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Valutazione dell'influenza di cavità sotterranee e campi di fratturazione sulle concentrazioni di Radon e Thoron nel suolo in aree idrotermali e perivulcaniche della regione Lazio
L’obiettivo principale di questa ricerca è stato
quello di indagare le dinamiche che entrano in gioco dal momento della generazione del
radon nel suolo, al tipo di trasporto (diffusivo o avvettivo) durante la risalita in
superficie, in aree caratterizzate dalla presenza di cavità sotterranee e sistemi di faglie o
fratture presenti all’interno della Regione Lazio. La prospezione dei gas presenti in un
suolo (in questo caso radon, thoron, CO2 e H2S), accoppiata dalla determinazione della
sua permeabilità intrinseca, rappresenta un potente strumento per investigare le
caratteristiche geologiche e strutturali del basamento. La presenza di fratture, faglie e
cavità sotterranee poco profonde condiziona fortemente i valori del soil gas e in
particolare il rapporto tra i due isotopi principali del radon, il 222Rn (detto
semplicemente radon) e il 220Rn (noto anche come thoron), in virtù dei diversi tempi di
dimezzamento dei due nuclidi: 3,8 giorni circa per il radon e solo 55 secondi per il
thoron. Questo determina un decadimento rapido del thoron che si riduce molto nelle
aree limitrofe al punto in cui viene generato, al contrario di quanto avviene per il radon.
La presenza però di elementi strutturali e vuoti nel suolo, favorisce la risalita dei gas da
zone profonde aumentando il rapporto isotopico 222Rn/220Rn che può superare anche il
rapporto di attività dei nuclidi genitori (226Ra/232Th). In questo senso l’arricchimento
relativo del radon è un segnale della presenza di sistemi di fatturazione e faglie o cavità
sotterranee. In tali condizioni, generalmente caratterizzate da permeabilità intrinseca dei
siti elevata e presenza di notevoli concentrazioni di CO2, che agisce come gas carrier, il
tipo di trasporto che presenta il radon è prevalentemente avvettivo, cioè legato a
gradienti di pressione e temperatura. L’aspetto interessante di questo progetto di ricerca
è quindi senz’altro rappresentato dall’attenzione particolare che è stata rivolta all’analisi
dell’isotopo thoron, che viene invece trascurata in molti lavori sulla determinazione
delle concentrazioni di radon per indagini geologiche. Le aree individuate per valutare
come la misura congiunta dei parametri menzionati possa dare indicazioni efficaci per
lo studio del sottosuolo, si trovano all’interno della regione Lazio e sono caratterizzate da differenti condizioni geologiche e idrogeologiche al contorno. Le aree indagate per il presente progetto di ricerca sono:
1) la Valle della Caffarella-Tenuta di Tor Marancia (Roma), dove affiorano i prodotti vulcanici emessi dai Colli Albani e localmente sono presenti cavità artificiali;
2) le Terme della Ficoncella e zone limitrofe (Civitavecchia), dove è presente una sorgente termale e alcuni sistemi di discontinuità;
3) l’area di Vigna fiorita (Ciampino), area perivulcanica di alto strutturale, caratterizzata da intenso degasamento e alcune faglie;
4) la zona di Fiumicino (Roma), dove si è creato un vulcanetto di fango, in seguito ad una perforazione che ha attraversato i livelli impermeabili che confinano i gas presenti nel sottosuolo
La giustizia costituzionale in Belgio
L’obiettivo della presente ricerca è quello di mettere a fuoco le motivazioni, politico-istituzionali e giuridiche che hanno condotto il legislatore belga, in un determinato momento storico, ad istituire la Corte d’arbitrato e, nello specifico, quello di individuare il ruolo della stessa all’interno delle dinamiche Stato centrale/enti federati-fiamminghi/valloni. Ciò che si è cercato di capire è se la Corte abbia avuto un ruolo politico, assumendo posizioni più o meno centraliste attraverso le proprie pronunce, oppure se sia stata un’organo garante dell’equilibrio che, senza mostrare opinioni troppo marcate, a favore di un ente piuttosto che dell’altro, abbia rappresentato un collante all’interno di una società disomogenea caratterizzata da fratture che hanno rischiato di minare l’unità dello Stato. Per arrivare a dare una risposta adeguata agli interrogativi fulcro di questa ricerca, si è considerato opportuno analizzare una serie di fonti, oltre a quelle normative, sia italiane che straniere, come riviste, manuali, rassegne della giurisprudenza italiane e belghe.
