Archivio Aperto di Ateneo
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    5899 research outputs found

    Instruction in Anthropology between Ethnographic and Ethnolinguistic Research

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    The author provides some notes on his experience within the Somali National University teaching program, in particular relating to teaching in intercultural contexts and his findings in cognitive anthropology.Qoraagu wuxuu halkan ku soo bandhigayaa warbixin la xiriirta waaya-aragnimadiisa la xiriirta hawsha waxbaridda ee uu ka qabtay Jaamacadda ummadda soomaaliyeed, iyo natiijooyinkii cilmi-baarista antroboloojiyeed ee uu halkaa ka qabtay.L'autore fornisce un resoconto relativamente alla sua esperienza nell'ambito del programma di insegnamento all'Università Nazionale Somala, in particolare riguardo l'insegnamento in contesti interculturali e i risultati della sua ricerca di antropologia cognitiva.M. Frascarelli (ed.

    The co-operative as institution for human development : the case study of COPPALJ, a primary co-operative in Maranhao State, Brazil

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    In a mood of reassessing the role of co-operative enterprises as a tool for fighting poverty both from the academic community and the international organisations, the thesis aims at contributing to the understanding of the added value of the co-operative form of business especially in a people-centred development setting. In particular, in applying the human development and capability approach to co-operative economics and therefore by linking co-operatives to the concept of well-being, the thesis contributes to shifting the co-operative thinking beyond the homo oeconomicus rational choice perspective bringing it closer to the reason why people adhere to collective livelihood strategies, thus providing greater insight for policies and practice. The case study on COPPALJ -a Brazilian primary co-operative located in Maranhão State - is aimed at evaluating the impact of co-operative membership on member well-being as well as on community development. Adopting both econometric (namely propensity score matching) and participatory methods, it offers a valuable methodology both for the impact assessment and for understanding in depth the democraticity of the co-operative process. In such a way, this methodology aims at contributing to overcoming the evaluation of co-operative performance based only on monetary indicators, and instead, enhancing the concrete contribution that co-operatives can bring to human development and poverty reduction

    Motori di ricerca di immagini basati sulle funzioni armoniche circolari

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    Il presente lavoro di tesi affronta il problema della gestione automati- ca di archivi di immagini. A tal fine sono stati sviluppati due sistemi, che pur avendo degli aspetti comuni, affrontano il problema da due punti di vista differenti. Gli aspetti comuni riguardano l’architettura generale in cui un utente sottopone la richiesta utilizzando un’im- magine di esempio, successivamente il sistema classifica le immagini nell’archivio in base alla similitudine con questa di esempio. Un altro aspetto comune riguarda l’utilizzo delle funzioni armoniche circolari come strumento per l’analisi e la caratterizzazione delle immagini. Di tale classe di funzioni vengono utilizzate i polinomi di Zernike e le funzioni di Laguerre Gauss. La differenza principale degli approc- ci studiati e sviluppati risiede nel fatto che mentre il primo descrive l’immagine utilizzando un numero finito di caratterizzazioni locali, il secondo la rappresenta utilizzando delle caratteristiche globali. Infat- ti, nel primo sistema le funzioni armoniche circolari vengono utilizzate come descrittori di pattern 2D, sfruttandone le loro propriet`a come, ad esempio, l’invarianza alla rotazione. Nel secondo sistema, invece, le funzioni armoniche circolari vengono utilizzate per analizzare le im- magini al fine di descriverle utilizzando delle caratteristiche di basso livello, quali ad esempio le tessiture ed i bordi. In questo caso, `e stato sviluppato un algoritmo che raggruppa in sottoinsiemi le immagini che potrebbero essere rilevanti. Si fa ci`o per facilitare le operazioni di analisi dei risultati da parte dell’utente e per riassumere i contenu- ti presenti nelle immagini considerate rilevanti. I risultati ottenuti mostrano sia l’efficacia dei sistemi sviluppati, sia il fatto che le fun- zioni armoniche circolari sono degli ottimi strumenti per la descrizione di pattern 2D e per l’analisi delle immagini

    Accountability e render conto professionale dei dirigenti scolastici : uno scenario internazionale

