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    Dichtung als Wissen:Durs Grünbein spricht über Dante

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    In Durs Grünbeins intensivem Dialog mit literarischen Vorgängern spielt Dante eine besondere Rolle. Dantes Dichtung ist für Grünbein ein Medium der Erkenntnis und des Wissens, und ein ausgeprägtes Interesse an der physisch-sinnlichen Qualität von Dichtung ist der Grund für die prominente Rolle Dantes in Grünbeins Essays. Denn Dantes Sprache ist für Grünbein exemplarisch für eine immer wieder angestrebte Identität zwischen physischer Wahrnehmung und Wort. Bei Dante sieht er eine spezifische Übersetzung körperlicher Sensationen und Erfahrungen in lyrisches Sprechen. Im Gespräch mit Manuele Gragnolati, Fabian Lampart und Aldo Venturelli gab Grünbein über Dante und seine Bedeutung für die eigene und die zeitgenössische Lyrik Auskunft

    Übersetzung als Schicksal und Aufgabe: Thomas Manns Doktor Faustus als internationaler Roman

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    Thomas Mann played a decisive role in the internationalisation of the modern German novel. The author became an international writer at an early stage: not only because he closely monitored the reception of his works and their translations in the most diverse target contexts, but also because, at the height of his career, he began to reflect on the internationality of his work and his authorial role in a globalised world. This study deals with some particular aspects of this reflection, namely Thomas Mann's development before and during his years of exile and with Doctor Faustus as a prime example of an international novel of German character. The main focus is on the figure of Rüdiger Schildknapp, who is used as a means of comic and ironic refraction in relation to the the international self-image of the novel. Translated with DeepL.com (free version

    Quale Ontologia?

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    Il saggio prende le mosse dalla diversa concezione dell'ontologia in Martin Heidegger e Rudolf Carnap negli anni 1920-30 e discute la concezione di verità e di ontologia esposta in Sein und Zeit alla luce delle più recenti interpretazioni della sua opera. Vengono discusse le interpretazioni di Rorty, Philipse e Gehtmann, e viene fatto un confronto con la concezione di Wittgenstein

    Epekeina tes ousias. A proposito della "differenza ontologica".

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    Il contributo prende in considerazione la "differenza ontologica", un tema certamente centrale nella riflessione heideggeriana. Malaguti lo studia in relazione alla tradizione del pensiero occidentale e ne coglie anticipazioni altamente significative già in Platone che, come lo stesso Heidegger ricorda, indica il Principio originario "epekeina tes ousias". Muovendo da questo decisivo rilievo, Malaguti ne studia lo sviluppo nella riflessione relativa alla "hyperousia" dello pseudo-Dionigi e la ritrova nei commenti al Corpus Dionysianum caratteristici della metafisica della Cristianità, con particolare attenzione all'opera di Tommaso d'Aquino. Il contributo di Malaguti è volto a discutere la valutazione heideggeriana relativa alla storia della metafisica occidentale e indica testi antichi (soprattutto neoplatonici) nei quali il tema della "differenza" è non soltanto presente, ma anche affermato con inequivocabile determinazione

    Heidegger tra Nietzsche e Jünger. La questione del "grande stile"

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    Il contributo analizza il ruolo svolto dal filosofo e letterato Ernst Jünger nell'interpretazione heidegeriana di Niertzsche, con particolare riferimento alla comprensione heideggerana della nozione di "grande stile". Il contributo analizza poi il rilievo della nozione di stile nella cultura tedesca tra otto e novecento attrarverso autori come J. Burckhardt e O. Spengler

    Schiller e la tragedia

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    Si tratta degli atti di un convegno internazionale tenutosi nel 2005 presso il Centro Italo-Tedesco Villa Vigoni sul tema Schiller e la tragedi
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