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La gestione della chioma
Realizzato nell'ambito del progetto "Ricerca ed Innovazione per l'Olivicoltura Meridionale", finanziato dal MiPAAFPruning is an expensive, but indispensable practice in the olive orchard. Pruning techniques
are based on physiological needs and responses of the tree as well as economic and organizational issues. Pruning used to require a lot of time and labour in the past, but modern approaches to this practice allow to form and maintain the tree structure at a relatively low cost. Strategies of “minimum pruning” can be developed at the farm level independently of the type and size of the orchard. Managing the canopy according to the criteria of “minimum pruning” is suitable both for traditional olive groves and modern, high-density orchards. The basic features of both traditional and modern training systems are here briefly reviewed. "Free canopy" training systems can result in remarkable savings for olive growers but, because upset pruning standards to which pruners are accustomed to, it is recommended they be introduced in the olive orchard under the supervision of an expert
La Corte chiarisce sulle Comunità montane. Nota a Corte cost. 21 marzo 2011, n. 91 (e a margine della sentenza n. 326 del 2010)
Analysis of the expression and modulation of selected immune-related gene transcripts in the DLEC cell line from European sea bass (Dicentrarchus labrax)
Cell lines have been established from different fish species especially for virus isolation and for studying cell-pathogen
interactions, and therefore are of interest in aquaculture. In this paper, we have investigated the presence and the
regulation of some immune genes in the DLEC (Dicentrarchus labrax embryonic cells) cell line from European sea bass
(Dicentrarchus labrax L.) to preliminary elucidate their action. The basal expression of the selected genes (interleukin-
1β (IL-1β), cyclooxygenase-2 (COX-2), transforming growth factor-β (TGF-β), CD8-α, major histocompatibility complex
II-β (MHC II-β), interferon (IFN) and Mx protein (Mx)) have been investigated and, successively, their modulation have
been studied both after stimulation with different mitogen agents and after a transfection with a sequence codifying for
the coat protein of a fish nervous necrosis virus (NNV). The results have evidenced that the inflammatory molecules
(IL-1β, COX-2, TGF-β), constitutively expressed by the DLEC cell line, are not up-regulated by the stimulation with
lipopolysaccharide (LPS) from E. coli, whether the expression of the T-cell marker transcripts (CD8-α, MHC II-β) is
influenced by the action of a lectin from Phaseolus vulgaris (PHA-L). Finally, the expression of the coat NNV protein
in the DLEC cell line, after the transfection, led to an high up-regulation of IFN and Mx gene transcripts. These data
suggest that the DLEC cell line recognize specific pathogen-associated molecular patterns (PAMPs) and, therefore,
could be useful for studying T-cell pathways and viral responses in sea bass avoiding the use of live test animals
Il restauro di una grande scultura in terracotta: un modello di Gaspare Sibilla per il restauro del Nilo Vaticano. Trattamento di pulitura laser
Nel presente contributo si descrive l'intervento di restauro realizzato su un busto monumentale in terracotta, appartenente alle collezioni del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. Il busto raffigurante il fiume Nilo, opera settecentesca attribuita allo scultore Gaspare Sibilla, è probabilmente un modello realizzato per il restauro dell'omonimo gruppo marmoreo conservato nei Musei Vaticani.
L’intervento di restauro, sviluppato in diverse fasi (dalla pulitura, al consolidamento, alla reintegrazione plastica e pittorica), è stato preceduto da una serie di indagini diagnostiche (sezioni lucide e sezioni sottili, identificazione dei leganti e dei pigmenti, identificazione dei materiali utilizzati nei precedenti restauri) e da un'accurata documentazione dello stato di conservazione (documentazione grafica e fotografica, riprese fotografiche della fluorescenza UV).
