17 research outputs found

    Il sindacalista riflessivo : tra autoformazione e capacitazione

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    Nell'età postfordista il mondo del lavoro è cambiato radicalmente: la condizione precaria, assieme alla terziarizzazione e all’immaterialità dei servizi, riassume la nuova condizione del lavoro in sostituzione dell’operaio-massa dell’età fordista. Il sindacato, sopravvissuto alla crisi della Prima Repubblica e in crisi di consenso sociale, è chiamato a rispondere a questa trasformazione: il sindacalista si trova a dover a riflettere su modalità e filosofie del proprio "mestiere" per continuare a rappresentare la società liquida ed intercettare il nuovo mondo dei lavori. Partendo dall'analisi della condizione postfordista e passando poi allo studio della letteratura sul "mestiere" del sindacalista, abbiamo condotto un'osservazione partecipante di un direttivo sindacale della CGIL, il più grande sindacato italiano: per 4 anni, seguendo un approccio fenomenologico-ermeneutico, abbiamo beneficiato di un punto di osservazione privilegiato per conoscere e comprendere da dentro il "mestiere" del sindacalista, facendo particolare attenzione alle modalità del suo apprendimento e alla sua generatività formativa. Abbiamo altresì condotto una fase di osservazione in profondità mediante la sperimentazione di un percorso di formazione improntato agli indicatori emergenti dell’autoformazione e della riflessività. Dalla rielaborazione dei dati raccolti, la nostra osservazione ci ha detto che il "mestiere" sindacale si apprende principalmente mediante prassi di conformità e di adeguamento ai modelli autoriali presenti, implicanti processi di autoformazione implicita ed informale, laddove la formazione formale è ancora improntata ad una visione del mondo prevalentemente fordista e la sua incidenza nella maturazione del “mestiere” del sindacalista marginale, a causa della sua discontinuità e dello scarso valore organizzativo assegnatole. Dai contesti di prassi osservati, il sindacalista si sente investito di un compito che va aldilà di percorsi professionali determinati, in quanto si propone obiettivi di giustizia, libertà, dignità, autonomia: l’aspetto vocazionale ed esistenziale del “mestiere” del sindacalista è essenziale ed il costrutto di capacitazione ci sembra corrispondere a queste sue specificità. Restituiamo alla CGIL un’ipotesi di formazione sindacale continua che valorizzi la riflessività, l’autoformazione e le capacitazioni dei sindacalisti

    Psychological Profile in Children and Adolescents with Severe Course Juvenile Idiopathic Arthritis

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    Objective. Juvenile Idiopathic Arthritis (JIA) is the most common chronic pediatric rheumatic disease. It is recognized that only reliance on clinical signs of disease outcome is inadequate for understanding the impact of illness and its treatment on child’s life and functioning. There is a need for a multidisciplinary and holistic approach to children with arthritis which considers both physical and emotional functioning. This study investigated the psychosocial functioning of children and adolescent with JIA and the disease-related changes in their family. Methods. The sample consisted of 33 hospitalized patients, aged 6–16 years. Both parents and the children were given a number of questionnaire to fill out. Clinical information was extracted from the interviews. Results. Self-reported psychological functioning (depression, anxiety, and behavior) was not different from the normal population; however significant psychological suffering was detected by the clinical interview. Conclusions. Children and adolescents with JIA do not show overt psychopathology by structured assessment; nevertheless a more clinically oriented holistic approach confirms JIA as a disrupting event causing relevant changes in the quality of life of the affected families

    Il sindacato oltre le competenze

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    From the ISFOL-ISTAT survey on the professions, the “craft” of the unionleader appears to be similar to the one of the business manager, in whichskills as communication and staff management are prevailing.The vocational dimension of this “trade” is nevertheless strong and cannotbe neglected: the business model doesn’t seem to be an appropriate termof comparison to this “call” to the social justice.The notion of competency doesn’t similarly appear to be suitable to tell theunion “occupation” as ideologically marked in terms of competition andperformance, which are not part of the union trade mission.Inserted into the theoretical framework of “human capital”, competency isfunctional to productivity and profit, but if inserted into the theoreticalframework of “human development” instead, it becomes also part of the capability, i.e. the “capacity of social functioning” concerning the existentialrealization of the subject, beyond the economic component.Dall’indagine ISFOL-ISTAT sulle professioni, il “mestiere” del sindacalistaappare simile a quello del dirigente aziendale, in cui prevalgono capacitàquali la comunicazione e la gestione delle risorse umane.La dimensione vocazionale di tale “mestiere” è tuttavia forte e non può esseretrascurata: il modello aziendale non pare quindi termine di paragoneadatto a tale “chiamata” alla giustizia sociale.Il costrutto di competenza, similarmente, non sembra adeguato a raccontareil “mestiere” sindacale in quanto ideologicamente connotato in terminicompetitivi e prestazionali che non fanno parte della mission sindacale.Inserita nella cornice teorica di “capitale umano”, la competenza è funzionalealla produttività e al profitto, ma se inserita nella cornice teorica dello“sviluppo umano”, essa diventa allora una componente della capacitazione,ovvero della “capacità di funzionamento sociale” attinente alla realizzazioneesistenziale del soggetto, al di là della componente economica

