Archivio Aperto di Ateneo
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[Dhirta V - Piante V]
Haasaawaha odayaashu wuxuu markaan ku saabsanyahay dhirta miraha leh ee laga helo Soomaaliya (gob, xaynxayndho, qulxis, gob, askax, jilaanjillo), waxayna ka hadlayaan dabeecadahooda gaarka ah, degaannada ay ka baxaan, faa'iidadooda iyo sababta loo cuno.In questa conversazione gli anziani parlano delle piante da frutto più diffuse in Somalia (gob, xaynxayndho, qulxis, gob, askax, jilaanjillo), descrivendone caratteristiche, ambiente di crescita, utilità e modalità di consumo dei relativi frutti.In this conversation the elders talk about the main fruit plants of Somalia (gob, xaynxayndho, qulxis, gob, askax, jilaanjillo), describing characteristics, growth environment, benefits and ways of consumption of the fruits.Haasaawe badan oo laga duubay siddeetameeyadii odayaal ka shaqaynaayay Akadeemiyada Cilmiga iyo Fanka iyo Suugaanta ee Muqdisho iyagoo ka hadlaya hiddaha iyo dhaqanka ee bulshada soomaaliyeed.Registrazioni audio di conversazioni intercorse tra anziani dell'Accademia delle Scienze, delle Arti e della Letteratura di Mogadiscio negli anni '80, su temi relativi alla cultura e alla società tradizionali somale.Conversations between Elders of the Academy of Science, Arts and Literature on arguments related with Somali culture, society and traditions, recorded in Mogadishu in the 80's
[Poster 72]
Dokumentigan waxaa dadka u soo bandhigay "The Digital Somali Library", jaamacadda "Indiana University".Documento messo a disposizione dalla Digital Somali Library, Indiana University.Document provided by the Indiana University's Digital Somali Library.Link: http://www.indiana.edu/~libsalc/african/Digital_Somali_Library/history.htm
[Poster 73]
Dokumentigan waxaa dadka u soo bandhigay "The Digital Somali Library", ee jaamacadda "Indiana University".Documento messo a disposizione dalla Digital Somali Library, Indiana University.Document provided by the Indiana University's Digital Somali Library.Link: http://www.indiana.edu/~libsalc/african/Digital_Somali_Library/history.htm
[Poster 79]
Dokumentigan waxaa dadka u soo bandhigay "The Digital Somali Library", ee jaamacadda "Indiana University".Documento messo a disposizione dalla Digital Somali Library, Indiana University.Document provided by the Indiana University's Digital Somali Library.Link: http://www.indiana.edu/~libsalc/african/Digital_Somali_Library/history.htm
[Poster 80]
Dokumentigan waxaa dadka u soo bandhigay "The Digital Somali Library", jaamacadda "Indiana University".Documento messo a disposizione dalla Digital Somali Library, Indiana University.Document provided by the Indiana University's Digital Somali Library.Link: http://www.indiana.edu/~libsalc/african/Digital_Somali_Library/history.htm
[Poster 90]
Dokumentigan waxaa dadka u soo bandhigay "The Digital Somali Library", jaamacadda "Indiana University".Documento messo a disposizione dalla Digital Somali Library, Indiana University.Document provided by the Indiana University's Digital Somali Library.Link: http://www.indiana.edu/~libsalc/african/Digital_Somali_Library/history.htm
Gli Aratea di Cicerone : saggio di commento ai frammenti di tradizione indiretta
Il lavoro, articolato in due parti, presenta nella prima un commento ai trentatré frammenti di tradizione indiretta degli Aratea ciceroniani; nella seconda, due approfondimenti, uno al frammento II e uno al frammento XIII. I dati raccolti in sede di commento si rendono utili in più punti al superamento di ambiguità interpretative e illuminano meglio la prassi traduttoria
del giovane Arpinate. I frequenti ampliamenti che Cicerone opera rispetto ad Arato rivelano infatti una preponderante dipendenza dagli scolî aratei. Ciò da un lato potenzia l’inscindibilità del poema greco dal suo apparato scoliastico; dall’altro, qualifica la versione ciceroniana
come un prodotto tipico della letteratura latina, caratterizzata fin dalle origini dalla traduzione di originale greci e dall’interpretazione degli stessi per mezzo di materiale esegetico preesistente, scoliastico in special modo. Dai dati raccolti in sede di commento si passa poi
agli approfondimenti, che forniscono un primo saggio dell’importanza degli Aratea per il successivo vocabolario poetico. Difatti, l’opera, oltre a costituire il primo sistematico veicolo di lessico astronomico latino, inaugura a Roma la “letteratura aratea”, cioè la tematica
astronomica di marca squisitamente poetica. La poesia successiva mostrerà dunque un forte
debito nei confronti degli Aratea nella trattazione sia di tematiche propriamente celesti sia di tematiche diverse, ma correlate in qualche modo alla componente astronomica; debito di cui la principale spia saranno appunto le scelte lessicali ed espressive
Sorveglianza e cultura visuale : dispositivi, pratiche ed esperienze tra cinema, arte e spazio urbano
William J. T. Mitchell ha definito il pictorial turn come un rinnovato interesse nell’ambito degli studi umanistici per le immagini e per la visualità nel suo complesso all’indomani del linguistic turn, che aveva informato la riflessione critica sulle forme culturali a partire dagli anni Settanta. Per Mitchell non si tratta della necessità di una cieca adesione allo studio del “visuale”, bensì della presa di coscienza del fatto che le immagini portano con sé un alto grado di problematicità nelle indagini ad esse dedicate. Sulla scia di queste considerazioni questo studio analizza il rapporto tra i dispositivi di visione e quelli di sorveglianza per comprendere come si sia sedimentato a partire dalla modernità e in quali delle attuali pratiche di visione ed esperienza urbana si configura. La questione della sorveglianza, soprattutto nella declinazione foucaultiana, ha orientato molti degli approcci più interessanti nell’ambito degli studi visuali. Partendo da questa consapevolezza si tenterà di definire e comprendere i termini di due polarità che informano la cultura delle immagini sin dall’Ottocento: quella della sorveglianza e quella dello spettacolo. Nella prima parte del seguente lavoro si seguirà un approccio genealogico alle questioni della visione, per dar conto della dimensione storica nella quale la dialettica tra spettacolo e sorveglianza, traggono origine. Si analizzarà la visione in una prospettiva storica, che è quella adottata dagli studi visuali: i modi della percezione umana mutano, in quest’ottica, al mutare delle condizioni e delle epoche storiche e il rapporto tra la storia della percezione e l’evoluzione dei media cinema e fotografia è da porre necessariamente in relazione con la società moderna e le dinamiche economiche che la animano, nonchè con le interruzioni e le discontinuità che hanno animato questo processo di evoluzione della visione e che hanno favorito, in epoca moderna, la nascita di un nuovo soggetto percipiente.
