da spiaggia, 279, Fabio Fiori; Il ritorno della Falcia. Una barca tra conservazione e didattica, in ricordo di Siro Ricca Rosellini, 283, Davide Gnola; Va’ a l’orza! In ricordo dell’amico Riccardo (Dino) Brizzi, 287, Stefano Medas; In ricordo dell’amico Riccardo Pergolis, studioso e cultore di marineria (Trieste 1940 – Padova 2018), 295, Ugo Pizzarello.
Quarta Sezione
Poster, 299; Alcuni progressi dell’Atlante delle barche tradizionali in Italia, 301, Marco Bonino; Bastiglia (MO). Un’ancora a rampino dal fiume Secchia, 307, Sara Campagnari, Alain Rosa; La nave romana di Comacchio: “Una sfida di conservazione e valorizzazione”, 311, Caterina Cornelio Cassai, Roberto Monaco; Il Capòtt del Pescatore Adriatico, 319, Claudia Raimondo; Camillo Manfroni (1863-1935) eminente storico della Marina Italiana, 323, Fosco Rocchetta; Nuovi ritrovamenti archeologici sottomarini lungo la costa catanese: i relitti di Acitrezza (CT) e il giacimento della baia di Punta Aguzza (Acicastello-Catania) modello di studio e valorizzazione del patrimonio sommerso della Sicilia orientale, 327, Philippe Tisseyre, Sebastiano Tusa, Teresa Chiara Saitta; Resistenze di Palude, sulle tracce di un fossile vivente, 331, Nicolò Zen; Sergio: batélo sabionante 6V-13290, 335,
Nicolò Zen
Per aquam ad astra. Studi di archeologia delle acque in onore di Luigi Fozzati
Il volume Per aquam ad astra rappresenta un omaggio a Luigi Fozzati da parte di colleghi del Ministero della Cultura e delle Università, di allievi e di collaboratori, di amici di una vita, come segno tangibile di ammirazione e gratitudine per la sua lunga battaglia a difesa del patrimonio culturale sommerso e per l’instancabile impegno nel promuovere il valore storico di tutti gli ambienti acquatici. I contributi offerti, quasi una sorta di moderno avviso ai naviganti, affrontano inevitabilmente tematiche di ar - cheologia subacquea, allargandosi poi fino ad abbracciare il più ampio mare della ricerca: cultura materiale, architettura, storia, storia dell’arte, botanica e geologia, toccando sia ambiti territoriali nei quali Luigi Fozzati ha coordinato direttamente centinaia di campagne di scavo e progetti di ricerca (Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia) sia luoghi e siti di altre parti d’Italia e d’oltre con fine
Indagini archeologiche subacquee nella laguna sud di Venezia: il casone della Rivola Vecchia e un nuovo sito presso il Canale Bastia
Indagini archeologiche subacquee condotte nel 2010 e 2011 presso il Canale Bastia, nella laguna sud di Venezia, hanno consentito di esaminare i resti di due siti ora completamente sprofondati sotto il livello di medio mare. Si tratta del "casone" della "Rivola Vecchia", un caratteristico edificio abitativo e funzionale nato in funzione delle attività di pesca e caccia lagunare, con una lunga continuità d'uso, partendo almeno dal XVI secolo e fino a tutto il XIX. Non lontano da questo si è rinvenuto un secondo sito, riferibile sempre a un impianto funzionale allo sfruttamento delle risorse lagunari, databile tra il XIV e il XV secolo. Entrambi i siti risultano molto interessanti anche per comprendere le modificazioni geomorfologiche e ambientali avvenute nella laguna sud negli ultimi cinque/sei secoli, con importanti ricadute sull'insediamento e lo sfruttamento di questo territorio.Underwater archaeological research carried out in 2010 and 2011 near Bastia canal, in the southern area of Venice lagoon, allowed to investigate the remains of two sites now collapsed under the medium sea level. It is the "casone" (lagoon dwelling) named of “Rivola Vecchia”, a lagoon dwelling born in relation with fishing and hunting economy in the lagoon, with a long-lasting life,
from 16th to the 19th Century. Near this site a second one was discovered, dating back to 14th - 15th Century. Both sites are very interesting to understand the geomorphological and environmental modifications of the southern Venice lagoon in last five-six centuries, with important
consequences on human settlement an environment exploitation
Indagini archeologiche nell’Arsenale di Venezia, tese della Novissima, 2014-2015
Vengono presentati i risultati delle indagini archeologiche condotte nel 2014 e 2015 in assistenza alle opere di rifacimento della banchina nord della Darsena Novissima dell'Arsenale di Venezia. Le indagini, condotte si a terra che in acqua, hanno consentito di riconoscere i resti delle strutture dei ricoveri per le navi (tese) per una fase cronologica compresa tra la fine del XV secolo (inizio costruzione della Novissima) e il XVII secolo.The results of the archaeological investigations conducted in 2014 and 2015 in assistance to the restoration works of the north quay of the Darsena Novissima in the Venice Arsenal are presented. The investigations, carried out both ashore and underwater, have made it possible to recognise the remains of the structures of the shelters for the ships ("tese") of a chronological phase between the end of the 15th century (beginning of construction of the Novissima) and the 17th century
Un manufatto monossile di età romana a Lio Piccolo, Laguna di Venezia
In un terreno lungo la sponda del canale Rigà, presso l’abitato di Lio Piccolo nella laguna nord di Venezia, è stato individuato nel 2015 un manufatto monossile di quercia, in giacitura secondaria, ma rinvenuto in contesto subacqueo in occasione dei lavori di risistemazione della vicina chiavica idraulica situata sulla riva del canale. Il rinvenimento si colloca in un’area lagunare interessata da importanti evidenze archeologiche di epoca romana. Le analisi 14C hanno evidenziato una datazione del manufatto tra il I e il II sec. d.C., coerente con la quota di giacitura originaria del reperto e con i materiali rinvenuti contestualmente ad esso, riferibili ad epoca romana. L’analisi tipologica e il confronto con altri reperti simili rinvenuti in laguna nord, suggeriscono di identificare il manufatto non con uno scafo, ma come una condotta idraulica, verosimilmente funzionale alla regimazione delle acque tra bacini idrici e/o al funzionamento di impianti produttivi.An artifact made from a single excavated oak trunk (monoxylon) was identified in 2015 in the northern Venice lagoon, in the countryside along the Rigà canal bank, near Lio Piccolo small village. The artefact is now in a not original location, but it was fond underwater during the redevelopment works of the nearby hydraulic sewer located on the canal side. The discovery is located in a lagoon area characterised by important Roman Age archaeological evidences. The 14C analysis revealed for the artifact a date between the 1st and 2nd century AD, consistent with the original lying depth of the artefact and with the contextual finds, which can be attributed to the Roman Age. Typological analysis and comparison with other similar artifacts found in the northern lagoon suggest identifying the artifact not as a hull, but as a hydraulic conduit, probably functional for the regulation of water between reservoirs and/or for the operation of production facilities
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
- …
