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Instruction in Anthropology between Ethnographic and Ethnolinguistic Research
The author provides some notes on his experience within the Somali National University teaching program, in particular relating to teaching in intercultural contexts and his findings in cognitive anthropology.Qoraagu wuxuu halkan ku soo bandhigayaa warbixin la xiriirta waaya-aragnimadiisa la xiriirta hawsha waxbaridda ee uu ka qabtay Jaamacadda ummadda soomaaliyeed, iyo natiijooyinkii cilmi-baarista antroboloojiyeed ee uu halkaa ka qabtay.L'autore fornisce un resoconto relativamente alla sua esperienza nell'ambito del programma di insegnamento all'Università Nazionale Somala, in particolare riguardo l'insegnamento in contesti interculturali e i risultati della sua ricerca di antropologia cognitiva.M. Frascarelli (ed.
The co-operative as institution for human development : the case study of COPPALJ, a primary co-operative in Maranhao State, Brazil
In a mood of reassessing the role of co-operative enterprises as a tool for fighting poverty both from the academic community and the international organisations, the thesis aims at contributing to the understanding of the added value of the co-operative form of business especially in a people-centred development setting. In particular, in applying the human development and capability approach to co-operative economics and therefore by linking co-operatives to the concept of well-being, the thesis contributes to shifting the co-operative thinking beyond the homo oeconomicus rational choice perspective bringing it closer to the reason why people adhere to collective livelihood strategies, thus providing greater insight for policies and practice.
The case study on COPPALJ -a Brazilian primary co-operative located in Maranhão State - is aimed at evaluating the impact of co-operative membership on member well-being as well as on community development. Adopting both econometric (namely propensity score matching) and participatory methods, it offers a valuable methodology both for the impact assessment and for understanding in depth the democraticity of the co-operative process. In such a way, this methodology aims at contributing to overcoming the evaluation of co-operative performance based only on monetary indicators, and instead, enhancing the concrete contribution that co-operatives can bring to human development and poverty reduction
Motori di ricerca di immagini basati sulle funzioni armoniche circolari
Il presente lavoro di tesi affronta il problema della gestione automati-
ca di archivi di immagini. A tal fine sono stati sviluppati due sistemi,
che pur avendo degli aspetti comuni, affrontano il problema da due
punti di vista differenti. Gli aspetti comuni riguardano l’architettura
generale in cui un utente sottopone la richiesta utilizzando un’im-
magine di esempio, successivamente il sistema classifica le immagini
nell’archivio in base alla similitudine con questa di esempio. Un altro
aspetto comune riguarda l’utilizzo delle funzioni armoniche circolari
come strumento per l’analisi e la caratterizzazione delle immagini. Di
tale classe di funzioni vengono utilizzate i polinomi di Zernike e le
funzioni di Laguerre Gauss. La differenza principale degli approc-
ci studiati e sviluppati risiede nel fatto che mentre il primo descrive
l’immagine utilizzando un numero finito di caratterizzazioni locali, il
secondo la rappresenta utilizzando delle caratteristiche globali. Infat-
ti, nel primo sistema le funzioni armoniche circolari vengono utilizzate
come descrittori di pattern 2D, sfruttandone le loro propriet`a come,
ad esempio, l’invarianza alla rotazione. Nel secondo sistema, invece,
le funzioni armoniche circolari vengono utilizzate per analizzare le im-
magini al fine di descriverle utilizzando delle caratteristiche di basso
livello, quali ad esempio le tessiture ed i bordi. In questo caso, `e stato
sviluppato un algoritmo che raggruppa in sottoinsiemi le immagini
che potrebbero essere rilevanti. Si fa ci`o per facilitare le operazioni
di analisi dei risultati da parte dell’utente e per riassumere i contenu-
ti presenti nelle immagini considerate rilevanti. I risultati ottenuti
mostrano sia l’efficacia dei sistemi sviluppati, sia il fatto che le fun-
zioni armoniche circolari sono degli ottimi strumenti per la descrizione
di pattern 2D e per l’analisi delle immagini
Accountability e render conto professionale dei dirigenti scolastici : uno scenario internazionale
La tesi è composta di due parti: nella prima, dopo l’introduzione in cui definisco i
presupposti della ricerca (capitoli 1 e 2), chiarisco i fondamenti teorici dello studio e
illustro le metodologie della ricerca. Nella seconda presento le analisi realizzate in
Francia e in Victoria (Australia) e discuto gli esiti complessivi della ricerca.
