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    Pellizza e un «innamorato dell’arte». Il momento divisionista di Antonio Ballero (1903-1907) / Pellizza and a «lover of art». The pointillist moment of Antonio Ballero (1903-1907)

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    L’opera del pittore sardo Antonio Ballero  (1864-1932) offre un esempio della capacità di penetrazione del divisionismo anche nelle situazioni più periferiche, e del valore di lasciapassare per la  modernità che esso poteva assumere ai primo del ‘900 in contesti regionali impegnati nella ricerca di un’identità che ne assecondasse l’integrazione nello Stato unitario. Pittore e letterato, vicino alla cerchia di intellettuali riuniti intorno a Grazia Deledda e interessati al tema della rinascita culturale e sociale della Sardegna, tra il 1904 e il 1907 Ballero, dopo un esordio verista, fu guidato al divisionismo dall’esempio di Pellizza da Volpedo. Attraverso l’analisi della corrispondenza tra i due, il saggio ricostruisce il momento divisionista di Ballero, identificandone e datandone le opere cruciali  e mostrando come nelle sue tele, incentrate sul tema del paesaggio sardo,  la tecnica moderna del divisionismo si unisse alla rappresentazione di un soggetto le cui associazioni “primitive” venivano enfatizzate dall’artista nel suo sforzo di costruzione identitaria. The work of the Sardinian painter Antonio Ballero (1864-1932) is an example of the power of Divisionism to penetrate even the most peripheral contexts, working as a free pass to modernity for Italian regional cultures that were striving to find an identity capable to help their integration into the unitary State. A painter and writer close to the circle of intellectual gathered around the novelist Grazia Deledda and interested in the issue of the cultural and social rebirth of Sardinia, in 1904 Ballero, after a verist debut, arrived at Divisionism following the example of Pellizza da Volpedo. Through the analysis of the correspondence between the two artists, this paper reconstructs Ballero’s divisionist phase, identifying and dating his crucial works, and showing as in his paintings, centered on the theme of Sardinian landscape, the artist combined the modern technique of Divisionism with a subject whose “primitive” associations he emphasized in the process of identity building.   

    Georges Rouault. Miserere et Guerre

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    Il testo analizza il Miserere, capolavoro grafico di Rouault e "summa" della sua intera opera, in relazione ai temi della della religiosità e della memoria dell'esperienza di guerra, identificandovi l'origine di uno stile devozionale e penitenziale che ha dapprima imposto Rouault come "massimo artista religioso moderno" e quindi lo ha portato a perdere il ruolo da lui ricoperto all'interno del canone storico-artistico del Novecento.The book examines Miserere (Rouault's graphic masterpiece and a summa of his oeuvre) with reference to the issues of religion and the memory of war experience, identifying it as the origin of a devotional and penitential style that in the mid-century years was to grant Rouault the definition of "greatest modern religious artist", but later on was to lead him to lose his position in the art-historical canon of the XXth century

    Gli Interventi decorativi della metà degli anni Trenta e dei primi anni Quaranta

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    Conclusa intorno al 1934 una prima importante serie di lavori, con la sistemazione dell’Aula Magna, della Sala del Rettore e di altre sale minori, affidate al pittore Mario Delitala, è tra la seconda metà degli anni Trenta e l’inizio dei Quaranta che il palazzo dell’Università di Sassari riceve gli ultimi interventi decorativi, culminanti con l’allestimento di altri due ambienti di rappresentanza: l’atrio d’ingresso e la Sala “Eleonora d’Arborea”. Oltre alle opere del Maestro Delitala, sono da segnalare le raffigurazioni pittoriche di due importanti artisti locali: Filippo Figari (uno dei protagonisti del movimento artistico sardo d’inizio secolo e direttore della Scuola d’arte di Sassari) e Stanis Dessy (artista che del paesaggio aveva fatto uno dei suoi punti di forza)

    Giardini di seta. Vittorio Accornero per Gucci 1960-1982

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    Il testo ricostruisce la produzione di foulard realizzata per Gucci da Vittorio Accornero, una delle maggiori firme dell'illustrazione italiana del Novecento. Indossati da icone femminili così diverse come Grace kelly, Jacqueline Onassis e Sofia Loren, i modelli di Accornero rappresentano un capitolo a sé nella storia dell'accessorio di moda. A partire dal modello "Flora", creato nel 1966 per Grace Kelly, Accornero ha infatti rivoluzionato il significato del foulard
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