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Soomaali been ma maahmaahdo
Buuggani waxaa ku urursan maahmaahyo soomaaliyeed oo la xiriiraan dhaqanka iyo xigmada reer miyiga. Waxayna u taxanyihiin qaabka bataja' soomaaliyeed.Il testo raccoglie proverbi somali che riguardano prevalentemente la cultura e la saggezza dei pastori somali. Essi sono elencati in ordine alfabetico somalo.The text collects Somali proverbs, in Somali alphabetic order, which deal mainly with Somali nomads culture and wisdom
Focus et effets "verbe second" en Somali
Maqaalku wuxuu isku dayayaa inuu isu barbardhigo dhismaha Af-soomaaliga oo leh diiradeeye iyo ifafaalaha falka labaad ee afafka Romance iyo Germanic.L'articolo si propone di stabilire un parallelo tra le costruzioni con focus della lingua somala e il fenomeno verbo secondo (V2) delle lingue romanze e germaniche.The paper aims to establish a comparison between focus-structures in Somali language and verb-second phenomenon (V2), typical of Romance and Germanic languages
Technical Guidelines on Water Trucking in Drought Emergencies
This technical brief presents information on assessing the appropriateness of water trucking interventions, setup of emergency water trucking in drought, and alternatives to water trucking.Qoraalkani wuxuu muujinayaa xog ku saabsan qiimaynta xagga gargaarka gaadiidka biyaha ee la adeegsado xilliga abaaraha, iyo sida kale ee loo adeegsan karo gaadiidka biyaha.Questo documento tecnico presenta informazioni sulla valutazione della adeguatezza degli interventi di trasporto di acqua nei casi di emergenza siccità, e le alternative al trasporto dell'acqua
Opportunities and Challenges of Setting-Up an Articulate HACCP System in Export Slaughterhouses in Countries Emerging from Conflict: An Appraisal of North-Western Somalia
Report on an investigation carried out for more than two years in North-Western Somalia (Somaliland) to determine opportunities and challenges of setting up a Hazard Analysis and Critical Control Points (HACCP) system to be adopted and complied with during operations in an export slaughterhouse.Warbixin ku saabsan baaritaan lagu samaeeyay muddo labo sano ah woqooyi-galbeed ee Soomaaliya (Somaliland) oo ku saabsan habkii lagu baari lahaa halsita iyo ilaalinta waxyaabaha khatarta marka la qalaya xoolaha hilibkooda la dhoofinaya.Relazione su un'indagine effettuata per più di due anni nel nord-ovest della Somalia (Somaliland) per determinare le opportunità e le sfide nella creazione di un sistema di Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici (HACCP) da adottare e rispettare durante le operazioni di esportazione di un macello
L'evoluzione della disciplina europea sugli aiuti di stato nel contesto della crisi economica e finanziaria internazionale
La disciplina degli aiuti di Stato costituisce un elemento centrale nell’ambito
dell’architettura giuridica europea, volta per vocazione originale a creare un mercato
comune, retto da regole di concorrenza efficaci e rigorose.
Ed invero, sin dalla firma del Trattato di Roma nel 1957, la disciplina in
materia di aiuti di Stato costituisce un elemento integrante della politica della
concorrenza comunitaria, volta a garantire che il funzionamento del mercato interno
non venga falsato dai comportamenti anticoncorrenziali delle imprese o dagli Stati
membri che favoriscono alcuni operatori a scapito di altri.
Il tradizionale approccio delle Istituzioni europee e degli Stati membri nei
confronti degli aiuti di Stato si è dovuto confrontare a partire dal 2008 con
l’abbattersi nell’Ue dell’ormai nota crisi economica e finanziaria, originatasi peraltro
già l’anno prima negli Stati Uniti a causa del crollo dei c.d. mutui subprime.
Oggetto della presente trattazione è proprio l’analisi di come la disciplina in
materia di aiuti di Stato si è evoluta nel contesto della crisi.