Il capitolo 1 riguarda l’accountability e si propone di indagarne i significati alla luce
della letteratura internazionale più affermata. L’ingresso della cultura
dell’accountability nel mondo dell’educazione è relativamente recente, avviene nel
contesto di un espandersi e un complessificarsi generale dell’ idea di public
accountability. Ripercorro brevemente le origini e gli sviluppi illustrando la
problematizzazione che ne propone la letteratura attuale e in seguito mi soffermo sulle
prospettive e le classificazioni che sono state fatte dell’ accountability educativa,
sottolineandone le interpretazioni critiche.
Il capitolo 2 presenta le prospettive metodologiche adottate. Consapevole di quanto
possa sembrare inconsueto addentrarsi in un tema a prima vista fatto di numeri, come
quello dell’ accountability adottando una prospettiva marcatamente qualitativa, ho
dedicato molta cura a questo compito. In particolare, dopo aver illustrato le
caratteristiche del lavoro sul campo e delle interviste e averne argomentato la legittimità
scientifica alla luce della letteratura qualitativa internazionale, illustro brevemente la
portraiture methodology, utilizzata a partire dagli anni ’80 dalla ricercatrice statunitense
Sara Lawrence Lightfoot (1984, 2005) e ultimamente ripresa con enfasi da un certo
filone di studiosi inglesi (es. Bottery, 2009).
I capitoli 3 e 4 sono dedicati ai “ritratti di gruppo” di dirigenti scolastici e esperti di
Melbourne e Lione ripresi nel loro controverso e intricato rapporto con le problematiche
dell’accountability, intendendo con ciò gli assetti istituzionali e formali con cui si
devono confrontare, ma anche la particolare alchimia di sentimenti, emozioni,
intenzioni personali (Sinclair, 1995) che si creano nella vita professionale di ognuno di
loro a contatto con i vincoli e le opportunità delle strutture con cui interagiscono.
Virtualmente, per trasportare le parole in una metafora iconografica, i due ritratti sono
“scattati” con la stessa fotocamera, cercando di adottare prospettive simili. Si compongono quindi di una breve introduzione e di due parti simili: “lo scenario” e “gli
attori”. Nella prima sono illustrate alcune caratteristiche del contesto istituzionale che si
ritengono salienti ai fini di un’ambientazione del tema. Nella seconda l’obiettivo si
sposta sugli attori. Sono prese in considerazione tre dimensioni: l) alle prese con le
riforme; 2) il dirigente e gli stakeholders; 3) valutazioni esterne.
Nel capitolo conclusivo rispondo alle domande di ricerca e propongo alcune
considerazioni sulle elaborazioni effettuate e sui significati della comparazione
realizzata
Bambini e insegnanti a scuola : modelli educativi, relazioni intergenerazionali e interculturali in Italia e in Francia
In un momento di rapidi cambiamenti demografici e culturali ho ritenuto importante
cercare di comprendere come gli insegnanti reagiscano a tali mutamenti.
Partendo dai risultati delle ricerche che affermano che i docenti alimentino meccanismi
di accettazione o rifiuto degli alunni, ho creduto fosse interessante rilevare gli
atteggiamenti degli insegnanti nella scuola dell’infanzia, in quanto è uno dei primi
luoghi di apprendimento e di socializzazione.
Ho, quindi, effettuato una comparazione tra i docenti delle scuole dell’infanzia statali di
Reggio Emilia e quelli delle scuole pubbliche di Avignone, somministrando un
questionario con scala Likert i cui dati sono stati posti in relazione a quelli ottenuti da
interviste semi-strutturate.
Al fine di cogliere lo scarto tra il “dichiarato” degli insegnanti, attraverso il questionario
e le interviste, e l’“agito”, ho effettuato delle osservazioni in sezione.
Ho, inoltre, rilevato nella dimensione diacronica gli atteggiamenti dei docenti delle
scuole reggiane mediante la visione di materiale storico.