L'intervento conservativo si è rivelato piuttosto complesso a causa sia del precario stato di conservazione in cui versava la scultura, sia per la tecnica d'esecuzione. La leggibilità dell'opera era fortemente compromessa dalla presenza di pesanti depositi di particellato atmosferico, polvere e sporco grasso. Inoltre, gran parte della superficie risultava ricoperta da una grossolana ridipintura. Quest'ultima nascondeva l'originale patinatura bianca presente, seppure in modo molto lacunoso, sull'intera superficie del busto. Particolarmente grave appariva lo stato di conservazione del corpo ceramico che mostrava fenomeni di fessurazione, esfoliazione e polverizzazione, più accentuati nella parte inferiore della scultura. Questi danni sono probabilmente da imputare a fenomeni ciclici di cristallizzazione e sub-cristallizzazione di sali solubili presenti nel corpo ceramico.
L'impiego di una apparecchiatura laser ha permesso di effettuare la pulitura, in modo selettivo e modulato, su delle superfici talmente deteriorate da non consentire un intervento di tipo tradizionale. In particolare, l'esfoliazione e la polverizzazione del corpo ceramico impedivano di operare senza danno sulle superfici e l'impiego del laser ha permesso di effettuare la pulitura evitando il pre-consolidamento del corpo della terracotta.
Infine, ottimi risultati sono stati raggiunti impiegando il laser per “indebolire” lo strato di ridipintura e agevolarne la successiva rimozione con solventi.
La tecnica laser ha consentito, nel nostro caso, di intervenire in completa sicurezza, salvaguardando la stabilità strutturale e conservativa dell’opera. Si è riusciti a recuperare completamente la patina originale, esaltando la valenza estetica della scultura e diminuendo i tempi di esecuzione della pulitura
Injecting confidence into the derivatives markets
It is important that the G20 takes steps to bolster the commodity derivatives markets by implementing transnational financial regulation and focusing on scaling back the freedoms afforded to deregulated operators and marketsMunk School of Global Affair
Chiesa e immigrati italiani in Nord America: il caso dell’Ontario
pdfIn recent decades there have been many studies on Italians in Canada, or essays on the role of the Catholic Church in the immigrant Italian communities there. But they aim to build a single model, working in parallel on what happened in Quebec and in English Canada, thus ignoring differences in the historical development of these two sets. Secondly, they did not give sufficient attention to the specificity of Ontario in Canada and to the comparis among the Ontarian case and what happened in other English-speaking provinces of East or West Canada. Finally, they did not stress that the intervention in favor of Italians in Ontario followed the lines of previous actions and earlier debates in the United States. Recover these three elements in a small number of pages is not a walk, but this essay will try to do it analyzing Holy See’s archives and the historical literature on Italian in Ontario
Indagini diagnostiche su alcune sculture in terracotta del Museo del Palazzo di Venezia a Roma
Le sculture selezionate nell’ambito del progetto di ricerca sono state esaminate tramite indagini in situ e analisi di laboratorio su micro frammenti prelevati durante la fase preliminare di studio.
Le analisi in situ sono state eseguite tramite indagine radiografica per lo studio della tecnica esecutiva e dello stato
di conservazione e tramite spettroscopia XRF per lo studio dei materiali costitutivi.
I micro campioni sono stati analizzati tramite: spettroscopia micro-Raman e analisi ottica in sezione lucida dei micro frammenti più significativi e per i quali è stato possibile preparare una stratigrafia.
