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Dealing with different levels of task-induced cognitive load. Individual differences in strategic processing of interpreting trainees in sight interpreting/translation (SiT)
This study investigates how trainee interpreters perceive and manage task-induced cognitive load during sight interpreting/translation (SiT). Using a bottom-up analytical approach, it identifies primary load triggers, explores responses to differing cognitive demands, and examines the strategies interpreters employ to mitigate these challenges. The quasi-experimental design involved two SiT tasks of varying difficulty: Text 1, a complex passage with a low readability score, and Text 2, a simpler text. Data were gathered through retrospective verbal reports, structured interviews, and the NASA-TLX, enabling a triangulated analysis of cognitive effort and strategy use. Findings indicate that cognitive load in SiT arises not only from textual complexity but also from individual interpreter characteristics, emotional responses, and specific constraints such as processing tempo, visual interference, and (un)shared knowledge. Cognitive load profiles varied across individuals, highlighting the subjective nature of task difficulty and coping mechanisms. The study underscores the need for interpreter training programmes to address both cognitive and emotional dimensions of SiT, equipping trainees with strategies for managing dynamic, high-pressure interpreting environments
Pamphlet 10. CAPACITATING NEIGHBOURHOODS. Spatial, Environmental, and Social Supportive Infrastructures Outside the Home
Social and economic poverty and vulnerability are increasing, accompanied by growing difficulties in accessing adequate housing and welfare equipment. Ensuring the right to the city for all (Lefebvre), in fact, requires more than affordable housing. A decent and autonomous life also depends on access to collective spaces and facilities. Consequently, imagining new forms of co-living among diverse individuals and social groups, as well as enhancing the usability of service networks, has become a key challenge in building inclusive and resilient cities – starting at the neighbourhood scale.
The exhibition presents the outcomes of the Design Laboratory of Urban Regeneration and Town Planning, with a focus on Barriera, a semi-central district of Trieste. The projects address the organisation of spaces essential to everyday life and personal autonomy – housing, schools, civic centres, public and green areas, and social and health care services.
Barriera is re-imagined as a capacitating neighbourhood – a spatial, environmental, and social supportive infrastructure helping rebalance urban territories from material and immaterial, physical and interaction perspectives (Secchi). On the one hand, the spatialisation of poverty and vulnerability provides lens to explore the relationship between various forms of fragility and urban space. On the other hand, the neighbourhood is envisioned as a place where persons – regardless of their material, physical, or social conditions – can be capacitated (Sen, Nussbaum) to lead fulfilling lives. From this perspective, urban design is called upon to transcend the dichotomy between domestic and collective spaces, proposing instead integrated systems of indoor and outdoor environments where life unfolds inside and outside the homes (Gehl)
Chiara Nencioni, Vittoriosi al fin liberi siam. Rom e sinti nella Resistenza italiana. Edizioni ETS, Pisa 2025
Cleobulina di Rodi (VI a.C.)
Cleobulina fu una celebre compositrice di enigmi. Solamente quattro di essi ci sono pervenuti: l’enigma della coppa, l’enigma dell’arte, l’enigma del flauto frigio e l’enigma dell’anno. Appartengono tutti ad una particolare tipologia di enigma che coloro che si interessano agli studi di ricerca folkloristica hanno denominato “vero enigma”, la cui caratteristica principale è quella di far riferimento ad un elemento attraverso una descrizione che o non è calzante oppure contraddice l’esperienza che normalmente abbiamo di esso. Cleobulina non ha proposto alcuna teoria filosofica, ed è forse questo il motivo per cui nessun autore antico si è riferito a lei come ad una filosofa. Come suo padre, potrebbe essere considerata una “sapiente” (σοφή), come viene esplicitamente chiamata da Plutarco nel Simposio dei Sette Sapienti (148d). Malgrado non fosse una filosofa, Cleobulina può essere considerata una figura rilevante nella storia della filosofia antica. Prima di