L’emergenza scatenata da tale crisi nel settore creditizio e nell’economia reale
avrebbe potuto, infatti, acuire la tradizionale distanza tra le posizioni dell’Unione e
degli Stati nazionali in materia di aiuti di Stato. In particolare, da un lato, gli Stati
membri avrebbero potuto promuovere un sostegno indiscriminato alle proprie
imprese e ai propri “campioni nazionali”, a detrimento sia delle finanze pubbliche
statali, che della tutela della concorrenza (sia nell’ambito nazionale, che nell’ambito
del mercato interno). Dall’altro lato, le Istituzioni dell’Unione, per non rischiare di
compromettere l’unità del mercato interno, avrebbero potuto arroccarsi su posizioni
di intransigente rispetto della disciplina “tradizionale” in materia di aiuti.
In tale contesto, il presente lavoro intende dare risposta proprio ai seguenti
interrogativi. La crisi ha comportato un aumento o una diminuzione dell’intensità e
della qualità dell’azione europea nel settore economico rispetto al livello nazionale?
L’Unione, ferita dalla crisi finanziaria e dell’economia reale, nonché dall’acuirsi di
focolai antieuropeisti, ha saputo reagire ai rischi di comportamenti
anticoncorrenziali e distruttivi del mercato interno, o piuttosto è arretrata in favore
di una maggiore sovranità degli Stati membri?
Per rispondere a tali domande, nel corso del primo capitolo, il lavoro
approfondisce le caratteristiche peculiari della citata disciplina “tradizionale” in
materia di aiuti di Stato, il cui perimetro originario, definito dalla normativa di diritto
primario dell’Unione, è stato progressivamente precisato e delineato dalla
giurisprudenza comunitaria in materia, nonché dai numerosi orientamenti di volta in
volta elaborati dalla Commissione europea.
Il secondo capitolo contiene un’analisi dettagliata delle misure di carattere
normativo ed istituzionale adottate dall’Unione nel suo complesso. Al riguardo, si
rileva come, da un lato, si sia intervenuto sull’assetto generale di governance
economica dell’Ue, nell’ottica di fornire una risposta alla crisi del tradizionale assetto
di gestione economica europeo, attraverso l’adozione del c.d. Six pack, la creazione
del Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria, prima, e del Meccanismo
europeo di stabilità, dopo, nonché la stipula del Trattato sul c.d. Fiscal compact;
dall’altro lato, si sia proceduto a dotare gli Stati membri di nuovi strumenti per
contrastare la crisi, inserendo nel sistema legislativo europeo delle disposizioni
specifiche in materia di aiuti di Stato al settore creditizio e all’economia reale, le quali
hanno reso compatibili con il mercato interno misure di sostegno che fino a quel
momento non sarebbero state considerate ammissibili alla luce della disciplina
analizzata nel capitolo 1 della trattazione.
Oggetto del terzo capitolo è infine la disamina delle azioni concretamente
messe in campo dall’Unione e dagli Stati membri in applicazione delle misure
strutturali sopra citate, come gli aiuti forniti ai Paesi a rischio di default, da una parte,
e gli interventi nazionali a sostegno delle imprese e delle banche, dall’altra.
Sulla base degli approfondimenti svolti, nelle riflessioni conclusive viene
rilevato come gli interventi che sono stati presi in sede europea per rispondere alla
crisi economico-finanziaria, ma anche alla crisi del tradizionale sistema di governance
economica, abbiano in realtà rafforzato l’integrazione economica europea. Pertanto,
il rischio che la crisi conducesse ad un’alterazione degli equilibri fino a quel
momento costituiti tra gli Stati membri e l’Unione si è effettivamente concretizzato,
ma ha condotto a risultati opposti rispetto a quelli che in molti avevano immaginato
e temuto: non lo sgretolamento della costruzione economica europea, ma il suo
rafforzamento
Future generazioni
L’impostazione generale della presente ricerca si sostanzia in una lenta ricostruzione del tema delle future generazione, dal loro studio prettamente teorico-filosofico alla trasposizione nel campo del diritto passando attraverso il percorso geo-politico della loro giuridificazione. Dal momento infatti in cui il termine generazione e la sua semantica rilevante sono fuoriusciti dall’indiscriminato del linguaggio ordinario per entrare nella cultura giuridica si è creato uno spazio normativo nuovo e si è dato l’avvio ad un processo che possiamo definire di Verrechtlichung. Ovvero ad una operazione normativa di “incorporazione” attraverso cui il diritto decostruisce l’originario significato di” future generazioni” per tradurlo in un lessico per sé rilevante e perciò governabile. La paradossalità però risiede nel fatto che ogni cambiamento all’interno di un sistema non si pone mai come neutro ma crea sempre problemi di compatibilità , nel nostro caso col diritto e con le classiche categorie giuridiche.