    A holding for university’s students in Venice

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    Following Winnicott’s concept of holding environment on one side and considering the young not only as an age of transition to adulthood, but rather as an age with its specific needs and desires on the other side, the Regional Body supporting the Right to Higher Education in Venice offers a wide range of services between educational training, career counselling and leisure, thus covering the three basic elements of the life condition of students, with particular attention to the training for the transition to work

    The non technical skills of a prehospital nurse: literature review

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    openINTRODUZIONE: Per garantire un’adeguata assistenza, l’infermiere di area critica territoriale deve possedere competenze tecnico-cliniche e competenze trasversali: le cosiddette Non-Technical Skills (NTS). Le NTS includono capacità sociali, interpersonali e cognitive. È importante comprendere quali sono, come vengono valutate e se hanno un’influenza sugli outcome complessivi. OBIETTIVO: L’obiettivo di questo studio è individuare quali sono le Non-technical Skills fondamentali per l’infermiere di area critica territoriale, in quali modi possono essere valutate e quali outcome produce. METODI: È stata redatta una revisione della letteratura mediante consultazione dei database Scopus, Pubmed e Cinahl, inserendo un limite temporale di cinque anni. RISULTATI: Sono stati selezionati 16 articoli che rispondevano ai criteri di inclusione ed esclusione: 5 revisioni della letteratura, 2 studi osservazionali, 2 scoping review, 1 studio Delphi, 1 studio osservazionale, 1sondaggio Delphi modificato, 1 rassegna sistematica, 1 studio trasversale, 1 studio descrittivo, 1 studio pilota. CONCLUSIONI: Dall’analisi comparata dei risultati degli studi inclusi in questa revisione, è emerso che le Non Technical Skills importanti per l’infermiere di 118, comprendendo: comunicazione, decision making, leadership, team working, gestione dello stress e delle emozioni, adattamento, flessibilità, problem solving e gestione del tempo. Gli strumenti per la valutazione delle NTS sono: ED-HFH, TEAM, T-NOTECHS, Ottawa GRS, e MHPTS. Acquisire tali competenze significa migliorare la sicurezza del paziente e della squadra di soccorso, e ridurre lo stress emotivo. Key-words: Non-technical skills, relational skills, communication, decision making, teamwork, situation awareness, nurse, critical area, prehospital nurse, patient outcome, stress reduction, ambulance, emergency, quality of care, rating scale

    Il cambiamento reciproco: La relazione empowerment-oriented

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    Empowerment is a construct aiming at increasing the personal power and expanding the individual existential capabilities. Counseling is a non clinical modality of helping relationship, whose aim is not the recovery from a pathology, but rather a problem resolution or a decision making. Here is proposed an empowerment oriented counseling based on the educational model of the self training and the self power. The philosophical counseling is near enough to the proposed model. The goal is the opening of a new inner horizon of the subject according to a self empowerment logic which enables the dreaming subject to experience possibilitation processes. The empowerment oriented counseling appeals to the dream as the wishing power of realizing the self.L’empowerment è un costrutto che mira all’accrescimento del potere personale e all’allargamento delle possibilità esistenziali dell’individuo. Il counseling è una modalità di relazione di aiuto non clinica, il cui obiettivo non è la guarigione da una patologia, bensì la risoluzione di un problema o la presa di decisione. Viene qui proposto un tipo di counseling empowerment oriented basato sul modello educativo dell’autoformazione e del potere di sé. La consulenza filosofica si avvicina al modello proposto. L’obiettivo è l’apertura di un nuovo orizzonte interno al soggetto, secondo una logica di self empowerment, che spalanchi al soggetto sognatore processi dipossibilitazione. Il sogno inteso come potere desiderante di realizzare il sé è la leva della consulenza empowerment oriented

    Democrazia deliberativa e agency sociale. Il sindacato tra competenze, formazione e capacitazioni

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    Post-Fordism marks a transition from a society of labour (single tenured job) to a society of tasks (multiple—and, eventually, casual—jobs). Beforehand, blue collars represented the Fordist production system; nowadays, casual workers are the paradigm of a new organizational logic. Accordingly, vocational training is not any more the mere induction in order to fill new vacancies; rather, it has shifted towards life-long learning. Such process poses a question to the trade union, which is required to represent a liquidsociety. Traditional union training does not supply union officers with competences that enable them to cope with the previously unheard complexity emerging from globalization. Sen’s and Nussbaum’s capability approach may help unions to face nowadays’ challenges, thus making the subject an end rather than the econometric means of neo-liberal economy—so thatthe meritocracy of the winners is replaced by democracy for all.Il postfordismo segna la transizione dalla società del lavoro (un unico mestiere a tempo indeterminato) alla società dei lavori (più mestieri, spesso a scadenza). Se prima l’operaio metalmeccanico rappresentava il modo di produzione fordista, oggi il precario simboleggia la nuova logica organizzativa.La formazione professionale, specularmente, slitta dal training to work al life-long learning. Questo processo interpella il sindacato, chiamato a rappresentare una società oramai liquida. La tradizionale formazione sindacale alle competenze non sembra poter preparare il funzionario alla complessità inedita della globalizzazione. Il capability approach proposto da Sen e Nussbaum potrebbe aiutare il sindacato ad affrontare la nuova sfidadei tempi ricollocando il soggetto come fine e non come mezzo econometrico del neoliberismo, rispondendo alla meritocrazia dei vincitori con la democrazia di tutti
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