tutto, dal momento che i suoi enigmi furono importanti per lo sviluppo della tradizione degli enigmi dell’antica Grecia, essi ci hanno aiutato a comprendere le prime riflessioni filosofiche sugli enigmi attribuite ad Aristotele e al suo discepolo Clearco. In secondo luogo, Plutarco presenta gli enigmi di Cleobulina come una sorta di intrattenimento simposiale, mentre l’autore anonimo dei Dissoi Logoi utilizza uno di essi come strumento di riflessione filosofica. Sebbene non si sappia se Cleobulina componesse i suoi enigmi per riflettere su questioni etiche, almeno uno di essi è servito a questo scopo. In terzo luogo, gli enigmi di Cleobulina rispecchiano una prospettiva epistemologica singolare, secondo la quale la conoscenza non emerge da nuove scoperte, ma piuttosto da nuovi nessi tra elementi già noti. Questa prospettiva potrebbe essere rilevante per le discussioni filosofiche di problemi epistemologici antichi. Gli enigmi, infatti, ci consentono di acquisire una diversa comprensione di cose già note. Per indovinare la risposta, l’uditore o il lettore devono decodificare le metafore delle apparentemente improbabili o impensabili descrizioni utilizzate negli enigmi, e scoprire a che cosa realmente alludano, trattandosi di cose loro familiari o precedentemente conosciute. Sebbene ciò sia una caratteristica distintiva di tutti gli enigmi, è importante concentrare l’attenzione su quelli formulati da Cleobulina, dal momento che rappresentano esempi di enigmi tra i più antichi
Ukrainian independence seen from Moscow: in search of a strategy
In the tense aftermath of the failed August 1991 coup, Ukraine declared independence, later confirmed by the December 1st referendum. Gorbachev’s adviser Georgy Shakhnazarov viewed with alarm the collapse of the Ukrainian Communist Party and Kravchuk’s nationalist turn. Believing Ukraine could remain «independent within the Union», he urged keeping ties through Crimea, Donbas, and the Southern Ukraine. Yet the referendum decisively sealed Ukraine’s break from the Ussr
Strengthening Disaster Risk Reduction in Somalia - A Pathway to Recovery, Resilience & Sustainability
Somalia is extremely vulnerable to climate-related disasters due to climate change, weak institutions and dependence on climate-sensitive livelihoods. Ranked 172nd in the 2022 ND-GAIN Index, the country has recently faced severe droughts causing over 71,000 deaths and major economic losses. Despite policy efforts like the Sendai Framework and the revival of SODMA, significant gaps remain in financing, infrastructure and gover¬nance. The study examines how Somalia can shift from reactive disaster response to proactive risk reduction. Using global indices, policy analysis and case studies, it finds that fragmented governance, poor infrastructure and reliance on donor funding undermine DRR efforts, al-though localized initiatives like early warning systems show promise. Without action, climate shocks could cost up to $100 billion by 2050. The research recommends anticipatory strategies supported by decentralized governance, a national disaster fund, resilient infra¬structure and integrated multi-hazard warning systems. Strengthened institutions, improved coordination and innovative financing are essential. Proactive DRR can reduce humanitarian needs and support long-term resilience and development.La Somalia è estremamente vulnerabile ai disastri legati al clima a causa del cambiamento climatico, della debolezza delle istituzioni e della dipendenza da mezzi di sussistenza sensibili alle condizioni climatiche. Classificata al 172º posto nell’ND-GAIN Index 2022, il Paese ha recentemente affrontato gravi siccità che hanno causato oltre 71.000 morti e ingenti perdite economiche. Nonostante iniziative politiche come il Sendai Framework e la ricostituzione di SODMA, persistono lacune significative in termini di finanziamenti, infrastrutture e governance. Lo studio analizza come la Somalia possa passare da una gestione reattiva dei disastri a una riduzione proattiva del rischio. Basandosi su indici globali, analisi politiche e studi di caso, emerge che la governance frammentata, le infrastrutture carenti e la dipendenza dai finanziamenti dei donatori compromettono gli sforzi di riduzione del rischio di disastri (DRR), anche se iniziative locali come i sistemi di allerta precoce mostrano potenziale. Senza interventi, gli shock climatici potrebbero costare fino a 100 miliardi di dollari entro il 2050. La ricerca raccomanda strategie anticipatorie supportate da una governance decentrata, da un fondo nazionale per la gestione dei disastri, da infrastrutture resilienti e da sistemi integrati di allerta multi-rischio. È fondamentale rafforzare le istituzioni, migliorare il coordinamento e adottare forme di finanziamento innovative. Una DRR proattiva può ridurre il fabbisogno umanitario e sostenere la resilienza e lo sviluppo a lungo termine