Da qui la necessità :
A) da un lato di seguire le tracce che il diritto ed i suoi testi hanno lentamente seminato per ricomporre una sorta di percorso geopolitico (che va dalle prime Costituzioni illuministiche ai testi legislativi più attuali, dalle Carte, Dichiarazioni, Convenzioni, Trattati ai riconoscimenti normativi delle generazioni future a diversi livelli ordinamentali ) capace di mostrare le forme, i luoghi ed i contenuti propri della giuridificazione. Attraverso una griglia cronologicamente orientata del materiale normativo Internazionale, Comunitario, Costituzionale, Statale, Infra-statuale è stato possibile allargare la nostra prospettiva oltre la direzione temporale, dentro uno spazio stratificato, pluridimensionale che il diritto, forse per primo, ha saputo racchiudere.
B) di ricomporre, o almeno tentare di farlo, le discrasie esito di compiuti o mancati esercizi di compatibilità. Mi riferisco a problemi di :
Definizione /identità. Le molteplici teorizzazioni dell’identità/soggettività condividono tutte l’intensione di definire quelli delle future generazioni: Diritti, senza prendere coscienza del fatto che se pure ci si riuscisse non si uscirebbe da alcune questioni paradossali
-la fissazione di diritti precostituiti oggi per le generazioni di domani potrebbe risultare non utile alla realizzazione di una garanzia che varia nel tempo
-la strategia rimediale potrebbe arrivare a definire ipertroficamente fattispecie giuridicamente tutelate
- il legislatore sarebbe costretto a decidere in fretta su una questione che attengono invece ad un ambito più grande di quel che può regolare in un lasso di tempo relativamente breve.
Azionabilità/ rappresentanza. L’azionabilità rappresenta uno dei punti più delicati del sistema del diritto applicabile alla categoria “ future generazioni”, che, pur definendosi diritti per via della tradizione , sono inevitabilmente senza soggetto , senza azionabilità, senza lobbies, quindi senza tutela o a tutela debole ed eventuale. Se anche paventassimo un sistema di superamento della categoria “future generazioni.” dai limiti
spazio-temporali e ci tirassimo quindi fuori dalla dialettica diritti doveri, ci troveremmo a dover creare un tutore, un rappresentante dei diritti/interessi futuri che alle generazioni abbiamo attribuito. Si correrebbe il pericolo che dietro la parvenza di una tutela si creino invece sistemi e finzioni marcatamente etnocentriche .Il diritto dovrebbe invece servire a lasciare alle future generazioni campi di scelte, non a scegliere in suo nome, al suo posto. L’unico vero modo per dare realmente tutela alle future generazioni è quello di lasciarle libere di auto-determinarsi. Gli ambiti che più risentono dell’intervento dell’uomo e che quindi più avrebbero bisogno di tutela sono quello :GENETICO (PROTEZIONE DELLA BIODIVERSITÀ E DEL GENOMA UMANO) AMBIENTALE (PRESERVAZIONE DEGLI ECOSISTEMI) CULTURALE (CONSERVAZIONE DELLA DIVERSITÀ DEL PATRIMONIO CULTURALE)
Reciprocità
-la necessaria corrispondenza tra diritti e doveri che ostacola la possibilità di includere le future generazioni nei testi di diritto cogente.
