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Fantastica toponomastica. Sulla traduzione italiana dei nomi di luogo nel ciclo narrativo di Andrzej Sapkowski
This article aims to analyse the peculiarity of place names occurring in The Witcher saga by the Polish fantasy writer Andrzej Sapkowski and to examine their Italian translation. Toponyms play a key role in the portrayal of an imaginary world, perform a wide range of functions and are usually unrelated to the reality in which the reader lives in. The analysis will focus on certain aspects of the Italian translation: humor and wordplays, intertextuality, stylistic register, problems of comprehension and interpretation of the source text. An overview of some distinctive traits of fantasy fiction that can influence the translation of place names, such as transmediality and serialization, will also be presented
Tradurre il fantastico. Dinamiche, strategie, rappresentazioni
La traduzione della narrativa fantastica, da intendersi qui nella sua accezione più ristretta e attuale incarnata dalla fantasy e da generi affini, implica una serie articolata di considerazioni traduttologiche che non riguardano solo aspetti linguistici e stilistici, ma chiama in causa fattori di più ampio respiro, come le dinamiche editoriali, la posizione del testo tradotto all’interno del canone e del polisistema di arrivo, gli orizzonti di attesa del lettore, il rapporto tra letteratura e altri media. La rappresentazione di mondi immaginari, a cavallo tra schematicità e creatività, impone ai traduttori una riformulazione di realtà sprovviste di referenti al di fuori del testo e di confrontarsi con una resa dell’alterità che nella fantasy assume contorni ontologicamente definiti, in quanto assoluta e programmatica. A impattare sulla traduzione è anche l’ambiguo status ontologico della letteratura fantastica, non più considerata come genere esclusivamente di consumo, ma neppure del tutto sdoganata come letteratura tout court. Gli effetti sono visibili sul piano delle strategie di resa, che incorrono spesso in un maggiore addomesticamento, naturalizzazione, infantilizzazione delle traduzioni, o nella modifica dei titoli delle opere e nella loro presentazione secondo una certa idea preconcetta delle supposte aspettative del lettore. Ulteriori fattori connessi alla natura del fantastico condizionano la sua dimensione editoriale e le dinamiche di ricezione (serializzazione, affezione, fidelizzazione e transmedialità), agendo anche sull’aspetto traduttivo e aggiungendo ulteriori livelli di complessità. I contributi presenti in questo numero hanno l’obiettivo di rispondere almeno in parte alle questioni fin qui sollevate, col fine ultimo di stimolare un dibattito e un approfondimento che, in ambito traduttologico, risulta ancora carente
Albania romanì, Albania egiziana: tracce di due minoranze nello spazio albanofono (XVII-XX sec.)
The Roma and Egyptian minorities in the Albanian-speaking area are sometimes mentioned, in short distorting passages, in notes by missionaries, travellers, scientists, diplomats between the 17th and early 20th centuries. The lexicography in 17th century presents the ethnic etym magjyp connected to ancient Egyptians and romanì minority; some photos with Roma and Egyptians from the documentary collection of Larissa Quaroni (1928-1931), from the travelogue of the ornithologist Hugo Adolf Bernatzik (1930), from the documentary collection of the soldier Sirio Galli (1940-1943) visualise their folkloristic aspect as it was understood and narrated at the time; the poetic work in romanì by Agim Saiti (Kosovar-Italian Rom) questions the Egyptian and Roma identity in contemporary Albanophony