Archivio Aperto di Ateneo
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Ciclo di Conferenze sulla Somalia Economica
Storia della colonia italiana in Somalia, note sui problemi politici ed economici.Taariikhda gumaysiga Talyaanigu uu ku haystay dalka Soomaaliya, iyo dhibaatooyin la xiriira siyaasadda iyo dhaqaalaha.History of the Italian colony in Somalia, some notes on political and economic problems
Facoltà di Lingue: documenti vari per una storia della facoltà
Raccolta di documenti relativi alla facoltà di lingue dell'UNS, dal 1980 al 1990: Lettera inviata da Prof. Tedeschini Lalli a DG del Dipartimento per la Cooperazione allo Sviluppo del MAE (1980); Motivazioni generali per l'Istituzione della Facoltà e per l'intervento della Cooperazione Tecnica Italiana; Descrizione della Facoltà della Commissione Mista (1983); Relazione sulla Facoltà di Lingue della UNS (1987); Proposta di riorganizzazione della Facoltà di Lingue (1988); Ordine degli Studi della Facoltà di Lingue; Proposta di curriculum per il corso di laurea in Italianistica (1990).Ururin kokumentooyin la xiriira kulliyadda luqadaha ee JUS, laga billaabo 1980 ilaa 1990: waraaq Prof. Tedeschini Lalli ay u qortay Maareeyaha guud ee waaxda iskaashiga ee Wasaaradda Arrimaha Dibadda ee Talyaaniga (1980). Sababta loo abuuray kulliyadda luqadaha (1983). Warbixin ku saabsan kulliyaddaas (1987). Talooyin ku saabsan dibuhabaynta kulliyadda (1988). Habaynta daraasadaha kulliyadda; Soo jeedin ku saabsan manhajka koorsada af Talyaaniga (1990).Collection of documents relating to the faculty of languages of Somali National University, from 1980 to 1990: Letter sent by Prof. Tedeschini Lalli to the Department for Development Cooperation at the Ministry of Foreign Affairs (1980); general reasons for the institution of the Faculty and the intervention of the Italian Technical Cooperation; Description of the Faculty by the Commission (1983); Report on the Faculty of Languages (1987); Proposal for the Faculty of Languages reorganization (1988); Order of Studies; Proposal of a program for the Italian Studies course (1990)
Rendille Syntax
A preliminary research and description of Rendille syntax.Baaris kooban oo ku saabsan hab dhismeedka weerta afka Rendille.Una preliminare descrizione della sintassi della varietà Rendille
Nuovo teatro guadalupano : immagine e immaginario della Virgen de Guadalupe nel teatro di Rodolfo Usigli, Óscar Liera e Miguel Ángel Tenorio
Questo lavoro nasce dal desiderio di ripensare la simbologia dell’immagine della Madonna di Guadalupe all’interno della letteratura teatrale messicana degli ultimi decenni, che ha dedicato parte della sua riflessione all’icona-simbolo dell’identità spirituale nazionale. Ci inseriamo nel dominio degli studi guadalupani proponendo uno studio che sviluppi le proiezioni identitarie che coniugano l’immagine sacra all’immaginario collettivo messicano attraverso l’analisi di tre opere della letteratura drammatica della seconda metà del Novecento: Corona de luz (1963) di Rodolfo Usigli, Cúcara y Mácara (1977) di Óscar Liera e Travesía guadalupana (1993) di Miguel Ángel Tenorio.
Nel corso del nostro lavoro studieremo come agisce l’elemento iconico all’interno del testo teatrale facendo costante riferimento all’immaginario culturale che si muove dietro i confini materiali dell’immagine e che collabora alla costruzione dell’impalcatura semantica delle opere. L’immagine, strumento narrativo presente nel testo, e l’immaginario, sottotesto invisibile presente negli occhi del lettore-spettatore, rappresentano i due riflessi dello stesso specchio: se l’immagine vive grazie all’immaginario in cui si riflette, a sua volta l’immaginario permette di leggere l’immagine riflessa. Nel momento in cui l’immagine entra in scena, infatti, chiama immediatamente sul palco anche l’immaginario del pubblico in sala che, elaborando la relazione testo-immagine, realizza le finalità simboliche delle pièces. Ci avvicineremo all’iconosfera guadalupana del teatro di Usigli, Liera e Tenorio non attraverso le forme estetiche dell’arte ma avvalendoci degli strumenti polimorfici della prospettiva inaugurata da Aby Warburg che trova nei visual culture studies un’ermeneuticache tiene conto anche dell’antropologia dell’immagine e dell’uso sociale delle immagini1, ovvero di quei percorsi di interpretazione capaci di tradurre il rapporto tra il simbolo e la geografia socio-culturale di appartenenza.