-il problema della scomposizione di un meccanismo di imputazione, che ha legato nella cultura occidentale l’idea di rispondere di qualcosa solo all’idea di rispondere a qualcuno, nel senso che deve esserci sempre qualcuno a cui rispondere. Bisognerebbe cercare di sganciarsi da una dimensione giusrazionalistica di stampo negativo, puntando sui doveri dell’attuale generazione invece che sui possibili interessi/diritti di soggetti ancora non presenti1. Il sistema della politica non può non assumersi le sue responsabilità, prima fra tutte quella di darne attuazione, avviandosi all’effettività della loro tutela ,altrimenti non saremo certo in grado di lasciare aperte alle generazioni future opzioni almeno non minori di quelle che abbiamo noi oggi. Laddove la Costituzione italiana al comma 1 dell'art. 2 ribadisce il proprio fondamento nei «doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».
Responsabilità e Giustiziabilità C) Fino a giungere ad un tentativo di costruzione di un’ Etica nuova. Una volta infatti che la categoria di “Generazione futura” si è immessa nel discorso giuridico e si è mostrata cambiata, libera da chiusure spazio temporali, ha mostrato la sua indipendenza rispetto al tempo. Mi riferisco alla impossibilità di parlare di giustizia dentro una generazione senza doversi necessariamente riferirsi alle generazioni. La questione inter-generazionale3 diviene questione intertemporale di equità.4 Un nuovo imperativo etico, distante da quello kantiano diretto all’individuo nella dimensione presente del suo agire, che evoca una coerenza di tipo metafisico e non logico, non dell’atto in se, ma dei suoi “effetti ultimi con la continuità dell’attività umana nell’avvenire”: agisci in modo che le conseguenze delle tue azioni siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra. Tutto ci riporta infatti alla costruzione di uno spazio di libertà consentita in presenza di altri, ad una dimensione universalizzante. Tale luogo, in cui tutte le generazioni convivono senza delimitazioni spazio temporali e che attiene alla radice più profonda dell’appartenere all’umanità, si è cercato di ricostruire e ricomporre nel lungo lavoro qui riportato. Esso rappresenta da un lato uno spazio inedito, in cui la giustizia è declinabile solo nella sua dimensione di inclusività, dall’altro la cornice di riferimento dentro cui si è delineato il problema della teoria normativa delle generazioni future. Nel difficile rapporto tra giustizia, etica e diritto si è assistito a momenti di compatibilità, di corretta traduzione tra un sistema e l’altro. Ma più spesso paradossi linguistici ed ambivalenze ermeneutiche non sono stati del tutto risolvibili. Uno tra tutti il fatto che a parlare in nome delle future generazioni e a rappresentarle è comunque il presente. Per quanto la cognizione della capacità di influire sul futuro sia effettiva, ogni scelta del presente nasconde una quota inevitabile di etnocentrismo e quindi corre il rischio di rappresentare la vita di altri sulla base di parametri proprio- così come - di destinare agli altri modelli propri5. Il conseguente paradosso teorico, che lo studio delle generazioni ha prodotto, è stato quello di aver voluto ricostruire la teoria normativa delle generazioni future sulla falsa riga di quella dei soggetti presenti, prestando così il fianco alle critiche di quella parte della dottrina che nega la possibilità dell’esistenza ora di diritti per le future generazioni. Partendo infatti dalla premessa che per poter ascrivere ad un individuo un diritto è necessario che esso esista e sia in grado di far valere una tale pretesa, le persone esistenti oggi, non solo non avrebbero obblighi giuridici, ma neanche sarebbero gravate da obblighi morali. Ma il diritto stesso spesso trova il modo di aggirare limitazioni categoriali e definitorie. In realtà la dimensione della giustizia formale per prima si è resa conto che per essere garantita essa si sarebbe dovuta ridescrivere attraverso il concetto di intertemporalità. Come ci ricorda Rawls infatti per riuscire a perseguire i principi di giustizia “ non c’è concesso trattare le generazioni in modo differente solo per il motivo che vengano prima o dopo nel tempo6”. E questo perché una società ben ordinata , uno Stato che voglia perseguire regole efficaci e giuste, dovrà organizzarsi come sfera pubblica in cui l’ “equo sistema di cooperazione sociale si estenda nel