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    Una fanciulla nella rivoluzione: l'apprendistato menscevico di Vera Aleksandrova

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    Vera Aleksandrova, titolare per circa 40 anni della rubrica di critica letteraria del giornale menscevico dell’emigrazione “Socialističeskij Vestnik” e autrice di studi pionieristici sul rapporto tra letteratura, società e vita sovietiche, ha rievocato in queste memorie gli anni della sua formazione politica, gli incontri con i militanti delle organizzazioni operaie che lottavano per affermare la propria indipendenza, le scelte compiute da una giovane intellettuale nella Mosca dei primi anni post-rivoluzionari. Il testo di Aleksandrova è introdotto da un saggio di Agnese Accattoli, Una fanciulla nella rivoluzione: l’apprendistato menscevico di Vera Aleksandrova, sul contesto storico e sul punto di vista delle donne che si trovarono a decidere della propria vita in quell’epoca. Chiude il volume una nota bio-bibliografica sull’autrice

    L'immaginazione e il senso : su alcune dimensioni dell'estetico : una conversazione con Alfredo Ferrarin

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    una conversazione di Agnese di Riccio e Danilo Manca con Alfredo Ferrarin a proposito del suo libro "Un mondo non di questo mondo, ISBN: 9788846765765"

    Ottocento al tramonto. Plinio Nomellini a Genova. Tra modernità e simbolismo

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    La mostra Ottocento al tramonto. Plinio Nomellini a Genova tra modernità e simbolismo è dedicata al pittore Plinio Nomellini (Livorno, 1866 – Firenze, 1943) e al suo intenso rapporto con la città nel decennio cruciale che segna la fine del XIX secolo. L’esposizione ripercorre le tappe salienti del suo percorso artistico tra divisionismo e simbolismo, maturato a Genova e legato alle profonde trasformazioni urbanistiche, sociali e culturali. Capolavori emblematici e dipinti inediti raccontano la svolta artistica di Nomellini e le sue riflessioni politico-sociali nel contesto di una Genova crocevia di fermenti moderni. Un percorso costruito attraverso 50 opere, tra dipinti, sculture, acquarelli, disegni e stampe dell’artista e di suoi contemporanei come Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Pellizza da Volpedo, Federico Maragliano, Edoardo de Albertis e altri. La mostra a cura di Agnese Marengo e Maurizio Romanengo è parte della rassegna “Ottocento Svelato. Racconti di Musei e Collezioni nella Genova del XIX Secolo”, promossa dal Comune di Genova e che coinvolge insieme a Palazzo Lomellino le principali istituzioni culturali cittadine

    Figarolo di Groppello Baggio Agnese

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    Figarolo di Groppello Baggio Agnese: biografia e impegno educativo nell'ambito dell'Associazione Guide Italiane (AGI)

    George Sand, Leone Leoni. Cura e traduzione di Agnese Silvestri. Con Introduzione (p. IX-LVIII), Cronologia e Bibliografia selettiva

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    Invertendo il genere sessuale dei protagonisti del celebre romanzo di Prévost, George Sand dà vita al mirabile racconto di una passione irresistibile e distruttrice che invischia per perderla ‒ o per svegliarla alla vita? ‒ la giovane vittima innocente di un avventuriero italiano. Una meditazione acuta e moderna sui ruoli sociali attribuiti all’uomo e alla donna, sulle loro conseguenze nella vita delle persone, sulla pervasività dei modelli culturali che la letteratura partecipa a costruire

    20/Venti. Nuovi studi sulla cultura russa e sovietica degli anni Venti del XX secolo

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    Il volume raccoglie saggi dedicati alla cultura russa e sovietica degli anni Venti del XX nati nella cornice di 20/Venti, laboratorio di ricerca permanente, aperto al contributo di studiose e studiosi di diverse generazioni. I temi di questo volume spaziano dal mondo teatrale e musicale al dibattito intellettuale e propagandistico sulla stampa, dalle opere di autori come Pasternak, Gor’kij, Remizov, Platonov, Bulgakov, alla rilettura dell’eccezionale decennio postrivoluzionario sotto il prisma di epoche e latitudini differenti. This volume collects together essays devoted to Russian and Soviet culture of the 1920s that originated in the context of 20/Venti, a permanent research laboratory, open to contribution from scholars of different generations. The topics in this volume range from the theatrical and musical worlds to the intellectual and propaganda debate in the press, from the works of authors such as Pasternak, Gorkii, Remizov, Platonov and Bulgakov, to the re-reading of the exceptional post-revolutionary decade under the prism of different eras and latitudes

    Udinotty, Agnese; S/T (2)

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    Ampliación a color de 15.2 cm x 10 cm de la obra de Agnese Udinotty.Unidad Documental Simple1 foto

    Udinotty, Agnese; S/T (3)

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    Ampliación a color de 15.2 cm x 10 cm de la obra de Agnese Udinotty.Unidad Documental Simple1 foto

    Lisbeth, ou les limites de la vengeance populaire

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    La Cousine Bette pone, con inquietudine, la questione della domanda di ascensione sociale proveniente dalle classi lavoratrici e solo parzialmente realizzata nelle circostanze eccezionali della Rivoluzione francese e dell’Impero. Bette rappresenta la forza distruttrice delle masse popolari in rivolta contro l’ordine sociale e la famiglia che lo incarna, ma un’ambiguità pesa sul trattamento di questo personaggio. Se Balzac insiste sulle motivazioni moralmente basse della cugina povera (l’invidia), illustra anche l’ingiustizia di un destino di eterna sacrificata dalle politiche familiari; se gli conferisce un potere diabolico, il personaggio ha però tutti i segni che nella Comédie Humaine rimandano all’impotenza delle classi lavoratrici e che lo condannano, a priori, alla sconfitta.La Cousine Bette poses with concern the problem of the working class’ desire for social ascension, only partially and exceptionally fulfilled in the particular context of the French Revolution and the First Empire. Bette represents the destructive force of the popular masses opposing social order embodied by her family, but ambiguity plays an important role in the creation of this character. Even though Balzac insists on the low motivations of the poor cousin (envy), he also underlines the injustice of her destiny and depicts Bette as constantly victimized by her family’s decisions. In spite of her undeniable diabolic power, however, the character embodies all the elements evoking the impotence of the working class in Balzac’s Comédie Humaine; she is, therefore, unavoidably condemned to failure and defeat

    Udinotty, Agnese; S/T (3)

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    Ampliación a color de 15.2 cm x 10 cm de la obra de Agnese Udinotty.Unidad Documental Simple1 foto
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