Dalle analisi è risultata evidente l’uniformità delle modalità relazionali degli insegnanti
delle scuole avignonesi rispetto a quelle degli insegnanti delle scuole reggiane e una
maggiore capacità di esplicitazione delle proprie pratiche didattiche. Gli insegnanti delle
scuole reggiane tendono a considerare i comportamenti acquisiti dagli alunni come
risultato di capacità innate e che la scuola non possa modificare lo status quo, mentre gli
insegnanti delle scuole avignonesi considerano la scuola come uno strumento di
promozione sociale.
Pur trattandosi di una ricerca non parametrica, ritengo che costituisca un valido studio
esplorativo che può fornire indicazioni per proseguire nell’approfondimento dei temi
riguardanti l’intercultura a scuola
Il marxismo culturale : estetica e politica della letteratura nel mondo angloamericano contemporaneo
Oggetto della tesi è la crescita d’interesse estetico e culturale nel campo del marxismo contemporaneo,
indagata attraverso l’analisi specifica di alcune esperienze filosofiche. Il lavoro si propone di rintracciare
i fondamentali nessi di pensiero e i principali filoni di ricerca attivi nel mondo angloamericano a partire
dal Secondo Dopoguerra, interrogandosi su questioni relative alla teoria letteraria e alla riflessione
artistica, non tralasciandone gli esiti politici e culturali. In particolare, obiettivo specifico della ricerca è
la proposta di una mappatura dettagliata delle fondamentali correnti e dei principali nodi teorici attivi
nella recente produzione filosofica marxista, colta nel suo approssimarsi a una teoria della cultura e nel
suo decadere quale pratica politica. In questa direzione, l’autore esamina il contributo dei marxisti
britannici (in particolare, Raymond Williams e Terry Eagleton) e del principale teorico culturale di
ispirazione marxista nell’area americana, Fredric Jameson; non senza aver dedicato un ampio studio al
rapporto tra marxismo e studi di area, attraverso la figura di Edward W. Said. Il lavoro è corredato di
una proposta filosofica relativa al recupero delle nozioni di ‘totalità’ ed ‘estetica politica’, che,
beneficiando del pensiero di Antonio Gramsci, si pongono in senso critico rispetto al cammino
culturale intrapreso dal marxismo culturale
Religione e stato democratico : il contributo di Ernst-Wolfgang Bockenforde
Negli ultimi anni si è sviluppata in Europa un’ampia discussione circa il problematico
rapporto tra religione e politica, tanto che sempre più spesso si sente parlare di età post-secolare (J.
Habermas) per indicare un’età in cui la religione, lungi dall’essere relegata nella sola sfera privataspirituale,
chiede di poter partecipare attivamente al dibattito pubblico e dire la propria su questioni
riguardanti il comportamento pratico dell’uomo all’interno della collettività. Tale dibattito è stato
particolarmente vivace in Germania e si sta sviluppando con sempre più incisività in Italia.
Il presente progetto di ricerca ha lo scopo di arricchire il dibattito sulla questione filosofica,
ancora aperta, della connessione tra etica e politica, attraverso lo speciale contributo di un giurista
cattolico tedesco contemporaneo, Ernst-Wolfgang Böckenförde, che molto si è dedicato allo studio
del delicato rapporto tra cristianesimo e democrazia. Dopo una prima presentazione delle tematiche
attraverso i contributi di alcuni tra i più influenti studiosi che hanno preso parte a tale dibattito (per
citarne solo alcuni, dall’area tedesca, Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger, dall’area italiana, Gian
Enrico Rusconi, Michele Nicoletti, Geminello Preterossi) si passerà all’analisi di alcune opere di
Böckenförde per far emergere la posizione del giurista rispetto al rapporto tra cristianesimo e
democrazia, cercando di evidenziare quegli aspetti del suo lavoro che più si avvicinano all’ambito
della filosofia morale (ricordiamo che Böckenförde è un giurista e un filosofo del diritto e della
politica). Per far ciò rivolgeremo la nostra attenzione e ci dedicheremo soprattutto a uno dei temi
che più gli stanno a cuore, ossia il rapporto tra lo Stato democratico (intenso nella sua dimensione
più ampia) e la religione (in modo particolare quella cristiana, essendo uno degli elementi che più
hanno contribuito a plasmare la coscienza europea fin dai primi secoli della sua formazione e
successiva espansione) visto all’interno dell’ampia prospettiva del problema della secolarizzazione.