Nella prima sezione di questo lavoro vengono tracciati gli strumenti metodologici utili a comprendere, da un punto di vista teorico, cosa è un’immagine, di quali e quanti parti si compone e come agisce un’immagine sacra nella percezione dello spettatore-interprete. Studieremo allora quel lato invisibile dell’icona che non possiamo esperire attraverso la percezione sensibile e che si ubica nello spazio simbolico che l’occhio non può raggiungere se non puntando lo sguardo verso l’immaginario che si dispiega al di là dell’immagine. Lo spazio dell’invisibilità, ovvero lo spazio dell’interpretazione del senso, è il luogo in cui l’immagine si realizza in tutte le sue declinazioni ermeneutiche e si dà per ciò che rappresenta e non soltanto per ciò che raffigura. L’icona diviene allora lo spazio del simbolico, della riunificazione della materia rappresentante con l’idea rappresentata.
Nella seconda sezione vediamo come la Madonna di Guadalupe, penetrando l’orizzonte spirituale messicano, abbia creato, a partire dalla devozione per la sua immagine, un intero immaginario simbolico che ha determinato la formulazione dell’identità nazionale. L’immagine sacra, inizialmente soglia personale col divino che impone una relazione individuale con il fedele, successivamente prende corpo nell’immaginario messicano proiettandosi nello spirito della nazione: da oggetto di devozione privata, l’immagine si converte in un’esperienza di massa, configurandosi come l’emblema di un insieme di valori, esperienze, ideali e speranze dell’intera comunità. Analizzando l’iconicità dell’immagine messicana, ovvero la proprietà che la rende veicolo visibile di significati invisibili, abbiamo studiato la relazione tra l’icona guadalupana e l’opera di marianizzazione della Colonia messa in atto dalla retorica visuale spagnola. Elemento imprescindibile nello studio degli immaginari collettivi, le immagini rappresentano non solo una traccia visibile ma un documento culturale in cui l’identità nazionale deposita la propria eredità. Attraverso un percorso storico-letterario che abbraccia la storia del guadalupanismo dal XVI al XXI secolo, disegneremo allora i contorni della memoria visuale collettiva che, a partire dall’icona guadalupana, ha saputo costruire la propria coscienza identitaria.Nell’ultima sezione, infine, scopriamo come la relazione immagine-immaginario non solo partecipi all’impalcatura testuale dell’opera teatrale ma sia il fulcro centrale da cui gli autori articolano le rispettive riflessioni intorno al potere delle immagini, alla ricezione del sacro e al radicamento dell’immaginario guadalupano nei processi di costruzione identitaria. I testi di Rodolfo Usigli, Óscar Liera e Miguel Ángel Tenorio, profondamente legati alla realtà messicana nazionale, non possono dunque essere slegati da quell’universo linguistico, religioso, artistico e politico da cui hanno preso vita e su cui si sono modellati.
