25325 research outputs found
Sort by
Libanio e Aristeneto: un’amicizia sincera
Diversamente da altri casi di relazioni instaurate con potenti funzionari centrali e periferici, le quali si alimentarono spesso per ragioni strumentali legate al potere, al successo, alla visibilità e si affievolirono e vennero meno quando queste finivano, il ricco scambio epistolare tra Libanio e l’amico nicomediese Aristeneto sembra superare queste contingenze e possedere quella solidità che solo una vera e sincera φιλία – una delle poche costruite dall’oratore antiocheno nel corso della sua vita – poteva dare.Unlike other examples of relationships established with powerful central and peripheral officials, which were often nurtured for instrumental reasons related to power, success, and visibility, and faded and disappeared when these came to an end, the rich epistolary exchange between Libanius and his Nicomedæan friend Aristhenetus seems to overcome these contingencies and possess the solidity that only a true and sincere φιλία – one of the few constructed by the Antiochene orator during his lifetime – could provide
The history of computer science in the curriculum of the Volta Institute: an educational experience integrated with the “Corrado Bonfanti Museum”
This paper outlines the integration of computer history into the ITS Volta Trieste Computer Science curriculum, a project inspired by Prof. Bonfanti’s laboratory approach during museum visits and supported by PRSD funding. The Institute developed Learning Units using the Museum as the core resource. Three thematic paths (Retro, Fabulous 80s, Operating System) were integrated into the Systems and Networks course through the EAS methodology. The project, which is currently expanding to include Artificial Intelligence (AI) and collaboration with the English department, successfully contextualizes technical skills, boosting student motivation and critical thinking through the comparison of historical and modern technology.Il presente contributo delinea l’integrazione della storia dell'informatica nel curriculum dell'indirizzo Informatica dell'ITS “A. Volta” di Trieste, un progetto ispirato dall’approccio laboratoriale del Prof. Bonfanti durante le visite al museo e sostenuto dai finanziamenti PRSD. L’Istituto ha sviluppato Unità di Apprendimento (UdA) utilizzando il Museo come risorsa didattica centrale. Tre percorsi tematici (Retrò, Favolosi anni ’80, Sistemi Operativi) sono stati integrati nella disciplina Sistemi e Reti attraverso la metodologia EAS (Episodi di Apprendimento Situato). Il progetto, che è attualmente in fase di espansione per includere l'Intelligenza Artificiale (AI) e la collaborazione con il Dipartimento di Inglese, riesce efficacemente a contestualizzare le competenze tecniche, potenziando la motivazione e il pensiero critico degli studenti attraverso il confronto tra tecnologia storica e moderna
Review. BAGUS A., 2025, Precario non abilitato, Torrazza Piemonte, Amazon Italia, 122 pp.
Sic deus in flammas abiit. La rappresentazione della “cattura” di Dafne nella pittura pompeiana
This paper sets out to explore a well-known myth from the ancient world, that of Apollo and Daphne. Specifically, after a brief introduction concerning the literary sources of the myth, the focus is on the Pompeian pictorial production of this theme. The paintings are analysed, dwelling in particular on the manner in which the nymph’s ‘capture’ is depicted, which, in some specific cases, seems to suggest an approach that is not totally hostile towards Apollo
Elena Pulcini (1950-2021)
Elena Pulcini (L’Aquila 1950 – Firenze 2021) ha insegnato Filosofia sociale presso l’Università di Firenze dal 2001 al 2021. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: L’individuo senza passioni. Individualismo moderno e perdita del legame sociale (2001a), Il potere di unire. Femminile, desiderio, cura (2003), La cura del mondo. Paura e responsabilità nell’età globale (2009), Tra cura e giustizia. Le passioni come risorsa sociale (2020a). Con viva passione civile e rigore intellettuale ha affrontato questioni basilari e ineludibili: le sue analisi sull’origine dell’individualismo e del narcisismo contemporaneo, sulla perdita del legame sociale, sul ruolo delle passioni, giudicate forze capaci di motivare scelte e azioni sia individuali che sociali, sull’esclusione dei soggetti ‘altri’, innanzitutto di quello femminile, rappresentano un contributo dal quale non si può prescindere, se vogliamo veramente comprendere e curare il nostro mondo. La sua riflessione, in costante dialogo con i classici, studia innanzitutto il modificarsi della concezione che la modernità ha dell’individuo: dall’homo œconomicus della prima fase, caratterizzato dal desiderio di possedere ricchezze e da quello di differenziarsi dagli altri e di esserne riconosciuto, all’individuo narcisistico della tarda modernità, un Io che non si riconosce limiti, ancorato al presente e privo di progettualità, debole e soprattutto incapace di un reale confronto con l’altro.
A partire dai primi anni Duemila Pulcini approfondisce l’analisi della globalizzazione indicandone la ‘costitutiva ambivalenza’, il suo produrre omogeneità indifferenziate da un lato e frammentazioni e disuguaglianze dall’altro; denuncia le trasformazioni della struttura antropologica dell’individuo e lo scadere dei legami sociali, fenomeni questi che, già avviatisi con la modernità, ora vengono esasperati e portati al limite estremo.
Nel suo ultimo libro – Tra cura e giustizia. Le passioni come risorsa sociale (2020a) – l’analisi viene ulteriormente arricchita: oggi dobbiamo misurarci con nuove sfide, ad esempio il cambiamento climatico o il rischio nucleare. In particolare Pulcini si sofferma sulle nuove immagini dell’Altro con cui dobbiamo fare i conti: l’Altro distante nello spazio, che ha assunto i caratteri inquietanti dello Straniero, e l’Altro distante nel tempo, ovvero quelle generazioni future verso le quali siamo in debito soprattutto per le questioni ambientali.
Un altro fulcro del suo lavoro è la riflessione su giustizia e cura. La studiosa argomenta che il paradigma giuridico razionalista, fondato su equità e diritti simmetrici e sostenuto solo da ragionamenti astratti, è insufficiente: è necessario modificarlo e appoggiarsi anche a motivazioni affettive per sostenere l’azione giusta. Parallelamente, la cura – di cui si ha un’immagine stereotipata e che viene considerata un esclusivo compito femminile – va trasformata in scelta etica, pienamente consapevole: solo riconoscendo la fragilità propria e altrui ci si può aprire a una relazione autentica, non sacrificale, che superi la contrapposizione tra l’ambito privato e quello pubblico-politico.
In conclusione, Pulcini traccia una visione integrata di cura e giustizia, alimentata dalle passioni empatiche e dall’assunzione di responsabilità verso il presente e le generazioni future. La sua proposta etica e pedagogica – volta a formare, attraverso una ‘paideia delle passioni’, un soggetto emozionale capace di coniugare ragione e sentimento – si pone come risposta critica alle crisi globali: ecologiche, sociali, identitarie. La metamorfosi culturale ed emotiva che auspica è la base per costruire una società conviviale globale (l’espressione si trova in Alain Caillé, Manifesto convivialista) in cui le passioni divengano cemento emotivo di una comunità globale fondata su equità, cura e responsabilità intergenerazionale