Per arrivare ad una risposta soddisfacente, che si fondasse sul dato empirico, ho dedicato l’ultimo capitolo di questa tesi all’analisi della giurisprudenza della Cour d’arbitrage/constitutionnelle dal 2003 ad oggi. Si è ritenuto opportuno delimitare lo studio delle sentenze all’ultimo decennio di attività della Consulta belga perché il 2003 è l’anno in cui il campo di azione della Corte viene ampliato definitivamente a molti dei diritti costituzionalmente garantiti, e non soltanto a quelli relativi al riparto della competenza legislativa fra Stato centrale, Comunità e Regioni. Già a partire dal 1989 erano state, infatti, approvate una serie di revisioni che avevano visto il parametro costituzionale essere sempre più ampio. Tale escalation si è conclusa con l’entrata in vigore della riforma del 2003 in base alla quale la Corte è competente a sindacare sulle disposizioni legislative che potrebbero violare gli artt 10-11-170-172 e 191 Cost e tutto il Titolo II della Carta, sui Belgi e sui loro diritti.
I primi tre capitoli della tesi hanno, invece, fornito un’accurata descrizione della situazione politico-istituzionale, della forma di stato e di governo, degli organi e delle funzioni dello Stato centrale, delle comunità e delle regioni. E’stata fatta un’ampia esposizione degli aspetti più tecnici relativi alla composizione, al funzionamento e alla organizzazione della Cour d’arbitrage che dal 2007 diventa Constitutionnelle. Per concludere, si è ritenuto indispensabile concentrarsi su come la Consulta abbia continuato a svolgere il proprio ruolo di arbitro nelle difficili relazioni fra Stato centrale e enti federati nel momento in cui le sue funzioni sono state ampliate
Le fonti dell'opinione pubblica nella tarda Repubblica Romana
L'obiettivo di questo lavoro è di indagare quali potessero essere le fonti alternative su cui i cittadini
della Roma tardorepubblicana, nell'esercizio autonomo delle loro facoltà di giudizio, avrebbero
potuto fare affidamento per formare la propria opinione e se la diversificazione delle fonti fosse in
grado di produrre un'indipendenza decisionale in sede di voto.
In particolare, propongo l'individuazione di due principali sorgenti di riferimento: la prima sono le
manifestazioni culturali di diffusa accessibilità, specialmente di matrice popolare, in cui trovasse
posto in qualche forma una rappresentazione della politica diversa da quella propagata dall'élite; la
seconda è la diffusione di informazioni e notizie attraverso la comunicazione interpersonale, vettore
della costruzione di un clima d'opinione e di una precoscienza sui fatti di rilievo rispetto alla quale
la posizione dell'élite senatoria veniva a sovrapporsi. L'intento non è quello di attribuire alla plebe
romana lato sensu l'engagement e l'ardore critico che le élite intellettuali illuministiche, cui
propriamente si riferisce la definizione di opinione pubblica di Habermas, dedicavano al dibattito
politico, bensì quello di suggerire che i cittadini fossero dotati degli strumenti per esaminare
autonomamente la realtà politica e dell'interesse per adoperarli, come in effetti, in numerose
circostanze, sembrano aver fatto.
Nello svolgimento dell'analisi del primo ordine di fonti si dedica uno spazio privilegiato al teatro e,
in particolare, alle forme e ai modi in cui esso poteva farsi interprete dell'attualità politica, con
l'obiettivo di evidenziare l'impossibilità da parte dei membri dell'élite senatoriale di esercitare sulla
politicizzazione dei teatri un controllo efficace. Si propone inoltre un confronto basato sull'analisi
linguistica e letteraria di alcuni testi mimici e testimonianze di satira popolare, per mostrare la
possibilità di un assorbimento dei contenuti satirici del teatro nell'orizzonte cognitivo della plebs
urbana.