tempo da una generazione alla successiva.7 La sfida che questo lavoro ha accettato senza indugio è stata quella di indagare il non semanticamente accertato, il limite estremo tra giustizia e diritto come tra teoria e prassi , tra dimensioni descrittive e prescrittive come tra cognitivo e normativo. Il problema della non completa compatibilità della questione generazionale con le categorie esistenti è stato supplito attraverso ricerche di modelli e tecniche decisionali capaci di regolare l’agire collettivo e di disporre i presupposti per scelte il più possibile eque. “Questi termini equi, che sono tali in quanto specificano i diritti e i doveri fondamentali, modellano quella forma di cooperazione che è la struttura di base della società nelle sue istituzioni principali, quali la costituzione, il regime economico, l’ordinamento giuridico. Tutto ciò si configura come un sistema unico di cooperazione8”. Insieme ad una diversa concezione dalla società, più attenta ai bisogni dell’umanità tutta scorre un sotterraneo eppur necessario discorso metagiuridico capace di trasformare l’essere umano in uomo che possiede umanità. D) Di cercare di costruire teoricamente una vera e propria Teoria delle future generazioni , del loro tempo stratificato ed intertemporale e del loro lessico rilevante. I soggetti nella loro “originaria” co- appartenenza ( dentro lo spazio comune dell’umanità)realizzano contemporaneamente un “compimento” delle e nelle relazioni fattuali ed una “destinazione” delle e nelle relazioni potenziali. Questo perché la destinazione non è metafisicamente prestabilita, è in divenire, è il vivere una vita orientata al futuro del suo destino che ci accomuna. . I soggetti che condividono un arco temporale, una generazione, e che non sembrano possedere nessuna convergenza di vita o valori, innegabilmente non possono non convenire sul fatto di essere obbligati a con-vivere. La condizione di fatto del convivere di generazioni o di uomini diversi dentro una generazione deve necessariamente dar luogo a forme nuove di coesistenza, non basate sulla ricerca di una comune fondazione o di una comune origine, quanto su un comune destino. Come dire, non rivolgendo lo sguardo indietro alla ricerca di un comune passato10, ma avanti. Il futuro, il destino, la progettazione dell’essere è ciò che nella più diversa possibilità di esito ci accomuna. Heidegger11 ci ricorda infatti che la Storia costituita dal destino “ non ha il suo centro di gravità ne’ nel passato, ne’ nel presente, e nella sua connessione col passato, ma nell’accadere autentico dell’esistenza quale scaturisce dall’avvenire dell’esserci. La storia.. getta le sue radici nel futuro[…]”
A dare speranza che le questioni etiche e quelle giuridiche, in continua ed evolutiva inferenza tra loro, possano finalmente parlare un linguaggio comune sarà proprio la responsabilità, ovvero la possibilità di rispondere ad un dialogo che accomuna “coloro che non hanno comunità”. Coloro che cioè non condividono aspetti esclusivi, ma che si appellano a ciò che si ha in comune: il senso di umanità che la giustizia, fosse anche solo formale, potrà tradurre in agire pratico
Flavorchanging processes of quarks and leptons as indirect probes of physics beyond the Standard Model
The deepest knowledge of the nature behavior is today represented by Standard Model (SM) of
particle physics. This quantum eld theory is brie
y presented in Chapter 1, where we discuss its
foundations in terms of particles and gauge symmetries. In particular we focus on the scalar and
avor sector, that are the main concern of this Thesis. We show that the elegance of the theory
seems to be completely lost when we consider the ultra-high sensitivity to the short-distance e ects
in the scalar mass term (hierarchy problem) or when we try to explain the peculiar patterns of
masses and mixings that we observe in quarks and leptons (
avor puzzle).
Anyway if the hierarchy problem seems to indicate that some unknown completion of the SM
should be at the TeV scale, the experimental data agree with high precision with the SM. For this
reason we know that if some New Physics (NP) is close it must be highly non-generic, specially in
its
avor sector (
avor problem). After quantifying this considerations in Chapter 2, we present
a possible solution to this problem (at least from the
avor point of view), that is the Minimal
Flavor Violation hypothesis.