Scrivere le immagini. Quaderni di sceneggiatura 12
La mia esperienza come presidente di giuria del Premio Mattador è stata prima di tutto l’incontro con persone con cui abbiamo condiviso l’idea di come si possa essere utili a dei giovani che stanno sognando il cinema. Decidere è sempre difficile e i criteri sono importanti, è prevalso tra noi uno sguardo verso l’innovazione e il lavoro originale, anche soprassedendo a delle imperfezioni, con la riserva poi di incontrare i premiati per sottolineare dei punti su cui potranno lavorare maggiormente. Abbiamo di certo fatto il massimo di quanto potevamo. L’incontro poi con il gruppo fondatore del Premio Mattador è andato oltre la dimensione cinematografica e formativa, con persone che da una tragica esperienza esistenziale hanno voluto distillare un sapere e un volere che fanno onore al nostro Paese, così avaro di iniziativa per i giovani e invece così prodigo di morali e sermoni per loro. Maurizio Braucci, Luglio 2024
Seguo da tempo e ho sempre incoraggiato la partecipazione dei miei studenti e delle mie studentesse a questo prestigioso Premio che offre un’importante opportunità di crescita professionale a tanti giovani talenti e che è organizzato con passione e con rigore da una meravigliosa squadra a cui va il mio più sincero ringraziamento. In Giuria ho trovato dei colleghi e delle colleghe di alto profilo e di grande sensibilità, con i quali è stato stimolante e anche molto piacevole il confronto. È stato un lavoro impegnativo ma certamente ricompensato dall’ottimo livello dei progetti che abbiamo valutato. Grazie a tutti e tutte e lunga vita al Premio Mattador! Minnie Ferrara, Luglio 2023
Essere nella Giuria del Premio Mattador è stato un onore e un’emozione, perché si tratta di un Premio importante, ispirato ad una bellissima persona, che dà una concreta possibilità di emergere a giovani di talento. Ma è stato anche qualcos’altro, perché mi sono trovato assieme a colleghi preparatissimi, entusiasti e molto simpatici. Per cui è stato un onore e un’emozione, sì, ma anche un gran divertimento, davvero. Carlo Lucarelli, Luglio 2022</p
Tra guerra e pace
“Convivere con Auschwitz”, decimo convegno tematico in cui l’Università di Trieste incrementa le convergenze interdisciplinari in un rapporto di analisi e attualizzazione scientifica, esplorando ulteriori temi riguardanti le memorie dell’Olocausto e della Deportazione. Devastando il corso della Storia, il nazifascismo ha perpetrato anche a Trieste aberranti crimini contro l’umanità, come l’annuncio delle leggi razziali nel 1938, la Risiera di San Sabba, unico Lager con forno crematorio realizzato in Italia e nell’Europa meridionale, la segregazione nei carri bestiame dal Silos della Stazione Ferroviaria di Trieste da cui partì alla volta di Auschwitz la maggioranza dei convogli di Deportate/i dalla Nazione: una drammatica eredità che è importante ricordare con la creazione del Memoriale Nazionale. L’inumanità di Auschwitz è l’umana condizione da cui da allora dobbiamo difenderci. “Convivere con Auschwitz” è il contributo di civiltà con cui l’Università di Trieste si pone a Memoria di quanto è stato, in antitesi al pregiudizio e all’intolleranza riemersi attraverso l’esercizio sistemico dei populismi, pericolosi generatori di regressione sociale, arretramento culturale e aggressione ai valori etico-morali della convivenza e dell’accoglienza. In ottemperanza alla Legge 211/2000, istitutiva del Giorno della Memoria, il simposio persegue il monito di Primo Levi: analisi, studio e conoscenza dell’abominio di Shoah e Deportazione nei Lager di sterminio nazisti, come antidoto contro la reiterazione del crimine, che, con metodologie diverse ancora e sempre flagella l’umanità. Memoria, cultura e conoscenza di quanto è stato, contro ogni forma di razzismo, qualsiasi discriminazione e prevaricazione razziale, sociale, culturale e religiosa, per la Pace e la Libertà
Dieci anni di onde gravitazionali
Due talk per ripercorrere le tappe di una scoperta rivoluzionaria che ha aperto una nuova finestra sull’Universo: come funzionano i rivelatori? Cosa abbiamo imparato in un decennio? Quali misteri restano da svelare