1,817 research outputs found

    Oltre l'accademia (titolo della prefazione di/title of the preface of Ruggero Lenci), Pietro Barucci Scritti di architettura1987-2012 (titolo del libro/title of the book)

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    Quando Pietro Barucci (1922) nell’anno 2000 si reca a Bilbao, consapevole di aver contribuito alla formazione dell’identità di un’epoca, avverte nell’architettura museale gehriana la comparsa di forme di creatività nuove e diverse rispetto a quelle del razionalismo tardo novecentista con le quali si è lungamente impegnato. Creatività che, con l’opportunità dei nuovi strumenti informatici, hanno consentito di confrontarsi con sfide via via sempre più legate a temi quali il dominio della tecnologia sulla forma, attenuando l’interesse per quei capisaldi del tardo ‘900 fondati sul quartiere sociale che nella poetica barucciana hanno prodotto il dispositivo architettonico della “vertebra”, il suo sviluppo metamerico in “colonna vertebrale” nonché quello distributivo in “piastra” e “ponti”. Il tema della “discretizzazione digitale” di una grande morfologia architettonica che nasce come modellazione di un volume “continuo e analogico”, nel prendere il posto (con Bilbao) del quartiere abitativo, avrebbe richiesto un ritorno (corsi e ricorsi storici) a nuove questioni “induttive”, che Barucci - dopo le sue migliori realizzazioni nelle quali la tipologia edilizia e il sistema costruttivo si configurano come atto fondativo di una morfologia urbana sapientemente “deduttiva” - lascia compiere alle nuove generazioni. Tante opere egli ha già eseguito, ed ora che i rapporti tra contenuto ed espressione, significato e significante sono irreversibilmente mutati, saranno altri, i più giovani, a cimentarsi con le nuove sfide lanciate dalla società. Anche con quelle che talvolta risultano essere effimere rispetto alla soddisfazione di un bisogno reale. Ripercorriamo ora l’ontogenesi della vasta opera progettuale di Pietro Barucci

    Ludovico Ariosto

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    Associated graded rings of one-dimensional analytically irreducible rings II

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    Lance Bryant noticed in his thesis (Bryant, 2009 [3]), that there was a flaw in our paper (Barucci and Fröberg, 2006 [2]). It can be fixed by adding a condition, called the BF condition in Bryant (2009) [3]. We discuss some equivalent conditions, and show that they are fulfilled for some classes of rings, in particular for our motivating example of semigroup rings. Furthermore we discuss the connection to a similar result, stated in more generality, by Cortadellas and Zarzuela in [4]. Finally we use our result to conclude when a semigroup ring in embedding dimension at most three has an associated graded which is a complete intersection. © 2011 Elsevier Inc

    Pietro Barucci Architetto (introduzioni/introductions L. Benevolo, A. Muntoni, G. Muratore, F. Purini) Italian and English texts

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    Pietro Barucci è un architetto romano ben radicato in una tradizione familiare dedita all’arte, all’architettura e alla costruzione. Il nonno paterno, l’omonimo pittore Pietro Barucci (1845-1917) celebre per le sue vedute rusticane ambientate nella campagna romana, fu allievo di Achille Vertunni all’Accademia di San Luca. Il prozio, Pio Barucci, raffinato costruttore, edificò la chiesa Anglicana All Saints a via del Babuino, il cui progetto venne iniziato da George Edmond Street (1882) e fu terminato da Pio insieme a Vincenzo Cannizzaro. Chiunque vi sia entrato – vi andai ad assistere una messa domenicale celebrata dall’Arcivescovo di Canterbury il 14 febbraio del 1999 – sarà certamente rimasto stupito dalla quantità di dettagli e dalla straordinaria qualità dello spazio interno, con l’aula liturgica pavimentata in legno di quercia, colonne in marmo intarsiate con pietre dure, lapislazzuli e basalti, con mosaici e vetrate preraffaellite. Il padre, Giulio Barucci (1891-1955) ingegnere, oltre a una serie di consulenze per la proprietà dei marchesi Patrizi, ha realizzato la villa Hole ai Monti Parioli e la villa Lessona a Santa Marinella. Forte di una tradizione di famiglia – tra arti figurative, progetto e costruzione – il giovane Pietro (1922) si è avviato agli studi architettonici nel 1940, in pieno conflitto bellico con le ben note interruzioni forzate. A seguito di una brillante formazione universitaria – eccelleva in particolar modo nella composizione e nel disegno, tanto che i suoi progetti di quegli anni sono ancora oggetto di ammirazione – si laurea nel 1946 con vari docenti-guida del nutrito gruppo di Arnaldo Foschini, tra cui Luigi Vagnetti. Tra i suoi amici e colleghi bisogna citare Leonardo Benevolo, Claudio Dall’Olio, Vittorio De Feo, Romualdo Giurgola. Con Carlo Aymonino, di lui più giovane di circa quattro anni, i rapporti sono sempre stati di rispetto ma mai idilliaci, con Paolo Portoghesi, più giovane di nove anni, non vi è mai stata grande stima reciproca, almeno da quando questi rilasciò un’intervista a Paolo Mieli pubblicata sull’Espresso del 3 maggio del 1981 nella quale stilò un elenco di architetti italiani, che include P. Barucci, N. Di Cagno, S. Lenci, P. Sartogo, L. Passarelli, a suo dire reprobi rispetto all’incalzante ondata post-moderna

    Portfolio choices and VaR constraint with a defaultable asset

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    We consider a Constant Elasticity of Variance (CEV) model for the asset price of a defaultable asset showing the so-called leverage effect (high volatility when the asset price is low). We show that a VaR constraint re-evaluated over time induces an agent more risk averse than a logarithmic utility to take more risk than in the unconstrained setting

    Torquato Tasso

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