In Section 2.3 we present one of the most prominent candidates for a theory beyond the SM,
that is the supersymmetry. We again discuss with particular attention the Higgs and
avor sector
of the Minimal Supersymmetry Standard Model. In particular we show that within the minimal
framework of this theory the recent LHC results are pushing higher and higher the scale of the
supersymmetric particles, stepping away from the naturalness expectations.
Nevertheless, some new ideas able to explain what has been observed so far have emerged. For
example the squarks of the rst two families can be signi cantly heavier than the third generations
(split-family SUSY), explaining the fact that we haven't seen any supersymmetric particle and
keeping the theory natural at the same time. This possibility is analyzed in Chapter 3, where
we present a speci c
avor model compatible with such a scenario and based on a U(2)3
avor
symmetry. We show that this symmetry is not only able to give the desired suppression to
Flavor Changing Neutral Currents, but it can also provide some insight into the SM
avor puzzle.
However the U(2)3 model is able to describe only the quark sector, while in a complete theory
we need to enlarge the description also to leptons. This goal is achieved in [1] and presented in
Section 3.2. Starting from the maximal U(3)5 symmetry we show how it is possible to obtain a
two steps breaking leading to O(3) in the neutral sector and to U(2)5 in the charged sector, to be
able to provide a good description of the lepton sector and keeping the (s)quark as in the original U(2)3 model. We also calculate the Lepton Flavor Violation processes, testing the goodness of
the model in this respect.
The same model is analyzed also in Section 3.3, where we assume the U(2)3
avor symmetry
to be broken at a very high scale, instead of being directly applied at the electroweak scale [2].
We present the Renormalization Group Equations e ects on the low-energy parameter space.
For example we check under which conditions it is possible to obtain a splitted squark spectrum
and if the typical U(2)3 mixing properties are preserved by the running. We also study possible
deviations from the minimal breaking patter of the
avor symmetry and the e ects of some usually
neglected F = 2 operators.
Beside supersymmetry, other New Physics theories have been proposed in order to solve (at
least in part) the problems of the SM. In the second part of this Thesis we take a more general
approach: we analyze in a model-independent way a few phenomenological consequences of pos-
sible deviations from the SM Higgs sector. In fact almost all the SM problematic aspects are in
its scalar sector (hierarchy problem,
avor puzzle, vacuum stability, neutrino masses and also cos-
mological constant problem) and for this reason a motivated NP Higgs sector usually introduces
several new features not present in the SM.
Thus, the recent LHC discovery of a new scalar neutral particle gives us the important oppor-
tunity to probe the SM and its possible completions in one of their crucial aspects. In Section
4.1 we present a general analysis where we i) analyze the indirect constraints on possible
avour-
violating couplings of the Higgs set by low-energy
avour-changing transitions, ii) analyze the
consequences of these constraints on possible
avour-violating decays of the Higgs boson [3]. In
particular we show which are the
avor-changing decays that could be observed with the LHC
sensitivity.
In Section 4.2 and 4.3 instead, we focus on a class of theories beyond the SM, that is the
2 Higgs Doublets Model. In this framework we analyze the B-physics phenomenology and in
particular the decay B ! that seems to show a slight tension with the SM expectation [4]. We
present under which conditions it is possible to obtain an enhancement in the decay rate assuming
Minimal Flavor Violation and considering all the other
avor processes relevant at large tan . We
also show a preliminary study, where we compare the discovery potential of the processes B !
and Bs ! , in view of the experimental prospects of LCHb and a possible superB machine [5]
Measurement of η-meson production in γγ interactions and Γ(η → γγ) with the KLOE detector
The work done during my Ph.D. is focused on the analysis of the data taken by the
KLOE (K LOng Experiment) detector at the -factory DA NE. The topic of my
work is \
physics", i.e. the processes e+e ! e+e
! e+e X, in which each
lepton irradiates a virtual photon and the two photons produce the nal state X.
