617 research outputs found

    Paisajes distópicos en la trilogía Bruna Husky de Rosa Montero

    No full text
    Nei romanzi della detective Bruna Husky, Rosa Montero si avvale di un paesaggio urbano degradato, inspirato al noto film Blade Runner. La coesistenza di elementi attuali e futuristici, permettono all’autrice di proiettare le preoccupazioni del suo presente in un Madrid distopico, a partire dal ricorso a elementi sia del romanzo poliziesco che della fantascienza.In the novels of the detective Bruna Husky, Rosa Montero uses a degraded urban landscape, inspired by the well-known film Blade Runner. The coexistence of current and futuristic elements allows the author to project the concerns of her present into a dystopian Madrid, starting from the use of elements of both hard-boiled and science fiction

    Bruna.Mundim.ASN.2015

    No full text
    <p>R Code to map data on author home country presented in Bruna and Mundim's 2015 talk at the ASN/SSB/SSE meeting in Guaruja, Brazil</p

    Progettazione e caratterizzazione di nuovi composti antimicrobici per applicazioni nel settore alimentare

    No full text
    Ad oggi, l’industria alimentare sta affrontando sempre nuove sfide dovute all’insorgenza dei cosiddetti patogeni emergenti e allo sviluppo per molte specie microbiche di profili di resistenza nei confronti dei più comuni antibiotici, rappresentando una continua minaccia per la salute pubblica. Vi è quindi un crescente interesse verso soluzioni innovative che consentano di aumentare la conservabilità degli alimenti mantenendo alti gli standard di qualità e sicurezza. In questo scenario si inserisce il presente progetto di tesi riguardante la “Progettazione e caratterizzazione di nuovi composti antimicrobici per applicazioni nel settore alimentare”, svolto in collaborazione con il partner aziendale Materias s.r.l. Il progetto si propone di sviluppare un imballaggio “attivo” identificando e ottimizzando le condizioni in grado di coniugare in modo stabile, ad uno dei film plastici più largamente adoperati per il confezionamento alimentare, due peptidi antimicrobici progettati dal gruppo di ricerca della Dott.ssa Palmieri. La progettazione delle due molecole antimicrobiche è avvenuta attraverso due diversi tipi di approcci sperimentali utilizzando sequenze note usate come template. La molecola denominata 1018-K6, oggetto di un brevetto depositato da Materias s.r.l. (No. 102017000080068, 2017), è stata sviluppata a partire da sequenze di diverse catelicidine bovine, peptidi coinvolti nella risposta immune innata e localizzati a livello dei granuli dei neutrofili polimorfonucleati, i quali, come le altre molecole appartenenti alla stessa categoria, sono ben noti per il loro ampio spettro d’azione. La molecola denominata MTP1, dove MTP sta per “Mitochondrial Targeted Peptides”, è stata disegnata usando come modello sequenze specifiche di proteine mitocondriali note. L’idea di utilizzare come riferimento tratti di proteine mitocondriali è stata suggerita da studi recenti che hanno dimostrato, per taluni peptidi antimicrobici, un effetto citotossico a carico di cellule tumorali, in quanto in grado di operare un danno selettivo a livello della membrana mitocondriale. Un’ulteriore evidenza che ha avvalorato la potenzialità di questa strategia di progettazione, si basa sulla presenza nelle membrane batteriche di almeno il 5% delle proteine che costituiscono la membrana mitocondriale. Da ciò è scaturita l’ipotesi che MTP1 potesse agire come peptide ad attività antimicrobica attraverso l'interazione e conseguente destabilizzazione della membrana plasmatica in batteri patogeni. Le due suddette sequenze, già oggetto da qualche anno di studi preliminari circa il loro potere antimicrobico, hanno mostrato una selettività verso bersagli microbici differenti. Da qui, l’idea di utilizzarle nel seguente progetto anche in combinazione, allo scopo di ottenere un’unica soluzione avente potenzialmente un più ampio spettro d’azione antimicrobica. Lo studio ha previsto una prima fase di caratterizzazione strutturale delle molecole antimicrobiche sia singolarmente che in miscela, in diverse condizioni ambientali di pH, temperatura e salinità. La sperimentazione sviluppata in un intervallo temporale di 24 h, ha inoltre permesso di selezionare le soluzioni peptidiche risultate più stabili, ovvero in grado di preservare l’integrità strutturale, nelle diverse condizioni investigate. Successivamente, presso i locali del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con il gruppo di ricerca del Prof. Anastasio, le molecole selezionate sono state sottoposte ad analisi di attività antimicrobica nei confronti di quattro microrganismi sia patogeni che non, isolati da matrici alimentari quali: Staphylococcus aureus MRSA M7 isolato da carne di suino, Staphylococcus aureus SA 4 isolato da un prodotto lattiero-caseario (Svizzera), Listeria monocytogenes 92 isolato da carne bovina e lieviti. Parallelamente alla valutazione del loro potere antimicrobico, le stesse molecole sono state sottoposte ad analisi di citotossicità, per verificare la mancanza di effetti avversi nei confronti di cellule eucariotiche, tale da incoraggiarne l’uso a livello biotecnologico. Infine sono state messe a punto le condizioni di bioconiugazione dei bio-composti ai film di polipropilene ottenendo diverse soluzioni di polimeri funzionalizzati. Negli ultimi anni, il packaging antimicrobico si sta facendo sempre più largo nel settore degli imballaggi, in quanto il suo impiego presenta risvolti positivi sia a livello sociale che economico. Inoltre, è importante ricordare che la strada che conduce alla registrazione di un nuovo tipo di packaging alimentare non è priva di ostacoli, in quanto esiste una stringente normativa che regola sia a livello nazionale che europeo l’utilizzo dei film plastici nel settore della food industry. In tale contesto va tenuto conto che l'imballaggio alimentare non va inteso come una semplice barriera protettiva, ma esso rappresenta un vero e proprio componente "attivo", che dovrebbe preservare la qualità, la sicurezza e la shelf-life degli alimenti. Nel presente studio, il target alimentare dell’imballaggio progettato è stato scelto nell’ambito di tre diverse tipologie di prodotti maggiormente riconosciuti per la loro facile deperibilità quali quelli lattiero-caseari, carnei e ittici, per i quali il mantenimento dell’integrità per un tempo più lungo, anche di pochi giorni, si traduce spesso in un considerevole ritorno economico