Gli argomenti verranno trattati nel seguente ordine: l’analisi delle caratteristiche della
cosiddetta “età post-secolare”, per cui sembra che le religioni stiano tornando a ricoprire un ruolo pubblico di forte spessore all’interno di Stati democratici (secolarizzati e laici) che appaiono sempre
più in difficoltà di fronte alle sfide della globalizzazione, della crescita del pluralismo, della crisi di
identità; la nascita dello Stato moderno come processo di secolarizzazione e la sua conquista più
importante rappresentata dalla libertà – che pone allo stesso tempo, però, lo Stato in una condizione
di vulnerabilità; le caratteristiche del diritto alla libertà di coscienza (e di religione) e il significato
che tale riconoscimento ha avuto sia per lo Stato, quanto per la Chiesa e i cristiani in generale; il
confronto tra l’ethos democratico e quello cristiano, fino ad approdare all’argomento centrale del
progetto, rappresentato dal ruolo della religione – in particolare del cristianesimo – all’interno dello
Stato democratico secolarizzato. E’ importante ricordare che l’autore di riferimento è un giurista e
per questo i temi scelti sono stati estrapolati da un’ampissima letteratura legata alla teoria
costituzionale e giuspubblicistica, cercando di metterne in luce gli aspetti che si collegano con la
filosofia morale
Pane, amore e politica : il "volto" femminile del PCI in provincia di Latina dalla Liberazione al 1956
La tesi ricostruisce l’azione politica delle donne comuniste nel PCI e nell’UDI in
provincia di Latina, “opera somma” della bonifica mussoliniana e prodotto dell’unione
di tre territori che appartenevano, prima della costituzione della provincia, alla provincia
romana (i Monti Lepini e l’Agro Pontino), alla provincia di Caserta (i comuni del Sud
Pontino e alla provincia di Napoli (le isole di Ponza e Ventotene)1 e si articola in tre
capitoli, che si sviluppano secondo un ordine cronologico, dal 1944, anno di liberazione
della provincia di Latina al 1956, anno del XX Congresso del PCUS e della rivoluzione
di Ungheria.
Nello specifico, nel I Capitolo, intitolato
“Maschio e femmina li creò”: la
difficile gestazione del partito nuovo al femminile in provincia di Latina (1944 – 1949),
si è cercato di ricostruire la difficile gestazione del partito nuovo al femminile, partendo
dalla storia di Resistenza impossibile nel territorio, fino alla scomunica di Papa Pio XII
al PCI e al giornale Noi Donne, cogliendo i peculiari aspetti della provincia di Latina e
delle donne comuniste che operavano in quel contesto.
Il II capitolo, Dalle lotte per la pace alla “svolta” del 1953: il faticoso cammino
per la realizzazione del partito nuovo al femminile (1950 – 1953) illustra le strategie
adottate in generale dal partito e dalle comuniste pontine per la costruzione del partito
nuovo fino alla duplice svolta del 1953, riconducibile alla lotta contro la “legge truffa” e
al I Congresso Provinciale della Donna di Latina. L’ultimo capitolo “L’indimenticabile 1956”: l’irrealizzabile partito nuovo al
femminile, esamina il progetto togliattiano volto ad inserire la donna nella via italiana al
socialismo e ha l’obiettivo di porre in rilievo le modalità e le strategie messe in atto
dalle comuniste pontine per dare vita e forma a questo progetto, che viene esplicato con
chiarezza attraverso un’accurata attenzione al potenziamento dell’organizzazione di
partito, mentre l’Unione Donne Italiane pontina entra in un periodo di crisi.
Due sono stati i principali obiettivi di questo lavoro: delineare la storia
organizzativa delle comuniste nel partito e nell’UDI in provincia di Latina dalla
Liberazione al 1956, per cogliere continuità e rotture con il più ampio contesto
nazionale e, al contempo, illustrare i motivi della difficoltà a realizzare il partito nuovo
tra le donne. In questo senso, è stato necessario capire cosa fosse il partito nuovo, le
strategie adottate per la sua realizzazione e come le donne fossero collocate in questo
progetto, nel caso specifico della provincia di Latina.
I tre assi portanti della tesi si incentrano sulle relazioni di genere all’interno del
partito, sul complesso rapporto UDI–PCI e sulla partecipazione delle comuniste pontine
all’interno delle amministrazioni pubbliche.