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    La tesi è composta di due parti: nella prima, dopo l’introduzione in cui definisco i presupposti della ricerca (capitoli 1 e 2), chiarisco i fondamenti teorici dello studio e illustro le metodologie della ricerca. Nella seconda presento le analisi realizzate in Francia e in Victoria (Australia) e discuto gli esiti complessivi della ricerca. Il capitolo 1 riguarda l’accountability e si propone di indagarne i significati alla luce della letteratura internazionale più affermata. L’ingresso della cultura dell’accountability nel mondo dell’educazione è relativamente recente, avviene nel contesto di un espandersi e un complessificarsi generale dell’ idea di public accountability. Ripercorro brevemente le origini e gli sviluppi illustrando la problematizzazione che ne propone la letteratura attuale e in seguito mi soffermo sulle prospettive e le classificazioni che sono state fatte dell’ accountability educativa, sottolineandone le interpretazioni critiche. Il capitolo 2 presenta le prospettive metodologiche adottate. Consapevole di quanto possa sembrare inconsueto addentrarsi in un tema a prima vista fatto di numeri, come quello dell’ accountability adottando una prospettiva marcatamente qualitativa, ho dedicato molta cura a questo compito. In particolare, dopo aver illustrato le caratteristiche del lavoro sul campo e delle interviste e averne argomentato la legittimità scientifica alla luce della letteratura qualitativa internazionale, illustro brevemente la portraiture methodology, utilizzata a partire dagli anni ’80 dalla ricercatrice statunitense Sara Lawrence Lightfoot (1984, 2005) e ultimamente ripresa con enfasi da un certo filone di studiosi inglesi (es. Bottery, 2009). I capitoli 3 e 4 sono dedicati ai “ritratti di gruppo” di dirigenti scolastici e esperti di Melbourne e Lione ripresi nel loro controverso e intricato rapporto con le problematiche dell’accountability, intendendo con ciò gli assetti istituzionali e formali con cui si devono confrontare, ma anche la particolare alchimia di sentimenti, emozioni, intenzioni personali (Sinclair, 1995) che si creano nella vita professionale di ognuno di loro a contatto con i vincoli e le opportunità delle strutture con cui interagiscono. Virtualmente, per trasportare le parole in una metafora iconografica, i due ritratti sono “scattati” con la stessa fotocamera, cercando di adottare prospettive simili. Si compongono quindi di una breve introduzione e di due parti simili: “lo scenario” e “gli attori”. Nella prima sono illustrate alcune caratteristiche del contesto istituzionale che si ritengono salienti ai fini di un’ambientazione del tema. Nella seconda l’obiettivo si sposta sugli attori. Sono prese in considerazione tre dimensioni: l) alle prese con le riforme; 2) il dirigente e gli stakeholders; 3) valutazioni esterne. Nel capitolo conclusivo rispondo alle domande di ricerca e propongo alcune considerazioni sulle elaborazioni effettuate e sui significati della comparazione realizzata

    Bambini e insegnanti a scuola : modelli educativi, relazioni intergenerazionali e interculturali in Italia e in Francia

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    In un momento di rapidi cambiamenti demografici e culturali ho ritenuto importante cercare di comprendere come gli insegnanti reagiscano a tali mutamenti. Partendo dai risultati delle ricerche che affermano che i docenti alimentino meccanismi di accettazione o rifiuto degli alunni, ho creduto fosse interessante rilevare gli atteggiamenti degli insegnanti nella scuola dell’infanzia, in quanto è uno dei primi luoghi di apprendimento e di socializzazione. Ho, quindi, effettuato una comparazione tra i docenti delle scuole dell’infanzia statali di Reggio Emilia e quelli delle scuole pubbliche di Avignone, somministrando un questionario con scala Likert i cui dati sono stati posti in relazione a quelli ottenuti da interviste semi-strutturate. Al fine di cogliere lo scarto tra il “dichiarato” degli insegnanti, attraverso il questionario e le interviste, e l’“agito”, ho effettuato delle osservazioni in sezione. Ho, inoltre, rilevato nella dimensione diacronica gli atteggiamenti dei docenti delle scuole reggiane mediante la visione di materiale storico. Dalle analisi è risultata evidente l’uniformità delle modalità relazionali degli insegnanti delle scuole avignonesi rispetto a quelle degli insegnanti delle scuole reggiane e una maggiore capacità di esplicitazione delle proprie pratiche didattiche. Gli insegnanti delle scuole reggiane tendono a considerare i comportamenti acquisiti dagli alunni come risultato di capacità innate e che la scuola non possa modificare lo status quo, mentre gli insegnanti delle scuole avignonesi considerano la scuola come uno strumento di promozione sociale. Pur trattandosi di una ricerca non parametrica, ritengo che costituisca un valido studio esplorativo che può fornire indicazioni per proseguire nell’approfondimento dei temi riguardanti l’intercultura a scuola