Di ulteriori indagini, in particolare di datazioni eseguite mediante termoluminescenza e analisi XRF condotte in occasione dei recenti restauri, si rende conto nelle relative schede
«Dicete angò che è bellu Terni mia!»: lingua e dialetto nei versi di Furio Miselli
Tesi di laurea di 2. livello in Lingue e letterature straniere moderne. Corso di laurea in Filologia Moderna. A. a. 2009/2010. Relatore Dott. Danilo Poggiogalli. Correlatore Prof.ssa Francesca Petrocchi.During the period from the late nineteenth and early twentieth century a tradition of dialect poetry was born in Terni. Local culture was animated by the singer and melody author Furio Miselli (Terni 1868 – Ferentillo 1949). The figure of the poet, already studied by native critics, is analyzed linguistically. Every phenomenon, reconstructed from its origins, is compared with Italian results and other dialect forms
Cytogenetic analysis of potential genetic instability wheat lines, compared to their wild type counterparts, following genotoxic insults with chemical and physical mutagenic agents
Dottorato di ricerca in Biotecnologie vegetaliLe piante geneticamente modificate sono organismi in cui il DNA è stato modificato, mediante tecniche di ingegneria genetica, attraverso l’inserzione di geni esogeni, provenienti anche da organismi evolutivamente molto distanti, allo scopo di migliorare particolari caratteristiche quali, ad esempio, resistenza a patogeni, a stress ambientali, aumento della produttività ecc.
Le piante geneticamente modificate costituiscono una grande risorsa per le prospettive economiche e produttive che possono offrire nel futuro, tuttavia, accanto a queste caratteristiche vantaggiose esistono non pochi aspetti potenzialmente negativi correlati alla loro introduzione in agricoltura, nella nostra alimentazione ed alle imprevedibili interazioni a lungo termine con l’ambiente circostante.
Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare la potenziale instabilità genetica intesa come maggiore suscettibilità ad accumulare danno genetico (in relazione ad aumentata inaccuratezza o inefficienza nella riparazione del DNA) in linee transgeniche di frumento, comparate alla loro controparte wild type in seguito ad insulti genetici con agenti chimici e fisici.
Le sostanze utilizzate per il trattamento di tali linee producono lesioni al DNA attraverso differenti meccanismi d’azione e simulano il tipo di danno potenziale prodotto in natura da agenti esogeni:
-Camptotecina: inibitore catalitico della DNA topoisomerasi I; induce esclusivamente rotture a singolo filamento del DNA;
-Etoposide: inibitore catalitico della DNA topoisomerasi II; induce esclusivamente rotture a doppio filamento del DNA (DSB’s);
-Raggi X: agente mutageno fisico; induce per ogni traccia di ionizzazione, rotture a singolo (SSB’s) e doppio filamento (DSB’s), eterogeneo danno alle basi, siti abasici, legami crociati DNA-DNA e DNA-proteine.
-Raggi UV-C: agente mutageno fisico; induce specificamente dimeri di pirimidina e 6-4 fotoprodotti.
Tali lesioni attivano differenti sistemi di riparazione del DNA che includono la riparazione da escissione dei nucleotidi, il sistema di riparazione delle rotture a singolo filamento del DNA, sistema di riparazione per ricombinazione omologa (HR) e non omologa (NHEJ). Gli ultimi due sistemi elencati provvedono alla riparazione delle rotture a doppio filamento del DNA nelle differenti fasi del ciclo cellulare.
Un tale approccio è giustificato dal fatto che l’inserzione casuale nel genoma di numerose copie di transgeni interi o frammenti dello stesso riarrangiati o rotti, determinando la presenza nel DNA di sequenze ad elevata omologia, in alcuni casi in stretta prossimità, può creare dei cosiddetti “hotspot
di ricombinazione” con potenziali effetti destabilizzanti della molecola stessa. In diversi lavori condotti in piante di tabacco transgenico è stato osservato che le rotture a doppio filamento del DNA, indotte da agenti mutageni come raggi X, mitomicina-C e specifici enzimi di restrizione, localizzate in prossimità di sequenze omologhe ripetute, sono elettivamente riparate per ricombinazione omologa. Ciò indica che le piante possono rispondere ai suddetti “stress” con livelli marcatamente più elevati di ricombinazione omologa indotta, rispetto alle cellule di mammifero. In questo contesto, la rilevanza della formazione delle aberrazioni cromosomiche è legata al ruolo centrale delle rotture a doppio filamento del DNA sulle quali agiscono i processi di riparazione per ricombinazione non omologa e per ricombinazione omologa.