Secondo un percorso che della semiotica dell’immagine guadalupana, ovvero dell’analisi della forma del segno sacro e delle sue interazioni con lo spettatore, raggiunge poi, nella seconda sezione, quella che potremmo definire una semantica della storia, e cioè uno studio diacronico che racconta le emanazioni letterarie e culturali prodotte dall’immagine sull’immaginario, tracciamo, infine, una proposta di sviluppo ermeneutico delle opere teatrali. Sulla scena di Usigli, Liera e Tenorio la percezione iconica dell’immagine e la percezione immaginifica dell’immaginario confluiscono in un’unica visione che permette di rielaborare la memoria storica del pubblico e di ripensare i contorni dell’identità presente. I testi che abbiamo analizzato offrono di fatto nuove prospettive di indagine alla riflessione sulle dinamiche sociali e religiose legate agli avvenimenti del Tepeyac e, differenziandosi per le ragioni che vedremo dalla precedente tradizione drammaturgica, fondano quello che qui per la prima volta prende il nome di Nuovo Teatro Guadalupano. Attraverso l’uso di un’icona mobile, che assume forme simboliche differenti, questa nuova drammaturgia si configura come il luogo in cui l’immagine e l’immaginario, il visibile e l’invisibile, si uniscono per consegnare allo spettatore le riflessioni, i dubbi e le provocazioni degli autori intorno all’identità messicana e all’eredità culturale guadalupana. Servendosi dello strumento iconico ed evocando le proiezioni immaginifiche ad esso correlate, il Nuovo Teatro Guadalupano ricrea e riformula le condizioni materiali e mentali del pubblico mentre l’unione immagine-immaginario, partecipando alla rappresentazione del mondo, traccia una storia identitaria in cui ogni spettatore può ritrovare il proprio orizzonte esperienziale. Ciò che questo teatro propone è la versione simbolica della realtà che proprio nella sua eccedenza di significato, che supera i contorni predefiniti della parola e della scena, del logos e dell’eidolon, si apre alle variazioni del possibile. Il medium teatrale, infatti, è davvero l’unico delle forme artistico-letterarie a possedere una mutevolezza strutturale intrinseca alla propria natura: luogo prediletto del molteplice e dell’irriproducibilità dell’esperienza, la dimensione scenica ospita di volta in volta infinite riformulazioni ermeneutiche. Nei testi di Usigli, Liera e Tenorio l’identità messicana viene costantemente spezzettata e ricostruita, ostentata e nascosta in un continuo gioco di rimandi e corrispondenze tra il palco e la platea. In questo spostamento, che va dall’immagine all’immaginario e viceversa, si realizza la missione del Nuovo Teatro Guadalupano che, scavalcando la quarta parete del pubblico, si proietta nella vita dei suoi spettatori tramutando la scena in quell’immagine praticabile (Brecht, 1957) in grado di influenzare e modificare la società
New methodologies for uranium, radium and tritium groundwater analysis
Aim of this thesis was to ascertain whether the uranium behavior, studied at LNGS with respect to the seismic activity in the region, could be related to the Gran Sasso aquifer local dynamics. In order to discern these dynamics and to relate them with the uranium behavior over a time span including intense seismic activity (L’Aquila 2009) and periods preceding and following it, a new approach has been developed of studying together and over time 3H and 226Ra concentrations and 234U/238U isotopic ratio, their specific characteristics enabling different groundwater dynamics features to be investigated.
Tritium was chosen because it defines groundwater masses movements and mixing without being affected by water-rock interactions. It was preconcentrated by means of electrolytic enrichment and detected using Liquid Scintillation Spectrometry. 234U/238U and 226Ra instead allow to investigate water-rock interactions and disequilibrium along the 238U decay-chain. They were detected by means of Inductively Coupled Plasma Mass Spectrometry and, in 226Ra case, a specific method for radium separation and preconcentration by means of sequential use of selective resins was developed and optimized.
Data analysis of two sampling sites, located on the two sides of the main overthrust fault, highlighted different mean contents and also different patterns over time, thus excluding water mixing between the sides, therefore locally configuring the aquifer as two separate sectors divided by an impermeable septum such as the overthrust fault. Data showed a common flat behavior during pre-seismic, co-seismic and post-seismic periods which means an inhibited mixing with young superficial water. After these periods a resumption of water table movement along with changes occurring in water-rock interaction pattern were observed. These results highly support the hypothesis of groundwater uranium concentration spike-like anomalies, observed before L’Aquila earthquakes in all sites, being related to geodynamical processes and not to the input from the vadose zone through variations of percolation processes linked to meteoric events
Noise and vibration characteristics of a micro car diesel engine
In cylinder pressure developed, noise emissions and vibrations from an engine structure are important parameters that provide information about its condition monitoring. Due to several drawbacks of conventional techniques, novel methods are becoming the next hot topic of research for major automotive companies around the world.
Diesel engines are widely used for a variety of industrial as well as domestic applications. Despite their advantages in terms of fuel economy (as compared to gasoline engines), these engines are often less popular due to their worst performance in terms of noise, vibration and harness (NVH) benchmarks. Hence it is important to develop a suitable scheme which is capable enough to extract information from various signals before actual breakdown takes place.
In this work, data was collected from a diesel engine installed in the laboratory of Internal combustion engine at ʹUniversity of Roma Treʹ by changing speed, load, amount and duration of fuel injected. The collected data was further processed using various MATLAB based processing tools. The presented work also discusses various models based on mathematical analysis. The discussed research work has following major objectives:
Objective 1-To review different sources of noise in engines.