    An Active Peptide-Based Packaging System to Improve the Freshness and Safety of Fish Products: A Case Study

    No full text
    Fresh fish are highly perishable, owing mainly to their moisture content, high amount of free amino acids and polyunsaturated fatty acids. Microorganisms and chemical reactions cause the spoilage, leading to loss in quality, human health risks and a market value reduction. Therefore, the fishing industry has always been willing to explore new technologies to increase quality and safety of fish products through a decrease of the microbiological and biochemical damage. In this context, antimicrobial active packaging is one such promising solution to meet consumer demands. The main objective of this study was to evaluate the effects of an active polypropylene-based packaging functionalized with the antimicrobial peptide 1018K6 on microbial growth, physicochemical properties and the sensory attributes of raw salmon fillets. The results showed that application of 1018K6-polypropylene strongly inhibited the microbial growth of both pathogenic and specific spoilage organisms (SSOs) on fish fillets after 7 days. Moreover, salmon also kept its freshness as per volatile chemical spoilage indices (CSIs) during storage. Similar results were obtained on hamburgers of Sarda sarda performing the same analyses. This work provides further evidence that 1018K6-polymers have good potential as antimicrobial packaging for application in the food market to enhance quality and preserve the sensorial properties of fish products

    Disclose ATP-synthase as a protein target of the antimicrobial peptide RiLK1 in Escherichia coli: An alternative receptor-mediated bactericidal mechanism

    No full text
    In this study, we investigated the mechanism of action of the 10-aminoacid RiLK1 peptide against Escherichia coli (strain ATCC 25922), both in vitro and in contaminated meat matrices. Therefore, a mass spectrometry-based functional proteomics platform was employed to identify specific molecular targets of RiLK1 in a membrane protein-enriched E. coli lysate and to obtain information on their interaction mechanism. This target deconvo- lution approach combines MS-limited proteolysis techniques, like Drug Affinity Responsive Target Stability (DARTS) and targeted-limited Proteolysis coupled with Mass Spectrometry (t-LiP-MS). The b and δ subunits of the multimeric enzymatic complex ATP synthase, the smallest known biological nanomotor found in all cells, were identified as the relevant RiLK1 membrane protein targets. Extensive molecular docking and biochemical analyses validated and improved the suggested interaction profile. These unique findings could rationally explain the relevant RiLK1 bactericidal effects against E. coli strains, suggesting its potential application in food safety and preservatio

    Functionalized Polymeric Materials with Bio-Derived Antimicrobial Peptides for "Active" Packaging

