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    LO SPAZIO NEL LAVORO E NELLA CURA AL TEMPO DELLA REMOTIZZAZIONE

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    Il capitolo, analizzando sociologicamente il lavoro da remoto e la cura, dà centralità allo spazio, che da appendice nelle dinamiche lavorative e familiari diventa attore sociale in relazione con il lavoro e la sfera privata, e ne amplia il peso, sottolineando come le risorse e gli ostacoli che i lavoratori e le lavoratrici incontrano nell’affrontare gli sconfinamenti del lavoro nella vita personale non appartengono semplicemente alle singole persone, ma risiedono nei contesti più ampi in cui le persone con le loro reti intime e lavorative sono collocate

    Gli spazi per il lavoro da remoto

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    È ormai noto come la pervasività delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione abbia determinato un radicale cambiamento nella vita degli individui; si usa, infatti, la nozione di "onlife" per indicare la completa fusione tra reale e virtuale. Meno analizzate sono le riflessioni delle ricadute di questa vita onlife sullo spazio del lavoro, la cui immagine tradizionale, caratterizzata da una presenza fisica dei lavoratori e delle lavoratrici in uno spazio fisso e statico in cui il tempo è scandito da compiti e mansioni regolati e ben definiti, risulta sempre più appartenere al passato. I luoghi si moltiplicano e comprendono l’ambiente domestico e quello urbano, fino a includere i propri dispositivi personali che diventano un ufficio mobile

    SPAZI COLLABORATIVI IN AREE PERIFERICHE E RURALI PER FAVORIRE IL BENESSERE E L’INNOVAZIONE

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    Sebbene gli spazi di lavoro collaborativi e gli spazi ibridi siano stati principalmente localizzati nei grandi centri urbani per la migliore accessibilità, la presenza di servizi essenziali, la vicinanza a centri universitari e altri luoghi di ritrovo e scambio per i lavoratori della conoscenza, a seguito della pandemia Covid-19, si è assistito ad un crescente interesse verso gli spazi ibridi come luoghi di benessere e innovazione nelle aree periferiche e rurali. Diversi sono gli obiettivi che sottendono alla creazione di spazi collaborativi e spazi ibridi in aree rurali e periferiche in Europa. In alcuni casi, questi spazi sono pensati per accogliere i nomadi digitali e i lavoratori a distanza, offrendo loro diversi servizi, quali co-living e coworking. In altri casi, si tratta di luoghi di lavoro, hub innovativi con l’obiettivo di offrire, soprattutto ai giovani locali, corsi di formazione su imprenditorialità e innovazione per combattere la perdita di talenti (brain drain) e facilitare la circolazione del sapere attraverso il movimento ciclico di manodopera qualificata tra diversi territori: gli individui migrano per opportunità formative o professionali e successivamente ritornano nel loro territorio d’origine, portando con sé le conoscenze e competenze acquisite (brain circulation). In altri casi ancora, si tratta di luoghi di lavoro adatti per ospitare lavoratori a distanza e nomadi digitali che vogliano trasferirsi casi ancora, si tratta di luoghi di lavoro adatti per ospitare lavoratori a distanza e nomadi digitali che vogliano trasferirsi stabilmente dalle aree urbane alle aree rurali e possono offrire servizi per la cura dei bambini, l’aggiornamento delle competenze professionali, l’aggregazione e la socializzazione, ecc. Gli spazi collaborativi e spazi ibridi sono spesso sostenuti da incentivi pubblici e appartengono a network organizzati. In questo contesto, il presente capitolo si propone di descrivere due esperienze di spazi collaborativi e ibridi in Europa che promuovono la formazione per i giovani e l’innovazione per ridurre il brain drain e facilitare brain gain e brain circulation 4. Le esperienze descritte sono il caso irlandese di Connected Hub e il caso francese di Tiers Lieux

    Controllo a distanza e diritto alla protezione dei dati : Sulla complementarità dei due sistemi normativi

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    The author examines the practical consequences of integrating Article 4 of worker’s Statute which regulates the limits of the employer's remote monitoring power, with the legal framework for privacy protection. The essay outlines some reflections on the role of trade unions in protecting workers from digital surveillance and proposes the establishment (through collective bargaining and/or legislation) of a trade union representative for data protection

    È tutta questione di spazio. Dalle dinamiche di controllo alle tassonomie spaziali per il South Working

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    Secondo Richard Sennett, l’accettazione di un modello di vita orientato verso la flessibilità implica l’accettazione di un rischio (rischiare – risicare – osare), ma soprattutto implica il riconoscimento che alla weberiana gabbia d’acciaio stiamo sostituendo nuove forme di controllo, “la rivolta contro la routine burocratica e la ricerca di flessibilità ha prodotto nuove forme di potere e controllo, piuttosto che creare le condizioni per la nostra libertà” (Sennett, 2022, p. 46). Questo ordine di controllo, che migra dai posti di lavoro convenzionali verso l’ambito domestico, si “mimetizza” in quel corollario di oggetti e tecnologie che entrano agevolmente nella casa con lo scopo di monitorare il lavoratore. Oltre a riflessioni politico-giuridiche sulla ricaduta di queste tecnologie di controllo del lavoro da remoto, nella vita delle persone sottoponendoli a controlli più serrati, questa emancipazione delle forme di controllo ha permesso di svincolare il lavoratore dal luogo deputato al lavoro, attivando e consentendo un nuovo nomadismo e assegnando un rinnovato valore al “tempo flessibile” (Sennett, 2022, p. 57), definendo un fenomeno che sta risignificando il Sud (ma quale sud?), ovvero il South Working – lavorare dal Sud. Il South Working prevede una nuova densificazione dei piccoli centri senza la rinuncia, spesso necessaria, del lavoro da parte di chi, per varie ragioni, decide di lasciare la città. Due sono le principali ricadute di questo modello: da un lato ritrovare un nuovo stile di vita “sano” al di fuori della città caotica, magari ritornando verso i propri luoghi di origine e, dall’altro lato, investire per ridurre quel divario economico tra meridione e settentrione. Si determina un nuovo equilibrio tra la vita lavorativa, professionale e quella personale, riscrivendo nuove storie e aumentando la qualità della vita, agendo anche come attivatore di politiche per l’adeguamento e l’aggiornamento della comunità accogliente. Si noti, in questa nuova “urbanistica di necessità”, la possibilità di ragionare su specifiche dicotomie e questioni (città – paese, nord – sud, dinamiche di genere, coesione e comunità, densità - espansione), ma soprattutto adeguare il patrimonio architettonico rurale verso spazialità sempre più necessarie ed interpreti dell’abitare contemporaneo, adducendo ad un sistema tassonomico, tra questioni antiche e altre nuove, capace di dar forma allo spazio dell’abitare, recuperando e riutilizzando il patrimonio esistente e quindi lavorando nella prospettiva del “riuso adattivo” per, forse alla fine, trovare nuove condizioni di libertà attraverso l’antifragilità (Taleb, 2013), dove ad una maggiore intensità ritroviamo una minore specificità spaziale

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Remote control of riders' performance between Scoober App and GPS

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    The article takes a critical look at the contract signed by Takeway.com express (Just Eat) with trade union by which the parties agree that the Scoober App and GPS are indispensable working tools and its legal implication. The Author also discusses the limits to the power of remote control arising from the legal system for the protection of personal data

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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