Objective 2-To study the effects of variations of different engine operational conditions on various signals acquired from transducers mounted on test engine.
Objective 3- To show the applicability of various signal processing methods.
Objective 4-To analyze combustion based noise using acquired data.
Objective 5-To develop various numerical models of piston lateral motion and validate them using experimental data.
Objective 6-On the background of presented work, provide a guideline for further research.
The presented work has been organized into six chapters. Basic principles of noise, vibration and harness (NVH) have been presented in first two chapters. Chapter 1 analysis different sources of noise in an engine and briefly discusses various techniques used for separation of these sources. Chapter 2 discusses various signal processing methods adopted for diagnosis of different signals. Chapter 3 discusses various features of different sources of noise. Chapter 4 deals with combustion based noise and discusses the use of in cylinder pressure, noise emissions and engine block vibration signals for its analysis. Chapter 5 is dedicated towards noise emissions due to lateral motion of piston assembly. The dynamic equations of piston secondary motion were solved and effects of various parameters were analyzed. Chapter 6 presents a summary of various results and relates it to previous objectives presented. Further suggestions have also been made for future research work.
The novelty of methods discussed in the presented work lies in analysis of various combustion noise related indices which showed a good correlation with actual in cylinder pressure developed. Further various mathematical models were used for analysis of lateral motion of skirt and effects of various design parameters were analyzed.
As output signals from various transducers mounted on the engine are available at an early stage, the discussed methods in presented work may become an attractive option for effective detection and localization of various faults and hence, form an important aspect of preventive maintenance of engines
Forme e proprietà dell’infinito a confronto : una proposta formale del continuum nome–verbo
Il presente lavoro si pone come oggetto di ricerca un’analisi morfosintattica, sincronica e comparata, delle costruzioni subordinate in finlandese, inglese e ungherese, in cui compaiono forme verbali di modo non finito (i.e. infinito, participio, gerundio), al fine di proporne una classificazione in relazione alle loro proprietà nominali e/o verbali. Ciò consentirà di collocare le forme infinite (e relative costruzioni) all’interno del continuum nome–verbo, che, nel presente lavoro, vuole essere interpretato in prospettiva formale, all’interno del quadro teorico della Grammatica Generativa, e per questo si propone, infine, di elaborare una proposta strutturale per le diverse forme non finite in un approccio cartografico, per cui ad ogni tratto – che sia morfologico, semantico o relativo alle categorie del discorso – corrisponde una proiezione sintattica dedicata. In particolare, l’analisi dei dati ci porterà a trattare le costruzioni non finite come delle categorie “miste”, composte, da un punto di vista sintattico, delle proiezioni funzionali dedicate a tratti nominali e verbali. Adotteremo un’ipotesi per cui alla base della derivazione sintattica di tali categorie miste vi sia un’inserzione lessicale acategoriale, ovvero una radice (root), che, attraverso un movimento ciclico lungo le proiezioni funzionali, assume tratti nominali e/o verbali.
Lo studio si basa primariamente sui dati della lingua finlandese (che dispone di un sistema molto ricco di forme non finite), le cui strutture saranno comparate con l’italiano e con l’inglese (per diversità tipologica rispetto al finlandese), e l’ungherese (per una comparazione all’interno del gruppo ugro-finnico). Affronteremo dunque le diverse strategie morfosintattiche che le lingue in esame usano per realizzare strutture subordinate non finite, la loro diversa accettabilità e interpretazione da parte dei parlanti nativi. Il giudizio dei parlanti è stato verificato tramite test valutativi, appositamente creati per le tre lingue in esame, composti da una serie di ‘coppie minime frasali’, inserite in contesti dialogici, che miravano a verificare (i) la possibilità di realizzare specifiche categorie di discorso sia nelle frasi matrici che nelle subordinate, e (ii) l’interpretazione aspettuale ed azionale della costruzione subordinata in relazione alle diverse forme non finite. I test valutativi erano inseriti in un programma di indagine online per ottenere un numero consistente di risposte: per i due test finlandesi abbiamo ottenuto rispettivamente 144 e 261 risposte complete da parte dei parlanti nativi; per il test inglese 49 e per quello ungherese 61
Promises and failures of gallium as an antibacterial agent
The inexorable rise in the incidence of antibiotic resistance in bacterial pathogens, coupled with the
disappointingly low discovery rate of new and clinically useful of antibiotics, has focused the
