1,720,984 research outputs found
La gestione nei luoghi del sapere in un viaggio di consapevolezza emotiva: dalla relazione ai nuovi scenari di riflessione educativa
Emotions play a dominant role in the personal development of individuals and affect the cognitive, motivational, behavioral and social aspect (True, 2013), as a trigger of chain processes, consequences of external or internal stimuli, natural or arising from the environment, from education or lifestyle. The school should promote educational interventions aimed at recognizing
emotions, allowing the awareness of feelings and the emotional balance, by developing relational competences. Thanks to sociometry it is possible discover relationships plots (Northway,
1959). For the recognition of emotions and motivation (Maslow, 2007) it is necessary to invest in listening, in personal identification and emotional drive, which allow people to attain self-realization
(Bandura, 2000), satisfaction of physiological needs and self-care. The transformative educational interventions should promote adaptive empathetic behaviors, focusing on the elimination
of the selfish behavior and the development of solidaristic attitudes of confrontation and avoiding conflict (Margiotta, 2007).
Le emozioni assumono un ruolo dominante nello sviluppo personale degli individui e ne influenzano l’aspetto cognitivo, motivazionale, comportamentale e sociale (Fedeli, 2013), in quanto
generatrice di processi a catena, conseguenze di stimoli, interni o esterni, naturali o derivanti dal contesto, dall’educazione o dallo stile di vita. La scuola deve promuovere interventi didattici,
volti al riconoscimento delle emozioni, sia per una consapevolezza dei propri stati d’animo, sia per un equilibrio emozionale, attraverso lo sviluppo di competenze relazionali. Con la sociometria,
non si misurano ma si scoprono trame di relazioni (Northway, 1959). Per il riconoscimento delle emozioni e delle motivazioni (Maslow, 2007) è necessario investire nell’ascolto, nell’identificazione
personale e nella spinta emotiva, che consente di raggiungere l’autorealizzazione (Bandura, 2000), l’appagare i bisogni fisiologici e prendersi cura di sé. Gli interventi didattici
trasformativi devono promuovere comportamenti adattivi empatici, incentrati sull’eliminazione dei comportamenti egoistici e lo sviluppo di attitudini solidaristiche di confronto e superamento
dei conflitti (Margiotta, 2007)
Promuovere l’inclusione scolastica degli alunni con Disturbo dello Spettro Autistico: l’implementazione del Group-based Early Start Denver Model nella scuola dell’infanzia
Suggestioni pedagogiche donboschiane: dallo “stile preventivo” all’anticipazione probabilistica?
La genialità delle intuizioni di Don Bosco e il carattere innovativo del suo “stile preventivo” hanno assunto un senso di perennità con suggestioni ancora attualissime e vivissime da interpretare, con non poca complessità, alla luce di contesti culturali, sociali e politici profondamente mutati e tenendo conto delle contemporanee problematiche educative. In tal senso, il presente contributo propone una rilettura del concetto donboschiano di “prevenzione”, attualizzandolo e fornendo alcuni spunti di riflessione sulla possibile relazione con gli studi sull’anticipazione probabilistica e sulla previsione in didattica oggi
Suggestioni pedagogiche donboschiane: dallo “stile preventivo” all’anticipazione probabilistica?
La genialità delle intuizioni di Don Bosco e il carattere innovativo del suo “stile preventivo” hanno assunto un senso di perennità con suggestioni ancora attualissime e vivissime da interpretare, con non poca complessità, alla luce di contesti culturali, sociali e politici profondamente mutati e tenendo conto delle contemporanee problematiche educative. In tal senso, il presente contributo propone una rilettura del concetto donboschiano di “prevenzione”, attualizzandolo e fornendo alcuni spunti di riflessione sulla possibile relazione con gli studi sull’anticipazione probabilistica e sulla previsione in didattica oggi
Il Group-based Early Start Denver Model nel contesto educativo italiano: uno studio di caso = The Group-based Early Start Denver Model in the Italian educational context: a case study
Dimensioni dello sviluppo e istanze metodologiche per l'educazione INtegrata nella prima INfanzia
L’invito a Pensare IN grande che il discorso pedagogico-speciale rivolge alla realtà dello 0-6 è l’occasione per chiarire alcuni aspetti inerenti al tema del sistema integrato. In particolare, attraverso una focalizzazione sull’infanzia mediata dalla concettualizzazione della Pedagogia Speciale, è interessante comprendere in che termini le fondamentali istanze metodologiche per l’agire educativo, da una parte, e le dimensioni dello sviluppo che caratterizzano tale età, dall’altra, siano imprescindibilmente e intimamente connesse le une alle altre, andando così a configurare il carattere integrato dell’educazione come la cifra di un’effettiva risposta alla natura aperta dell’esperienza umana infantile
The cocept of vicariance in the teaching-learning process: a possiblre didactic tool for promoting school inclusion
The theoretical paradigm of inclusive education highlights the need to respond to the different
requirements expressed by the students during their school years, thus recognizing the concept of
difference as an inalienable human principle. Within this scenario the concept of personalization,
theorized in the 70s and fully endorsed in Italy in 2003 with the law n. 53/2003, became a milestone of
the legislative measures which followed
In particular, the Italian Ministerial Directive of 27th December, 2012 ‘Intervention tools for pupils with
special educational needs and the territorial organisation for school inclusion’ outlines that each
student can have special educational needs due to disability, specific learning difficulties, or socioeconomic, linguistic and cultural backgrounds. Hence, teachers are required to respond to these
needs with individualized and personalized teaching-learning programmes on the basis of the distinct
differences and the potential of each and every learner [1].
In light of these reflections, this paper aims to suggest a possible strategy to personalize teaching
practices. The key proposed is the concept of vicariance, defined as the capacity of human beings to
deal with complex phenomena by means of vicarious cognitive strategies, thus allowing human
adaptation to evolutionary processes [2].
Adapting the concept of vicariance in teaching could represent a form of didactic transposition [3]
which allows teachers to expand their possibilities of adaptation and those of their students within the
teaching-learning process, starting from personal and contextual resources and taking into account
the natural inclinations and the individual cognitive strategies. This approach envisages the teaching
action as the plurality of forms of didactic transposition realized by each teacher [4] with the aim of
meeting the subjective students’ ways of learning in order to enhance individual differences and
ensure the school achievement of each and every one
Il Group-based Early Start Denver Model nel contesto educativo italiano: uno studio di caso
- …