The study of
interactions allows one to explore states with quantum numbers
JPC = 0 +; 2 +, and to produce scalar and pseudoscalar mesons in the nal state.
In particular I focused on the study of the process e+e ! e+e , analyzing both the
charged and neutral decay channels of the meson, ! + 0 and ! 0 0 0,
and using the data taken by KLOE at
p
s = 1 GeV, with an integrated luminosity
of 240 pb 1. The choice of studying o -peak data is driven by the need to reduce
the background from the decays of the meson, which has mass 1020 MeV. The
cross section of the irreducible background e+e !
is measured in a dedicated
analysis. The cross section of the process e+e ! e+e is measured separately for
the two decay channels, and then combined. Finally, the partial width ( !
)
is extracted, obtaining a result which is in agreement with the PDG average, and
represents the most precise measurement to date. The paper \Measurement of
meson production in
interactions and ( !
) with the KLOE detector" has
been accepted by JHEP and is available at http://arxiv.org/abs/1211.1845
MoCA: a Monte Carlo code for accretion in Astrophysics
Accretion is a common mechanism in astrophysics and, due to its
peerless efficiency it is the only one able to power the most luminous
objects in the sky. From the point of view of energetics the question
is very simple: the gravity of the accreting source attracts matter
which, due to its angular momentum, forms an accretion disc. The
gravitational potential energy is converted in kinetic energy and vis-
cosity forces inside the disc convert this energy into radiation. The
efficiency of this process is the highest in nature and, if the gravita-
tional potential well is deep enough, huge luminosities can be reached.
Compact objects are among the most exotic sources in the Universe
and their luminosity is produced by accretion. The class of compact
objects includes Neutron Stars (NSs), White Dwarfs (WDs) and Black
Holes (BHs), objects which show a very high compactness, M/R, and
differ from all the other stars because there are no thermonuclear fu-
sion processes that produce radiation and counteract their gravity.
When these objects are in a binary system, matter from the compan-
ion star accretes onto the compact object forming an accretion disc
which can produce a large amount of radiation in X-ray band. These
systems are called X-ray binaries (XRBs). The X-ray spectrum pro-
duced is complex and constituted by several components, due to the
circumnuclear material which scatters, absorbs and reprocesses X-ray
photons produced by the disc. Furthermore, the spectral energy dis-
tribution can have a different shape depending on the state of the
XRB. A common feature in all XRBs X-ray spectra is a strong Iron
K emission line at 6.4 keV . The line is produced by the reprocessing
of X-ray photons absorbed by the neutral disc. These lines often show
a broad energy profile and the origin of this broadening is still matter
of debate. The two common interpretations are that it is given either
by General Relativistic effects or by Comptonization (or, of course,
by a combination of the two). One way to discriminate between these explanations is given by the polarization signal. In the case of Comp-
tonization, in fact, some degree of linear polarization is expected to be
measured in the line flux while for GR broadening it is not predicted.
Another case of astrophysics interest in which X-ray polarization
plays a key role is on the determination of the corona geometry in Ac-
tive Galactic Nuclei (AGN). The term AGN refers to a few percent of
galaxies whose emission from the inner region is ascribed to accretion
onto a super massive black hole (SMBH). As for XRBs, the emission,
in all the energy bands of the electromagnetic spectrum, is complex
and constituted by several components. One important difference is
that in AGN the accretion disc radiates in the UV/optical band rather
than in X-ray band. Therefore, X-ray emission in AGN is due only to
the scattering electrons cloud which surrounds the inner part of the
disc, known as ‘corona’. The characteristics of the corona, especially
the geometry, are still unknown. Measuring the polarization signal in
the X-ray spectra of AGN, offers the unique possibility to constrain
some of the corona properties.
In the framework of this scenario we developed MoCA, a code
dedicated to the study of the spectrum and the polarization signal
produced in accreting sources. We applied our code to the two issues
described before: the spectrum and the polarization signal of the con-
tinuum X-ray emission in AGN and the Comptonization of the Iron
line in XRBs. The code includes all special relativistic corrections
and it is modular, allowing, with minor modifications, to be applied
to different accreting systems and astrophysical situations