    Il marxismo culturale : estetica e politica della letteratura nel mondo angloamericano contemporaneo

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    Oggetto della tesi è la crescita d’interesse estetico e culturale nel campo del marxismo contemporaneo, indagata attraverso l’analisi specifica di alcune esperienze filosofiche. Il lavoro si propone di rintracciare i fondamentali nessi di pensiero e i principali filoni di ricerca attivi nel mondo angloamericano a partire dal Secondo Dopoguerra, interrogandosi su questioni relative alla teoria letteraria e alla riflessione artistica, non tralasciandone gli esiti politici e culturali. In particolare, obiettivo specifico della ricerca è la proposta di una mappatura dettagliata delle fondamentali correnti e dei principali nodi teorici attivi nella recente produzione filosofica marxista, colta nel suo approssimarsi a una teoria della cultura e nel suo decadere quale pratica politica. In questa direzione, l’autore esamina il contributo dei marxisti britannici (in particolare, Raymond Williams e Terry Eagleton) e del principale teorico culturale di ispirazione marxista nell’area americana, Fredric Jameson; non senza aver dedicato un ampio studio al rapporto tra marxismo e studi di area, attraverso la figura di Edward W. Said. Il lavoro è corredato di una proposta filosofica relativa al recupero delle nozioni di ‘totalità’ ed ‘estetica politica’, che, beneficiando del pensiero di Antonio Gramsci, si pongono in senso critico rispetto al cammino culturale intrapreso dal marxismo culturale

    Religione e stato democratico : il contributo di Ernst-Wolfgang Bockenforde

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    Negli ultimi anni si è sviluppata in Europa un’ampia discussione circa il problematico rapporto tra religione e politica, tanto che sempre più spesso si sente parlare di età post-secolare (J. Habermas) per indicare un’età in cui la religione, lungi dall’essere relegata nella sola sfera privataspirituale, chiede di poter partecipare attivamente al dibattito pubblico e dire la propria su questioni riguardanti il comportamento pratico dell’uomo all’interno della collettività. Tale dibattito è stato particolarmente vivace in Germania e si sta sviluppando con sempre più incisività in Italia. Il presente progetto di ricerca ha lo scopo di arricchire il dibattito sulla questione filosofica, ancora aperta, della connessione tra etica e politica, attraverso lo speciale contributo di un giurista cattolico tedesco contemporaneo, Ernst-Wolfgang Böckenförde, che molto si è dedicato allo studio del delicato rapporto tra cristianesimo e democrazia. Dopo una prima presentazione delle tematiche attraverso i contributi di alcuni tra i più influenti studiosi che hanno preso parte a tale dibattito (per citarne solo alcuni, dall’area tedesca, Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger, dall’area italiana, Gian Enrico Rusconi, Michele Nicoletti, Geminello Preterossi) si passerà all’analisi di alcune opere di Böckenförde per far emergere la posizione del giurista rispetto al rapporto tra cristianesimo e democrazia, cercando di evidenziare quegli aspetti del suo lavoro che più si avvicinano all’ambito della filosofia morale (ricordiamo che Böckenförde è un giurista e un filosofo del diritto e della politica). Per far ciò rivolgeremo la nostra attenzione e ci dedicheremo soprattutto a uno dei temi che più gli stanno a cuore, ossia il rapporto tra lo Stato democratico (intenso nella sua dimensione più ampia) e la religione (in modo particolare quella cristiana, essendo uno degli elementi che più hanno contribuito a plasmare la coscienza europea fin dai primi secoli della sua formazione e successiva espansione) visto all’interno dell’ampia prospettiva del problema della secolarizzazione. Gli argomenti verranno trattati nel seguente ordine: l’analisi delle caratteristiche della cosiddetta “età post-secolare”, per cui sembra che le religioni stiano tornando a ricoprire un ruolo pubblico di forte spessore all’interno di Stati democratici (secolarizzati e laici) che appaiono sempre più in difficoltà di fronte alle sfide della globalizzazione, della crescita del pluralismo, della crisi di identità; la nascita dello Stato moderno come processo di secolarizzazione e la sua conquista più importante rappresentata dalla libertà – che pone allo stesso tempo, però, lo Stato in una condizione di vulnerabilità; le caratteristiche del diritto alla libertà di coscienza (e di religione) e il significato che tale riconoscimento ha avuto sia per lo Stato, quanto per la Chiesa e i cristiani in generale; il confronto tra l’ethos democratico e quello cristiano, fino ad approdare all’argomento centrale del progetto, rappresentato dal ruolo della religione – in particolare del cristianesimo – all’interno dello Stato democratico secolarizzato. E’ importante ricordare che l’autore di riferimento è un giurista e per questo i temi scelti sono stati estrapolati da un’ampissima letteratura legata alla teoria costituzionale e giuspubblicistica, cercando di metterne in luce gli aspetti che si collegano con la filosofia morale