attention on search for alternatives to conventional antibiotics. Given the crucial role of iron in
bacterial physiology and pathogenicity, iron metabolism has been evaluated as a possible drug
target. Due to the chemical similarity between gallium and iron, gallium acts as an iron-mimetic
which substitutes for iron in several enzymes, thereby perturbing bacterial metabolism. In the last
years, the repurposing of existing (FDA-approved) drugs for new clinical applications has become a
major research area in drug discovery. In this view, the transition metal gallium [Ga(III)], that has a
long history as a diagnostic and chemotherapeutic agent, was recently repurposed as an antibacterial
agent. Gallium has no proven function in biological systems, but acts as an iron-mimetic by
replacing iron in redox enzymes, impairing their function and ultimately hampering cell growth. To
investigate the effect of gallium on planktonic and biofilm cells, the Gram-negative bacteria
Pseudomonas aeruginosa and Acinetobacter baumannii were used as model organisms. Both
species represent one of the most frequent cause of hospital-acquired infection (i.e., pneumonia,
surgical site infection, urinary tract infection, and bloodstream infection) and are intrinsically
resistance to many classes of antibiotics. Consequently, the treatment of patients infected with these
pathogens has become very problematic. In the first part of the thesis, the possibility of improving
the anti-P. aeruginosa potency of gallium by complex formation with a variety suitable carriers that
are actively taken up by bacterium, was investigated. It was observed that Ga(III), complexed with
the pyochelin siderophore, was more efficient than Ga(NO3)3 in inhibiting P. aeruginosa growth,
and its activity was dependent on increased Ga(III) entrance into the cell through the pyochelin
translocon.
Since bacteremia represents a frequent complication of P. aeruginosa infections, it was also
investigated whether Ga(III) would also exert its antibacterial activity in human serum. It was
observed that the growth of P. aeruginosa in complement-free human serum depended on the
ability of individual strains to produce proteases that cleave serum proteins, including transferrin,
ultimately causing iron release and stimulation of bacterial growth. In fact, strains displaying high
proteolytic activity were less susceptible than low proteolytic strains to Ga(NO3)3 in human serum.
This phenomenon should be taken into account when assessing the antibacterial efficacy of
Ga(NO3)3, since the ability of bacteria to retrieve iron from the host would counteract growth
inhibition based on iron mimetism. The high Ga(NO3)3 concentration required to inhibit P.
aeruginosa growth in serum poses a limitation to the potential of Ga(NO3)3 in the treatment of P.
aeruginosa bloodstream infections, and highlights the need for appropriate in vitro condition to
assess growth inhibition by an iron mimetic.
The ability of A. baumannii to adhere and form biofilm on on both biotic and abiotic surface has
been demonstrated and it allows to A. baumannii to survive in the hospital environment for long
time. Biofilm-associated infection are very difficult to treat, because the biofilm mode of growth
reduces antibiotic susceptibility as result of reduced bacterial metabolism. Taken together, these
observations prompted us to investigated the anti-biofilm properties of gallium (provided as
dicitrate salt, Ga-CIT2) against different A. baumannii strains. It was observed that biofilm
formation was moderately inhibited by Ga-CIT2 while pre-formed biofilms were disrupted by ca.
50%. Qualitative experiments have shown that Ga-CIT2 was ineffective in disintegrating the biofilm
matrix, which is mainly constituted by exopolysaccharides. Interestingly, the Ga-CIT2
concentrations required to inhibit and disrupt A. baumannii biofilm were much lower in human
serum than in iron-poor laboratory medium. Although data obtained in human serum raise new
hope for gallium treatment of systemic A. baumannii infections, the potential use gallium in coating
of implants and medical devices should also be considered, given the propensity of A. baumannii to
persist on biotic and abiotic surfaces. Physiochemical modification of the biomaterial surface to
create anti-adhesive surfaces and incorporation of antimicrobial agents into medical device
polymers are regarded as the last resort strategy to preserve medical device or surface
contaminations that are considered hallmarks of many types of nosocomial infections
In the worrisome scenario of expanding drug resistance among Gram-negative bacterial pathogens,
particularly A. baumannii and P. aeruginosa, our findings on the antibacterial and antibiofilm
activity of gallium could open the way to valuable therapeutic options to cure or prevent otherwise
untreatable bacterial infections
I ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali tra imprese e tra imprese e Pubblica Amministrazione
Il lavoro svolto affronta il tema dei ritardi nei pagamenti commerciali tra le imprese e tra le imprese e la Pubblica Amministrazione.