L’analisi delle aberrazioni cromosomiche è stata condotta in seguito a trattamento con gli agenti mutageni selezionati, nelle cellule proliferanti del germoglio dei seguenti sistemi genetici:
-Triticum aestivum (cultivar Bobwhite) dal quale, attraverso il metodo biolistico, sono state ottenute due differenti linee transgeniche: la linea denominata PGIP (che esprime la proteina PGIP della parete cellulare del fagiolo che aumenta la resistenza contro la fusariosi) e la linea denominata LMW-GS (caratterizzata dalla sovraespressione di una subunità gluteninica a basso peso molecolare).
-Triticum durum (cultivar Svevo), trasformato con Agrobacterium tumefaciens per il silenziamento, attraverso il meccanismo dell’“RNA interference”, del gene “Starch branching enzyme IIa” coinvolto nella biosintesi dell’amilopectina, allo scopo di aumentare il contenuto di amilosio nell’endosperma.
In aggiunta all’analisi delle aberrazioni cromosomiche, la potenziale instabilità genomica nelle linee di frumento transgeniche è stata valutata introducendo anche l’analisi dei “micronuclei” che permette di rilevare, insieme al danno cromosomico strutturale (aberrazioni cromosomiche) anche aberrazioni cromosomiche di tipo numerico (perdita cromosomica, non-disgiunzione).
I risultati ottenuti indicano che le frequenze di aberrazioni cromosomiche, nonché le frequenze di micronuclei nelle linee transgeniche e nelle linee di controllo, non sono significativamente differenti. Ciò dimostra una sostanziale stabilità delle linee transgeniche dovuta ad una corretta riparazione delle rotture a doppio filamento indotte, in modo casuale, attraverso le differenti lesioni inflitte al DNA genomico dai diversi agenti mutageni impiegati.The advent of GM technology in the early 1970s has determined to date, that over 30 million hectares of transgenic crops have been grown with the consequence that present day cultivated crops have become significantly different from their wild counterparts generated through classical plant breeding.
Numerous potential concerns have been raised since the development of GM technology. Such concerns have focused on the potential for allergic reactions to food products, the possible introduction or increase in production of toxic compounds as a result of this technology, and the use of antibiotic resistance as markers in the transformation process. Very little is known about long term effects of ingestion of transgenic including their genomic stability.
In the present study, we aimed to assess potential genomic instability of transgenic wheat lines exposed to physical and chemical genotoxic agents with different mechanisms of actions:
-Camptothecin: catalytic inhibithor of DNA topoisomerase I which selectively induces DNA single strand breaks (SSB’s);
-Etoposide: catalytic inhibithor of DNA topoisomerase II which selectively induces DNA doble strand breaks (DSB’s);
- X-rays: induce SSB’s, DSB’s, abasic sites, base damage directly and indirectly by radiolysis of water;
-Ultraviolet C radiation (UV-C): induces essentially pyrimidine dimers and 6-4-photoproducts
The listed DNA lesions trigger many different DNA repair pathways including excision repair, DNA single strand break repair; homologous and non-homologous DNA end-joining etc..
Genetic instability has been evaluated by induction of chromosomal aberrations and micronuclei in proliferating cells of root tips of transgenic crops and their wild type counterparts following genetic damage.
The following wheat lines have been used:
The exaploid (42 chromosomes) Triticum aestivum transgenic by biolistic method for the line “LMW-GS” (low molecular weight glutenin subunits) which induce modification of the visco-elastic properties of the wheat doughs and the line “PGIP” (polygalactorunase inhibiting protein) which increased resistance to digestion of fungal PG.
The tetraploid (28 chromosomes) Triticum durum transgenic by Agrobacterium tumefaciens with a single gene copy of RNA interference to silence the gene starch branching enzyme IIa (SBEIIa) for increase the amylose content, beneficial for human health effects