17,488 research outputs found

    Le parole di Bellini

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    Studio di lessicologia musicale condotto a partire dall’epistolario di V. Bellini per evidenziare certi usi tecnici o certi traslati non comuni, con alcune nuove proposte etimologich

    Bellini e Vaccaj : peripezie di un finale

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    È noto a tutti che il finale dei Capuleti e Montecchi di Bellini (1830) fu quasi subito sostituito dalle scene omologhe dell’opera di Vaccaj sullo stesso soggetto, Giulietta e Romeo (1825), e che tale sostituzione divenne prassi comune per tutto il corso dell’Ottocento. La prassi è attribuita al capriccio della Malibran, che cantando a Bologna nel 1832 sarebbe rimasta insoddisfatta del finale belliniano, poco adatto alle velleità esibizionistiche di una primadonna. Il finale dell’opera di Vaccaj, in effetti, mette in risalto alcuni momenti lirici (tra i quali il celebre “Ah! se tu dormi svegliati”), strutturati come pezzi chiusi, ed è calato nelle forme della tradizione italiana con tutte le sue chiare articolazioni, mentre il finale dell’opera di Bellini, indirizzato a una maggiore concisione e tensione drammatica, trapassa elasticamente dal recitativo all’arioso e non presenta scansioni formali altrettanto nette. È probabile che per gli interpreti e per il pubblico italiano dell’epoca la musica di Vaccaj, che alterna con regolarità momenti dinamici e stasi liriche formalizzate e subordina l’azione drammatica al canto, suonasse più familiare della musica di Bellini, che nel finale dei Capuleti concede poco alle convenzioni belcantistiche e alle aspettative comuni. L’evidenza documentaria mostra, tuttavia, una situazione piuttosto articolata. Intanto non fu la Malibran che operò per prima la sostituzione: la prassi venne inaugurata già nel marzo del 1831 a Firenze, ad opera della Ferlotti. La sostituzione, inoltre, fu preparata da un giudizio largamente diffuso e condiviso: sin dalle prime rappresentazioni l’opera di Bellini venne messa a confronto con quella di Vaccaj, e il paragone si risolse, in genere, in favore del predecessore. I giudizi formulati nelle recensioni e negli scritti critici, tuttavia, non sono del tutto concordi. Mentre i più predilessero il finale di Vaccaj, e persino quello della vecchia opera di Zingarelli (1796) sullo stesso soggetto drammatico, altri protestarono contro l’abuso della sostituzione e mostrarono di apprezzare la novità e il valore del finale originario. Fra questi ultimi rientra Romani, l’autore del testo poetico delle due opere, che innescò una violenta polemica contro la manomissione del libretto e della partitura dei Capuleti e Montecchi. Ci furono anche cantanti, come la Ronzi De Begnis, che andarono controcorrente ripristinando il finale di Bellini. Per tutto l’Ottocento, nondimeno, I Capuleti e i Montecchi furono eseguiti con il finale sostituito. Il giudizio estetico venne ribaltato solo nel Novecento, a partire da Pizzetti, che riconobbe al finale belliniano tutto il suo valore drammatico, e più ancora dalle rappresentazioni del centenario, nel 1935, che fecero da preludio al rientro definitivo in repertorio dell’opera belliniana

    Laurentii Bellini Opuscula aliquot.

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    Tit. en antep.: "Laurentii Bellini Opuscula"Sign.: A>1087<Las h. pleg. son diagrama

    La Sonnembula / opéra de Bellini ; arrangé à quatre mains par Paul Wagner

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    Titre uniforme : Bellini, Vincenzo (1801-1835). Compositeur. [La sonnambula]Titre uniforme : Bellini, Vincenzo (1801-1835). Compositeur. [La Sonnambula]Collection : Grande collection d'opéras célèbres arrangés pour... piano à quatre mainsCollection : Grande collection d'opéras célèbres arrangés pour... piano à quatre mainsOpéras -- +* 1800......- 1899......+:19e siècle

    Giovanni Bellini a Vicenza

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    Contestualizzazione della commissione del Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini in Santa Corona

    Giovanni Bellini: the 1949 exhibition curated by Rodolfo Pallucchini.

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    openQuesto studio prende in esame la mostra monografica dedicata a Giovanni Bellini (1949) diretta da Rodolfo Pallucchini. Si andranno ad analizzare diversi aspetti relativi all'esposizione veneziana: contesto storico-culturale, allestimento, opere esposte, restauri effettuati in occasione della mostra, studi critico-filologici sulla vicenda artistica belliniana

    Giuseppe Bellini lee a Francisco Ayala

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    El ensayo se propone ilustrar la lectura crítica que el profesor Giuseppe Bellini, iniciador de los estudios hispanoamericanos en Italia, realiza de dos novelas del escritor granadino Francisco Ayala, a saber Muertes de perro y El fondo del vaso. En ambos textos, la ambientación americana no es sino un pretexto para describir la deformación de la dictadura y el deterioro de la situación española. El profesor Bellini subraya cómo la condición de exiliado de Ayala influye en la actitud de denuncia del fenómeno dictatorial

    L'internazionalizzazione delle regioni: un modello di riferimento

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    Il modello di riferimento dell'intero lavoro è sviluppato in questo capitolo teorico. Ggli ingredienti del modello sono: - il sistema degli asset per l'internazionalizzazione dei territori; - una serie di fattori (geografici, politici-economici, connessi al capitale sociale) condizionanti i processi di internazionalizzazione; - le politiche territoriali per l'internazionalizzazione; - gli eventi e le opportunità non programmabili (contingencies) che possono incidere significativamente sulle politiche

    Circa 1500: Giovanni Bellini al passar del secolo

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    Le vicende storico artistich, il restauro, le analisi e la storia conservativa del "Battesimo di Cristo" di Giovanni Bellini conservato a Vicenza, nella chiesa di Santa Coron

    Bellini y Hombres de maíz

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    El artículo presenta una revisión de las obras críticas de Giuseppe Bellini dedicadas al gran escritor Miguel Angel Asturias, señalando cómo, varias veces, Bellini logró comprender las novedades aportadas por Asturias, aun en contra de l mainstream de la crítica que le era contemporanea. Se inicia, fundamentalmente, con Hombres de maíz y se muestra la forma en que Bellini analiza las novedades de estructura y de lenguaje del autor guatemalteco, pero, sobre todo, el descubrimiento de que a la raíz de todo estaba el mito (con una digresión sobre su definición según Frye y Eliade)
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