    Pane, amore e politica : il "volto" femminile del PCI in provincia di Latina dalla Liberazione al 1956

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    La tesi ricostruisce l’azione politica delle donne comuniste nel PCI e nell’UDI in provincia di Latina, “opera somma” della bonifica mussoliniana e prodotto dell’unione di tre territori che appartenevano, prima della costituzione della provincia, alla provincia romana (i Monti Lepini e l’Agro Pontino), alla provincia di Caserta (i comuni del Sud Pontino e alla provincia di Napoli (le isole di Ponza e Ventotene)1 e si articola in tre capitoli, che si sviluppano secondo un ordine cronologico, dal 1944, anno di liberazione della provincia di Latina al 1956, anno del XX Congresso del PCUS e della rivoluzione di Ungheria. Nello specifico, nel I Capitolo, intitolato “Maschio e femmina li creò”: la difficile gestazione del partito nuovo al femminile in provincia di Latina (1944 – 1949), si è cercato di ricostruire la difficile gestazione del partito nuovo al femminile, partendo dalla storia di Resistenza impossibile nel territorio, fino alla scomunica di Papa Pio XII al PCI e al giornale Noi Donne, cogliendo i peculiari aspetti della provincia di Latina e delle donne comuniste che operavano in quel contesto. Il II capitolo, Dalle lotte per la pace alla “svolta” del 1953: il faticoso cammino per la realizzazione del partito nuovo al femminile (1950 – 1953) illustra le strategie adottate in generale dal partito e dalle comuniste pontine per la costruzione del partito nuovo fino alla duplice svolta del 1953, riconducibile alla lotta contro la “legge truffa” e al I Congresso Provinciale della Donna di Latina. L’ultimo capitolo “L’indimenticabile 1956”: l’irrealizzabile partito nuovo al femminile, esamina il progetto togliattiano volto ad inserire la donna nella via italiana al socialismo e ha l’obiettivo di porre in rilievo le modalità e le strategie messe in atto dalle comuniste pontine per dare vita e forma a questo progetto, che viene esplicato con chiarezza attraverso un’accurata attenzione al potenziamento dell’organizzazione di partito, mentre l’Unione Donne Italiane pontina entra in un periodo di crisi. Due sono stati i principali obiettivi di questo lavoro: delineare la storia organizzativa delle comuniste nel partito e nell’UDI in provincia di Latina dalla Liberazione al 1956, per cogliere continuità e rotture con il più ampio contesto nazionale e, al contempo, illustrare i motivi della difficoltà a realizzare il partito nuovo tra le donne. In questo senso, è stato necessario capire cosa fosse il partito nuovo, le strategie adottate per la sua realizzazione e come le donne fossero collocate in questo progetto, nel caso specifico della provincia di Latina. I tre assi portanti della tesi si incentrano sulle relazioni di genere all’interno del partito, sul complesso rapporto UDI–PCI e sulla partecipazione delle comuniste pontine all’interno delle amministrazioni pubbliche. Proprio per la compresenza delle comuniste nel partito e nell’organizzazione di massa, è stato fondamentale analizzare la “doppia militanza” in una duplice direzione: nella percezione delle protagoniste e quanto l’una e l’altra militanza abbiano inciso sulla politica femminile. Il tentativo di questo lavoro è stato quello di far interagire e “dialogare” i documenti archivistici con le fonti orali, con l’obiettivo di colmare le carenze degli studi di storia politica delle donne e di restituire una storia organica del “volto” femminile del PCI in provincia di Latina. Il quadro si è rivelato interessante e diversificato: una storia dell’organizzazione femminile nella duplice adesione al PCI e all’UDI e una storia di donne, della loro identità, del loro modo specifico di approcciarsi alla politica. Da questo dialogo, le voci delle protagoniste hanno restituito una complessità di posizioni, sfumature e percezioni, facendo palpitare il cuore della loro azione politica. Le fonti orali sono state altresì necessarie per comprendere le origini sociali, i rapporti di parentela, i livelli d’istruzione e culturali, i contesti propri del mondo del lavoro e i momenti di socializzazione, ossia tutti quei fattori che sono a fondamento dei processi formativi delle singole militanti. Le componenti private, le relazioni familiari e quelle di amicizia, il rapporto delle militanti con la fede e, di conseguenza, con le donne cattoliche presenti nell’UDI, (soprattutto dal ’49, anno della scomunica da parte del Papa al PCI e a Noi Donne) rappresentano «“territori di frontiera” ampiamente coinvolti nella formazione e circolazione del “discorso politico”»2. Poiché il partito era costituito non solo da donne, ma soprattutto da uomini, le interviste hanno messo di fronte “l’universo” maschile e femminile, mostrando un altro “volto” della ricerca: le relazioni degli uomini del partito con le donne, misurando, attraverso le loro posizioni e i loro atteggiamenti, quanto la morale comunista potesse avere incidenza sull’operato femminile in provincia. Infine, per quanto concerne le fonti, le principali fonti documentarie utilizzate per la ricerca sono depositate presso l’Istituto Gramsci di Roma, (dove è conservato l’Archivio Nazionale del PCI) e presso l’Archivio di Stato di Latina, (dove sono conservati il Fondo della Federazione del PCI di Latina, le carte della Questura di Latina e del Gabinetto della Prefettura)