La prima parte della trattazione, dopo brevi osservazioni preliminari sull’attività di ricerca svolta, è dedicata all’inquadramento della tematica dei ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali, con particolare riferimento ai risvolti che il problema delle lungaggini dei tempi di pagamento comporta per le piccole e medie imprese nel mercato unico, e alle soluzioni fornite dal legislatore italiano attraverso il recepimento delle Direttive europee 2000/35/CE e 2011/7/UE, al fine di assicurare protezione all’impresa creditrice, parte debole del rapporto contrattuale avente natura commerciale.
Successivamente, sono inquadrati i rilievi problematici sorti a seguito del recepimento della seconda Direttiva europea, riguardanti la delimitazione dell’ambito di applicazione oggettivo e soggettivo della disciplina sui ritardi di pagamento. Particolare attenzione è rivolta al divieto di estensione della disciplina in esame alle procedure concorsuali e di ristrutturazione dei debiti, nonché al mancato coordinamento esistente tra le due normative. L’attività di ricerca si concentra nell’identificazione dei limiti al richiamato divieto: se, quindi, questo deve interpretarsi nel senso di escludere totalmente
dall’ammissione al passivo fallimentare gli interessi dovuti ai sensi del Decreto legislativo di recepimento n. 231/2002, oppure se debba essere inteso nel senso di non ammettere al passivo i predetti interessi solo se maturati successivamente alla dichiarazione di fallimento. L’altra questione a cui si tenta di dare soluzione riguarda l’interazione tra il richiamato divieto e gli artt. 54 e 55 della legge fallimentare, che disciplinano la sorte degli interessi moratori assistiti da privilegio e maturati per ritardato pagamento in una transazione commerciale in caso di fallimento dell’impresa debitrice.
Viene poi esaminata la differenza tra il concetto di impresa di derivazione europea – esteso, dalle Direttive sui ritardi dei pagamenti, ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi - e quello contenuto del nostro Codice civile.
L’analisi della contrattazione commerciale tra imprese e pubblica amministrazione tiene conto delle ultime novità introdotte dal Decreto di recepimento della seconda Direttiva e dalla Legge 30 ottobre 2014 n. 16, recante norme di interpretazione autentica e modifiche del D.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231, a seguito della quale l’ambito soggettivo di applicazione della disciplina sui ritardi dei pagamenti deve intendersi esteso anche ai contratti di appalto di opere pubbliche, prima oggetto di interpretazioni contrastanti della dottrina.
La seconda parte della tesi è rivolta all’indagine della peculiare funzione degli interessi moratori della disciplina di derivazione comunitaria e dei limiti alla derogabilità dei termini di pagamento nelle transazioni tra imprese e tra imprese e pubblica amministrazione. Importante risalto è dato alle riflessioni
svolte sui problemi di coordinamento tra tale funzione e la normativa “anti usura”.
L’analisi prosegue con l’interpretazione delle disposizioni che regolano il regime di invalidità degli accordi sulle modalità di pagamento. Vengono, quindi, fornite alcune prospettive di indagine dell’art. 7 del D.lgs. n. 231/2002, come sostituito dal D.lgs. n. 192/2012, al fine di analizzare, fra le varie questioni, quella riguardante la natura della nullità di cui alla richiamata disposizione, e i limiti al potere di intervento del giudice sull’accordo in deroga “gravemente iniquo”.
L’ultima parte del lavoro riguarda la tutela processuale nei pagamenti commerciali azionabile in caso di inadempimento ad un rapporto contrattuale costituente transazione commerciale. Sono commentate le disposizioni che prevedono il risarcimento dei costi di recupero e del maggior danno, e le norme del Codice di procedura civile che hanno riformato, con efficacia estesa anche ai rapporti non costituenti transazioni commerciali, il procedimento per ingiunzione di pagamento e la concessione della provvisoria esecuzione parziale del decreto ingiuntivo opposto.
Infine, è analizzata la nuova disciplina sugli interessi di mora riguardanti i crediti litigiosi oggetto di un procedimento di cognizione e le negative ripercussioni processuali che il novellato art. 1284 cod. civ. produce sul “sistema giustizia”