La seconda sezione della ricerca si concentra sui fenomeni che parlano a favore di una
comunicazione interpersonale indipendente, dalla nascita alla fissazione in communis opinio, dalla
propaganda dell'élite: in particolare, la precocità e credibilità dei rumores rispetto ai dispacci
ufficiali; i tentativi di intercettazione messi in campo dalla classe politica per controllarne gli effetti
sull'opinione pubblica; l'esistenza di situazioni che favorivano la conversazione spontanea sui fatti
politici. Una parte rilevante di questa sezione è occupata dalla disamina di questo terzo aspetto, la
cui importanza nel processo comunicativo è resa evidente dalla forte tendenza della società a
strutturarsi in gruppi più o meno grandi di cittadini, dal quartiere, ai collegi, alle tribù, che
agevolavano l'aggregazione e il confronto su temi rilevanti di interesse pubblico; a questo fatto si
aggiunge il radicamento del dibattito sull'attualità politica nelle abitudini sociali dei cittadini di
Roma, evidenziato dall'uso di questi ultimi, ampiamente rilevato dalle fonti, di radunarsi in gruppi
di conversatori, talvolta attirati da un intrattenitore.
Alcune testimonianze esplicite delle fonti letterarie lasciano pensare che la consuetudine col
dibattito acquisita dai cittadini nelle abitudini comunicative quotidiane avesse modo di essere
esercitata attivamente, talvolta, anche nelle pubbliche assemblee, dove forse la presa di parola da
parte di cittadini non appartenenti all'élite era richiesta e concessa più spesso di quanto non si sia
teso a ritenere finora. Tale acquisizione legittimerebbe l'ipotesi che il contributo al dibattito politico
delle fasce popolari della società si svolgesse, o potesse svolgersi, anche in via diretta nelle sedi
costituzionalmente deputate allo scontro politico.
L'esito della riflessione svolta nel corso della ricerca conduce alla delineazione di una struttura
politico-sociale in cui le manifestazioni di dissenso o assenso espresse dalla popolazione urbana non
legata all'élite non risultano in molti casi essere riconducibili ad una opinione comune generata o
plasmata dalla pubblicistica di un'oligarchia onnipotente, poiché esistevano fonti diversificate, e in
alcuni casi indipendenti, cui il singolo cittadino poteva prestare ascolto. La realizzazione in
proposte di legge delle istanze espresse dalle correnti di opinione in diversi casi nel corso della
storia della tarda repubblica mostra che la capacità d'indipendenza non era un connotato sterile
dell'opinione pubblica romana, ma anche uno strumento di partecipazione ed influenza concreta sul
dispositivo politico-decisionale
Il mosaico dell'abside della basilica di Santa Pudenziana a Roma : la storia, i restauri, le interpretazioni
La ricerca intende raccontare la storia di un monumento antico complesso quale
l’abside di S. Pudenziana e risalire alle origini e agli esordi del mosaico absidale, decorazione integrata,
modificata, alterata, manomessa, obliterata, restaurata, rinnovata e conservata, secondo
modalità, termini ed entità che, in un modo o nell’altro, ce l’hanno restituita così come si presenta nel suo aspetto attuale.
Allora è parso opportuno passare
dall’oggi alla genesi del mosaico, del monumento e del contesto di riferimento, un’operazione difficile, che ha comportato un continuo
cambiamento di costume, di secolo in secolo, seguendo da vicino tutti gli interventi
conservativi, che hanno interessato il mosaico nel corso della sua lunga vita e che, talora,
lo hanno arrogantemente investito, senza mai intaccarne, però, il nocciolo figurativo
primitivo ed originario. Durante questa lunga e faticosa “retromarcia”, abbiamo sostato specialmente nel
frangente tardo-cinquecentesco, che vede l’invasivo intervento condotto da Enrico Caetani a S. Pudenziana, che trasforma
pesantemente l’edificio e che entra anche nel mosaico absidale, risarcendone le lacune con
intonaco dipinto, trasformandone la morfologia architettonica, obliterandone le porzioni
perimetrali, senza però stravolgerne la “mappa genetica” paleocristiana.Il nostro lavoro e il nostro esperimento sono stati agevolati da studi recenti, che
hanno vivisezionato la basilica e ne hanno riconosciuto le dinamiche costruttive,
liberandola dalle vecchie credenze agiografiche, che proponevano un fiabesco intreccio di
luoghi, edifici e storie, attorno alle eroiche figure di Pudente, Pastore, Prassede e
Pudenziana, lasciando in sospeso, però, le questioni propriamente legate alla storia del
catino absidale, alla sua genesi e ai processi che ne hanno garantito, nella lunga durata,
quantomeno una sua parziale conservazione.