Nella seconda parte della tesi il tentativo di storicizzazione del rapporto tra sorveglianza e visione cederà il passo a un excursus sullo stato della metropoli contemporanea, per poi arrivare all’analisi delle pratiche quotidiane nelle quali è possibile rintracciare le intersezioni tra l’orizzonte del controllo e i social media. La convergenza dei media, la diffusione di una rete invisibile e immateriale di dati digitali, la proliferazione degli schermi e la circolazione delle immagini digitali hanno notevolmente modificato il nostro rapporto con la città e ridefinito l’esperienza urbana. Una ricognizione delle principali teorizzazioni su metropoli e globalizzazione sarà utile a definire quello spazio urbano in cui sono all’opera nuovi dispositivi e pratiche di visione. Lo studio delle nuove esperienze urbane rientra infatti a pieno titolo nell’orizzonte degli studi visuali nel momento in cui si propone di mettere a fuoco la visualità negli ambienti mediali urbani.
Successivamente, nel terzo capitolo, si tenterà di analizzare la questione della sorveglianza in Rete, tentando di rivedere il concetto di partecipazione in chiave critica. Si analizzerà il funzionamento di alcune piattaforme e applicazioni locative con un focus sulla geolocalizzazione, oggi opzione incorporata in tutti i dispositivi mobili, nuova modalità per esperire e rappresentare lo spazio. La videosorveglianza e i nuovi sistemi di geolocalizzazione insieme al moltiplicarsi degli ambienti di circolazione delle informazioni visive e alla crescente proliferazione degli schermi negli ambienti urbani, hanno ridefinito la spazialità contemporanea; la pervasività di Internet ha imposto negli ultimi anni una ricombinazione ed una convergenza di linguaggi differenti. La cultura visuale contemporanea è stata fortemente influenzata dal paradigma visuale della sorveglianza. Il cinema ha oggi assecondato un nuovo tipo di estetica dell’ibridazione e in molti esiti del cinema hollywoodiano contemporaneo è rintracciabile l’integrazione del regime visuale della sorveglianza all’interno della narrazione. Lo “sguardo del controllo” è divenuto un codice rappresentativo che ha ampiamente informato il cinema contemporaneo, i videogiochi e il lavoro di molti artisti che negli ultimi anni hanno avviato una riflessione sul tema del controllo. Nel quarto capitolo si darà quindi conto della tendenza del cinema americano contemporaneo a replicare questo sguardo. Il regime scopico della sorveglianza, soprattutto all’interno del filone dei war-movies, interroga lo statuto stesso dell’immagine cinematografica nell’epoca del digitale, portando alla luce nuovi nuclei di riflessione sulle questioni dell’indessicalità, del valore testimoniale delle immagini e sulla natura metamediale del cinema contemporaneo
Genesi e sviluppo dell'intertestualità shakespeariana in Javier Marías
Marías e Shakespeare: un connubio proteiforme e in evoluzione. Un’analisi diacronica ripercorre le tappe fondamentali dell’intertestualità partendo dagli esordi dell’autore spagnolo e dalla sua nota predilezione per la letteratura in inglese. È così, ad esempio, che The Sound and the Fury, romanzo faulkneriano carico di allusioni al Macbeth, è letto come impareggiabile modello di echi shakespeariani, mentre le tragedie del drammaturgo diventano il prototipo di comicità grottesca e memorabili voci di fantasmi. In seguito, l’analisi si fa tematica per rilevare il costante richiamo a motivi e citazioni tratte dall’elisabettiano: una rete di crudeli epifanie sulle contraddizioni umane e i limiti della conoscenza. Siamo di fronte a una forza coesiva che dà vita, specialmente nelle ultime opere, a continui fenomeni di intratestualità: Marías non solo reinterpreta Shakespeare, ma riprende e modifica la propria lettura dei versi del Bardo inglese, in una pericolosa e intrigante apnea letteraria ed emotiva