    No full text
    Food packaging is not only a simple protective barrier, but a real &ldquo;active&rdquo; component, which is expected to preserve food quality, safety and shelf-life. Therefore, the materials used for packaging production should show peculiar features and properties. Specifically, antimicrobial packaging has recently gained great attention with respect to both social and economic impacts. In this paper, the results obtained by using a polymer material functionalized by a small synthetic peptide as &ldquo;active&rdquo; packaging are reported. The surface of Polyethylene Terephthalate (PET), one of the most commonly used plastic materials in food packaging, was plasma-activated and covalently bio-conjugated to a bactenecin-derivative peptide named 1018K6, previously characterized in terms of antimicrobial and antibiofilm activities. The immobilization of the peptide occurred at a high yield and no release was observed under different environmental conditions. Moreover, preliminary data clearly demonstrated that the &ldquo;active&rdquo; packaging was able to significantly reduce the total bacterial count together with yeast and mold spoilage in food-dairy products. Finally, the functionalized-PET polymer showed stronger efficiency in inhibiting biofilm growth, using a Listeria monocytogenes strain isolated from food products. The use of these &ldquo;active&rdquo; materials would greatly decrease the risk of pathogen development and increase the shelf-life in the food industry, showing a real potential against a panel of microorganisms upon exposure to fresh and stored products, high chemical stability and re-use possibility

    Un dépotoir du bas Moyen Âge dans le quartier Saint-Jean à Lyon

    No full text
    Bruna Maccari-Poisson, Ein Schuttabladeplatz des Spätmittelalters im Stadtviertel Saint-Jean in Lyon. Der Verfasser untersucht Keramikscherben, die sich in einem ehemaligen Brunnen fanden, der gegen Ende des Mittelalters zugeschiittet und als Schuttabladeplatz verwendet wurde ; acht stratigraphische Einheiten konnten ermittelt werden. Der Autor schlägt unter Anwendung von typologischen Kriterien vor, einerseits das XV. Jh., andererseits das beginnende XVI. Jh. als Entstehungszeit dieser Keramikscherben zu bestimmen. Eine zusammenfassende Übersicht der Formen läßt ihre Entwicklung während der Auffüllphasen erkennen.Bruna Maccari-Poisson : A rubbish pit from the Late Middle Ages in the Saint-Jean quarter of Lyon. The author examines pottery found in an ancient well, filled in towards the end of the Middle Ages and then converted into a rubbish pit, in which eight stratigraphie units have been identified. Using typological criteria, the author proposes to date some of the pottery to the fifteenth century, and the rest to the early sixteenth century. A table recapitulating their forms, makes their evolution through the in filling of the pit very clear.L'auteur étudie un lot de céramiques trouvées dans un ancien puits comblé vers la fin du Moyen Age et converti en dépotoir, dans lequel huit unités stratigraphiques ont été reconnues. L'auteur, utilisant des critères typologiques, propose de dater ces céramiques, d'une part du XVe siècle, d'autre part du début du XVIe. Un tableau récapitulatif des formes fait apparaître leur évolution au cours du remplissage du dépotoir.Maccari-Poisson Bruna. Un dépotoir du bas Moyen Âge dans le quartier Saint-Jean à Lyon. In: Archéologie médiévale, tome 18, 1988. pp. 215-237

    Leonardo Manrique Castañeda: una visión interdisciplinaria. 1 Año 1 (2014) enero-marzo. Rutas de Campo. Estudiosos de Guerrero: Semblanzas

    No full text
    Grosser Lerner, Eva y Benjamín Pérez González, “Leonardo Manrique Castañeda (entrevista)”, en Martha C. Muntzel y Bruna Radelli (coords.), Homenaje a Leonardo Manrique, México, INAH, 1993, pp. 9-45.Guzmán Betancourt, Ignacio, “Bibliografía de Leonardo Manrique Castañeda”, en Martha C. Muntzel y Bruna Radelli (coords.), Homenaje a Leonardo Manrique, México, INAH, 1993, pp. 141-152.Manrique Castañeda, Leonardo, “Historia de las lenguas indígenas de México”, en Beatriz Garza Cuarón y George Baudot, Historia de la literatura mexicana. Las literaturas amerindias de México y la literatura en español del siglo XVI, México, Siglo XXI, vol. 1, 1996, pp. 51-83.Manrique, Leonardo, “El panorama de los estudios lingüísticos de Guerrero”, en Gloria Artís, Miguel Ángel Rubio y Mette Marie Wacher, Guerrero: una mirada antropológica e histórica, México, INAH, 2007, pp. 493-498.Zúñiga, Rosa María, “Reconstrucciones lingüísticas efectuadas por Leonardo Manrique”, en Martha C. Muntzel y Bruna Radelli (coords.), Homenaje a Leonardo Manrique, México, INAH, 1993, pp. 135-140
    corecore