Un riesame della documentazione iconografica prodotta dai copisti del passato,
delle descrizioni dell’edificio lasciate dai testimoni oculari dei vari interventi e uno
sguardo attento alle epigrafi perdute e in essere hanno permesso di illuminare le stagioni
del mosaico absidale attraverso i cantieri che si sono avvicendati nel corso dei secoli,
partendo dalle rimodulazioni dettate dalla Controriforma, passando per la meno invasiva
committenza cardinalizia del XVII e del XVIII secolo, sostando sugli ampi risarcimenti ottocenteschi e sui restauri più recenti, così da arrivare nuovamente agli esordi, senza
ignorare la flebile luce del Medioevo
Racconti di storia somala: Il Sultanato di Obbia e il movimento Derviscio
ITALIANOLa raccolta è a cura di Axmed Faarax Cali 'Idaajaa' che ne ha redatto le descrizioni e i commenti.Contenuto:Un’anziana donna, Hawo Ali Boos, narra gli albori/la storia antica del Sultanato di Obbia (Somalia) e il conflitto tra il leader dei Dervisci somali, Sayid Mohamed Abdille Hassan, e uno dei suoi nemici (Migiurtini) nella regione del Mudug. All’epoca dell’intervista, tenutasi al villaggio di Gellinsoor nel 1980, la donna aveva più di cento anni.AF SOOMAALIGAMacluumaadkan waxaa soo diyaariyay Axmed Faarax "Idaaja", oo tifaftirey sharraxaada iyo faallooyinka.waxaa ku jira:Xaawo Cali Boos oo ah haweenay da' ah, waxay ka sheekaynaysaa taariikhdii hore ee boqortooyada Hobyo iyo colaadda ka dhexeysay hoggaamiyaha Daraawiishta, Sayid Maxamed Cabdulle Xasan, iyo mid ka mid ah cadaawadiisa (Majeerteen) oo ku nool gobolka Mudug. Xilliga waraysiga lala yeeshay haweenaydaas, oo ku sugnayd Galeensoor 1980, waxay jirtay boqol sano.ENGLISHThe collection is edited by Axmed Faarax Cali 'Idaajaa' who drew up the descriptions and comments.Contents:An elderly woman by the name of Hawo Ali Boos narrates the early history of Hobyo Sultanate (Somalia) and the conflict between the Somali Dervish leader Sayid Mohamed Abdille Hassan and one of his rivals (The Majeerteen) in the Mudug region of the country. She was over 100 when she was met at Gellinsoor village (Somalia, 1980)
Raccolta di poesie: Cali Cilmi 'Afyare'
ITALIANOLa raccolta è a cura di Axmed Faarax Cali 'Idaajaa' che ne ha redatto le descrizioni e i commenti.Contenuto:Poesie composte dal celebre poeta somalo Cali Cilmi 'Afyare'.AF SOOMAALIGAWaxaa isku soo ururiyay Axmed Faarax "Idaajaa" oo tifaftiray sharraxaadda iyo faallooyinkaWaxaa ku jira:Maansadii uu curiyay abwaanka caanka ah Cali Cilmi "Afyare".ENGLISHThe collection is edited by Axmed Faarax Cali 'Idaajaa' who drew up the descriptions and comments.Contents:Poems by the famous Somali poet Cali Cilmi 'Afyare'
Radio Mogadiscio: Campagna di alfabetizzazione 10
ITALIANORaccolta di materiali diversi, curata da Abdirahman Mohamed Abtidon, relativi alla campagna di alfabetizzazione della lingua somala trasmessa da Radio Mogadiscio dal 1972 al 1974."BARE(MACALIN)" è una canzone eseguita da Maxamed Baafaw Cali, registrata nella sezione "Wadani waxbarasho".AF SOOMAALIGAUrurin macluumaad kala duwan, oo uu soo diyaariyay Cabdiraxmaan Maxamed Abtidoon, oo ku saabsan ololaha farbarashada Af-soomaaliga, oo radio Muqdisho laga soo daayay muddada u dhexeysa 1972 ilaa 1974."BARE(MACALIN)" waa hees uu qaadayo Maxamed Baafaw Cali. Qaybta Wadani waxbarasho.ENGLISHA collection of different materials, edited by Abdirahman Mohamed Abtidon, related to the literacy campaign of Somali language broadcast by Radio Mogadishu from 1972 to 1974."BARE(MACALIN)" is a song performed by Maxamed Baafaw Cali, recorded in the section "Wadani waxbarasho"
Power quality in power drive systems
stall.