Proprio per la compresenza delle comuniste nel partito e nell’organizzazione di
massa, è stato fondamentale analizzare la “doppia militanza” in una duplice direzione:
nella percezione delle protagoniste e quanto l’una e l’altra militanza abbiano inciso sulla
politica femminile.
Il tentativo di questo lavoro è stato quello di far interagire e “dialogare” i
documenti archivistici con le fonti orali, con l’obiettivo di colmare le carenze degli studi
di storia politica delle donne e di restituire una storia organica del “volto” femminile del
PCI in provincia di Latina. Il quadro si è rivelato interessante e diversificato: una storia
dell’organizzazione femminile nella duplice adesione al PCI e all’UDI e una storia di
donne, della loro identità, del loro modo specifico di approcciarsi alla politica. Da
questo dialogo, le voci delle protagoniste hanno restituito una complessità di posizioni,
sfumature e percezioni, facendo palpitare il cuore della loro azione politica.
Le fonti orali sono state altresì necessarie per comprendere le origini sociali, i
rapporti di parentela, i livelli d’istruzione e culturali, i contesti propri del mondo del
lavoro e i momenti di socializzazione, ossia tutti quei fattori che sono a fondamento dei
processi formativi delle singole militanti. Le componenti private, le relazioni familiari e
quelle di amicizia, il rapporto delle militanti con la fede e, di conseguenza, con le donne
cattoliche presenti nell’UDI, (soprattutto dal ’49, anno della scomunica da parte del Papa al PCI e a Noi Donne) rappresentano «“territori di frontiera” ampiamente coinvolti
nella formazione e circolazione del “discorso politico”»2.
Poiché il partito era costituito non solo da donne, ma soprattutto da uomini, le
interviste hanno messo di fronte “l’universo” maschile e femminile, mostrando un altro
“volto” della ricerca: le relazioni degli uomini del partito con le donne, misurando,
attraverso le loro posizioni e i loro atteggiamenti, quanto la morale comunista potesse
avere incidenza sull’operato femminile in provincia.
Infine, per quanto concerne le fonti, le principali fonti documentarie utilizzate per
la ricerca sono depositate presso l’Istituto Gramsci di Roma, (dove è conservato
l’Archivio Nazionale del PCI) e presso l’Archivio di Stato di Latina, (dove sono
conservati il Fondo della Federazione del PCI di Latina, le carte della Questura di
Latina e del Gabinetto della Prefettura)
Noolaha Dhamaantii
Waa geeraar dheer oo halkudheggiisu yahay "Noolaha dhamaantii", wuxuuna ka hadlayaa nolosha iyo waxa uu aadmigu kaga
duwanyahay xayawaanka noocyadiisa.Una lunga poesia del genere "geeraar" dal titolo "Noolaha dhamaantii" (Le vite di tutti) che parla della vita e di come l'essere umano si differenzia dal resto degli esseri viventi.A long 'geeraar' poem (poetic genre) entitled "Noolaha dhamaantii" (Everyone's life) about life and how human being is different from other living things.Dokumentigan waxaa dadka u soo bandhigay Bildhaan, Digital Commons ee jaamacadda "Macalester College".Documento messo a disposizione da Bildhaan, Digital Commons del Macalester College.Document provided by Bildhaan, Digital Commons at Macalester College.Link: http://digitalcommons.macalester.edu/bildhaan
Vernici : mostre nelle gallerie romane dal 1950 al 1980
Il volume conclude il lavoro di catalogazione e sistemazione del fondo Cantatore della Biblioteca di Area delle Arti “Luigi Grassi”. Il ricchissimo materiale contenuto tra le carte di Walter Cantatore, personaggio di rilievo nella vita culturale e artistica romana tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento, composto da inviti, cataloghi e brochures, è stato usato come punto di partenza per documentare la storia delle gallerie private a Roma, luoghi privilegiati della cultura in cui mostre di artisti italiani e stranieri, più o meno conosciuti, si alternavano alle sperimentazioni più ardite dei giovani artisti. Nel volume a corredo delle interviste e dei contributi degli studiosi che hanno partecipato al progetto sono state riprodotte alcune delle immagini più significative. Grazie ai ricordi personali e alle analisi storico-artistiche del periodo si capisce, dunque, come per lungo tempo il centro della città, costellato da un numero incredibile di piccole gallerie dirette da personalità “illuminate”, fu il cuore pulsante per molte generazioni di artisti e per l’arte italiana