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    Modellazione fisica 1g di fondazioni a cassone soggette a carico ciclico

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    In vista degli obiettivi energetici fissati dell’Unione Europea, lo studio di fondazioni per generatori di energia eolica offshore ricopre oggi un ruolo di fondamentale importanza. Le fondazioni a cassone, i.e. fondazioni superficiali approfondite, hanno il potenziale di limitare i costi di installazione e quindi giovare allo sviluppo di tali opere. Le fondazioni a cassone sono state impiegate per decenni a supporto di piattaforme offshore, tuttavia, le condizioni di carico sulle fondazioni per turbine eoliche cambiano radicalmente e un’ottimizzazione della progettazione risulta essere di vitale importanza. In questo contributo é descritto un modello fisico in piccola scala a gravitá normale attinente alla modellazione di fondazioni a cassone sottoposte a carico ciclico laterale. Alcuni dati sperimentali di interesse sono esaminati ed interpretati tramite un modello empirico esistente. Infine, é riportata una discussione sulle future prospettive di ricerca

    Punitive damages and class actions

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    Punitive damages and class actions can be viewed as sharing a common economic function – creating optimal deterrence. This is a function that these remedies can best pursue in different domains. When a tortfeasor causes harm that affects many victims, the preferred remedy is a class action. This is especially so when the amount of compensatory damages are high.There are scenarios, however, in which imposing punitive damages represents the best solution. We identify some of these scenarios to suggest the proper domains of these two remedies. Finally, we identify situations where a combined use of these two remedies is desirable. We suggest that when the amount of losses suffered by victims is so small as to preclude a class action due to transaction costs and inactivity, it may nevertheless be useful to combine punitive damages with a class action. Punitive damages should be awarded within a class action if and only if there are frictions that could prevent the injured party from taking legal action

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Il governo dell’università dopo la legge n. 240/2010, le criticità : Statuti e codici etici, il quadro aggiornato

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    Diversi filoni di letteratura si occupano del tema della governance universitaria, tant’è vero che gli approcci sociologici, quelli propri delle scienze politiche fino ai contributi degli economisti hanno proposto spunti interessanti per il dibattito in corso. Tuttavia,la letteratura sul tema ha trascurato un’analisi esaustiva dell’ambiente istituzionale, gettando luce solamente su alcuni aspetti isolati, mancando quindi di considerazioni d'insieme in grado di tener conto delle numerose interdipendenze che caratterizzano il contesto universitario. In questa direzione ci preme ricordare un’importante analisi condotta da Scott Masten che indaga le ragioni alla base dei meccanismi di academic authority che caratterizzano le strutture di governo delle università americane. Si tratta di un’analisi della governance universitaria e, in particolare, dei meccanismi di checks and balancesdi cui la partecipazione dei docenti al governo dell’università ne è un esempio. Lo studio è stato supportato dai dati provenienti da un primo questionariocondotto nel 1971 condotto dalla AAUP (American Association of UniversityProfessors) sull’intera popolazione degli atenei statunitensi,replicato poi nel 2002 da Kaplan. La teoria proposta da Masten combina elementi propri della teoria neo-istituzionalista dell’impresa con una spiegazione della governance democratica delle università basata soprattutto sulla politicalsystemtheory . Noi ci proponiamo di percorrere in profondità il primo aspetto, studiando l’applicazione della teoria neo-istituzionalistae dei suoi sviluppi al contesto universitario, mostrando come essa sia in grado di spiegare la ratio dei meccanismi di checks and balances che caratterizzano gli assetti di governance universitari.Illustrando altresì come sia il sistema americano che quello italiano rispondono, seppur con modalità differenti, a un’esigenza del processo decisionale propria dell’istituzione universitaria: quella di valorizzare l’investimento in conoscenza dei soggetti fondamentali, vale a dire professori e ricercatori, garantendo, allo stesso tempo, che la conduzione dell’università torni a vantaggio anche di tutti i portatori di interesse (stakeholder) che interagiscono con l’università, dagli studenti e le loro famiglie, al personale tecnico-amministrativo che vi lavora, al finanziatore pubblico o privato
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