The electrical system should not only be able to provide cheap, safe and secure energy to the consumer, but also to compensate for the continually changing load demand. During that process the quality of power could be distorted by faults on the system, or by the switching of heavy loads within the customers facilities. In the early days of power systems, distortion did not impose severe problems towards end-users or utilities. Engineers first raised the issue in the late 1980s when they discovered that the majority of total equipment interruptions were due to power quality disturbances. Highly interconnected transmission and distribution lines have highlighted the previously small issues in power quality due to the wide propagation of power quality disturbances in the system. The reliability of power systems has improved due to the growth of interconnections between utilities. In the modern industrial world, many electronic and electrical control devices are part of automated processes in order to increase energy efficiency and productivity. However, these control devices are characterized by extreme sensitivity in power quality variations, which has led to growing concern over the quality of the power supplied to the customer.
From the end-user point of view, is important not only the quality of power but also the quantity of power used to supply the loads, that is, the quantity of money the user has to pay for the power supply.
Thus, the work of this thesis is the characterization of a power drive system focused on : minimization of Power supplied by the Grid (Ultracapacitors; optimiziation of Power supplied by the Grid ( Active Front End)
Interazione non lineare delle onde di lower hybrid con il plasma di bordo di un tokamak
Il presente lavoro di ricerca consiste nello sviluppo di un originale modello fisico-matematico in grado di descrivere nel dettaglio un’interazione elettromagnetica di tipo non lineare, denominata Instabilità Parametrica (IP), che si manifesta al bordo del plasma confinato magneticamente negli esperimenti sulla fusione termonucleare controllata. La modellizzazione dell’IP che è stata sviluppata consente di superare l’impossibilità del modello lineare delle onde nell’interpretare i dati disponibili forniti dagli esperimenti degli ultimi trent’anni riguardanti la propagazione di onde elettromagnetiche di tipo Lower Hybrid (LH) in plasmi di alta densità d’interesse per la ricerca sull’energia da fusione termonucleare. Il modello ottenuto consente infatti una convincente interpretazione dei risultati sperimentali che consistono nell’allargamento della riga della frequenza di operazione negli spettri ottenuti con un probe a radiofrequenza (RF) affacciato su un port della macchina sperimentale. Tale allargamento di riga, prodotto da un fenomeno d’interazione dell’onda col plasma di bordo, è importante per consentire o meno la penetrazione all’interno del plasma della potenza RF accoppiata dall’antenna
Dissipative and fluctuating effects in Ba(Fe1-x Rhx)2As2 iron-based superconductors
This thesis addresses dissipative and fluctuating mechanisms, taking place both in the superconducting, and in the normal phase of the Rh-doped family of 122 iron-based superconductors. These novel materials have been holding the stage of superconductivity, and renewing the interest in high temperature superconductors, for the last six years. Iron-pnictides are extremely type-II superconductors, with a Ginzurg-Landau parameter k-100, and extremely high upper critical fields, that can reach up to 100 T! Moreover, the lower critical field Hc1 is of the order of few mT, so there is a very broad range of magnetic fields in which the behavior of the vortex matter can vary significantly.
Nuclear Magnetic Resonance (NMR) is the more widely employed experimental tool in this thesis, given its microscopic nature, and the sensitivity to kHz-MHz fluctuations, that well match the vortices dynamic timescale. However, not many NMR studies concerning the dynamic in the iron-pnictides of the vortex lattice have been carried out, so far. One possible reason may be that the vortex dynamic is strongly related to technological applications, whereas NMR usually probes the equilibrium state.
Even though from a technological point of view this regime is not very appealing, it can anyhow help to grasp some information about the nature of the solid vortex phase.
The thesis is organized as follows: Part I includes the first two chapters. The first chapter presents an overview of structural, electronic and magnetic properties of the materials. A whole section reports the main NMR results obtained on 122 iron-pnictides, up to now. The second chapter presents the basic aspects of NMR, which are needed to understand the experimental results. Part II includes chapters 3-7. The third chapter discusses the onset of unconventional fluctuative phenomena of the order parameter, taking place above Tc. Such issues were studied by SQUID magnetometry. Chapter 4 debates an NMR study of the anomalous enhancement of the spin-spin decay rate, in the normal state.
The phenomenology of these systems becomes even richer, below the transition temperature, where the vortex lattice dynamic, in equilibrium condition (Chapter 5), and out-of-equilibrium (Chapter 6) can be investigated by NMR. Finally, chapter 7 deals with novel methodologies to study the vortex lattice melting transition. Part III is devoted to the appendices, which describe both the experimental equipment, and some theoretical background