    Noolaha Dhamaantii

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    Waa geeraar dheer oo halkudheggiisu yahay "Noolaha dhamaantii", wuxuuna ka hadlayaa nolosha iyo waxa uu aadmigu kaga duwanyahay xayawaanka noocyadiisa.Una lunga poesia del genere "geeraar" dal titolo "Noolaha dhamaantii" (Le vite di tutti) che parla della vita e di come l'essere umano si differenzia dal resto degli esseri viventi.A long 'geeraar' poem (poetic genre) entitled "Noolaha dhamaantii" (Everyone's life) about life and how human being is different from other living things.Dokumentigan waxaa dadka u soo bandhigay Bildhaan, Digital Commons ee jaamacadda "Macalester College".Documento messo a disposizione da Bildhaan, Digital Commons del Macalester College.Document provided by Bildhaan, Digital Commons at Macalester College.Link: http://digitalcommons.macalester.edu/bildhaan

    Vernici : mostre nelle gallerie romane dal 1950 al 1980

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    Il volume conclude il lavoro di catalogazione e sistemazione del fondo Cantatore della Biblioteca di Area delle Arti “Luigi Grassi”. Il ricchissimo materiale contenuto tra le carte di Walter Cantatore, personaggio di rilievo nella vita culturale e artistica romana tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento, composto da inviti, cataloghi e brochures, è stato usato come punto di partenza per documentare la storia delle gallerie private a Roma, luoghi privilegiati della cultura in cui mostre di artisti italiani e stranieri, più o meno conosciuti, si alternavano alle sperimentazioni più ardite dei giovani artisti. Nel volume a corredo delle interviste e dei contributi degli studiosi che hanno partecipato al progetto sono state riprodotte alcune delle immagini più significative. Grazie ai ricordi personali e alle analisi storico-artistiche del periodo si capisce, dunque, come per lungo tempo il centro della città, costellato da un numero incredibile di piccole gallerie dirette da personalità “illuminate”, fu il cuore pulsante per molte generazioni di artisti e per l’arte italiana

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